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wavesequence

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1

martedì, 18 dicembre 2018, 17:42

Festività natalizie e depressione

Fin da quando sono bambino le feste natalizie e l'obbligo di fare festa a tutti i costi (capodanno compreso) mi fanno venire una tristezza a dir poco cosmica.
Ed oggi, a 52 anni, le cose non sono cambiate, anzi.
Non so come porvi rimedio, la mia compagna è tutta gasata ed entusiasta di trovarsi con parenti ed amici. Dal canto mio trovo solo tanta falsità ed ipocrisia. Tra le altre cose ho un nipote completamente anaffettivo che si ricorda solo di farmi sapere, attraverso suo padre, quale regalo vuole, anzi pretende, per Natale. Mi sento totamente diverso da loro, né migliore né peggiore, ma non posso sottrarmi a trovarmeli tra i piedi per ameno due giorni.
Potessi "sparire" per l'intera durata di questo infame periodo, lo farei più che volentieri. Farò come diceva il vuon Indro Montaneli, mi turerò il naso e voterò DC.
Cosa ne pensate, c'è una exit strategy possiible?
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


2

martedì, 18 dicembre 2018, 18:43

E' semplice, se vuoi bene alla tua compagna lo fai per lei , vedrai che alla fine non ti risulterà pesante.

Se no marca malattia, 6 giorni passano in fretta :D

Michele®

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3

martedì, 18 dicembre 2018, 19:03

Spesso mi sono trovato a fare le tue stesse considerazioni in virtù di tutti quegli obblighi e formalità caratteristici di queste festività. Il tutto si unisce nel mio caso anche a diversi e tristi ricordi di infanzia. Tuttavia negli anni ho imparato a rivalutare il Natale, a parte che per essere divenuto credente ma anche per via del fatto che, avendo sofferto molto nella mia vita, ritengo che ogni occasione capace di portar festa e allegria vada sfruttata e vissuta al meglio per rallegrarsi anche se ciò significa qualche parente sgradito. Tutto sommato tolte le pubblicità di pandori e panettoni che praticamente incominciano a ottobre, le feste vere e proprie sono circoscritte a nemmeno una settimana Capodanno compreso.

Ci aggiungerei che a mio parere per quanto trovi simbolicamente molto importante la fine dell'anno in corso e il proiettarsi in quello nuovo (che ho sempre vissuto come speranza e rinnovamento interiore), ciò che davvero mi rompono le @@ sono i cenoni, le festicciole immancabili per non dire i veglioni per non parlare degli odiosi (oltre che stupidi e pericolosi), botti di fine anno (a parte i fuochi d'artificio fatti da professionisti), per non parlare delle fiumane di traffico e relativo stress se ti invitano ad un veglione lontano dal luogo di residenza.

Ben vengano quindi queste feste ma possibilmente organizzate tra pochi intimi, parenti o amici che siano, ma persone vere, sorrisi e abbracci sentiti e spontanei con brindisi e auguri sinceri.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

Creamy

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4

martedì, 18 dicembre 2018, 19:07

Siamo in molti in questa condizione.
Proposta: farsi un viaggio fuori in quei giorni solo con la tua compagna ed eventuali figli?
Ogni tanto secondo me si può fare. Ovviamente a questo punto si parla del prox anno

Michele®

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5

martedì, 18 dicembre 2018, 19:17

Il problema (solito) quando si è fidanzati, conviventi o sposati è sempre lo stesso e irrinunciabile: Natale dai miei o dai tuoi? Magari Natale dai suoi e Capodanno dai miei??.....oppure meglio il contrario???
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

Santacruz

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6

martedì, 18 dicembre 2018, 19:43

Io ho deciso che il natale mi piace e me lo vivo in pace e serenità.
Anche io da quest'anno ho scoperto una certa spiritualità. Sarà che quest'estate quando stavo proprio malissimo sono andata a farmi ospitare in un monastero e lì piano piano ho cominciato a stare meglio.
Il mio ex è venuto da me e per tirarci su dalla depressione (quella vera) abbiamo fatto l'albero che avevamo comprato insieme. Questo albero è bellissimo e mi fa compagnia con le sue lucette nelle mie serate solitarie. La prima cosa che faccio quando arrivo a casa è accenderlo. Proprio bello.

wavesequence

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7

martedì, 18 dicembre 2018, 22:41

Ringrazio tutti per le risposte che mi avete dato, alcune mi hanno fatto ridere altre riflettere. Certo, me ne farò una ragione, sarà un altro Natale da trascorrere con il naso tappato (anche mia madre è un soggetto piuttosto pesante). In linea di massima è solo il 26/12 che è il più pesante tra le due giornate, visto che devo sorbirmi cognati, nipote vagamente autistico, suocera e zio della mia compagna a cui bisogna tirare fuori le parole con l'uncino. Il fatto è che se spingo per concludere i festeggiamenti ed andarmene (ad un certo punto l'educatissimo cognato, dopo aver trafficato con il cellulare per l'intero pranzo, si alza da tavola e va a leggere il giornale sul divano o armeggia con il tablet) mi prendo parole perché sono un asociale (!), quindi mi tocca reggere delle conversazioni impossibili e tirarla lunga almeno fino alle18:30... E quando riesco a tornare a casa sono distrutto come se avessi scalato una montagna.
Per il capodanno, quest'anno abbiamo risolto andando a teatro, visto che tra le poche coppie che frequentiamo, una ha avuto un figlio il 15/12 ultimo scorso e, quindi, sono fuori discussione.
Speravo di poter trascorrere il capodanno in Toscana, presso un agriturismo dove ci rechiamo spesso, sia per la raffinata ed elegante accoglienza dei titolari e sia per la clientela internazionale che ivi soggiorna spesso. Però temendo lo stato delle strade, abbiamo rinunciato. Ci rifaremo in primavera.
Devo rispolverare anche il valore della fede, lasciato un po' indietro da parecchio tempo. La mia preparazione scientifica ed atteggiamento pragmatico escludono a priori l'esistenza di un Dio, però per certi fenomeni imponderabili, bisogna dare atto che l'unica spiegazione è da attribuire ad un essere soprannaturale. Il suggerimento di trascorrere un breve periodo in convento mi ha solleticato un certo interesse.
Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.
"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


Euridice

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8

mercoledì, 19 dicembre 2018, 02:47

A questo punto mi ritengo fortunata di essere esente da questi obblighi. Il Natale mi piace moltissimo e l'organizzo sempre nei minimi particolari, insieme a mia figlia, solo noi due. E sono sempre bei momenti, dove si fa una bella cenetta, si guarda un bel film ecc.. Lo trovo molto rilassante. ( Il giorno prima invece passo alcune ore a salutare e fare gli auguri a tutti i miei amici sparsi per il mondo. La mia famiglia sono loro!)

ipposam

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9

mercoledì, 19 dicembre 2018, 16:53

Ho scritto anche io un post simile, nella sezione "Famiglia".
Anche io costretta a festeggiare per almeno qualche giorno in modo tradizionale, per la restante parte dei giorni la mia exit strategy in genere è un bel viaggio, mio marito si lascia convincere se insisto un po'. Ma una minima dose di ipocrisia mi tocca senza se e senza ma e detesto il tutto più che mai.

Santacruz

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10

venerdì, 21 dicembre 2018, 12:34

Il suggerimento di trascorrere un breve periodo in convento mi ha solleticato un certo interesse.

Guarda, anche io ho un background molto scientifico. Al monastero sono entrata come eremita (ma solo per 5 giorni...) ma senza obbligo di unirmi alle funzioni. Poi ho trovato un bell'ambiente e mi ha fatto piacere partecipare. In un momento di sconforto ho trovato chi mi ascoltava e mi parlava di accoglienza e amore incondizionato, che sono la cosa più importante.


Citato

Il Natale mi piace moltissimo e l'organizzo sempre nei minimi particolari, insieme a mia figlia, solo noi due.

Bello il tuo Natale, vorrei anche io raggiungere questo tipo di autonomia.