Anzittutto grazie della risposta, Moravya.
Per dire, già sono una che spesso si immedesima in quello che legge o in quello che fa.
Ora ad esempio devo preparare il Faust di Goethe per un esame e parto a raggionare...
su una persona alla quale non basta la realtà, vuole andare oltre...
La mia situazione è iniziata in questo modo:
io vivo in una casa dello studente, ed un ragazzo, ogni volta che lo vedevo o lo pensavo
mi saliva l'ansia, lo pensavo tanto, giorno e notte. Poi quando lo rivedevo lo evitavo,
non riuscivo a guardarlo oppure lo salutavo e scappavo.
Una volta quando mangiava da solo mi sedetti con lui e tra una cosa
ed un'altra gli dissi che di solito saluto tutti, che non se la prenda se non lo saluto,
e che non ce l'ho con lui. Lui mi chiese "perché", ma io non risposi, sorvolai la domanda.
Era difficile ammettere persino a me stessa che mi piaceva.
In generale ho cercato sempre di non esagerare con cose come alcol o flirt,
sono cose che ho evitato...
Fatto sta che un giorno, ròttami di pensarlo e di soffrire invano piansi
e dopo quel pianto ero ogni mattina nauseata, non riuscivo a mangiare,
e poi beh, il buio, senza che lo spieghi per filo e per segno .......
per 3 anni ero persuasa da quest'ansia di vederlo o incontrarlo.
il mio livello è ancora simile a: che devo studiare a fare, che me ne faccio dei complimenti,
che cos'è l'affetto se esiste un inferno così,
se mi metterò con un ragazzo è come se non potrà colmare quel vuoto.
Delle volte ho un bisogno improvviso di scrivere a qualcuno o a dire cosa ho dentro,
come se questo potesse aiutarmi,
ma mi sento annebbiata, prendo quasi per dovute le cose che ho e che riesco a raggiungere.
E questo mi dispiace (razionalmente) perché ora ho le cose che mi servono senza lavorare,
ma io studio per avere un lavoro e per "voler vivere, aspirare a un qualcosa, essere soddisfatti dei propri risultati",
ma se le cose prima citate sembrano solo parole ed io ho la sensazione di non conoscermi,
allora navigo nel nulla.
Spero che la vita sia interessante, film, musica compresi.
Perché ho dimenticato cosa siano,
canticchio per abitudine.