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Dazzling

Utente Attivo

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61

sabato, 26 novembre 2011, 14:13

La vita è un dono

Che ti piaccia o non ti piaccia accettala per quello che è.

Sono una persona nè che accetta nè che si accontenta, ma prima di pensare al suicidio, conseguenza di tanta disperazione, disagio, pessimismo e non azione, accetterei quello che mi è stato dato.

Parlando con diverse persone di stati interiori mi hanno rivelato di aver pensato al suicidio o di averci provato. E' un pensiero diffusissimo a quanto pare. E il denominatore comune è: c'è un ostacolo (o tanti enormi ostacoli), non lo affronto (vari possono essere i motivi: paura, sfiducia, ecc.), piuttosto metto fine alla mia vita.

PECCATO!!!

pw81

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62

sabato, 26 novembre 2011, 14:19

Che ti piaccia o non ti piaccia accettala per quello che è.


Cioè se la mia vita è totale sofferenza perchè dovrei accettarla?

c'è un ostacolo (o tanti enormi ostacoli), non lo affronto (vari possono essere i motivi: paura, sfiducia, ecc.), piuttosto metto fine alla mia vita.


diverso. non si ha la forza di affrontarli e tutto è sofferenza.
''il depresso è un narcisista fallito''

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "pw81" (26/11/2011, 14:25)


63

sabato, 26 novembre 2011, 14:30

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64

sabato, 26 novembre 2011, 14:36

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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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65

sabato, 26 novembre 2011, 17:43



Non saprei dirle se siano passi in avanti o all'indietro,ma i risultati son palesi.


Non so se sono cosi palesi, perchè non riesco a trovare statistiche documentate. Se mi vuoi dare tu qualche linck...

Citato

In queste cose sarebbe utile non farsi condizionare preconcettualmente e valutare in maniera quanto più fredda possibile l'eventualità del farne o non farne ricorso .


Non e' la paziente che si domanda se e' il caso di farsi la permanente, e visto che c'e', anche un elettroschock.
Ci vuole una serie di eventi precedenti per arrivare a questo presidio terapeutico, e la proposta non viene dal paziente, ma dal medico o dai medici psichiatri.

Ma a parte questo, se e' vero quello che sta scritto qui sotto, non so se sia semplicemente un tantativo tentativo come altri, o se sia qualcosa di realmente risolutivo.
Bisognerebbe sapere quante ricadute ci sono a dopo quanto tempo. Cioe' ci vogliono statistiche indipendenti, non di Sorrentino e Cassano.

http://italiasalute.leonardo.it/news2pag.asp?ID=10361
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Hallomarc

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66

sabato, 26 novembre 2011, 20:18

Si vabbè, ma stiamo andando fuori pista

Dire che un antidepressivo può non funzionare, non è un argomento sensato per dire che la soluzione è il suicidio.
Allora se prendo l'aspirina e non funziona, che faccio, m'accoppo?

Quasi tutti i farmaci non funzionano ugualmente per tutti. La risposta è molto spesso soggettiva. Questi abbiamo e dobbiamo farceli bastare, statistiche o no.
Fino a 60 anni i farmaci non c'erano. Esistevano solo la contenzione, la reclusione nei manicomi , l'elettroshok, le docce scozzesi e le sedie centrifughe. Un orrore.
Oggi prendi la pastiglia. Pigliatela senza tante storie.

Tutto ciò non va mescolato, secondo me, a questioni etiche sulla vita e sulla morte. Per il semplice motivo che un depresso in fase acuta vive un delirio che rende impossibili valutazioni etiche, come gli rende impossibile farsi uno uovo al tegamino.

E' lo stesso che se andate al capezzale di un poveretto che ha subito un grave incidente ed è tutto spezzato e gli chiedete cosa pensa della vita.
Più che un vaffa... che vi può dire?
Hallomarc ha allegato il seguente file:
  • vaffanc.jpg (2,98 kB - Il file è stato scaricato 125 volte - Ultimo download: 14/04/2018, 17:02)
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

Hallomarc

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67

sabato, 26 novembre 2011, 20:28

Quel che pensiamo noi dei farmaci

conta poco più che una cippa.

Quel che conta è quel che il medico pensa dei farmaci.

Perché non è che se ci stanno ricomponendo una frattura, ci mettiamo a dire : "dottò, quest'anestetico in America non lo usano più e poi sono contrario all'uso di anticoagulanti".

Il nostro ruolo è quello dei pazienti, non dei medici.

Una volta il medico era un lusso. Oggi è gratuito e lo sprechiamo.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

68

sabato, 26 novembre 2011, 21:11

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69

sabato, 26 novembre 2011, 21:37

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Questo post è stato modificato 2 volta(e), ultima modifica di "Un Soffio Sull' Anima" (30/11/2011, 06:06)


70

sabato, 26 novembre 2011, 21:46

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71

sabato, 26 novembre 2011, 23:29

Non facciamo una disputa, cara Soffio.

Evitiamo. Non mettiamo un'infinità di argomenti che non ci portano a nulla.

siccome una vita umana non è come quella di una mosca, prima di buttarla via, tentiamo pure con medicine che non funzionano. Ok, non funzionano, ma proviamo lo stesso.

Personalmente sono convinto che la tua forma depressiva non sia grave. Perché quando lo è, non riesci a scrivere un pensiero articolato su Internet nè da nessun'altra parte.
E poi sei abbastanza reattiva con me (non mi offendo). Il depresso a quota 0 non è reattivo, ma è completamente spento.
Questo vuol dire che hai ancora delle riserve sulle quali puoi contare per difenderti. Ma non ti curi con Internet.

(P.s.: ho aperto il link "bipolari", dove è illustrata sommariamente la terapia elettroconvulsivante. E' fasullo. Perché non dice che oggi si fa a tensioni basse, e con anestesia totale)
Chi scrive quelle cose terroristiche e false, ha un motivo per venderti qualcosa d'altro.

Piuttosto che le teorie, c'è almeno una persona che è vicina a te e ti capisce e ti aiuta?
(vale anche più di un farmaco)
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

72

domenica, 27 novembre 2011, 00:04

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73

domenica, 27 novembre 2011, 15:35

Sarebbe meglio capire

Mai scritto di soffrire di una forma depressiva di qualsiasi tipo.
Le terapie erano per un altro disturbo .
Semmai ho scritto che i farmaci assunti abbiano creato delle problematiche depressive e anedoniche in me ,ma come effetto collaterale di quei farmaci assunti.



che relazione abbia questa storia con il topic iniziale, che riguarda una pesante forma depressiva.
L'umore si abbassa anche con l'assunzione un farmaco miorilasante. Anche di un antibiotico.
Ma perché dovrei andarlo a dire a un depresso?
Che se ne fa?
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

74

domenica, 27 novembre 2011, 15:51

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75

domenica, 27 novembre 2011, 15:59

Non capisco perche' darsi del lei in un forum di pari, pero' vedo che ci tiene parecchio, per cui sono costretto a darle del lei.

Ho guardato ai linck postati e ho trovato erticoli divulgativi, non statistiche.

C'e' un riferimento ad uno studio su lancet, ma mi aspettavo che lo linckasse lei.

Ce' poi una discussione con l'intamontabile Cassano, che a me sta pure simpatico, riferita ad un convegno in cui uno dei relatori parla dell'80% di benefici su pazienti intrattabili in altro modo, ma non so da chi altro possano essere confermate.
Per Cassano sappiamo che farebbe l'elettroschock a tutti. Lui indica anche i borderline o i tossici, perchè sociopatici.

Io non ho difficolta' a considerare tutte le terapie come terapie. Se viene proposta da un medico, poi sta al paziente accettare o meno. Non e' che glielo si puo' imporre, perchè ci vuole il consenso informato. A meno che uno non sia sotto tutela.

Detto questo non capisco tutto questo amore per l'elettroschock. Lei si e mai sottoposta ad una seduta? Ha mai visto praticarne uno?

L'ultimo articolo che ha linckato, tra l'altro, ne parla in modo decisamente contraio. Ma forse nella foga lo ha linckato senza nemmeno leggerlo.
http://www.tmcrew.org/stopshock/quando.htm

A cui aggiungerei anche la seconda parte: http://www.tmcrew.org/stopshock/teorie.htm
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

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