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PierangeloLopopolo

Giovane Amico

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Sonntag, 29 Januar 2012, 13:42

Il filo....quando la tristezza fa il vuoto....

Cercare il filo, il nostro filo interno, di scoperta del senso di ciò che si muove in noi e che nell'intimo ci accade, il filo di un discorso, il nostro, non inventato, non forzato e manipolato per stare dentro quello comune e ritenuto ovvio....il filo che sottende i nostri passi, anche quelli più dolorosi e ardui. Questo e non altro la sofferta esperienza intima cerca e insegue, spesso incompresa. Se fa il vuoto, se scava, se scolora e rende indifferente il mondo, se mutila il sentire, se non gli permette se non di testimoniare una mancanza e un'impotenza, un senso di inutilità e di fallimento, una pena infinita, è per far riconoscere di ogni altra cosa, che non sia il ritrovamento del proprio filo, l'assenza di valore e l'assoluta impraticabilità. Se l'interiorità mette allo specchio e mostra di se stessi, pur dolorosamente, l'inconsistenza e il vuoto, non è per insane disistima e assenza di calore, ma per fondata pretesa di "essere" e di generare il proprio, senza più prese in giro, senza più compromessi perdenti.
Quanto del modo di procedere abituale e precedente le fasi di più acuto malessere e sofferenza, quelle di cui chi è interiormente sofferente è nostalgico e che vorrebbe ricreare, era in realtà così valido e saldo? Quanto c’era di sfilacciato nella consapevolezza di se stesso, di disunito nel rapporto tra ciò che l'individuo si rappresentava e si proponeva e ciò che sentiva? Quanto c’era e quanto invece radicalmente mancava di filo interno, che unisse, che facesse vedere la continuità e il senso nella propria personale esperienza? Quanto a fine giornata si poteva dire d’aver raccolto, compreso o generato e quanto invece, casomai evitando di pensarci, c’era di inutile, di banale, di impersonale, di raffazzonato, di valido solo per tirar avanti con espedienti, per inerzia? Il problema pareva non porsi e non esistere….e però è venuto il giorno in cui un’interiorità, non certo debole o malata, ha cominciato a rendere più sensibile e vistosa la questione dell’assenza….di un filo, di un costrutto proprio e allora….è arrivato il tempo della consapevolezza, dolorosa e senza sconti e su queste basi il filo vero ha cominciato in realtà ad essere tracciato.
Cercare il filo, il proprio filo interno..... Nulla è mostruoso, nulla è abnorme nell'intimo sentire, purchè non lo si squalifichi perchè doloroso, purchè non gli si contrapponga una normalità cui aderire, purchè non gli si chieda soltanto di sparire, per far posto a che? a gioia fittizia, a calcolo e a compiacimento per qualcosa, che simile a quel che han tutti, potrebbe pur bastare? L'impegno di cercarsi sul sentiero accidentato, di accettare di costruire finalmente e non di rivendicare, di ritrovare il proprio filo e di tesserlo con onestà e pazienza per farne tessuto vitale e di pensiero nuovo, proprio e resistente, che non svanisca....questo sì e con l’aiuto giusto è possibile e se lo si vuole chiamare cura e processo di guarigione lo si faccia pure....finalmente avranno senso e contenuto seri. Pierangelo Lopopolo

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Belle89

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Sonntag, 29 Januar 2012, 13:54

Hai ragione.. il filo bisogna trovarlo dentro di noi, e poi seguirlo.. le ricadute ci sono e ci saranno.. io, per esempio, stamattina l'ho davvero spezzato.

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

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3

Sonntag, 29 Januar 2012, 14:15

Hai ragione.. il filo bisogna trovarlo dentro di noi, e poi seguirlo.. le ricadute ci sono e ci saranno.. io, per esempio, stamattina l'ho davvero spezzato.
trovare il filo dentro noi e seguirlo.....sì, assolutamente sì.....stacchi, accenni di fuga e di rottura, di disimpengno dall'intimo, dove nulla sfugga all'attenzione e passi inosservato, dove la ricerca di sè diventi davvero prioritaria e amata, ci stanno, rendono la vicenda più vera e la conquista più consapevole e piena... conquista dell'essere, del proprio essere e conquista del pensiero, del proprio pensiero

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