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pensiero libero

Giovane Amico

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31

mercoledì, 29 giugno 2011, 23:21

Direi che è sbagliato il titolo del post

in quei 5 casi si può essere
Perdente relativo ai violenti
Ma vincente relativo a ... :whistling:
e guarda caso se regnasse la matematica la parola vincente sarebbe messa al posto di perdente.

Hopekeeper

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32

giovedì, 30 giugno 2011, 11:45

Grazie per le tue parole.

Cosa fa soffrire più profondamente?

Quando qualcuno mi tratta male, io sto male per giorni. Cercho di capire perché sia successo. Ed è ben difficile rispondere. E poi , anche se capisco, non sto meglio.
Mi chiedo perché , perché perché sia potuto accadere.

Ma ho capito che la mia domanda è mal posta.
La vera domanda è quale possa essere il senso della mia vita. Se non ho questa risposta, sono preda degli eventi.
Ciò che mi accade va visto in funzione del senso generale che dò alla mia vita.

Facci oun esempio. Non dormire per mesi perché qualcuno disturba è brutto.
Ma se un genitore non dorme perché il neonato piange tutte le notti, è doloroso, ma accettabile.
La vita del bambino è uno scopo più alto del sonno, che pure manca.
Mmmmm... non è così facile trovare le risposte alle domande che fai...anche perchè riconosco le mie difficoltà ad essere obiettiva, il mio vivere è un costante saltare da una condizione all'altra, sono ciclotimica...
Anche io comunque, proprio come te, se succede che qualcuno mi tratta male, sto male per giorni. Ma un male angosciante, una vera tortura, soprattutto in periodi come questo. La mia mente non mi dà pace, continua ad analizzare tutto l'accaduto, come esaminando una pellicola di un film, fotogramma per fotogramma...e non mi dà pace mai, nemmeno la notte. Poi arrivano i sensi di colpa, perchè comunque, in ogni caso, io DEVO sentirmi in colpa.
Alla fine, stremata, cerco di razionalizzare il tutto, non è successo niente di grave, niente di irreparabile, non è morto nessuno. Ma in ogni caso è solo il tempo che porta via la sofferenza, devo aspettare e basta, non c'è nulla che mi faccia stare meglio, nè in me nè al di fuori di me. Le altre persone non stanno male come me, subiscono un disagio, ma nulla di più...è il prezzo che devo pagare per il fatto che quando mi sento bene, sto bene all'ennesima potenza? Mah...è la mia vita sulle montagne russe..
Le ragioni per cui vale la pena vivere dici... Tante piccole cose, tutte a portata di mano. Almeno per me. Una famiglia, il volersi veramente bene, buona salute, serenità interiore, il necessario per il buon vivere...
Sono queste le cose che ho sempre voluto e che mi fanno star bene. Non scendo nei particolari, potrei risultare melensa, ma il fatto di amare una persona ed essere ricambiata per me è fondamentale, è una ragione per cui vale la pena vivere..

Hallomarc

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33

giovedì, 30 giugno 2011, 14:51

Hope

Io credo che che tu (come me del resto) stia male dopo un brutto episodio, perché una parte di te è stata accomodante e quella più vera si è ribellata. Questa parte va secondo me rispettata, non soffocata.
Purtroppo non si può accettare tutto in nome delle buone maniere.

Non di rado mi trovo a far cose che non voglio fare, perché "forse sta male dire di no".
Quindi i miei sensi di colpa consitono semplicemente nel fatto di tacitarmi pernsando "beh, qualcosa ho sbagliato anch'io" (pensa te)

Non è che se ti scippano e gridi poi ti metti a pensare che sei colpevole, poi ti metti a pensare che in fondo hai gridato per via del tuo attaccamento al vil denaro!
(chissà mai perché quando ce l'hanno gli altri , il denaro è giusto; quando ce l'hai tu è vile)
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

Hopekeeper

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34

giovedì, 30 giugno 2011, 15:04

^_^ Sorrido perchè mi rendo conto che riesco comunque quasi sempre (salvo rare eccezioni) a mettermi nel sacco da sola.
Se la parte "vera" di me prevale e mi ribello, mi sento in colpa per aver detto la mia.
Nel caso io soccomba senza proferir parola, mi sento irrimediabilmente p**la (scusate) per essermi autodeclassata così tanto...
In un caso o nell'altro dò un calcione alla mia autostima, che in alcuni periodi rasenta il limite dell'esistenza. E mi sento perdente...
Come trovare un equilibrio? Come facciamo a capire come ci si deve comportare volta per volta, tenendo ben presente che spesso si hanno pochi attimi a disposizione per poter decidere, salvaguardando il nostro amor proprio?

Hallomarc

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35

giovedì, 30 giugno 2011, 15:32

Hope

Ormai io desidero solo la libertà.

Tutti siamo influenzabili e condizionabili. Questo fa parte del gioco della vita.

Perciò anch'io rimarrò tale. Ma non voglio più dare le chiavi di me a un altro.
E non voglio che i miei sensi di colpa siano il cavallo di Troia col quale uno entra i me e fa i suoi comodi.

Le persone che di volta in volta accetterò saranno ospiti, magari anche graditi, ma non padroni.
A casa mia e nella mia anima comando io.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

Hopekeeper

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36

venerdì, 01 luglio 2011, 09:08

Sono contenta per te Hallomarc.... Per me evidentemente ci vorranno ancora un po' di sforzi per riuscire a capire come fare... Forse basta solo aver pazienza.. ^_^

Hallomarc

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37

venerdì, 01 luglio 2011, 19:43

Hope

Quando ti girano le palline, ti girano le palline.
Se hai voglia di incazzarti , t'incazzi, se hai voglia di di sorridere, sorridi, se vouoi startene sulle tue, ci stai.
Sei libera.
Non sei più libera se ti ricatti da sola, se ti fai ostaggio della bontà universale.

Ad alcuni piacerai, ad altri no.
E che t'importa? Sono problemi loro.
La vita è la tua, non la loro.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

38

sabato, 16 luglio 2011, 16:27

Io sono un perdente. Ogni cosa che provo a fare finisce in malo modo. Anche una cosa stupida e banale come fare un esame.
Forse è un segno del destino .

Hallomarc

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39

domenica, 17 luglio 2011, 00:30

Caro Aldebaran

Non si può sostenere psicologicamente una persona via Internet.
Non si possono neanche tenere lezioni o corsi.
Si possono trasmettere delle esperienze.

Tu ti consideri un perdente. Se è così certamente proverai rabbia dentro di te. Rabbia che non utilizzi mai per ottenere i tuoi scopi, ma che rumini dentro e che ti divora le budella. Vorresti avere il rispetto che non hai. Sei corretto, ma molti non lo sono con te. Puoi essere arrabbiato senza neanche ben sapere un motivo preciso. Cosa è accaduto? Che hai incassato atteggiamenti, sutuazioni, reazioni, persone che non ti garbavano. Per abitudine, per passività, perché "non sta bene" opporsi.

E quando ti arrabbi apertamente, poi ti divorano i sensi di colpa. E tu stesso finisci per credere che la tua rabbia era sbagliata.

Ecco, io credo che quella tua rabbia tu la debba rispettare e poi saper interpretare. La rabbia è un sentimento genuino, che non mente. Ma va accettata come componente funzionale alla vita. Si impara a esprimerla in modo civile, ma è una difesa posta dalla natura.

Io non voglio fomentarti. Ma solo a dirti che, se essa è comprasa e opportunamente canalizzata, permette di raggiungere i tuoi obiettivi e di difenderti dalle invadenze e dalle prepotenze.

Ti sto scrivendo in un momento di sincera bontà di cuore, di reale compassione. Ma ormai so che sono un buon combattente, cosa che come te non pensavo di essere. Mi considero un soldato buono. Ma un soldato.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

40

domenica, 17 luglio 2011, 00:59

Grazie Hallomarc per il bel post. Sei riuscito ad inquadrarmi abbastanza bene.

Hallomarc

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41

domenica, 17 luglio 2011, 13:38

Aldebaran

Gesù disse: "chi vuole seguirmi rinneghi sè stesso, porti la sua croce e mi segua".

Va bene, già oggi stai ampiamente rinnegando te stesso e stai portando la tua croce, ovverosia la tua fatica di vivere.
Ma sei sicuro che non stai portando anche la croce di altri?

Comincia da questa riflessione.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

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