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sistavameglioprima

Giovane Amico

  • "sistavameglioprima" started this thread

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1

Sunday, January 15th 2012, 4:20pm

Gli anni passano ma la mia stupida testa è sempre la stessa.

Sia nell'infanzia che nell'adolescenza ho vissuto nella povertà, non ho patito la fame ma la povertà sì.
Mai un regalo di compleanno, mai un regalo da Babbo Natale, mai un regalo della Befana.
Cambio scarpe solo quando quelle vecchie era veramente distrutte, stesso discorso per gli abiti.
Non ho avuto neanche la festa per i miei diciotto anni.
Tutto questo mi faceva e mi fa provare una rabbia verso i miei genitori che non sono stati in grado di capire quanto alcune cose, anche se banali, possano essere importanti per un bambino/ragazzo. Speravo sempre che intervenisse la divina provvidenza a sistemare tutto.....quando avevo 14 anni giocavo continuamente al totocalcio sperando in una vincita che sistemasse tutto......ma ovviamente non accadde.

Ora, che non ho più problemi economici, spero ancora che intervenga la divina provvidenza a sistemare tutto......in poche parole passano gli anni ma la mia stupida testa è sempre la stessa.
La mia vita è vuota, anzi no, è piena di solitudine e spero che a sistemare tutto intervenga "qualcosa" che sistemi tutto un po come avrebbe dovuto fare anni fa la vincita al totocalcio.............che tristezza.

This post has been edited 1 times, last edit by "sistavameglioprima" (Jan 15th 2012, 4:36pm)


Juniz

Amico Infepavabile

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2

Sunday, January 15th 2012, 5:09pm

Amara consapevolezza: più le cose cambiano, e più rimangono le stesse. Ahimè mi è capitato spesso di rifletterci.
I soldi, purtroppo non potevano piovere dal cielo e tu non potevi farci nulla allora. Ma oggi puoi ancora far qualcosa: non arrenderti alle tue giornate e cambiare atteggiamento.

Io ci sto provando.

Nana Coupeau

Giovane Amico

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3

Sunday, January 15th 2012, 5:34pm

Aspettare è facile, l'ho sempre fatto anche io... aspettare Godot che non arriva, qualsiasi cosa esso sia. Al Totocalcio giocavo anche io e non vinsi mai niente... fu una bella lezione di vita. Niente piove dal cielo. Dovremmo rimboccarci le maniche, ma non è così facile...

4

Sunday, January 15th 2012, 9:34pm

Sistavameglio prima sei contradditorio!!
Come fai a dire che stavi meglio prima dato che ti lagnavi anche in passato?????!!!!!!!!

RINGRAZIA i tuoi genitori che non ti hanno fatto patire la fame, insensato!
Non venirmi a dire che ti vengo a linciare, te hai bisogno di schiaffi e schiaffi ancora, ma di quelli fisici,non morali,perché frigni come un ragazzino di terza media. La TESTA E' TUA, quindi sei tu che la fai ragionare a quel modo a meno che non sei gravemente disabile ed incapace di intendere e di volere.
Frigni ancora adesso, a 30 anni perché a 18 anni non hai avuto la festicciola????????????????? E di grazia, perché quando si arriva a 18 anni lo si deve vedere per forza come un evento importantissimo?? E' un'età come tutte le altre! Queste regole in natura non esistono,sono stupidaggini creati dalla società , pensa che in America quando si arriva a 18 anni c'è quasi l'obbligo di festeggiare per la "prima birrata". Ma che razza di festa sarebbe? Qui in Italia si festeggiano i 18 anni per cosa?? Queste feste non le capisco,sono ridicole.
Io non voglio darti nessuna lezione di vita dato che a stento riesco ad andare avanti per me stessa ma una cosa lasciamela dire.
Ti lagni così tanto dei tuoi genitori!!!

mi fa provare una rabbia verso i miei genitori che non sono stati in grado di capire quanto alcune cose, anche se banali, possano essere importanti per un bambino/ragazzo.


Cambio scarpe solo quando quelle vecchie era veramente distrutte, stesso discorso per gli abiti.
Non ho avuto neanche la festa per i miei diciotto anni.


E si vede che i tuoi genitori non potevano permettersi di comprarti scarpe nuove alla prima graffiata!!!!
Anch'io ho vissuto la povertà e posso dire di essere "orgogliosa" perché la POVERTA' insegna MOLTE COSE.

La Divina Provvidenza in realtà ti è venuta incontro e neanche te ne sei accorto. Hai tutt'ora un lavoro, e non hai piu' problemi economici.
Tolto questo dilemma che ti tormentava da piccolo ti lagni perché non hai la ragazza, perché sei in solitudine... blablabla, se continui a frignare diventerai ancora peggio di prima.
Secondo me i tuoi genitori sono stati fin troppo gentili con te, dovrebbero sbatterti fuori di casa a calci, così impari cos'è l'autonomia, la fatica, il sudore di pagare te stesso l'affitto e da mangiare, compresi i vestiti e le scarpe.

Tu non riesci ad andare avanti perché ti lagni sempre, perché aspetti che la Divina Provvidenza faccia capolino dalle nuvole.
E dimentichi tutte quelle persone che di fame muoiono davvero, di freddo pure.
La Provvidenza ti ha dato la ragione, la capacità di agire.... ma non agisci... perché secondo me il tuo problema sono i genitori, ti bloccano mentalmente e addossi loro tutti i tuoi fallimenti, forse ti hanno protetto troppo. Mi auguro che un giorno ti sbattano a calci, così ti SVEGLIERAI. Ma ti darei un consiglio... anziché aspettare che muoiono(lo dico in modo sensato, poiché non dureranno per sempre) non ti decidi ADESSO di levare le tende e di prenderti un'altra casa mettendo da parte un attimo le lagne della solitudine e pischella introvabile?

:punish: :punish: :punish: :punish:

sistavameglioprima

Giovane Amico

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5

Sunday, January 15th 2012, 11:14pm

Ma su questo forum si può scrivere solo se si ha un tumore in testa o sei si muore di fame?
Se i nostri "non problemi" non fossero vissuti come problemi non saremmo qui...o mi sbaglio?

La TESTA E' TUA, quindi sei tu che la fai ragionare a quel modo a meno che non sei gravemente disabile ed incapace di intendere e di volere.

E' come dire a uno che soffre di ansia o di panico : " Ma perchè fai così, le tue paure non esistono"

Forse tu eri un guerriero anche da piccola...niente ti ha intaccato .....invece a me no...purtroppo.
A me ha fatto male a 8 anni sentirmi chiamato dalla mamma di una compagna di classe con cui avevo litigato "STRACCIONE", ci chiamò solo me e non i miei compagni che avevo preso anche loro al litigio.
Sono passati quasi 30 anni ed ancora lo ricordo come se fosse ieri...qualcosa avrà pure significato o no?

Sinceramente della festa dei 18 anni non mi è importato un cazzo....a quell'età ero già bello che cotto, però ti assicuro che era molto deprimente nell'età dell'adolescenza non ricevere mai un cazzo di regalo per il compleanno, per Natale, ecc...eccc...
Non era tanto per il regalo ma più che altro per non sapere cosa rispondere agli amichetti che giustamente ti chiedevano:

"Cosa hai ricevuto per regalo per il tuo compleanno"?
"Cosa ti ha portato Babbo Natale"?

Ma quale frignare e frignare, adesso sono stupidaggini ma a suo tempo non lo erano.....ed hanno lasciato il segno.

anthony_na

Utente Attivo

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6

Monday, January 16th 2012, 1:56am

Ciao,
penso sia normale che ci siano eventi nella vita che ti segnano e che, anche se non vuoi, continui a portarteli dentro. Oggettivamente esistono problemi che sono più gravi di altri, ma questo non ha nessuna importanza, per quanto possa essere piccolo ed insignificante ciò che ti è successo (questo parlando in generale, non è riferito a te), se ti ha toccato nel vivo fa male e nessuno può giudicare il tuo dolore.
E' naturale abbattersi di tanto in tanto e avere pensieri negativi, ma cerca di non farla diventare un'abitudine, creati delle possibilità, conosci gente e fai quante più esperienze puoi, più esperienze fai e le probabilità che ti accada qualcosa di bello aumentano. Se vuoi vederla come un gioco, ad esempio, il totocalcio non è un gioco equo è studiato in modo che le possibilità di vincere siano poche quindi evitalo, la vita invece non è condizionata da fattori esterni (a meno di gravi problemi di natura fisica, molto limitanti per avere una vita normale) e quindi se ti crei delle possibilità vedi che qualcosa cambia.
Dubita degli altri. Fatti domande, sospetta di loro... e scruta profondamente e a lungo nei loro cuori. Gli uomini sono esseri che non riescono a descrivere a parole il loro dolore. (Akiyama)

7

Monday, January 16th 2012, 9:21am

Anche se nell’ infanzia, non ho avuto problemi di povertà, posso in parte immedesimarmi in te e capire questo tuo disagio sociale e morale,che hai vissuto quando eri piccolo, e su questo hai tutta la mia comprensione.Ma quando dici : <<Ora, che non ho più problemi economici, spero ancora che intervenga la divina provvidenza a sistemare tutto......>>, secondo un mio modesto parere, questo è solo un riflesso del tuo passato disagio, e non dovresti attendere invano un qualcosa che colmi la tua sofferenza, ma cercare di andare avanti, e per quanto doloroso sia cercare di non ripensare a ciò che ti ha ferito.Non buttare anni così, combatti, reagisci, pensa a ciò che hai di bello ora, e poniti anche degli obiettivi da raggiungere come stimolo nella vita.Invece una cosa che mi manda in bestia sono le persone che giudicano…. e pure male, misurando le altre col proprio metro, attaccandole con sterile cattiveria e non rispettando lo stato d’animo o il pensiero altrui. Queste persone dovrebbero rammentare una cosa alquanto elementare, cioè che siamo tutti diversi, ognuno con una propria psiche e propri limiti.

Nana Coupeau

Giovane Amico

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8

Monday, January 16th 2012, 10:54am

Cielo, mi sembri un po' eccessiva.

Da ragazzi credo che nessuno si rallegri della povertà, a parte San Francesco. Non credo che sia un dono del cielo, sarò calvinista, chissà.
E' lecito che Sistavameglio recrimini, mica sta incolpando i genitori. Siamo esseri umani, non automi, in questo forum poi abbiamo evidenti problemi.

Ho sentito con le mie orecchie, anche al liceo, studenti dire di altri 'ma guarda quel poveraccio vestito dai cinesi' o addirittura 'hai pescato nel bidone della Caritas quelle porcherie che hai addosso?', e non credo proprio che faccia piacere! A scuola c'era una vera (sotto)cultura dell'abito firmato. Mi bastò arrivare a scuola con un paio di scarpe piuttosto costose perché una folla si radunasse attorno a me con ooh e aah di compiacimento. Non è che lo facessi per loro quanto per gusto personale, ma non mi dispiaceva l'attenzione altrui. E così altri ragazzi meno fortunati tendevano ad eclissarsi sperando di passare inosservati. Stupido o meno, la società ti tritura e ognuno si ritaglia lo spazio che può. La stupidità di quella gente era abissale, ma bisognerebbe avere un guscio ben resistente per non farsi toccare. Evidentemente il nostro Sistava non riusciva a farsi scorrere i giudizi altrui addosso.

Cielo, il fatto che tu ti senta Giovanna d'Arco non ti permette di puntare il dito verso chi non è forte come te. Inutile anche fare i discorsi sulla fame altrui. Qui si hanno problemi psicologici, non oggettivi. Nessuno di noi è felice perché nel confronto con il barbone all'angolo della strada ne esce sempre vincitore. Sarebbe facile. Tutti dovremmo vergognarci e nessuno lo fa. Tutti dovremmo ringraziare chi il cielo, chi il destino per essere italiani e benestanti rispetto al terzo mondo.

Ciò non toglie che Sistavameglioprima può solo rimboccarsi le maniche e fare del suo meglio senza aspettare il fato :)

sistavameglioprima

Giovane Amico

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9

Monday, January 16th 2012, 1:29pm

'ma guarda quel poveraccio vestito dai cinesi'


Sfido chiunque a 15 anni farsi scivolare frasi del genere........potrei capire a 20 anni ma a 15 anni è davvero molto ma molto difficile non badare a queste cose.........e non è solo la frase.......sappiamo tutti quanto possono essere stronzi gli adolescenti........non ci vuole niente ad isolare una persona per queste stupidaggini......io ero forte ma dentro mi faceva male..molto male......mi ricordo al terzo superiore non vedevo l'ora di arrivare al diploma........nei primi 3 anni la mia media era del 9 per poi arriva ad una media risicata del 6...non mi importava più un cazzo della scuola...volevo solo che finisse il prima possibile.
Ai miei tempi ancora non ci stavano i "cinesi" ma si vedeva ad occhio nudo chi era ben vestito e chi no......e non dico avere jeans firmati ma quantomeno jeans decenti..............tutto questo è stata una stupida mancanza dei genitori....
Avere 1 regalo ad ogni compleanno almeno per i primi 15 anni di vita cosa avrebbe influito sul bilancio familiare? In totale 500.000 lire? Su quindici anni! Non saremmo morti certo di fame....stesso discorso se si fosse dedicata maggiore attenzione anche all'abbigliamento.
Sono sicuro che se tutto questo non fosse avvenuto a quest'ora di sicuro mi sarei laureato........................................................cmq oramai tutto è passato anche se il ricordo me lo porto ancora dentro.

Nana Coupeau

Giovane Amico

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Monday, January 16th 2012, 8:22pm

E' un discorso molto lungo. Credo che in qualche modo si arrivi ad odiare l'inettitudine di un genitore che, anche avendo dato il massimo, non è riuscito a garantire alla famiglia uno stile di vita adeguato e soddisfacente.

Sono pensieri impuri che nessun figlio vorrebbe provare verso i genitori, ma che purtroppo capitano.

Sì, sono frasi orrende, dette con cattiveria. Io non credo nelle amicizie secondo censo, e trovo meno soddisfazione tra i ricchi che tra i poveri. Ma la gente è superficiale, non vuole farsi vedere con i brutti, gli sporchi e i cattivi, come diceva il film... e allora va alla festa chi veste Richmond e D&G e Prada e Vuitton, possibilmente i più pacchiani, possibilmente con l'auto di papà. Ho visto tanti che per sfuggire a questo sono diventati punk, ribelli, un po' di tutto, per dare un senso all'esistenza e sottrarsi al capitalismo. Mi fanno pena sia i primi che i secondi, perché non pensano liberamente, gli uni accecati dal denaro, gli altri ideologici e sprezzanti (sono stata isolata anche da una vecchia compagnia di meno fortunati, che mi hanno dato della venduta e dell'appariscente. Ancora una volta, l'abito ha fatto il monaco, per motivi opposti)

Ora sei ancora tormentato da questo pensiero, ma devi fare un passo avanti e gettarti tutto alle spalle. Recriminare non servirà a molto, le tue possibilità economiche ora dipendono esclusivamente da te :)

sistavameglioprima

Giovane Amico

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11

Monday, January 16th 2012, 11:55pm

E' un discorso molto lungo. Credo che in qualche modo si arrivi ad odiare l'inettitudine di un genitore che, anche avendo dato il massimo, non è riuscito a garantire alla famiglia uno stile di vita adeguato e soddisfacente.


Quello che mi fa rabbia è pensare che sarebbe bastato davvero poco....ripeto...uno stupido e misero regalo non avrebbe mandato in rovina nessuno.

Cmq ora quello che mi preoccupa non è più il passato ma il fatto di continuare a sperare che succeda qualcosa che sistemi tutto.............ecco perchè ho usato quel titolo nel post.

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12

Wednesday, January 18th 2012, 3:02am

Amara consapevolezza: più le cose cambiano, e più rimangono le stesse. Ahimè mi è capitato spesso di rifletterci.
I soldi, purtroppo non potevano piovere dal cielo e tu non potevi farci nulla allora. Ma oggi puoi ancora far qualcosa: non arrenderti alle tue giornate e cambiare atteggiamento.

Io ci sto provando.


Mi viene in mente un pensiero, una suggestione filosofica:
più le cose rimangono le stesse e più possiamo cambiare noi.
Un abbraccio,
Fabry
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