allora inanzitutto guadagni 1100 euro al mese roba che tantissimi italiani al giorno d'oggi si sognano... io conosco persone che guadagnano mooooooooto meno, quindi su questo fatto ritieniti fortunato...
Mah, io sinceramente non ne conosco molti. Per fare l'esempio dei miei amici, 5 guadagnano più di me e altri due nulla ma solo perchè sono ancora studenti.
Anche se magicamente tornassi indietro ai 20anni, se oggi non ti sai dare delle risposte chiare sul tuo modo di essere che ti hanno portato all'insoddisfazione, ricommetteresti gli stessi errori pure questa volta. E' facile dire, "avrei potuto fare" quando ormai non si è più in condizioni di scegliere. Forse in passato ti sei adagiato, hai preferito l'abitudine al rischio, o hai avuto semplicemente paura, posso ipotizzare. Le sfortune ci stanno ma raramente sono l'unica salsa che condisce il tutto.
Dire "è troppo tardi" è il crimine peggiore che un uomo può commettere contro se stesso, escludendo l'opportunità di poter fare ancora qualcosa. Si può cambiare anche a 50anni. E' vero, ci sono cose per cui non è proprio razionale tornare indietro, come studiare all'università e prendere la laurea che ci sarebbe piaciuta. Ma c'è tanto altro da poter fare.
Beh, forse tirerei fuori maggior grinta. O avrei comunque fiducia nel futuro, visto che "sarei" ancora giovane.
A 50 anni sinceramente desidererei essere totalmente appagato, sistemato e senza più obiettivi importanti da raggiungere.
bahh..non basta l'impegno per cambiare le cose.
l'autore non dice nulla del suo passato ma non credo che sia rimasto con le mani in mano per 30 anni. Evidentemente non è in grado di cambiare la sua vita.
Anche questo è vero. Purtroppo la sensazione di impotenza che mi sono trovato a fronteggiare in questi anni permane, e si ripercuote per forza di cose anche nel futuro.
eustacchio sono nella tua stessa situazione.29 anni quest'anno,vivo con mia madre,macchina del '98, stipendio 1000 euro al mese,nessuna love story in atto.e pensa che mi sono anche laureata così per migliorare la posizione sociale.alla faccia...
Ti sono vicino.
Amico mio,
leggere la tua lettera è come leggere un concentrato dei "miti" del nostro tempo, ovverossia i condizionamenti che la società ci impone come modelli culturali vincenti, i quali poi se non raggiunti, conducono alla sfiducia, alla depressione, alla disperazione, ed a cose ancor peggiori.
Tu sembri averli incamerati tutti:
- il mito dell'eterna giovinezza, ovverossia l'idea che tutta la vita sia compressa e compattata nei primi 30 anni dell'esistenza umana, lasciando così nell'oblio e nell'inutilità tutto quello che accade dopo
- il mito del piacere, ovvero che per essere felici si debba trascorrere più tempo possibile nei divertimenti, nell'appagamento degli istinti sessuali, nel benessere fisico/corporeo, nell'agio e nell'abbondanza.
- il mito della ricchezza, ovvero l'idea che una vita di successo sia direttamente proporzionata alle ricchezze e ai soldi di cui uno dispone. Da cui deriva che, più se ne hanno, più ci si può permettere oggetti lussuosi, macchine, viaggi costosi, e altri piaceri della vita (qui mi ricollego al precedente).
Come stai sperimentando sulla tua pelle, questi sono appunto dei MITI, ovvero dei modelli fallimentari dell'esistenza. Dovresti piuttosto ringraziare di esserti svegliato da questo intontimento, che ti fa credere che la felicità della vita si basi su queste cose. Beh, sappi che le cose non stanno affatto così, e che tali modelli sperimentano la loro fallacia proprio nei casi come il tuo.
Forse bisogna iniziare a considerare l'ipotesi che non sei tu ad essere arrivato al capolinea; ma che la vera vita non è quella che questi modelli impongono.
Tu pensi che una vita si possa costruire sul sesso? Sul denaro? o sull'autoaffermazione?
Sai da chi vengono proclamati i valori sesso, denaro e potere? Credo di sì, e mi auguro che non ci sia bisogno di menzionarlo.
Impariamo semmai ad uscire da questo tunnel, e a capire che NON E' QUESTO che rende una vita degna d'essere vissuta.
Da questa presa di consapevolezza, inizierà il tuo viaggio verso la scoperta. Se veramente lo vorrai affrontare.
Altrimenti passerai la vita a piangerti addosso (come del resto fanno in tanti).
Penso che tu abbia proprio centrato il punto. Insomma, quei miti che tanto disprezzi sono così eccitanti, così provocanti e così fantastici da influenzare la maggior parte di noi. Ammetto di esserne schiavo, ma non troverei altro modo per provare appagamento nella vita. Se non seguo tale istinto primordiale, penso che non sarò mai completamente felice e soddisfatto. Get rich or die tryin'.. diceva qualcuno. Aggiungi che sono fortemente sensibile alla bellezza femminile e voilà... la mia frustrazione è servita! Scusami ma no, davvero, non riuscirei a trovare altro modo per sentirmi vivo e soddisfatto.
Quando uno è depresso (ed io lo sono) è come se fosse precipitato in un pozzo ampio si ma pieno di melma, ed anche come se nella melma si fosse immerso solo una parte di se stessi. Tendo a pensare per me alla parte alta, dal ventre in su. Si è completamente intontiti. Tutto è come filtrato dalla melma che è pure grigia e scura. Ma la coscienza di essere immersi nella melma non ce l'hai, perchè questo precipitare di fatto è stato fatto un passettino alla volta. E quindi non ti sei accorto di essere sprofondato. Non si può vedere in modo neutrale la realtà da quella posizione. E non lo sai affatto che sei in quella posizione. Ma non basta per ripararsi la consapevolezza della condizione e nemmeno la reazione furiosa di chi pensa che basti reagire per venirne fuori. Occorre capire perchè sei scivolato li, come hai fatto a scivolare e poi occorre trovare rimedio alla fonte della tua depressione.
Da informatico dico che se un computer è infetto da un virus funziona male. Occorre trovare il virus, capire come ha agito, levarlo, e poi riparare tutto quello che ha danneggiato. Certo i computer possono essere riformattati ed è un gioco da ragazzi risolvere il problema. I cervelli umani non possono essere formattati. Occorre cercare i file guasti e cancellarli uno per uno. E se ci hai messo 30 anni a generare file guasti non ti verrà facile cancellarli tutti.
Per quanto mi riguarda sto ancora cercando i miei virus.
Saluti Gente.
Leonardo.19
Ottima metafora, la penso proprio così. Per questo che periodicamente sfocio nella depressione. E' dura cancellare 10 anni di files rovinati, danneggiata e con essa l'intera psiche.