Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

Non risulti loggato.


claudios96

Utente Attivo

  • "claudios96" ha iniziato questa discussione

Posts: 9

Activity points: 55

Data di registrazione: lunedì, 11 dicembre 2017

  • Invia messaggio privato

1

lunedì, 15 ottobre 2018, 17:06

Apatia e confusione sulla vita..Chi ci è passato?

È una storia molto strana la mia, me ne rendo conto, sto anche andando da 1 mese da una psicologa ma ovviamente è troppo poco per risolvere tutti i miei problemi.
Tutto è cominciato l'anno scorso, mi sono laureato alla triennale di Ingegneria Informatica in 3 anni precisi e con 110, e sono un anno avanti. Ho sempre fatto miliardi di sacrifi per l'Università quindi sarei dovuto essere super contento, invece è da lì che sono iniziati tutti i miei problemi interiori.
In particolare, sono stato da fine gennaio a fine luglio in erasmus, e sebbene sia stato un periodo bellissimo, è stato anche un periodo difficile sotto altri aspetti che mi ha lasciato con molti dubbi. Prima di partire in erasmus, avevo ricominciato a giocare a calcio dopo 2 anni che avevo smesso, e dopo l'entusiasmo iniziale ho iniziato ad avere moltissimi dubbi dovuti al seguente motivo: a 21 anni(ora 22) ormai dovevo giocare solo per divertirmi, non sarei mai diventato un campione e il mio futuro sarebbe stato l'università; nel primo periodo in cui sono partito in erasmus, ho iniziato a sviluppare quasi un odio verso mia madre: infatti, lei è sempre stata mlto esigente quando ero piccolo riguardo la scuola, non ero bravo ma non ero scarso, ero un ragazzo normale con la media del 6-6.5. Tuttavia non mi ha mai fatto giocare a calcio seriamente prima dei 14 anni pur sapendo della mia passione sfrenata da quando ho 5 anni, ogni volta che andavo agli allenamenti mi diceva "Ma non devi studiare?", e questo mi ha frenato molto nelle mie prestazioni, perché mi sentivo sempre inferiore agli altri avendo iniziato tardi e non avendo nessun impulso dai miei genitori a fare bene, cosa che invece avevano gli altri ragazzi. Inoltre sono portiere, ed è un ruolo delicatissimo, se sbagli e prendi gol se la prendono tutti con te..Oltre al fatto che giocavo sempre poco, ogni volta che giocavo praticamente tremavo, molte volte speravo di non giocare, ed avevo un'ansia tremenda ogni qualvolta gli avversari si avvicinassero alla porta, e molti miei errori erano dovuti alla paura di sbagliare.
Al sopraggiungere di questi pensieri, inizialmente ho pensato che comunque sono giovane, mi sono laureato, magari avrei potuto avere qualche chance di realizzare un qualcosa di importante per quanto rigurda il mio ambito di studio. Ma in contemporanea a ciò, ho iniziato a notare che dei corsi seguiti l'ultimo semestre della triennale non me ne era piaciuto uno, avevo faticato un sacco ma per studiare cose di cui non avevo la minima voglia. Il primo semestre della magistrale è iniziato uguale, ed in erasmus nonostante abbia dato 4 esami e tutti con buoni voti mi importava solo di andare bene, per il resto addirittura mi facevo 1 ora di metro all'andata e 1 ora al ritorno pur di andare a giocare a calcio con i miei amici, studiavo di meno anche il giorno prima degli esami pur di farmi la partita il pomeriggio e a lezione non avevo la minima voglia di seguire, arrivavo sempre tardi e non ascoltavo mezza parola dei professori. Quindi, ho notato che io a differenza di molti altri non ho mai avuto la passione per l'informatica da stare la sera al computer invece di uscire, anzi: per me è sempre stato un obbligo. Gli esami come detto sono andati molto bene, ma a me non è importato nulla di imparare o di interessarmi argli argomenti e ad un metodo di studio differente da quello italiano, dovevo studiare perché dovevo ma del resto non mi fregava nulla.
Tornato dall'erasmus mi è crollato un po' tutto addosso, ho avuto per 1 mese problemi di insonnia, al che ho deciso di parlare con i miei genitori per rivolgermi ad una psicologa. Per quanto riguarda il lato sociale, in erasmus è stato bellissimo, tra gli erasmus ero quello che stava pià simpatico a tutti, conoscevo tutto il mondo, ho fatto un miliardo di viaggi e di feste e ho conosciuto persone di tutto il mondo, e ho fatto esperienze che pochi al mondo hanno fatto. Tuttavia, a volte durante l'erasmus mi veniva da pensare "Ma perché sono partito e non sono ad allenarmi con la mia squadra?" oppure "Perché perdo tempo con le feste e non invento una qualche app o software con cui posso fare qualcosa nell'informatica?" come se associassi tutto alla produttività; tuttavia, facevo moltissime attività e mi distraevo da questi pensieri concentrandomi invece sulle esperienze che stavo facendo, ma tornato qua sono piombati come un macigno. In particolare, il rapporto con mia madre è stato molto difficile perché stando lontano avevo sviluppato la rabbia di cui parlavo prima.
Ora come ora non so cosa voglio fare, da una parte penso che io non voglio stare la vita davanti a un computer pure che diventassi il più grande informatico della storia dell'Universo, perché non mi darebbe il tipo di "fama" che voglio, cioè gli informatici da fuori sono visti tutti come dei piccoli nerd stile Zuckerberg, a nessuno interessa che abbiamo fatto qualcosa, a differenza magari di un calciatore pure scarso che se gioca bene la partita giusta sarà acclamato come un eroe. D'altra parte non posso inseguire la passione dello sport a 22 anni giocando in seconda categoria, e se pure arrivassi tra qualche anno in serie più alte comunque non guadagnerei abbastanza da poterci vivere ed inoltre sarebbe incompatibile con il trovare un lavoro, inoltre se non giochi in Serie A e in Serie B hai i tifosi che ti vengono sotto casa a menarti senza la minima protezione e molte altre rogne con cui combattere, per cui non credo valga la pena concentrare le proprie energie al 100% su questo. La psicologa mi ha anche fatto riflettere che questo "arrivare ai vertici" potrebbe comunque non appagarmi, come è stato con la laurea.
Il risultato di ciò è che in questo momento mi sento apatico, non riesco a trovare un qualcosa che mi faccia sentire felice al 100% e spensierato, riesco solo a distrarmi quando faccio determinate cose, ma in fondo alla mente ho sempre tutte queste turbe. Quando studio non mi sento soddisfatto, quando gioco a calcio penso che ormai è inutile impegnarcisi tanto non ci farò nulla nella vita, quando esco con gli amici magari mi diverto ma non mi sento appagato al 100%, e l'apatia si riflette anche sul lato sentimentale; io sono sempre stato una persona in cerca di relazioni mentre adesso penso sempre che non mi darà nulla e che i miei problemi tanto resteranno. È come se sentissi un desiderio di "fama" di non so che cosa, e ogni attività che sto facendo in ogni momento della mia vita non mi sta portando a raggiungerla, per cui cala l'apatia; come se non volessi accettare il fare una vita da "anonimo", ma non so dove e come trovare questa "fama", che può diventare molto pericoloso come desiderio perché mi porta a non godermi più nulla.
Chi di voi è passato in questi periodacci?

hope77

Utente Fedele

  • "hope77" è un uomo

Posts: 379

Activity points: 1.221

Data di registrazione: domenica, 09 settembre 2018

  • Invia messaggio privato

2

lunedì, 15 ottobre 2018, 20:24

ciao, ti consiglio di approfondire sul tema del narcisismo - tema molto ampio nel quale rientrano moltissime categorie, tra cui il narcisista perverso, ovvero una persona con zero empatia nei confronti degli altri ( non mi sembra affatto il tuo caso )


però esiste anche un narcisismo più leggero, con idee di grandezza e bisogno di ammirazione - penso che leggere qualcosa a riguardo potrebbe chiarirti un po le idee

claudios96

Utente Attivo

  • "claudios96" ha iniziato questa discussione

Posts: 9

Activity points: 55

Data di registrazione: lunedì, 11 dicembre 2017

  • Invia messaggio privato

3

martedì, 16 ottobre 2018, 16:08

Ciao, intanto grazie per la risposta.
Ho letto un po' di cose su internet, per quanto riguarda il narcisismo perverso non mi ci ritrovo, ma con il narcisismo in sé ho molte cose in comune; io non sono per nulla una persona che si vanta, anzi tendo sempre a nascondere in pubblico i miei meriti, ma quando sono da solo mi sono fatto spesso in passato dei "film mentali" in cui tutti mi avrebbero fatto i complimenti per qualcosa. Inoltre ricordo che quando facevo un errore a calcio mi volevo sotterrare dalla vergogna, così come le poche volte che sono stato bocciato agli esami mi vergognavo un sacco a dirlo, o quando prendevo voti bassi. Inoltre il mio contesto familiare è molto simile alle situazioni da.cui possono nascere questi disturbi: mio padre è sempre stato isterico, non potevo mai sbagliare, mi urlava pure se a 5 anni Mi cadeva un sacco della spesa perché pesava troppo per me, e i miei sono sempre stati super esigenti; a scuola dovevo avere tutti 10, poi da piccolo ero ciccione e ogni volta apriti cielo, le scenate perché dovevo mangiare di meno e avere il fisico migliore di tutti. Mi chiedo l'argomento del giocare a calcio e di queato grande rimpianto se centri veramente nel disturbo o se è solo un qualcosa su cui mi sono fissato io per qualche ragione particolare, ed inoltre la mia psicologa ancora non mi ha parlato di questo tipo di disturbo, non so se forse ha già pensato che potrebbe essere questo ma non me lo vuole dire, o se con i miei racconti non sono ancora stato abbastanza chiaro.
In questo momento vorrei solo tornare a godermi le cose come prima, sono stanco di passare le giornate a pensare che vorrei chissà quale fama e a svegliarmi di soprassalto la notte non dormendo più Perché mi turbano questi pensieri

hope77

Utente Fedele

  • "hope77" è un uomo

Posts: 379

Activity points: 1.221

Data di registrazione: domenica, 09 settembre 2018

  • Invia messaggio privato

4

martedì, 16 ottobre 2018, 20:46

Claudio penso che avevo capito abbastanza da quello che avevi raccontato - una piccola dose di narcisismo è presente praticamente in tutti, esistono vari gradi

moltissime persone inseguono la fama e non per questo sono narcisisti - per il narcisista però questo diventa una cosa fondamentale, vitale

ma non si tratta solo di quello : vedo che hai un bisogno di perfezione, quindi immagino se le cose non sono perfette non vanno bene

La psicologa non te ne ha parlato perché starete parlando di altro - lei sa da quanto hai raccontato quali sono le cose più importanti di cui parlare


neanche a me parlò mai di narcisismo, ci arrivai da solo leggendo dei libri - se vuoi approfondire consiglio sempre ' Il narcisismo di Alexander Lowen ' libro che mi ha fatto capire davvero tante cose

claudios96

Utente Attivo

  • "claudios96" ha iniziato questa discussione

Posts: 9

Activity points: 55

Data di registrazione: lunedì, 11 dicembre 2017

  • Invia messaggio privato

5

martedì, 16 ottobre 2018, 21:57

Va bene, lo leggerò!
Ma tu come hai risolto tutto questo?A differenza di molti consigli che mi sono stati dati, è inutile pensare che posso raggiungere i "vertici" in altro modo, semplicemente perché questo non mi appagherebbe ed inoltre mi causerebbe ansie da prestazione e ulteriore stress inutile..Se l'appagamento che cercassi fosse solo la fama mi basterebbe fare un video su Youtube dove faccio l'idiota in modo che diventi virale, come va molto di moda ora, invece io ripudio quel tipo di fama, vorrei una fama "buona", che come dici tu sta diventando una cosa vitale, e non riuscendo a trovare un modo per ottenerla mi viene da essere indifferente a qualsiasi attività della mia vita che in passato avrei apprezzato moltissimo

hope77

Utente Fedele

  • "hope77" è un uomo

Posts: 379

Activity points: 1.221

Data di registrazione: domenica, 09 settembre 2018

  • Invia messaggio privato

6

mercoledì, 17 ottobre 2018, 13:10

Va bene, lo leggerò!
Ma tu come hai risolto tutto questo?A differenza di molti consigli che mi sono stati dati, è inutile pensare che posso raggiungere i "vertici" in altro modo, semplicemente perché questo non mi appagherebbe ed inoltre mi causerebbe ansie da prestazione e ulteriore stress inutile..Se l'appagamento che cercassi fosse solo la fama mi basterebbe fare un video su Youtube dove faccio l'idiota in modo che diventi virale, come va molto di moda ora, invece io ripudio quel tipo di fama, vorrei una fama "buona", che come dici tu sta diventando una cosa vitale, e non riuscendo a trovare un modo per ottenerla mi viene da essere indifferente a qualsiasi attività della mia vita che in passato avrei apprezzato moltissimo



quello che cerchi si chiama " prestigio " - è una cosa ben diversa dal successo - il successo immediato è una favoletta che ci raccontano

il prestigio si ottiene perseverando per tanto tempo in qualcosa che ci piace e ci interessa davvero - ma sopratutto rimanendo persone integre, ovvero non investendo tutto nell' io a discapito del se

ti consiglio anche libri sulla motivazione, ti faranno capire molte cose

hope77

Utente Fedele

  • "hope77" è un uomo

Posts: 379

Activity points: 1.221

Data di registrazione: domenica, 09 settembre 2018

  • Invia messaggio privato

7

mercoledì, 17 ottobre 2018, 13:20

ti faccio un esempio : magari leggendo qualche libro di psicologia ti appassioni talmente che decidi di studiarla e magari diventare psicologo o psichiatra , o semplicemente scrivere libri sul tema

potrebbe diventare la tua vocazione

una professione di tutto rispetto che ti porterebbe ai vertici ma sarebbe anche ' seria ' come la intendi tu

claudios96

Utente Attivo

  • "claudios96" ha iniziato questa discussione

Posts: 9

Activity points: 55

Data di registrazione: lunedì, 11 dicembre 2017

  • Invia messaggio privato

8

mercoledì, 17 ottobre 2018, 14:33

Sì, il problema è che a leggerlo adesso mi sembra un ridimensionamento, è un prototipo di vita "normale" che ad ora mi spaventa..Vorrei tanto togliermi dalla testa questa visione di vita famosa che mi sta facendo impazzire, ma non so come