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crypto

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16

Sunday, January 23rd 2011, 11:34pm

oggi ho fatto una cosa, di mia spontanea volontà, non so perchè l'ho fatto ma mi è servito, te lo vorrei consigliare
ho incominciato a vedere un pò i miei pensieri, tralla tralla la e me li sono scritti, tutti i miei circuiti mentali,
approfondendo TUTTO, e chiarendomi ogni dubbio o cosa che mi faceva confondere
, tipo una semplice meditazione sulla tua testa, ecco cosa ne è uscito fuori:


reputo sbagliato
mi libero
voler non pensare
non sapere cosa fare
non aver voglia di pensarci su troppo per uscirne
su come creare piu stupore sugli altri
ripensare a frasi e atteggiamenti passati, spesso non appartenenti
creare molti aforismi
generalizzarre troppo
credo la paura di fare qualcosa di diverso, in quel che una volta si è rivelato giusto
la non voglia, e il frustarsi perhcè si ha il dubbio di fare qualcosa
volersi aggrapparsi a qualcuno
la paura di interagire ricordando (credoo inconsciamente) delusioni e prese in giro causate dalla mia stranezzza estroversione
molti dubbi su queste riflessioni, che portono ad annullarle
dopo aver parlato con qualcuno, sono sempre in dubbio, avrò detto la cosa giusta? e se mi risponde male, ma soprattutto è la cosa che mi avvicina di più a quella persona, perchè voglio ciò


prova, salutoni :)
Troppe citazioni da scrivere,
non scelgo

sogno2007

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17

Monday, January 24th 2011, 1:13am

Molti anni fa avevo letto la parola "Elucubrazioni" era il mio modo di pensare e analizzare molto, specialmente nell'adolescenza e prima giovinezza, ma allora lo facevo per capire bene la gente e per capire specialmente i comportamenti e le persone cattive. Per me era un difetto perché facevo una miriade di pensieri, ed era anche un pò stressante. Era come se vedevo qualcosa o assistevo ad un incontro di persone quando andavo a casa analizzavo ogni minimo particolare. Mi analizzavo anche me stessa. La gente questo tipo di persone le chiamano persone riflessive, cioé che riflettono allungo, e sono persone cosiddette timide o taciturne.
Ma dopo molto tempo ho capito che in un certo senso mi fa bene essere così. Il problema è che chi pensa troppo, riflette troppo e non vive nella realtà, mentre quelli che non pensano molto vivono più esteriormente. Come se chi riflette troppo le cose le vive in ritardo.

In passato usavo anche dei meccanismi, come per esempio pensavo su cosa dovevo o potevo dire in certe occasioni o con certe persone, per paura che in quei non sapevo cosa dire e puntuale anche dopo molti giorni dicevo le identiche parole, ma questo perché molte persone sono prevedibili e banali. Oppure mi faccio i discorsi da sola. Anche io certe volte scrivo sul quaderno cosa mi succede o i miei pensieri ma anche sul quaderno ho impedimenti perché non scrivo mai la realtà, nomi o cose vere, come per esempio chi si è comportato male, o se si tratta di altre persone.

In questi tipi di tendenze psichiatri e psicologi chi hanno fatto studi e libri.

Io personalmente per molto anni ho sofferto molto per colpa degli altri, per vari complessi, timidezza, e ho avuto problemi nella socializzazione, più per colpa degli altri. Fino a che odiavo tutti e tutto dove vivevo. Ho vissuto molto la solitudine. Ma poi ad un certo punto. Sono cambiate le cose, perché il genere di persone erano cambiate. E le cose sono migliorate, anche se c'è sempre la stessa tendenza ed è come che bisogna sforzarsi e interraggire con gli altri per poter stare bene. Ma è difficile.

Con il passare del tempo le cose cambiano.

crypto

Utente Attivo

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18

Monday, January 24th 2011, 8:08pm

ad un certo punto devi prendere tutti questi pensieri, raggrupparli, e dirti: ecco quà cara Sogno.. cavolo pesanti tutti questi complessi, non li odio ma me li tengo in grembo e vado avanti....
Non posso negare però, che è tutto il triplo più difficile e molti pensieri vecchi ritornano al giorno d'oggi
ti sto vicino sogno perchè sono del periodo della TUA, NOSTRA adolescenza :)
Troppe citazioni da scrivere,
non scelgo

19

Friday, January 28th 2011, 6:56pm

Quoted

oggi ho fatto una cosa, di mia spontanea volontà, non so perchè l'ho fatto ma mi è servito, te lo vorrei consigliare

ho incominciato a vedere un pò i miei pensieri, tralla tralla la e me li sono scritti, tutti i miei circuiti mentali,

approfondendo TUTTO, e chiarendomi ogni dubbio o cosa che mi faceva confondere

, tipo una semplice meditazione sulla tua testa, ecco cosa ne è uscito fuori:





reputo sbagliato

mi libero

voler non pensare

non sapere cosa fare

non aver voglia di pensarci su troppo per uscirne

su come creare piu stupore sugli altri

ripensare a frasi e atteggiamenti passati, spesso non appartenenti

creare molti aforismi

generalizzarre troppo

credo la paura di fare qualcosa di diverso, in quel che una volta si è rivelato giusto

la non voglia, e il frustarsi perhcè si ha il dubbio di fare qualcosa

volersi aggrapparsi a qualcuno

la paura di interagire ricordando (credoo inconsciamente) delusioni e prese in giro causate dalla mia stranezzza estroversione

molti dubbi su queste riflessioni, che portono ad annullarle

dopo aver parlato con qualcuno, sono sempre in dubbio, avrò detto la
cosa giusta? e se mi risponde male, ma soprattutto è la cosa che mi
avvicina di più a quella persona, perchè voglio ciò




prova, salutoni :)
Grazie per il consiglio!
Io invece qualche giorno fa sono riuscito ad uscire dai circoli viziosi, non so come...mi sono svegliato una mattina e mi sono messo come scopo di non pensare a quello che succede. Strannamente ci sono riuscito...sono passati due giorni nei quali non ero dominato dai pensieri, invece adesso sono di nuovo in questo stato. Allora avevo smesso di anallizzare e di parlare con gli altri del mio stato, anche perchè avevo paura che i pensieri tornino insieme con l'ansia...ero quasi riuscito a ricevere ogni stress come una cosa normale e naturale.
Ora avrei voglia di piangere un po', ma non so con chi farlo, non parlo con nessuno, mi mancano gli amici, la ragazza, la compania...
Sembrava che nonostante il fatto che non ho nessuno tranne i parenti potevo essere felice, ma è durato per un giorno...
Ci provo anche la mattina prossima a mettermi in testa che non devo preoccuparmi per le cazzate che succedono.
Non mi importa tanto sentire le idee di una persona, quanto il sentimento accompagnato da quelle idee.
Luciano Ligabue


20

Friday, January 28th 2011, 6:58pm

Molti anni fa avevo letto la parola "Elucubrazioni" era il mio modo di pensare e analizzare molto, specialmente nell'adolescenza e prima giovinezza, ma allora lo facevo per capire bene la gente e per capire specialmente i comportamenti e le persone cattive. Per me era un difetto perché facevo una miriade di pensieri, ed era anche un pò stressante. Era come se vedevo qualcosa o assistevo ad un incontro di persone quando andavo a casa analizzavo ogni minimo particolare. Mi analizzavo anche me stessa. La gente questo tipo di persone le chiamano persone riflessive, cioé che riflettono allungo, e sono persone cosiddette timide o taciturne.
Ma dopo molto tempo ho capito che in un certo senso mi fa bene essere così. Il problema è che chi pensa troppo, riflette troppo e non vive nella realtà, mentre quelli che non pensano molto vivono più esteriormente. Come se chi riflette troppo le cose le vive in ritardo.

In passato usavo anche dei meccanismi, come per esempio pensavo su cosa dovevo o potevo dire in certe occasioni o con certe persone, per paura che in quei non sapevo cosa dire e puntuale anche dopo molti giorni dicevo le identiche parole, ma questo perché molte persone sono prevedibili e banali. Oppure mi faccio i discorsi da sola. Anche io certe volte scrivo sul quaderno cosa mi succede o i miei pensieri ma anche sul quaderno ho impedimenti perché non scrivo mai la realtà, nomi o cose vere, come per esempio chi si è comportato male, o se si tratta di altre persone.

In questi tipi di tendenze psichiatri e psicologi chi hanno fatto studi e libri.

Io personalmente per molto anni ho sofferto molto per colpa degli altri, per vari complessi, timidezza, e ho avuto problemi nella socializzazione, più per colpa degli altri. Fino a che odiavo tutti e tutto dove vivevo. Ho vissuto molto la solitudine. Ma poi ad un certo punto. Sono cambiate le cose, perché il genere di persone erano cambiate. E le cose sono migliorate, anche se c'è sempre la stessa tendenza ed è come che bisogna sforzarsi e interraggire con gli altri per poter stare bene. Ma è difficile.

Con il passare del tempo le cose cambiano.
Grazie per la speranza che hai provato a darmi...grazie!
Non mi importa tanto sentire le idee di una persona, quanto il sentimento accompagnato da quelle idee.
Luciano Ligabue