Buongiorno a tutti. Scrivo in questi lidi perchè da un po' di tempo ho abbandonato la terapia che stavo seguendo, ho mollato psicoterapeuta e farmaci, dopo un po' succede sempre così, sento che posso affrontare la cosa da solo e quindi tendo a mollare i sostegni esterni. La mia storia è molto particolare e dopo anni di terapia non sono ancora riuscito a stabilire cosa sia successo alla mia mente. Brevemente il problema è questo sono ormai 11 anni che non vivo più una vita felice, l'infelicità è l'elemento principale. Le cose sono andate bene fino al compimento della maggiore età, ho avuto un adolescenza e un infanzia a dir poco notevoli, piene di riflessioni passione sentimenti amore. Poi un bel giorno all'età di 18 anni circa la mia luce si è completamente spenta in modo molto brusco, la primissima sensazione che ho avuto è stata quella di non piacere più ho cominciato ad aver paura del giudizio degli altri su di me soprattutto quello delle donne. Tale sensazione è stata vissuta da me in maniera molto particolare ogni giorno che passava mi sentivo sempre più a disagio in mezzo agli altri, non riuscendo più a comunicare in modo efficiente e soddisfacente. Subito sono cominciati a comparire dei sintomi molto gravi come tremori del corpo, percezioni uditive starate, calo di concentrazione, ho cominciato a perdere molti degli amici che avevo etc...Questo tipo di depressione si è aggravata sempre di più portandomi un bel giorno del 2002 ad una sintomatologia molto grave con conseguente ricovero nel reparto psichiatrico del policlinico. In ospedale l'hanno definita psicosi acuta. Quello che io dico è che se la mia depressione ha avuto esiti così plateali e nefasti evidentemente è una malattia vera e propria. I medici, gli psicologi psichiatri e psicoterapeuti pur accostando una terapia con farmaci antipsicotici l'hanno sempre chiamata depressione. Quello che mi interessava sapere da questo forum e se ci sono persone come me che hanno iniziato un percorso fatto di infelicità malinconia o depressione, per poi ammalarsi sul serio, mi piacerebbe confrontare soprattutto il lato psichico che prevede serenità idealismo e gioia e come vivono la malattia. Grazie