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Friday, January 20th 2012, 6:41pm

E' proprio il cercare ossessivamente di capire che non ci fa ascoltare. L'ascolto deve essere fatto senza alcun giudizio. Solo ascoltando. Certe volte vengono fuori robe che nemmeno in giornate intere di riflessione razionale verrebbero fuori. Non credo ci siano consigli, ognuno deve capire come può fare.
Combattere è come buttare benzina sul fuoco. Semplicemente perchè il disturbo essendo di natura prettamente inconscia ha degli assi nella manica per spaventarci in maniera perfetta.
Rimmarà spiazzato invece se lo invitiamo a parlare con noi. Come un mostro gigante che impugna armi, coltelli kalashnikov e minaccia di farci male. Ma, ehi. Per quanto si avvicini non taglia e non spara.
La felicità è una cosa troppo seria.

Hallomarc

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32

Sunday, January 22nd 2012, 1:46pm

Come una partita di calcio

Io ho suggerito alcune tattiche, che per me si sono rivelate efficaci.
Ma nella realtà non è possibile applicare sistematicamente un dato metodo.

Il fatto di giocherellare o di mettere a tacere la sequela interminabile dei pensieri, passeggiare, sono cose che funzionano, ma non possono essere applicate continuativamente, perché in questo modo finiscono per diventare inutili.

La mia idea è di approntarsi non una tattica, ma un insieme di tattiche disponibili per l'uso e da scegliere secondo le circostanze.

E' un po' come un allenamento calcistico, dove si preparano molti schemi, triangolazioni, giochi sulle fasce, schemi di centrocampo,rigori, punizioni da lontano, chiusure in difesa, schemi di contropiede, tiri dall'angolo, dalle fasce laterali ecc.

La partita poi sarà diversa dai modelli teorici, ma a questi si può attingere secondo il bisogno.
La Nazionale ha vinto il mondiale di Berlino proprio perché era allenatissima ai rigori, anche se nessuno poteva immaginare che si arrivasse proprio a quelli.

Io credo, dopo questa metafora calcistica, che la depressione si possa non solo affrontare, ma anche a dribblare. Credo che il suo pressing contro di noi sia vulnerabile al nostro contropiede.
La deprex a volte torna, ma mi trova preparato.

timerz77

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33

Monday, January 23rd 2012, 11:41am

maya

La tua risposta è molto intrigante...
Non avevo mai pensato a questo aspetto dell'ascoltare senza cercare di capire e sinceramente non saprei proprio come poter fare questa operazione.
Sono sempre stato una persona molto razionale, che ha sempre cercato di spiegare tutto quanto, quindi anche nel caso della depressione e delle sensazioni correlate, cerco di capire "il come e il perché" di quello che mi succede...
Ascoltare senza cercare di capire... scrivere può aiutare? scrivere solo le sensazioni che si provano, come ora "in questo momento mi sento lo stomaco in subbuglio e ho fame, anche se ho appena mangiato"...

Vorrei un maestro che mi spiegasse come fare...

dac82

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Monday, January 23rd 2012, 11:54am

Ciao timerz77,
maya ha dato un buon consiglio perchè spesso ascoltare e basta ha aiutato molto anche a me...sto leggendo un libro sul "diventare bambini" ed un limite dell'uomo adulto è che spesso non lascia spazio alle proprie emozioni, le soffoca per "cercare di capire" in modo razionale (anche tendo a farlo proprio come te!).
Io sto cercando proprio di fare questo: lasciare che le mie emozioni e sensazioni si manifestino senza di cercare di capirle, limitarle e soprattutto calcolarle per convenienza.
Ovviamente in certe situazioni bisogna limitarsi e lo scrivere (od il dipingere/disegnare) è un'ottimo strumento che spesso uso. Si, prendeti un quaderno e scrivi senza pensare: qualunque cosa ti passi per la mente, senza l'obiettivo di scrivere per un qualcosa. Scrivi per il piacere di farlo, per esprimere tutto ciò che in quel momento provi. Prova con la poesia (lascia perdere rime e regole): scrivi in modo poetico, non convenzionale anche con frasi che potrebbero non avere senso (ma lo hanno per te!). Puoi usare immagini, similitudini che aiutano molto:
pensa a questa poesia:
si sta come d'autunno sugli alberi le foglie...parla dei soldati ma solo il titolo lo dice, non la poesia.
Questo è un consiglio che posso darti perchè l'ho vissuto in prima persona, ed ora rileggere ciò cha avevo scritto dieci anni fa, ancora mi emoziona.
ciao :hi:
dac
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"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."

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Hallomarc

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35

Monday, January 23rd 2012, 12:02pm

Maya e Timertz

oggi ci sono anch'io con un piede nella palude.
Ogni tanto mi capita.

Ho osservato questo: che mi accuso un po' di tutto quello che mi viene in mente o che ricordo. Vedo tanti miei errori, i miei fallimenti. Mi sento colpevole per aver fatto e anche - forse più - per quello che non sono riuscito a fare. Mi sembra di essere perggiore degli altri.

Però.
Ho capito una cosa: che quel che sta alla base di questo processo che mi sono istruito, che mi vede invariabilmente condannato, è LA COLPA. Cioé io mi sento colpavole a prescindere, e poi, qualsiasi cosa mi venga in mente mi vede già colpevole in partenza.

In altre parole non è che io esamino un fatto per valutarlo e darmi un voto basso eventualmente, ma mi sento un cattivo scolaro. Se sono un cattivo scolaro, non posso che dare prove insufficienti.

Allora in questione non c'è il bilancio della mia vita, come verrebbe da pensare, ma la valutazione di questo ubiquo senso di colpa.
Come demolirlo?
La deprex a volte torna, ma mi trova preparato.

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Monday, January 30th 2012, 5:08pm

oggi ci sono anch'io con un piede nella palude.
Ogni tanto mi capita.

Ho osservato questo: che mi accuso un po' di tutto quello che mi viene in mente o che ricordo. Vedo tanti miei errori, i miei fallimenti. Mi sento colpevole per aver fatto e anche - forse più - per quello che non sono riuscito a fare. Mi sembra di essere perggiore degli altri.

Però.
Ho capito una cosa: che quel che sta alla base di questo processo che mi sono istruito, che mi vede invariabilmente condannato, è LA COLPA. Cioé io mi sento colpavole a prescindere, e poi, qualsiasi cosa mi venga in mente mi vede già colpevole in partenza.

In altre parole non è che io esamino un fatto per valutarlo e darmi un voto basso eventualmente, ma mi sento un cattivo scolaro. Se sono un cattivo scolaro, non posso che dare prove insufficienti.

Allora in questione non c'è il bilancio della mia vita, come verrebbe da pensare, ma la valutazione di questo ubiquo senso di colpa.
Come demolirlo?


Questo è anche un aspetto del mio problema, anche io tendo a colpevolizzarmi e ad assumermi la responsabilità di diverse cose, dei miei precedenti fallimenti con l'altro sesso, dei fallimenti nello studio e nella vita lavorativa...
Adesso ho un lavoro a tempo indeterminato, una ragazza fissa da anni con cui sto bene e convivo (da due mesi), ho una laurea (anche se non mi serve per il lavoro che faccio).
Eppure mi sembra di non riuscire ad accettare queste cose, a perdonarmi per gli errori commessi e ad accettare le cose buone che la vita mi ha dato.
Non so dirti come si fa a demolire il senso di colpa, bisogna perdonarsi, ma non saprei come fare.
Il mio senso di colpa mi porta a sentirmi inadeguato per tante cose e questo mi genera depressione e malessere.
Mah... forse solo un buon terapista può aiutare a trovare la soluzione.

Hallomarc

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Monday, January 30th 2012, 7:39pm

E' ben difficile, Timertz.

Però ho osservato una cosa curiosa: che se in cuor nostro ci possiamo sentire diffusamente colpevoli, intellettualmente non lo siamo quasi mai.

Intellettualmente ci vediamo in genere assolti ("non ho fatto nulla di male a nessuno").

Capisci che c'è una dissonanza tra le due cose. Forse sarà utile armonizzarle.
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Wednesday, February 1st 2012, 10:29am

Ascoltare senza cercare di capire... scrivere può aiutare? scrivere solo le sensazioni che si provano, come ora "in questo momento mi sento lo stomaco in subbuglio e ho fame, anche se ho appena mangiato"...

Io personalmente faccio così. Okay, sento che arriva l'apice della crisi. Comincio a piangere, disperazione che mi mangia la pancia. Prendo un foglio, una penna e scrivo qualsiasi cosa mi passa per la testa, senza controllare nulla. Quello che viene definito flusso di coscienza, appunto. Frasi sconnesse tra di loro, cazzate spaventose. Di tutto e di più. Poi cerco di tranquillizzarmi. Dopo un pò torno sopra lo scritto, ed ogni volta ho delle sorprese abnormi. Vengono fuori cose incredibili, alcune volte in maniera chiarissima. Parla l'inconscio. Praticamente questo avviene perchè durante le crisi le nostre difese dell' Io son bassissime. Non si è per nulla lucidi. Questo fa si che certo materiale inconscio venga a galla. (Comunque spesso è da decifrare, ma con un pò di associazioni e leggendo con attenzione, tutto è possibile.)
Allora in questione non c'è il bilancio della mia vita, come verrebbe da pensare, ma la valutazione di questo ubiquo senso di colpa.
Come demolirlo?

I tuoi sensi di colpa, dimmi se sbaglio, da quel che ho capito son legati pressochè a episodi passati, fallimenti, errori. Credi che davvero si possa cambiare il passato? Non c'è nulla di cui pentirsene, quel che stato è stato. Sono insegnamenti, profondi. E' normale sentirsi di schifo e aver voglia di mangiarsi la pancia, okay. Ma a che porta arrovellarsi su? Non è un senso di colpa, caro Hallomarc, è la vita. (Comunque non è che son esente dai sensi di colpa pure io :) ma scrivendone mi aiuto a capire che razionalmente potrebbe essere così).
Hai aperto da poco un altro bellissimo tread sulle sberle della vita, hai presente? Queste son sberle, pizziconi, pugnalate. Non si muore di questo, si impara.
La felicità è una cosa troppo seria.

timerz77

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39

Tuesday, February 7th 2012, 2:45pm

Ciao Maya, anche io ci ho provato a scrivere mentre sono in crisi nera...
Quello che è venuto fuori si può riassumere così:
un muro nero, freddo e vuoto, con qualche sprazzo di grigio, il volto di mia madre e della mia fidanzata, sento sguardi che mi osservano da dietro il muro, ma sento solo la presenza degli occhi, niente visi.

Ci sono ritornato più volte senza successo...
In ogni caso, sono andato in visita dal mio psichiatra, gli ho raccontato tutto e mi ha detto che la mia sofferenza è ancora troppo forte per permettermi di riuscire ad ascoltarmi "liberamente".
Mi ha consigliato di aumentare lievemente il dosaggio dei farmaci e verificare se da qui a due settimane la cosa diventa più gestibile... mah... vedremo...
Nel frattempo grazie a Maya e ad Hallomarc =)

dac82

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40

Wednesday, February 8th 2012, 11:12am

Ciao a tutti,
per me la scrittura si è rivelata una fonte inesauribile di scoperte.
Mentre anni fa scrivevo nel momento delle tensioni emotivie (sia positive che negative), ora scrivo quando ne ho tempo e spesso anche se non ne ho voglia. Cerco però di scrivere facendo dei discorsi che possano aggiungere dei tasselli alla conoscenza di me stesso. Diciamo che scrivo meno con il "cuore" e più con la "testa". Credo però che entrambe le componenti siano importanti perchè mentre scrivere con il cuore è come fare una fotografia dell'istante, scrivere con la testa è svilippure un rullino composto da tante fotografie. Caibrare secondo le proprie esigenze le due "tipologie" di scrittura magari anche in contemporanea, porta a risultati soddisfacenti.
ciao :hi:
dac
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Wednesday, February 8th 2012, 9:16pm

PNL e Coaching ?

Che ne dite

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Friday, February 10th 2012, 11:11am

Cosa sarebbe?

ajna chackra

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43

Friday, February 10th 2012, 11:47am

@dac82Hai detto bene..."fare le cose per il solo PIACERE di farle è molto utile".....il problema sta proprio nella mancanza di PIACEREnel farle!capisci??


Per quanto mi riguarda, il problema non è la mancanza di piacere ma la frustrazione dovuta al fatto di ottenere mediocri o scarsi risultati con il massimo sforzo, se mi paragono agli altri.. O di non essere all'altezza delle aspettative altrui..Questa cosa è demoralizzante, frustrante e demotivante.. Ti fa sentire come il soggetto debole, difettoso che soccombe alla selezione naturale..Lo so che non è costruttivo paragonarsi agli altri..ma in un mondo sempre più competitivo se non sei all'altezza della situazione di soddisfazioni ne vedi poche..Come fare a resistere lo stesso sapendo che la maggior parte delle volte si riceveranno solo briciole in cambio?!?

Hallomarc

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Friday, February 10th 2012, 5:36pm

Maya

Prendo un foglio, una penna e scrivo qualsiasi cosa mi passa per la testa, senza controllare nulla. Quello che viene definito flusso di coscienza, appunto. Frasi sconnesse tra di loro, cazzate spaventose. Di tutto e di più. Poi cerco di tranquillizzarmi


Questo è un metodo molto positivo e t'incoraggio a continuare e anche a esplorare anche altre possibilità che la scrittura offre.

Anch'io scrivo il mio disagio, quando lo provo. Sai, se è scritto in qualche modo si trasferisce sulla carta, quindi fuori da me.

A volte uso una tecnica più raffinata: scrivo un breve racconto e metto il mio disagio nel protagonista. A questo punto il malessere lo vive lui, e io lo vedo dall'esterno.
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Monday, February 13th 2012, 11:22am

:)
si, in effetti è un modo come un altro per cercare di trasferire il dolore che si sta provando.
L'idea del personaggio credo sia davvero molto utile, t' aiuta a fare due passi indietro e a razionalizzare il tutto. Forse a riuscire anche a strappare qualche consiglio.
Certe volte, penso, che certe situazioni siano al limite del ridicolo. E' incredibile come si possa (molto spesso) riuscire a sistemare quel qualcosa che ti fa star male eppoi l'emotività gioca tutto il resto. Maledizione! Si eh, è quella che ti frega. Però, dai, meno male che non siamo macchine.
La felicità è una cosa troppo seria.