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RedCliff

Utente Fedele

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106

domenica, 04 dicembre 2011, 14:29

bè evidentemente chi non riesce a gorne appieno desidera il suicidio perchè reputa inutile perseverare in qualcosa che non gli riesce .-.

albe560

Giovane Amico

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Lavoro: impiegata contabile

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107

domenica, 04 dicembre 2011, 22:03

Se ho mai pensato di uccidermi?, tutti i giorni, ci ho provato 3gg. fa, e non e' andata bene perche' ho vomitato tutto cio' che avevo trangugiato: ansiolitici, sonniferi, antipsicotici ecc.Vorrei dire la mia per quanto riguarda la terapia elettroconvulsivante. 15 anni fa li feci perche' voluti da me. Sono stata meravigliosamente bene per 10 anni. Quest'anno li ho ripetuti, ed e' stato come bere acqua fresca. Io nono rispondo ai farmaci.

pw81

Colonna del Forum

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108

lunedì, 05 dicembre 2011, 18:55

Il problema è, appunto, questo: DOVREMMO IMPARARE A OSCILLARE.

Ma OSCILLARE POCHISSIMO.

L'INFELICITà CONSISTE NELL'ARRIVARE OLTRE, AGLI ESTREMI, NELLA DEPRESSIONE E NELLA DIPENDENZA.

Cioè: Felcità, dopotutto è Moderazione.

Una PICCOLA Depressione... e una PICCOLA Dipendenza.


Interessante. Quindi sarebbe meglio non mollarla del tutto la propria dipendenza, giusto?
Per esempio una bevuta alla settimana potrebbe andare bene?
''il depresso è un narcisista fallito''

Dr. Haggard

Utente Attivo

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109

giovedì, 08 dicembre 2011, 20:05

Pw, hai un pm.

Belle89

Utente Fedele

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111

lunedì, 12 dicembre 2011, 00:44

Spesso.. spessissimo. Una volta ci ho provato, ma mi sono tirata indietro.
Negli ultimi giorni, anzi nelle ultime due intense settimane, ci sto pensando sempre di più. Sono stata quasi decisa a farla finita, ma penso mi manchi il coraggio e quel che un po' mi salva è la Fede che mi è rimasta.
Mi pesa troppo questa vita. Sono diventata una persona triste, e sono tornata a perdere il sorriso.
Ho solo poco più di 20 anni, ma vivo da quando sono picccola con questo malessere. Gli psicologi non mi piacciono, adesso sto andando da uno di loro.. mi aveva messo in una terapia di gruppo, ma è stato devastante quell'incontro.

mr

Utente Avanzato

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112

lunedì, 12 dicembre 2011, 01:01

desiderato di morire si, mi capita ancora a volte.
pensato seriamente di uccidermi no, che io ricordi.

ho come la sensazione che ci sia qualcosa di importante in futuro, da vivere o comunque da vedere. un grande cambiamento, in un futuro non troppo lontano. non so forse una guerra mondiale, un'invasione aliena, o quelle cag**te new age come il passaggio alla settima (?) dimensione... o forse il giudizio universale, o forse la civiltà umana farà un balzo in avanti stratosferico, e finalmente avremo le nostre c****** di macchine volanti (scherzo, per dire che ci sarà da vedere e fare esperienze mozzafiato), o forse mi troverò semplicemente nel posto giusto al momento giusto e un mio singolo gesto darà un senso a tutta la mia vita. non so penso a cose come salvare qualcuno.

ho letto da qualche parte che la guerra è 99% noia, 1% caos.

non sono particolarmente religioso comunque ho letto qualcosa del tipo che per il Signore siamo come delle sentinelle, dobbiamo stare vigili, non dobbiamo disertare solo perché non succede niente, da un momento all'altro potrebbe iniziare l'azione, potremmo divenire necessari, fare la differenza (dalla prima virgola in poi ho ricamato ma è la mia interpretazione, la mia contestualizzazione).

bhe comunque alla fine saranno pure tutte ca******te ma resta il fatto che la mia storia non è ancora finita e io voglio vivere ancora mille altre avventure, va bhe tante o poche non importa mi farò bastare il tempo a mia disposizione.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "mr" (12/12/2011, 01:09)


Icarus

Ho scelto questo nick perche' ho il cervello che svolazza :)

  • "Icarus" è un uomo

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Data di registrazione: venerdì, 02 dicembre 2011

Località: Reggio Emilia

Lavoro: Chimico

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113

lunedì, 12 dicembre 2011, 14:25

Si fa prima a chiedere chi NON ci ha mai pensato. La morte e' l'altra faccia della medaglia della vita quindi e' la cosa piu' naturale del mondo pensarci.

Io mi sn sempre promesso una cosa...invece che uccidermi in loco,vendo tutto, vado da tutte le finanziarie e faccio una marea di prestiti e poi scappo all'estero, (meglio darsi per dispersi che dare una cosi' cruda certezza alle persone che ci vogliono bene e ci conoscono) me la godo di brutto e poi trovo un posto naturale che mi ispira e nella quite della natura finisco il mio viaggio terreno e trascendo verso un'altra forma energetica.....solo che ho paura che se me la godo troppo dopo col cazzo che mi ammazzo! :roftl:

Coraggio in ballo c'e' la nostrA VITA, non affrettiamoci a trascendere che poi avremo tutta l'eternita' per non esistere nel senso fisico del termine...cosa sono qualche decenni in confronto all'eternita', non ha senso aver fretta!

Abbiamo la fortuna di essere materia consapevole della propria esistenza, gia' questo rende la vita meritevole di essere vissuta...il prossimo giro non sappiamo se avremo la stessa fortuna....dopo questi spunti metafisici vado a fare i fatti ciaociao :hi: un abbraccio a tutti coloro che visitano queste pagine e magari non stanno vivendo un periodo facile, ma ogni fase come ha un inizio avra' anche una fine, sta a noi trovare la via giusta! Non e' facile ma e' cosi' per tutti....

bukosky

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114

martedì, 13 dicembre 2011, 12:40

Io morirò suicida, questo è certo. Ho programmato tutto da tempo minuziosamente. Per ora non posso, ho un figlio da crescere fino alla maggiore età, poi la mia presenza terrena non serve più a nulla. La natura però a noi ha fatto un gran dispetto, ci ha reso simili agli altri, ci ha donato la stessa paura del dolore che hanno gli altri. Tutto quì il grande freno.
"Ho riposto tutte le certezze, il sapere e le ovvietà delle sicurezze, ne sono uscito quello che sono". Alessandro Ghignoli "soli e lievi"

Belle89

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115

martedì, 13 dicembre 2011, 18:36

Io morirò suicida, questo è certo. Ho programmato tutto da tempo minuziosamente. Per ora non posso, ho un figlio da crescere fino alla maggiore età, poi la mia presenza terrena non serve più a nulla. La natura però a noi ha fatto un gran dispetto, ci ha reso simili agli altri, ci ha donato la stessa paura del dolore che hanno gli altri. Tutto quì il grande freno.
Invece la tua presenza terrena serve, eccome. Lo dici stesso tu: "ho un figlio da crescere." Anche quando sarà maggiorenne, pensi che non avrà più bisogno di te? Pensi che non gli lascerai un vuoto incolmabile dentro di sè ed un senso di colpa che dovrà sopportare per tutta la vita nel non essere riuscito ad aiutarti?

bukosky

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116

martedì, 13 dicembre 2011, 20:06

Io morirò suicida, questo è certo. Ho programmato tutto da tempo minuziosamente. Per ora non posso, ho un figlio da crescere fino alla maggiore età, poi la mia presenza terrena non serve più a nulla. La natura però a noi ha fatto un gran dispetto, ci ha reso simili agli altri, ci ha donato la stessa paura del dolore che hanno gli altri. Tutto quì il grande freno.
Invece la tua presenza terrena serve, eccome. Lo dici stesso tu: "ho un figlio da crescere." Anche quando sarà maggiorenne, pensi che non avrà più bisogno di te? Pensi che non gli lascerai un vuoto incolmabile dentro di sè ed un senso di colpa che dovrà sopportare per tutta la vita nel non essere riuscito ad aiutarti?


Si è vero bisognerebbe pensarci prima davvero. Ma prima non pensavo ero convinto di stare bene. Certo che io questo bambino l'ho coccolato davvero, accarezzato, strinto a me, amato davvero. Ho annusato il suo odore, dapprima dolce e delicato, con un profumo limpido quasi di borotalco. Un odore che via via si è fatto sempre più adulto, più maschile, come un corpo che inizia piano piano ad ossidarsi. L'atto d'amore che vorrei ricevere da mio figlio piccolo, il più bello, incommisurabile, sarebbe un patricidio. Vorrei che fosse lui ad uccidermi a infierire sul mio corpo in un estremo gesto di amore.
Io gli ho dato la vita e lui me la toglie. Grandioso, divino. Una vita per altro che non ha più senso , addirittura superflua.
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117

martedì, 13 dicembre 2011, 20:19

desiderato di morire si, mi capita ancora a volte.
pensato seriamente di uccidermi no, che io ricordi.

ho come la sensazione che ci sia qualcosa di importante in futuro, da vivere o comunque da vedere. un grande cambiamento, in un futuro non troppo lontano. non so forse una guerra mondiale, un'invasione aliena, o quelle cag**te new age come il passaggio alla settima (?) dimensione... o forse il giudizio universale, o forse la civiltà umana farà un balzo in avanti stratosferico, e finalmente avremo le nostre c****** di macchine volanti (scherzo, per dire che ci sarà da vedere e fare esperienze mozzafiato), o forse mi troverò semplicemente nel posto giusto al momento giusto e un mio singolo gesto darà un senso a tutta la mia vita. non so penso a cose come salvare qualcuno.

ho letto da qualche parte che la guerra è 99% noia, 1% caos.

non sono particolarmente religioso comunque ho letto qualcosa del tipo che per il Signore siamo come delle sentinelle, dobbiamo stare vigili, non dobbiamo disertare solo perché non succede niente, da un momento all'altro potrebbe iniziare l'azione, potremmo divenire necessari, fare la differenza (dalla prima virgola in poi ho ricamato ma è la mia interpretazione, la mia contestualizzazione).

bhe comunque alla fine saranno pure tutte ca******te ma resta il fatto che la mia storia non è ancora finita e io voglio vivere ancora mille altre avventure, va bhe tante o poche non importa mi farò bastare il tempo a mia disposizione.


eheh la penso più o meno come te:P però penso che questo sia un atteggiamento un pò attendistico,cioè aspettiamo che qualcosa dall'esterno cambi la nostra vita (e puntualmente non arriva, e aspettiamo aspettiamo aspettiamo..) dobbiamo darci da fare noi:P
"La lontananza dal nulla,spegne l'infinito"

Belle89

Utente Fedele

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118

martedì, 13 dicembre 2011, 20:49

Io morirò suicida, questo è certo. Ho programmato tutto da tempo minuziosamente. Per ora non posso, ho un figlio da crescere fino alla maggiore età, poi la mia presenza terrena non serve più a nulla. La natura però a noi ha fatto un gran dispetto, ci ha reso simili agli altri, ci ha donato la stessa paura del dolore che hanno gli altri. Tutto quì il grande freno.
Invece la tua presenza terrena serve, eccome. Lo dici stesso tu: "ho un figlio da crescere." Anche quando sarà maggiorenne, pensi che non avrà più bisogno di te? Pensi che non gli lascerai un vuoto incolmabile dentro di sè ed un senso di colpa che dovrà sopportare per tutta la vita nel non essere riuscito ad aiutarti?


Si è vero bisognerebbe pensarci prima davvero. Ma prima non pensavo ero convinto di stare bene. Certo che io questo bambino l'ho coccolato davvero, accarezzato, strinto a me, amato davvero. Ho annusato il suo odore, dapprima dolce e delicato, con un profumo limpido quasi di borotalco. Un odore che via via si è fatto sempre più adulto, più maschile, come un corpo che inizia piano piano ad ossidarsi. L'atto d'amore che vorrei ricevere da mio figlio piccolo, il più bello, incommisurabile, sarebbe un patricidio. Vorrei che fosse lui ad uccidermi a infierire sul mio corpo in un estremo gesto di amore.
Io gli ho dato la vita e lui me la toglie. Grandioso, divino. Una vita per altro che non ha più senso , addirittura superflua.
Io ti capisco.. il male di vivere, forse, è causato spesso dal troppo pensare; specie se lo fai in modo negativo.. rimugini sempre sulle stesse tue convinzioni che ti fanno vedere nero, buio e basta. Tuo figlio non potrebbe mai compiere un atto estremo: sai cosa significherebbe?? Condurre lui al suicidio, per una colpa troppo immensa! Io non so quanti anni tu abbia, ma sicuramente, avendo già un figlio, mi potresti essere padre.. non so nemmeno quali problemi hai, che ti hanno indotto a pensare così.. ed io, da parte mia, vorrei solo poterti aiutare.. e lo vorrei fare anche con me stessa, perchè spesso mi balena per la testa il tuo stesso pensiero. ma non ha senso. Nessuno, se non quello di causare sofferenza gratuita.

Adangelomai

Utente Attivo

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119

venerdì, 06 gennaio 2012, 14:11

Ho letto tutte le 8 pagine di questo thread, essendo seriamente interessato all'argomento suicidio.

In questi giorni, per ragioni che, se volete, potete leggere sul topic "vivere morendo", mi accorgo di essere nel punto piu' in basso di questa spirale discendente.

Per chi ha letto quel topic, 2 giorni fa ho preso tutte le medicine che ho trovato per casa. Penso sia inesatto dire che volessi suicidarmi, ma e' corretto dire che volevo dare alla morte una possibilità. Sinceramente non so cosa faro'. per me il suicidio e' un atto molto reale, avendo visto come mio fratello l'ha compiuto; non e' un'idea astratta, e so come stanno dopo le persone che ti hanno amato. Dentro di me ho un profondo amore per la vita e nessun amore per la mia vita.
Non prendo farmaci, non ho difficoltà di relazione con gli altri, non vado da uno psicologo, e se non faccio niente nelle mie giornate e' perche' non c'e' niente che mi vada di fare.
Io non mi sento depresso. Mi sento consapevole. Probabilmente e' una mia percezione distorta, vorrei il vostro parere, ma non penso che la vita sarà sempre e solo negativa, penso che vivere sia quasi tutta una finzione. Fingere di stare bene, fingere di aver voglia di fare, di lavorare, di costruire, di distruggere.
Vedo matrimoni sconfitti, anche se non finiti, rapporti di lavoro tra macchine, amicizie profonde in cui comunque si interfacciano stati d'animo delle persone condizionate dallo stare insieme.
Mi sento come se la vita fosse una zavorra a me stesso.

Rispetto a tutta questa finzione, la morte mi appare come l'unica risposta reale.
Alimentazione corretta, cura di me, riposo corretto, sono cose che ho perso e sono sintomi del mio malessere.

Io penso che ci sia un argomento importante che non e' stato toccato, se non marginalmente in questo thread.
Penso che il desiderio di morire, inteso come risposta al dolore di esistere, nasca comunque dalla certezza interiore di aver perduto qualcosa.
Probabilmente la capacità di guardare al mondo e di sentirsene parte degna, la capacità di credere che nell'amore ci sia sempre qualcosa di vero e qualcosa che sempre vince.
Penso, nell'abisso dove sto, che in realtà vorrei morire perche' ho perso i miei sogni, il mio saper guardare al mondo con gli occhi di un bambino, e non riesco piu' a riconquistare quella capacità di essere felice di niente.
Mi sento tradito dalla vita e dal mondo. e desidero tradirli a mia volta.
Non sono in grado di capire se reinventarmi sia un atto di forza o di debolezza, se l'accettare questa verità che sento faccia farte di un percorso o sia l'epilogo dello stesso...
Come Cielo dice, sono molto confuso, molto romantico, molto infantile.
Non sono sicuro che siano cose negative, posso confermarvi che sono vere.

Forse bisognerebbe accettare che una parte di noi e' morta, quella che non e' mai uscita dall'adolescenza, e andare avanti con quello che ci e' rimasto, convincendosi che sia la parte migliore e piu' vera di noi. Forse l'unica possibilità e' accettarci, accettare che cio' che di bello c'e' stato non ci sarà piu', ma che non e' indispensabile ci sia. Per chi ha fede accettare che l'unico vero amore e' l'amore verso Dio, per chi non ne ha accettare che prima o poi si morirà, e che fino ad allora bisogna fare.

Sostanzialmente vivere e' fare cose.

Non dovrebbe essere difficile.

Comunque lunedi' andro' a confessarmi, e provero' a pensare che la mia vita ricomincia domani, (oggi no, oggi ancora voglio stare fermo) senza guardare a quello che ho perso, a quello che non ho e che magari sembra sempre abbiano gli altri; pensando a quello che devo pagare e non agli errori commessi che mi portano a dover pagare. Pensando a qualcosa che voglio e che posso raggiungere (un lavoro, i soldi per un cinema), e non a quello che vorrei e non posso raggiungere da solo (qualcuno che mi ami).

Come dice Cielo (scusa sai, in questi giorni sei un po' il mio grillo parlante, non dici nulla che non sappia, ma tutto quello che non voglio dirmi da solo), avanti.

Whatshername

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120

venerdì, 06 gennaio 2012, 14:25

Ci penso spesso, a volte arrivo persino a pensare che le persone che mi stanno intorno starebbero meglio senza di me, credo che in quel momento potrei davvero tentare il suicidio; ma un attimo dopo torno in me e penso che non è così, gli altri starebbero troppo male e allora tutte queste idee scompaiono per un po'.
Però mi capita molte volte di pensare ai vari modi in cui potrei farla finita, pianifico tutto, ma alla fine non lo porto mai a compimento.

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