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Michele®

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1

martedì, 15 agosto 2017, 16:51

Per chi pratica lo Yoga

Salve a tutti, mi stava girando l'idea di intraprendere dopo l'estate (se ne avrò il tempo, quindi a seconda delle durate dei corsi e degli orari), una disciplina tipo Yoga. Qualcosa di finalizzato a relax e respirazione, una sorta di mix fra meditazione ed esercizio fisico. Grazie a chi vorrà fornirmi consigli e pareri, ad esempio quanto dura una seduta di Yoga, quante volte si fa alla settimana e dopo quanto tempo si raggiunge un buon livello.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

Diana1492

Giovane Amico

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2

martedì, 15 agosto 2017, 19:37

Ciao io vorrei iniziare come te a praticare Yoga e il centro dove mi sono informata fa lezioni una volta a settimana di un'ora e mezza ad orari che si possono scegliere, fra quelli stabiliti... Oltre allo Yoga c'è poi la disciplina del Pilates, che punta più sull'esercizio fisico, non è molto stancante... diciamo che i movimenti sono simili allo Yoga, ma nel pilates non c'è una base ''meditativa'' ecco. Se vuoi qualcosa di più ''rilassante'' quindi, punta sullo yoga altrimenti ti consiglio anche il Pilates che è molto bello. Per quanto riguarda i tempi di raggiungimento di un qualche risultato nello Yoga non ti saprei dire, dato che non l'ho mai frequentato.

Michele®

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3

mercoledì, 16 agosto 2017, 11:07

Grazie delle info Diana, speriamo allora di leggere le esperienze di chi pratica Yoga.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

4

mercoledì, 16 agosto 2017, 11:37

Pratico yoga da molti anni. Mi sono avvicinata perché cercavo una tecnica di rilassamento, una compensazione con la vita frenetica ma lo yoga è qualcosa di più, stile di vita, filosofia, conoscenza dell'io. Cose che si possono sperimentare oppure anche no, dipende molto da come ci si approccia.
Ci sono diversi indirizzi, scuole di pensiero ma pressoché tutte si basano su tre elementi: meditazione, respirazione, posizioni. Ogni lezione dovrebbe contenere tutte tre le cose e durare almeno un'ora/un'ora e mezza. Si inizia con il rilassamento iniziale, seguito da esercizi di respirazione e riscaldamento muscolare. Generalmente non mancano sequenze fisse, come il saluto al sole. Altri elementi fissi sono i piegamenti in avanti e le inversioni. Per ogni livello di pratica si adeguano gli esercizi per cui poco importa da quanto si pratica. Sicuramente ci vuole un po' di pazienza soprattutto per imparare a respirare correttamente durante le posizioni e pertanto imparare a sfruttare le posizioni per ottenere benessere. In base alle diverse scuole si possono cantare anche dei mantra e dedicare più o meno tempo a sessioni di meditazione statica. La lezione si chiude con il rilassamento finale e un ringraziamento spirituale.
namasté

Michele®

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5

giovedì, 17 agosto 2017, 14:25

Pratico yoga da molti anni. Mi sono avvicinata perché cercavo una tecnica di rilassamento, una compensazione con la vita frenetica ma lo yoga è qualcosa di più, stile di vita, filosofia, conoscenza dell'io. Cose che si possono sperimentare oppure anche no, dipende molto da come ci si approccia.
Ci sono diversi indirizzi, scuole di pensiero ma pressoché tutte si basano su tre elementi: meditazione, respirazione, posizioni. Ogni lezione dovrebbe contenere tutte tre le cose e durare almeno un'ora/un'ora e mezza. Si inizia con il rilassamento iniziale, seguito da esercizi di respirazione e riscaldamento muscolare. Generalmente non mancano sequenze fisse, come il saluto al sole. Altri elementi fissi sono i piegamenti in avanti e le inversioni. Per ogni livello di pratica si adeguano gli esercizi per cui poco importa da quanto si pratica. Sicuramente ci vuole un po' di pazienza soprattutto per imparare a respirare correttamente durante le posizioni e pertanto imparare a sfruttare le posizioni per ottenere benessere. In base alle diverse scuole si possono cantare anche dei mantra e dedicare più o meno tempo a sessioni di meditazione statica. La lezione si chiude con il rilassamento finale e un ringraziamento spirituale.

Ti ringrazio davvero tanto! Di pazienza ne ho da vendere quindi ci vado a nozze, di tempo direi che un tre volte a settimana posso concedermelo per 1 ora, 1 ora e mezzo. Mi preoccupa solo un po la mia schiena, un po acciaccata dopo anni di sport ma magari mi è al contrario di aiuto (soffro nella zona lombare ma per mia fortuna non è un dolore costante nonostante sia ben allenato a camminare e a nuotare eppure il mal di schiena mi ha fregato proprio in questi ultimi giorni costringendomi a restare a letto l'intera giornata di ieri).

Spero di scoprire questa filosofia di vita, pratico già da tempo alcuni esercizi di respirazione ispirati allo Yoga (vedasi "respiro di fuoco") ed è uno degli aspetti che mi intrigano maggiormente sin da quando guardavo da ragazzino i documentari di Jaques Mayol atto a praticare posizioni Yoga in apnea sul fondo del mare con la cintura di pesi.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

ansioso_1

Utente Avanzato

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6

giovedì, 17 agosto 2017, 15:56

Ho fatto 4 lezioni di yoga. Mi sono annoiato moltissimo.
Non fa per me!

7

venerdì, 18 agosto 2017, 22:40

con un buon insegnante e la giusta attenzione credo che si possa praticare yoga anche con problemi specifici, ovviamente potrebbe darsi che determinate posizioni siano limitate e/o vietate ma generalmente si può scegliere fino a che punto sollecitare.
namasté

subhuti

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8

lunedì, 21 agosto 2017, 17:28

Il post di ansioso1 mi ha fatto riflettere.
Io "pratico" (male) meditazione buddista da un mesetto. Come per lo yoga anche in questo caso NON si deve prendere la meditazione (solo) come una "tecnica di rilassamento" bensì come un modo per comprendere meglio sé stessi, o più precisamente il funzionamento della propria mente. Nel caso della meditazione buddista vipassana per esempio è un "classico" provare anche molte sensazioni spiacevoli ma questo è visto quasi come un punto di forza della tecnica: provando appunto queste sensazioni spiacevoli si capisce ancora meglio che ogni stato mentale (sia esso positivo o negativo) è incostante, insoddisfacente e fuori dal nostro (completo) controllo - ossia si capiscono dal "vivo" i tre marchi dell'esistenza, uno dei temi centrali del buddismo.
In ogni caso tutte queste tecniche di meditazione orientale (siano esse buddiste, daoiste, yoga...) sono abbastanza "noiose" proprio per fare in modo che la nostra mente si calmi e si concentri sempre di più, si "svuoti" sempre di più dalla brama e dall'avversione. Motivo per cui il fatto che inizialmente si percepisca una certa "noia" in questo tipo di pratiche è abbastanza normale e non deve scoraggiare (d'altronde per esempio lo zazen è "stare semplicemente seduti" e nella società di oggi è difficile che un'attività del genera venga apprezzata). Ma non solo: proprio perchè la mente dopo anni e anni è assuefatta dalla tendenza di "controllare le cose" è normale anche che provare una certa repulsione sia verso la pratica sia verso la "realizzazione" che non abbiamo il controllo totale nemmeno sui nostri stati d'animo. Il problema è che - a parer mio - troppo spesso questo tipo di pratiche "orientali" in occidente vengono mal rappresentate oppure vengono presentate come una sorta di "magia" che ti toglie tutti i problemi in due secondi. In sostanza ritengo che prima di iniziare un corso o anche a praticare queste tecniche anche per solo 10 minuti al giorno è opportuno farsi un'idea di quello a cui si va incontro, altrimenti uno che inizia a provare noia rifiuta questo tipo di tecniche perchè "non si aspettava" di sentirla.

Sto basando la mia "pratica" sugli insegnamenti (in inglese) che trovate qui https://www.youtube.com/user/yuttadhammo

Michele®

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9

martedì, 22 agosto 2017, 17:03

Grazie per le ottime riflessioni e per i video.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

subhuti

Utente Attivo

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10

martedì, 22 agosto 2017, 19:33

Ah poi è anche giusto secondo me non mettersi a fare troppe pratiche diverse contemporaneamente. Voglio dire seguire seriamente lo yoga e la vipassana causa solo confusione. Sono a mio giudizio entrambe ottime esperienze ma bisogna anche rendersi conto di quanto siano diverse.
Nella meditazione vipassana di fatto ti concentri proprio sul vedere dal "vivo" che gli stati mentali sono incostanti/transitori, non portano una durevole soddisfazione e sono fuori dal nostro controllo. L'obbiettivo è concentrarsi proprio su queste caratteristiche per bloccare il meccanismo dell'attaccamento-avversione.
Viceversa lo yoga è più una ricerca del "vero io", quindi cerchi proprio lo stato in cui trovi piena soddisfazione. Anche in questo caso si tenta di bloccare il meccanismo dell'attaccamento-avversione ma il metodo e la filosofia di base è totalmente diversa.

Personalmente preferisco il buddismo perchè avendo una formazione scientifica richiede meno accettazione di dogmi e in genere trovo le spiegazioni molto più chiare. Trovo poi la dottrina in sé coerente (cosa forse unica nelle religioni/filosofie del mondo) e questo me la fa apprezzare (ovviamente ciò non implica che la ritengo la "verità"). Tuttavia non concordo su vari punti fondamentali della dottrina (motivo per cui non sono buddista) quindi in ultima analisi uso la meditazione come "modo per aumentare la consapevolezza". Ma in genere trovo le filosofie buddiste, daoiste e vedanta molto interessanti perchè si basano sullo studio della mente stessa e su come questa si relazioni con la realtà. Per esempio ho notato che mentre noi in occidente generalmente siamo interessati a capire la realtà tramite i concetti della nostra mente per loro in genere la realtà ultima è oltre ogni comprensione e quindi un rapporto più sano con la realtà e con se stessi lo si trova proprio "liberandosi" della tendenza della mente a classificare, discriminare ecc. A volte anzi l'obbiettivo viene espresso con frasi del tipo "chi sa non parla", "conosco me stesso non appena smetto di pensare" ecc.

Ad essere sinceri anche in occidente ci sono state nella storia pratiche simili ma sono poco conosciute e difficili da usare se uno non condivide la dottrina di base. Ad esempio anche nel cristianesimo si pratica meditazione. Ma anche i filosofi neoplatonici (circa 300 d.c.) avevano le loro tecniche ma oggi tale scuola chiaramente è estinta da un pezzo.

Sienne

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11

sabato, 16 dicembre 2017, 14:52

Può praticare yoga chi ha problemi motori?
Ho problemi di equilibrio e di allungamento, forse non è per me.
Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo miglior momento è ora. Proverbio cinese

12

sabato, 16 dicembre 2017, 15:12

problemi medici o semplicemente non sei particolarmente "brava" negli allungamenti e nel mantenere l'equilibrio?

lo yoga non è uno sport. non bisogna diventare bravi.
namasté

Sienne

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13

sabato, 16 dicembre 2017, 15:25

Problemi neurologici agli arti inferiori e all'anca, non cammino bene.
Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo miglior momento è ora. Proverbio cinese

14

sabato, 16 dicembre 2017, 15:37

probabilmente alcune posizioni non sono adatte e forse anche pericolose. ma sicuramente potresti trovare una serie di posizioni che riesci a fare serenamente, senza farti male. però per sicurezza dovresti parlare con un insegnante competente ed attento.
namasté

Sienne

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15

sabato, 16 dicembre 2017, 20:09

Grazie cara.
Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo miglior momento è ora. Proverbio cinese