Ascoltare senza cercare di capire... scrivere può aiutare? scrivere solo le sensazioni che si provano, come ora "in questo momento mi sento lo stomaco in subbuglio e ho fame, anche se ho appena mangiato"...
Io personalmente faccio così. Okay, sento che arriva l'apice della crisi. Comincio a piangere, disperazione che mi mangia la pancia. Prendo un foglio, una penna e scrivo qualsiasi cosa mi passa per la testa, senza controllare nulla. Quello che viene definito flusso di coscienza, appunto. Frasi sconnesse tra di loro, cazzate spaventose. Di tutto e di più. Poi cerco di tranquillizzarmi. Dopo un pò torno sopra lo scritto, ed ogni volta ho delle sorprese abnormi. Vengono fuori cose incredibili, alcune volte in maniera chiarissima. Parla l'inconscio. Praticamente questo avviene perchè durante le crisi le nostre difese dell' Io son bassissime. Non si è per nulla lucidi. Questo fa si che certo materiale inconscio venga a galla. (Comunque spesso è da decifrare, ma con un pò di associazioni e leggendo con attenzione, tutto è possibile.)
Allora in questione non c'è il bilancio della mia vita, come verrebbe da pensare, ma la valutazione di questo ubiquo senso di colpa.
Come demolirlo?
I tuoi sensi di colpa, dimmi se sbaglio, da quel che ho capito son legati pressochè a episodi passati, fallimenti, errori. Credi che davvero si possa cambiare il passato? Non c'è nulla di cui pentirsene, quel che stato è stato. Sono insegnamenti, profondi. E' normale sentirsi di schifo e aver voglia di mangiarsi la pancia, okay. Ma a che porta arrovellarsi su? Non è un senso di colpa, caro Hallomarc, è la vita. (Comunque non è che son esente dai sensi di colpa pure io

ma scrivendone mi aiuto a capire che razionalmente potrebbe essere così).
Hai aperto da poco un altro bellissimo tread sulle sberle della vita, hai presente? Queste son sberle, pizziconi, pugnalate. Non si muore di questo, si impara.