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Hallomarc

Per vivere ogni tanto bisogna dar ragione al diavolo

  • "Hallomarc" started this thread

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1

Saturday, February 4th 2012, 3:55pm

Il mio dolore

Non mi aspetto che la vita mi risparmi i dispiaceri. Sarei stupido se lo pensassi, e anche autolesionista, perché se mi facessi ques'illuisione, resterei amaramente disilluso.

Il punto non è evitare il dolore, ma come uscirne una volta che mi è capitato tra capo e collo.
E il modo è quello di non risparmiarmi la sofferenza, sapendo che Il calice va bevuto. Ma una volta che sono arrivato al fondo, dico : "ok Marc, hai visto fino a che punto puoi soffrire (per amore o per odio). Ora basta: aveva un senso soffrire, hai sofferto, hai pagato e ora non ha più senso continuare".

:-)
La deprex a volte torna, ma mi trova preparato.

timerz77

Ho sempre sonno...

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2

Monday, February 6th 2012, 12:36pm

Il problema è quando non riesci a bere fino in fondo quel calice...

Marinella

...La Gabbianella In Volo...

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3

Monday, February 6th 2012, 2:16pm

Non mi aspetto che la vita mi risparmi i dispiaceri. Sarei stupido se lo pensassi, e anche autolesionista, perché se mi facessi ques'illuisione, resterei amaramente disilluso.

Il punto non è evitare il dolore, ma come uscirne una volta che mi è capitato tra capo e collo.
E il modo è quello di non risparmiarmi la sofferenza, sapendo che Il calice va bevuto. Ma una volta che sono arrivato al fondo, dico : "ok Marc, hai visto fino a che punto puoi soffrire (per amore o per odio). Ora basta: aveva un senso soffrire, hai sofferto, hai pagato e ora non ha più senso continuare".

:-)


Ciao Hallomarc.. :) Quanto mi piace Leggerti... :blush: dai sempre una -sferzata- di Positività
nei Tuoi Interventi...sei sempre disposto a Condividere...a Raccontarti e Soprattutto...
a cercare di porgere quella mano che serve tanto in certi momenti e a tante Persone
che cercano un modo...per reagire...e Tu...portando qui le Tue Esperienze e le Tue sofferenze
riesci a far vedere uno -spiraglio di luce-...quelli che...sicuramente...stai cercando anche Tu...
con tanta determinazione e Positività nel cercare di reagire nel migliore dei modi... :thumbup:

Grazie Hallomarc... :) Ti Auguro...come lo Auguro a Chi ne ha bisogno...che quel Calice sia sempre più gustoso
e ricco di tante bollicine che salgono nella direzione Giusta... :beer:

:girl:
Per Arrivare all'Alba...Non C'è Altra Via che La Notte...Kahlil Gibran

Ogni Donna ha un Paio d'Ali chiuse dentro Sé...e Sogna Ancora Vette Inesplorate...
La Notte delle Fate...Enrico Ruggeri


Nanì... ♫ Nanì... ♫

PierangeloLopopolo

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4

Monday, February 6th 2012, 2:24pm

il dolore


Quel che conta è che il dolore dica, comunichi, illumini, che non sia solo un dazio da pagare, accettato realisticamente come una componente fatale dell'esistenza, con rinuncia a pretese illusorie di abolirlo. Il dolore, attentamente ascoltato, partecipato e visto dall'interno, mostra, rivela, evidenzia, in modo incisivo, segnando nella carne. Il calice amaro non è una penitenza per poi, una volta che sia finito, trarre sollievo/compenso e gioire di più della e in sua assenza. Lo scopo del dolore, come via intima, pur accidentata, senza risparmio di pena per sè, senza ritegno, con ampia capacità di rendere riconoscibile ciò che siamo e come, è di dare terreno fondato di esplorazione e di ricerca su di sè....senza questa tensione, senza questa matrice, il dolore, via sensibile di avvicinamento a sè e di conoscenza, non avrebbe quella forma, quell'intensità, quella caparbietà. Dunque il nostro dolore, spesso trattato come segno o sintomo generico, perchè gli va contro la nostra insopportazione e pregiudizio negativo, merita di essere avvicinato e condiviso con voglia di comprendere, di vedere bene e fin dove possibile nelle sue pieghe e attraverso le sue impronte,in stretto legame aderente con i suoi suggerimenti, così vivi, pur se spiacevoli. C’è chi pur volendo capire, sposta però subito l’attenzione dal dolore alla ricerca delle cause, rischiando di perdere la proposta utile e incalzante del dolore, di non comprendere che l’esperienza intima dolorosa non è un semplice e automatico gemito per offese/difficoltà/avversità attuali o pregresse, ma è specchio, movimento e spinta (con componenti anche sottili da cogliere) a vedere dentro sé, a scoprire, a rendere riconoscibile qualcosa di sé di importante e affatto scontato o già evidente. Deleterio poi bandire il tutto dell’esperienza dolorosa bollandola come patologia. In questo caso i disastri, del mancato incontro/dialogo con parte viva di sé e del rafforzamento della diffidenza e della paura di sé, rischiano di impiantarsi stabili e forti, col suggello della cura, cura che rischia di non avere nulla ha a che fare col prendersi cura di sé ( con l'essere aiutati a farlo) per far crescere unità con se stessi e consapevolezza. L’esito viceversa rischia di essere la separazione in casa tra parte di sé che si difende e parte di sé, intima e profonda, destinata ad avere solo la parte e il volto odioso dell‘intruso o del guastafeste. Pierangelo Lopopolo

timerz77

Ho sempre sonno...

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5

Monday, February 6th 2012, 2:40pm

@Pierangelo: Leggo con interesse quello che scrivi, ma sinceramente faccio veramente tanta difficoltà a comprendere tutto.
Non sono un cultore della psiche, anche se mi piacerebbe imparare a conoscermi meglio, solo che non riesco a trovare il modo.
In questo periodo sto soffrendo a causa della nuova condizione di convivente, spesso ho voglia di piangere e il mio umore oscilla da momenti buoni a momenti molto tristi.
So che parte della causa deriva dalla separazione dai miei e dalla mia paura di prendermi responsabilità, perché a casa ero comodo, non facevo nulla e non sono mai stato "lontano" dai miei per più di qualche giorno, però quando ho firmato il mutuo non ho avuto alcun problema né esitazioni.
Eppure spesso la mia mente parte da sola, sento una grande tristezza e un disagio interiore, accompagnato da fame nervosa (né io ne la mia ragazza sappiamo realmente cucinare, ma sopravviviamo).

Ho provato quindi ad ascoltare la sofferenza, ma non riesco a comprendere nulla di quello che vuole dirmi, forse non ho ancora trovato il modo giusto...
sto seguendo una terapia farmacologica per renderla meno intensa e consulto una psicologa per capire questo stato d'animo e le motivazioni che mi ci hanno portato, ma mi sento sempre alla deriva...

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