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Luca Canetti

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1

domenica, 13 maggio 2018, 16:18

Io senza compromessi: il diario di Luca

Rinvigorito dalla splendida esperienza che ho fatto venerdì in radio andando a registrare la puntata zero del mio programma, eccomi a condividere alcune mie riflessioni o/e dei miei pensieri qui sul diario di crescita personale che ho la possibilità di aprire sul forum di Nienteansia. Il titolo che ho scelto per il mio diario è anche il titolo di lavorazione di un mio romanzo. Il primo aspetto su cui vorrei soffermarmi è proprio la scrittura: non è la prima volta che mi siedo davanti alla pagina bianca per scrivere delle cose, ma non mi ero mai chiesto cos'è che mi spinge a scrivere e/o perchè scrivo e soprattutto perchè muoio dalla voglia di prendere la penna e scrivere. Di alcune di queste domande devo ancora trovare la mia risposta, e prometto che appena l'avrò trovata la riporterò qui sul mio diario. Posso però dire che ciò che mi spinge a scrivere è un'immagine che ho sempre chiarissima in testa prima, durante e spessissimo anche dopo che ho finito di scrivere quello che mi è 'venuto a trovare', come direbbe Giovanni Allevi. E l'immagine che ho chiarissima in testa è quella di una bimba di otto anni di nome Debora che ama farsi pettinare i codini e la frangia con phon e pettine: è una cosa che la rende davvero felice, tant'è che quando ci pensa, tira giù le maniche per nascondere le mani e sorride.

fran235

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2

domenica, 13 maggio 2018, 19:47

Bravissimo Luca! Mi raccomando facci sapere della radio
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
Stando al posto mio contraddirai quei simboli che sono le emozioni

Luca Canetti

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3

venerdì, 25 maggio 2018, 16:33

Ho sentito i responsabili della radio e mi hanno detto che ci sono due o tre cosine da migliorare (si possono bene o male riassumere dicendo 'prendere sicurezza'), ma mi hanno anche detto che il mio programma è carino. Adesso devo solo aspettare che loro decidano il palinsesto vero e proprio: conto di tornare in radio, perchè mi sono divertito davvero tantissimo. Un'altra novità, bella grossa, è che mi sto dando da fare per riuscire a cogliere un'occasione davvero importante: quest'estate se tutto va bene andrò a Siena a partecipare ad un workshop di scrittura musicale. Sarà un'occasione da far tremare i polsi perchè si terrà alla Fondazione Accademia Chigiana, che è una scuola di alto perfezionamento. Un'altra bella novità è che sto cercando di preparare i brani da presentare ad un concorso per pianoforte. Solo che non penso si possa fare un repertorio monografico, nel senso che per adesso in repertorio ho solo brani di Mendelssohn, e per la precisione alcune sue Romanze senza parole. (Tra l'altro, sarebbe bene riflettere su questo titolo, nel senso che a mio avviso la traduzione del titolo originale tedesco è impropria: infatti «Lieder ohne Worte», di per sé, significa «Canzoni senza parole»). Infatti, è da tempo che dico che desidero suonare dei brani molto più corposi e difficili di questo grande compositore; per questo ho desico di acquistare il secondo volume delle sue musiche per pianoforte. L'integrale delle musiche per pianoforte di Mendelssohn consta di tre volumi, e il terzo volume sono proprio le Romanze senza parole.

fran235

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4

venerdì, 25 maggio 2018, 18:25

Tienici aggiornati caro Luca.
Un abbraccio
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
Stando al posto mio contraddirai quei simboli che sono le emozioni

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venerdì, 08 giugno 2018, 18:24

Rieccomi ad aggiornare il mio diario. Devo dire che sono molto soddisfatto di tutto ciò che sto portando avanti. Sto addirittura cercando di portare a termine i testiche avevo scritto quando frequentavo il corso «Scrivere di musica»: si tratta di una nota introduttiva ad un'opera lirica, una possibile voce di Wikipedia e un articolo a sè. Devo poi dire che sono molto soddifatto perchè finalmente sono riuscito a far venire come si deve una delle tante «Romanze senza parole» di Felix Mendelssohn Bartholdy: si tratta di una delle tre 'Gondole veneziane': questi brani, come dicevo, sono tre: op. 19 n. 6, op. 30 n. 6 e op. 62 n. 5. Le prime due vengono già al tempo finale, mentre l'op. 62 n. 5 sta iniziando a venire, ma va messa a posto in diversi punti.

Luca Canetti

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lunedì, 02 luglio 2018, 00:19

Eccomi con un nuovo aggiornamento del diario. Comincio finalmente a capire. Il gestore del negozio dove vado ogni lunedì e quasi tutti i venerdì a suonare (si tratta di un negozio di pianoforti) non ha fatto nient'altro che chiacchiere, e io ci sono cascato come una pera marcia. Ha iniziato dicendomi che stava mettendo in piedi il progetto dei mini concerti, continuava a dirmi che bisognava trovare una location adatta, e chi più ne ha più ne metta; poi quando tornavo sull'argomento faceva fatica a guardarmi in faccia e, a mezza voce, mi diceva: 'Sono indietro'. Poi, non me ne ha più parlato. Dopo un po' di giorni, mi ha detto di avere in cantiere il progetto di aprire una web radio per poter dare visibilità al negozio. Mi ha detto di mandargli via e-mail un file con tutto ciò che serviva per aprire una web radio. Mi sono limitato, però, a dirgli che era necessario un solo computer sia per le dirette che per preparare le canzoni, in realtà sono venuto a sapere che servono due computer. Mi diceva di conoscere tantissime persone interessate a fare gli speaker nella web radio. Continuava a dirmi di avere il minimo indispensabile per trasmettere, ma chissà perché poi ha dovuto abbandonare anche questo progetto e il tutto si è rivelato per quello che era: soltanto chiacchiere. Lui però non demorde: ogni tanto in fatti vedo che inserisce dei file registrati in un sito apposta. Ma gli ho ripetuto fino alla nausea che così non si avranno mai ascoltatori, ma lui non mi ascolta. Poi mi ha parlato del suo contratto con una radio di Ferrara a cui io avrei dovuto partecipare facendo delle registrazioni per presentare uno o due brani di musica classica, ma poi non me l'ha più tirato in ballo: mi aveva detto che dovevo fare delle registrazioni di non più di due minuti in cui presentavo dei brani di musica classica (tipo le 'Quattro Stagioni' di Antonio Vivaldi o una delle Romanze per violino e orchestra di Beethoven), ma poi non ke abbiamo più parlato e se gliene parlo non mi guarda in faccia, mi dice che ha molto lavoro, che deve sempre correre che ha molto da fare, e quant'altro. Poi ha iniziato col discorso che deve studiare perché lui regolarmente riceve delle lezioni di pianoforte e non ha molto tempo per studiare. Io l'ho sentito suonare, ho visto il suo metodo di studio: il guaio è che lui non ha un metodo di studio; si limita infatti a cercare di suonare il tutto al tempo finale anche quando il brano in questione è allo stadio iniziale. L'ha fatto con un Improvviso di Schubert (se non erro l'op. 90 n. 2) e lo sta facendo con dei brani di Johann Sebastian Bach (che tra l'altro sono nel programma dell'ottavo anno di conservatorio). Ho cercato di dargli dei consigli e di fargli sentire come secondo me dovrebbe interpretarlo, ma mi sono sempre sentito dire: 'È troppo presto! Questi tuoi consigli vanno messi in pratica solo in uno stadio avanzato dello studio!'. Peccato però che i maestri di pianoforte dicano sempre: 'Mira sin da subito alla precisione sotto ogni punto di vista'. Per carità, ci sono dei pianisti per cui questo metodo di studio funziona, ma sono dei pianisti che hanno tra i propri punti di forza la lettura a prima vista, proprio come il sottoscritto. Nel mio caso infatti quel metodo funziona, non solo perché ho come punto di forza la lettura a prima vista, ma anche e soprattutto perché suono il pianoforte da quando avevo 9 anni (e solo musica classica da quando ne avevo 10).

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