Carissima Minci,
innanzitutto grazie per avermi risposto...(sei stata l'unica

).
Cerco di rispondere passo passo alle tue domande.
Mi pare certo di non aver risolto i nodi dei miei conflitti, che a quanto sembra sono di nuovo venuti al pettine, ahimè...
Ho fatto dapprima psicoterapia cognitivo-comportamentale per circa 2 anni e mezzo, quando ho avuto quei due episodi fortissimi di depressione, emersi gradualmente quasi senza accorgermene e senza nessuna causa apparente. La terapia mi ha aiutata ad affrontare benissimo la criticità ma poi, a lungo andare, una volta ripresa (anche per merito delle medicine che ho preso contemporaneamente seguita da uno psichiatra) ho avuto problemi con la terapeuta che sembrava più annaspare che cercare di aiutarmi.
Praticamente si era instaurato un rapporto strano per cui era come se non potessi fare un passo senza prima chiedere il suo consenso o avere la sua approvazione. All'inizio l'ho seguita (mi intimidiva con la storia che se avessi fatto di testa mia sarei stata male di nuovo). Poi ha cominciato a sparare valutazioni forti, del tipo che ero bulimica di parole (bisogno di vomitarle in maniera incontrollata), e questo solo perché mi piace scrivere e comunico con molte mie amiche via mail, essendo sempre apprezzata per ciò che scrivo e quanto scrivo.
Oppure una volta ha cominciato a presumere che avessi una gravidanza isterica, questo solo perché, avendo un ritardo di 18 giorni, mi era legittimamente venuta la paura di essere rimasta incinta. Non volevo essere incinta, avevo un forte ritardo, io che il ciclo l'ho sempre avuto abbastanza regolare, ed avendo interrotto la pillola ho temuto potessi essere rimasta incita. "Temuto", visto che avevo una storiella per nulla importante con un tipo che a distanza di poco ho lasciato.
Mi sono subito informata sulla gravidanza isterica (mi fidavo della mia terapeuta) ed ho letto cose che non mi appartenevano affatto e così ho cominciato a sospettare che la tizia stesse annaspando nel tentativo di agganciarsi alla mia mente e farmi del terrorismo col solo fine di non farmi scappare una volta che mi sentissi meglio.
Ho sofferto di depressione, ma come anche tu potrai sottoscrivere, essere depressi non significa essere né matti né stupidi.
Io avevo ed ho bisogno di qualcuno che mi aiutasse a percorrere il giusto percorso per risalire ai veri "nodi", non di qualcuno che si assicuri, attraverso le mie presunte nevrosi, lo stipendio a fine mese.
Quando ho provato ad esprimere le mie riserve sul suo modo di impostare questa relazione terapeutica mi ha detto che ci sarebbe rimasta male personalmente se avessi cambiato specialista (???): boh, ti sembra una cosa normale??!!
Quando alla fine le ho comunicato per telefono che non volevo più andare si è messa ad urlare come una pescivendola (avevo messo il viva-voce per far sentire anche a mio marito) e, guarda caso, mi ha dato della scorretta perché questa comunicazione gliela dovevo dare in seduta (e quindi secondo lei per dirle che non andavo più dovevo pagarla...).
Nel frattempo lo psichiatra che mi seguiva solo per la terapia farmacologica ha deciso di non emettere più fattura, cosa che a me serve perché ho un'assicurazione privata che mi rimborsa gran parte delle sedute e di psicoterapia e di psichiatria. Per ottenere ciò però ho bisogno appunto di regolare fattura.
Questo psichiatra si è inventato un escamotage per eludere le tasse, quindi al momento del pagamento rilascia una ricevuta come se il paziente effettui una donazione ad una fondazione onlus di cui lui è ovviamente socio-fondatore. In questo modo lui non paga le tasse ed anche i pazienti, con la dichiarazione dei redditi, riescono a recuperare di più di quanto si possa fare con le normali fatture. Cosa che per me non era invece conveniente.
Ti chiederai: dove hai conosciuto questi soggetti?! La psicoterapeuta lavorava nella scuola di mia mamma, insegnante di scuola dell'infanzia, allo sportello d'ascolto psicologico e dapprima aveva ispirato a tutti noi molta fiducia.
Lo psichiatra era un fidato amico-collega del mio medico di base a cui mi aveva quindi affidato.
Dopo circa 2 anni e mezzo ho quindi deciso di cercare un nuovo specialista, uno psichiatra con cui farmi seguire sia farmacologicamente che con la psicoterapia.
Sono andata da lui quindi da marzo 2008 fino allo scorso novembre.
Confesso che senza avere referenze ho cercato sulle pagine gialle lo psichiatra più vicino alla mia nuova abitazione, dove mi sono trasferita dopo il matrimonio.
Questo nuovo specialista mi ha dato molta fiducia all'inizio ma poi ho cominciato a perderla quando, dopo il parto, continuavo a lamentare i sintomi descritti nell'altro post e lui insisteva col dire che non avevo niente, che era l'effetto dello stress e che al massimo potevo aiutarmi col ginseng (???).
Ho insistito, soprattutto considerato che, sempre sotto suo controllo, quando sono rimasta incinta ad agosto 2008 ho dovuto eliminare le medicine e quindi mi trovavo a quel punto scoperta. Magari, essendo passata per due episodi depressivi in passato, potevo essere soggetta più facilmente ad una depressione post-partum, magari anche non legata a fattori psicologici inerenti mia figlia (che adoro) ma semplicemente a sbalzi ormonali o anche soltanto ad una maggiore "esposizione" dovuta a questo mio problema.
Niente: secondo lui ero lontana da patologie del genere e dovevo solo aspettare che lo stress passasse.
Nel frattempo, comunque, la sua psicoterapia (analisi junghiana) mi sembrava non portare da nessuna parte, non aveva né capo né coda. Ogni qualvolta gli chiedessi cosa poteva esserci in me che determinava le mie ansie, le mie difficoltà, anche i miei problemi passati, lui insisteva che non avevo niente di patologico ma al massimo una "rigidità emotiva" che comunque poteva ascriversi alla mia giovane età e quindi ad una sòrta di immaturità legata ai miei anni.
E così ho smesso di andare anche da lui ed evidentemente fuorviata, ho cominciato a pensare che magari i miei malesseri potessero avere una causa fisica e non psicologica.
E dunque...eccomi qua!
Credo che debba affidarmi a qualcuno veramente bravo ma sono completamente disorientata...
Spero che questo neurologo del Policlinico Umberto 1° sappia indirizzarmi da qualcuno SERIO con cui fare un percorso importante per risalire all'origine dei miei problemi, passati ed attuali.
Tu per caso conosci qualcuno

?!
Sui miei traumi infantili ti posso raccontare magari nel prossimo post...non vorrei poi passare per bulimica di parole...
Ti va invece di approfondire il tuo "ne so qualcosa" ?! Tanto per confrontarci...