Ciao Kinaski,
ti ho letto e sono subito scappata via. Mi è tornato in mente come mi sentivo quando ero depressa, e poi quella frase:
mi ossessiona l'idea del tempo sacrificato al nulla, gli anni migliori
... e il senso di colpa.
Io mi ricordo quando non riuscivo a uscire. Rimandavo in continuazione il momento in cui iniziare a cercare i libri per preparare l'esame, il momento in cui andare a parlare con i prof., il momento in cui dare l'esame, il momento in cui iniziare a cercare lavoro, il momento in cui andare a trovare mia madre, il momento in cui uscire con gli amici... era tutto un rimandare all'indomani.
Poi l'indomani ciondolavo persa in qualcos'altro. Non facevo niente perché "stavo male". E rimandavo a domani.
Poi a furia di rimandare, le cose da fare mi sembravano troppe, umanamente troppe, e ovviamente per me era ormai tardi. E così la paura mi spingeva a narcotizzarmi in qualcos'altro per non pensarci. E intanto il senso di colpa, di inutilità e di panico cresceva.
Quando ricordo quegli anni mi sembra di averli trascorsi a scappare e a nascondermi da qualcosa.
E in effetti scappavo e mi nascondevo... da me stessa e dalla vita.
Mi sentivo paralizzata e senza nessuna volontà.
Ci vuole forza di volontà!
Questa frase mi faceva impazzire.
Se vuoi puoi!
Mi sentivo soffocare.
Non avevo l'energia per volere nulla, figuriamoci potere qualcosa.
Poi ho iniziato la psicoterapia, e piano piano ho ricominciato, un passetto alla volta, ad affrontare la vita, i piccoli obblighi quotidiani. E man mano che lo facevo le cose miglioravano sensibilmente. Ormai sapevo che se avessi scioperato sarei ripiombata in quello stato d'animo. E con la fiducia che dopo mi sarei comunque sentita, se non meglio, con la coscienza a posto, affrontavo i piccoli impegni quotidiani. Mi scaraventavo fuori e andavo all'Università, facendo una fatica bestiale. Ma quando tornavo a casa ero fiera di me, come se avessi scalato l'Everest a mani nude.
Mi sono posta piccoli obiettivi all'inizio. Un piccolo obiettivo al giorno.
Mi sono concentrata su una cosa alla volta, perché altrimenti la montagna mi sarebbe crollata addosso.
Sono quasi 7 anni che sto in terapia. Ma prima di farti venire lo scoramento, sappi che ho ricominciato a stare meglio dopo sei mesi.
Ognuno ha i suoi tempi comunque.
Io ero determinata a impiegarci anche tutta la vita se fosse stato necessario, ma non è stato necessario.
In questi 7 anni la mia vita è cambiata moltissimo. Mi sono laureata, ho trovato un compagno, nuovi amici, ho viaggiato, sono andata ai concerti, alle feste... insomma, mi sono rifatta ampiamente.
Anche la sensazione di aver perso tempo è scomparsa, con tutti i rimpianti del caso.
Ho 34 anni.
A qualcuno sembra che io non abbia concluso granché, finora. Ma si sbaglia. Ho raggiunto un equilibrio e ho concluso molte cose nel frattempo.
Quindi, armati di pazienza, e inizia il tuo cammino.