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Rilke

Utente Attivo

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16

Sunday, November 20th 2011, 3:23pm

Visto che si è inserita nella discussione anche un'altra donna, mi permetto di fare un passo avanti anche io.
Quando ho letto il titolo del post mi sono detta" toh, un'altra che sta come me"...

E invece, esterefatta, scopro tutto un mondo di uomini che non cercano un veloce appagamento sessuale, ma sento necessaria un'unione profonda e duratura, basata su affinità e intimità.
E come se non bastasse, anche di uomini che si mettono costantemente in gioco, che frequentano donne piacevoli fisicamente e intellettivamente , e non per questo pensano che valga la pena di provarci, foss'anche per rimediare un po' di sesso a fine serata.

La tua osservazione mi induce a riassumere in breve quella che è la mia situazione attuale, a rischio di esemplificare troppo ma comunque con l'intento di chiarire meglio il senso del thread:

1- Una parte di me necessita di una sua sfera privata in cui coltivare interessi, sogni, progetti e fantasticherie che però presuppone questi lunghi archi di tempo di ripiegamento su me stesso. Finchè si tratta di solitudine produttiva questa non mi pesa affatto ma la vivo come stato naturale.

2- Una seconda parte deriva dalla mia corporeità ed è quella che si manifesta attraverso un intenso languore erotico, eccitazione, desiderio sessuale, masturbazione, ricerca di un appagamento che a volte trascende persino la pura carnalità.

3- Una terza parte è quella che attiene ad una mia spiritualità che mi porta a idealizzare e a sacralizzare la mia intimità e tutto ciò che con essa può avere a che fare (quindi in particolar modo la donna che saprebbe amarmi ed essere ricambiata).

4- Infine una quarta dimensione più razionale, una sorta di Super Io se vogliamo, che tende a criticare le altre parti e a rimproverarle di non essere in grado di trovare un punto di fusione armonico. Da questo conflitto interno nasce l'insoddisdazione di fondo che poi può tramutarsi a seconda delle circostanze e a periodi alterni in ansia, angoscia, rabbia, frustrazione, malinconia etc.


Posta in questi termini penso (o perlomeno mi auguro) che ora la mia situazione si presti meglio ad altre eventuali analisi e commenti.

adamsberg

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17

Sunday, November 20th 2011, 3:36pm

Visto che, a quanto dici, passi molto tempo su Internet a causa del tuo isolamento, non hai mai pensato di provare a trovare una donna tramite siti di "online dating"? Pare che funzionino, potresti aumentare a dismisura le tue probabilità di incontrare qualcuna nel mondo reale, e in ogni caso tentare non costa nulla (o qualche euro al mese).
L'idea mi ha attraversato la mente varie volte nel corso degli anni, più o meno da quando ho cominciato a navigare sul web, ma mi sono sempre dibattuto tra dubbi e scetticismo. Ho sempre diffidato tanto di quelli a pagamento e a maggior ragione di quelli parzialmente gratuiti.
Ma non nego che alcuni come te me ne hanno parlato in termini entusiastici, e in fondo potrebbe davvero essere un modo per bypassare il deserto che mi circonda.
Il problema semmai è trovare un sito davvero affidabile che non rifili bidoni e faccia rimpiangere la più economica quanto avventurosa ricerca su social networks e chat (dalle quali sinceramente vorrei allontanarmi per sempre).
Beh, alcuni vantaggi rispetto a social network e chat mi sembrano evidenti.

Nei social network, come nella realtà, sei in contatto con persone con nome e cognome e quindi, in un certo senso, "in carne e ossa". Ma, come nella realtà, non puoi sapere in anticipo se le donne con cui entri in contatto stiano o meno cercando un partner. Quindi non vedo alcun valore aggiunto nel frequentarli. Se sei isolato e privo di compagnia femminile nel mondo reale, tale rimarrai anche su facebook, posto che i social network altro non sono che un rispecchiamento virtuale delle relazioni sociali reali. Le chat sono ancora peggio: l'anonimato dei nick fa sì che tu non sappia nemmeno chi hai di fronte e le finalità che lo portano in chat (non è raro che ci siano uomini che si fingono donne, o viceversa, maturi che si fingono giovani eccetera). Cercare l'anima gemella in una chat mi sembra equivalente a cercare una pepita d'oro in un mare di melma.

I siti di dating online offrono quanto meno l'assicurazione preventiva e implicita che le donne che ci si iscrivono stiano di fatto cercando un compagno, altrimenti non perderebbero il loro tempo lì. Quindi almeno ci proveresti con donne che possono starci, perchè in cerca di qualcuno. Mi sembra una buona scrematura iniziale (distinguere tra quelle che non puoi sapere o meno se ci staranno e quelle che stanno attivamente cercando), che ti può far risparmiare molto tempo inutilmente speso dietro a quelle che ti rifiutano a priori perchè non vogliono nessuno al momento, alle stronze, alle false, a quelle che ti vorrebbero solo come amico/zerbino eccetera.

Quanto poi al discorso servizio gratuito o a pagamento... non saprei, non te ne ho parlato in termini entusiastici perchè non ne ho mai usufruito direttamente, ma conosco alcune esperienze tutto sommato positive di amici e amiche. Penso comunque che la non gratuità possa fornire maggiori garanzie in termini di qualità, affidabilità, identità dei membri eccetera. Devi farti un giretto su Internet e valutare tu, le alternative mi sembrano parecchie.

linette

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18

Sunday, November 20th 2011, 7:45pm

Considerando la tua dettagliata analisi di tutte le tue pulsioni, più o meno razionali, direi che sei come tanti , o tutti noi...
Peccato che tu stia lì a pensarci troppo, come invece solo alcuni (e io no? ) fanno.

Una cosa che ho imparato dagli amici che ci provavano con me, è che vale sempre la pena. Al massimo ricevi un no, e torni al punto di partenza, più indietro non si va. Ma se non provi a stabilire un contatto più intenso, foss'anche sessuale, sarà difficile che tu riesca a trovare qualcosa che corrisponda ai bisogni che dici nel punto 3.
Considerando le dimensioni del tuo super io, al punto 4, è anche probabile che diverse donne ti si siano proposte e tu non le abbia neppure comprese.

Sciogliti. Le api verranno al miele, se apri il barattolo.
"L'intelligenza è data all'uomo per dubitare" Emilie Verhaeren (dal Pensiero del momento)

summertime

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19

Sunday, November 20th 2011, 8:20pm

uindi la morte in senso figurato alla quale questa solitudine molto presto potrebbe condurmi è un eventualità che da una parte mi piacerebbe scongiurare, ma dall'altra invece vorrei divenisse uno stato permanente, ossia che perdessi davvero qualsiasi legame affettivo con il mondo esterno


Levati dalla testa che questo sia possibile.
Una delle verità fondamentali dell'uomo è la relazione. E' un bisogno autentico presente in tutte le culture, a tutte le età ed è proprio del genere umano.
Smettere di coltivare relazioni conduce al fallimento esistenziale, e soprattutto a tanta infelicità, rancore covato dentro, e ovviamente solitudine.


E resto dell'opnione che avere un amico vero è per certi versi ancora più difficile che trovare la donna della propria vita (sempre che sia davvero possibile trovarla).


Tutto dipende dal significato che dai al termine "donna della propria vita". Nel sentirti parlare mi nasce un sospetto: che tu abbia idealizzato un po' troppo la relazione di coppia.
Guarda che l'anima gemella non esiste, è un personaggio che si trova nelle favole per bambini e nei romanzi rosa. La realtà è fatta di ben altro: uomo e donna sono diversi, e devono imparare a comprendersi, ad essere tolleranti l'uno verso l'altro, e anche a sopportarsi, in certi casi.
Come ti potrà confermare chiunque abbia una relazione di coppia stabile, il mito dell'anima gemella, pur se duro a morire, è una panzana bella e buona.
Non esiste una persona che si incastri con te in modo così perfetto e così totale da essere complementari in tutto.



Ma è anche vero che di fronte a certi dati oggettivi si arriva alle conclusioni di Gabriele79: se non c'è vera attrazione, feeling, intesa totale è inutile lambiccarsi il cervello nel ricercare i motivi della propria solitudine


Non capisco questo cosa c'entri.
Nessuno ha detto di prendersi una donna con cui non c'è attrazione e feeling.

Mi sembrava d'aver capito che il problema era la scarsità di relazioni a tutto tondo, cioè poche persone che si conoscono e si frequentano.


o nel non saper essere "stronzamente adulti" e quindi calcolatori e strateghi nello stablire quanto sono disposto a dare alla mia partner in funzione di quanto lei potrebbe restituirmi in natura e in altri beni materiali.


Guarda che hai travisato. Il concetto di essere "adulti" (o stronzi, per usare il termine colorito del libro) non sussiste nel menefreghismo o nel calcolo.
Mi rendo conto che è difficile spiegare concetti di questo tipo se non hai un certo background di nozioni psicologiche, ma in realtà l'adulto è semplicemente colui che guarda la realtà per quella che è. Senza crearsi idealizzazioni di sorta, sia su persone, sia sulle relazioni.

1- Una parte di me necessita di una sua sfera privata in cui coltivare interessi, sogni, progetti e fantasticherie che però presuppone questi lunghi archi di tempo di ripiegamento su me stesso. Finchè si tratta di solitudine produttiva questa non mi pesa affatto ma la vivo come stato naturale.


Beh, sappi che quando avrai una donna, gran parte di questi spazi personali li perderai.
Forse è proprio questo il problema: tu di base non vuoi perderli questi spazi personali, e quindi inconsciamente la relazione la allontani.

3- Una terza parte è quella che attiene ad una mia spiritualità che mi porta a idealizzare e a sacralizzare la mia intimità e tutto ciò che con essa può avere a che fare (quindi in particolar modo la donna che saprebbe amarmi ed essere ricambiata).


Altro falso mito che la cultura dominante inculca nelle menti, a furia di immagini di coppie perfette.

Vedo che sei una persona che, nella vita, rimane molto sul "teorico": cosa è giusto fare, cosa non fare. Ti piace pensare, sviscerare i problemi, analizzare, capire, ecc.

Atteggiamento di per sé sano e giusto, ma entro certi limiti. La vita non è speculazione filosofica, è esperienza personale. Se non ti metti davvero in gioco, verso la vita e verso gli altri, non ti apri al nuovo che potrebbe arrivarti.
In fondo non mi dai l'idea di una persona che si mette davvero in gioco, che è disposto a mettere in discussione le sue idee, e accettare altri modi di vedere il mondo. Forse è qui che bisogna lavorare.

linette

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20

Sunday, November 20th 2011, 9:14pm

Quoted

Considerando la tua dettagliata analisi di tutte le tue pulsioni, più o meno razionali, direi che sei come tanti , o tutti noi...

Mi auto-cito per puntualizzare... sono d'accordo con sumertime sul fatto che questi modi di pensare non siano utili e onesti nel relazionarsi con gli altri. Di fatto l'essere adulti , dice summertime, significa "colui che guarda la realtà per quella che è. Senza crearsi idealizzazioni di sorta, sia su persone, sia sulle relazioni". Tuttavia rimane il fatto che in noi permangono tanti bambini, che vorrebbero tutto come desiderano e non dover mai scendere a compromessi...un concetto che qualcuno chiama inconscio, io ho chiamato pulsioni...in sostanza Rilke dice al punto 1: voglio essere il centro del mio mondo, al punto 2) voglio provare tutti i piaceri fisici concessi al mio corpo al punto 3) voglio una mamma che tenga la mano, al punto 4) vorrei tanto che fosse tutto possibile ma so che non lo è...
Certo bisognerebbe smetterla di guardarsi tanto dentro (e a volte solo per piangersi un po' addosso) e iniziare a vedere gli altri, e , come dice summer, mettersi in gioco... non semplice, ma , si', indispensabile, per interagire con altri essere umani...
"L'intelligenza è data all'uomo per dubitare" Emilie Verhaeren (dal Pensiero del momento)

Rilke

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21

Sunday, November 20th 2011, 9:14pm

Atteggiamento di per sé sano e giusto, ma entro certi limiti. La vita non è speculazione filosofica, è esperienza personale. Se non ti metti davvero in gioco, verso la vita e verso gli altri, non ti apri al nuovo che potrebbe arrivarti.
In fondo non mi dai l'idea di una persona che si mette davvero in gioco, che è disposto a mettere in discussione le sue idee, e accettare altri modi di vedere il mondo. Forse è qui che bisogna lavorare.
Difatti c'è quella quarta dimensione razionale che mi porta a mettere in discussione quella smodata sopravalutazione del mio Ego alla quale le altre tre mi condannano.
Da un lato sono perfettamente cosciente di essere troppo cerebrale sia nell'idealizzare che nell'analizzare in maniera empirica, mentre dall'altro traggo piacere e appagamento dalla mia stessa abilità nel sezionarmi come un chirurgo che operi se stesso allo specchio.

Adesso per esempio la fase acuta del senso di solitudine sta lentamente rientrando e per un altro perido indefinibile ritornerò nella mia laboriosa reclusione con un motivo in più per continuare a tenere comunque il barattolo aperto come dice Linette (sarà che tutto questo dibattito sul forum mi ha fornito molti spunti di riflessione).
Ormai le api mi hanno già punto più di una volta, non credo che la paura del dolore potrà convincermi a seppellirmi vivo...

summertime

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Sunday, November 20th 2011, 9:51pm

Tuttavia rimane il fatto che in noi permangono tanti bambini, che vorrebbero tutto come desiderano e non dover mai scendere a compromessi...un concetto che qualcuno chiama inconscio, io ho chiamato pulsioni...in sostanza Rilke dice al punto 1: voglio essere il centro del mio mondo, al punto 2) voglio provare tutti i piaceri fisici concessi al mio corpo al punto 3) voglio una mamma che tenga la mano, al punto 4) vorrei tanto che fosse tutto possibile ma so che non lo è...



Farsi sopraffare dalla parte bambina di noi stessi non è una cosa sana.
La vita ci porta a crescere, ad affrontare determinate tappe e trarne frutto per reinterpretarsi e riscoprirsi. C'è un ritmo naturale nelle cose, e chi non lo azzecca, spesso rimane indietro e si porta cose irrisolte dentro.

Comunque mi pare che pian pianino stiamo arrivando al nocciolo del problema.
Consigli pratici, più di tanto non si possono dare: finché il nostro amico non deciderà di tuffarsi davvero in una relazione - con una donna reale - e di mettersi in gioco, le cose difficilmente cambieranno.

Restare nel suo mondo di idealizzazioni, dove vive nell'attesa della ragazza perfetta che scende dal cielo o si materializza magicamente davanti a lui, lo condurrà a sperimentare la solitudine.

Per aprirsi all'altro, bisogna passare per la perdita di sé stessi.
E' un passaggio cruciale, fondamentale del rapporto a due, che se si rifiuta, blocca a priori qualsiasi possibilità di relazione.

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Gabriele79

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23

Sunday, November 20th 2011, 10:51pm

a me sinceramente la visione pragmatica semrpe la mia rilke, finora dalle pulzelle, e infatti è una visione tipicamente femminile, ho letto mille discorsi diversi, che come ho scritto, mi sembrano di poco valore ai fini della tua problematica.
Non so se tu sia bello, alto e atletico, ti posso dire solamente che se lo sei e non hai comunque una relazione, ma hai almeno un minimo di vita sociale ceh ti consente contatti anceh superficiali, te ne accorgi perché le occasioni ti si presentano ma non riesci a sfruttarle per tue deficienze caratteriali. Ad altri non si presentano proprio invece, e anche se le vanno in cerca ne vengono rimbalzati come da un muro di gomma.
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”

Oscar Wilde

Rilke

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24

Monday, November 21st 2011, 12:25pm


Restare nel suo mondo di idealizzazioni, dove vive nell'attesa della ragazza perfetta che scende dal cielo o si materializza magicamente davanti a lui, lo condurrà a sperimentare la solitudine.

Per aprirsi all'altro, bisogna passare per la perdita di sé stessi.
E' un passaggio cruciale, fondamentale del rapporto a due, che se si rifiuta, blocca a priori qualsiasi possibilità di relazione.
A grandi linee stai esprimendo lo stesso concetto che ho esposto nei miei precedenti post quando parlavo di ridimensionare la mia eccessiva sensiblità e il mio Ego.

Comunque, anche se comprendo perfettamente cosa intendi per "perdita di sé stessi", penso che posta in questi termini suoni come una specie di autonegazione totale della propria personalità, ovvero che la precondizione per ogni rapporto comporti solo rinunce, sacrifici, abbandono di interessi, vita intima personale e così via.
Non è affatto questo che cerco in un rapporto e anche a furia di autoconvincimenti e sbattimenti vari con la "dura e cruda realtà" non riuscirò mai e poi mai a concepirlo come una specie di riduzione in schiavitù unilaterale o bilaterale (ossia che anche la donna, dato che non vedo perchè solo l'uomo debba "perdersi", debba "perdere se stessa" per costruire un rapporto con l'altro).
Per mia esperienza diretta so di coppie in cui per rinunciare ai propri spazi personali uno dei due è arrivato a umiliarsi e a perdere ogni dignità cadendo in depressione. Si può ancora parlare di rapporto d'amore o piuttosto di sfida tra "stronzi" ovvero "adulti"?

Forse hai trascurato di considerare che nel mio caso sto parlando di "iniziarlo", di "sperimentarlo" il rapporto senza dover per forza ipotecare la mia esistenza come se appena andassi al letto con una donna o la baciassi sulle labbra o tentassi di dirle che provo qualcosa per lei fossi marchiato a fuoco per l'eternità. Se due si piacciono subito in maniera istintiva tutti questi "fioretti" e pensieri rinunciatari secondo me diventano secondari se non addirittura superflui e nocivi.

Quando parlavo di condivisione della solitudine per renderla preziosa ne parlavo appunto in accezione positiva. Se devo perdere me stesso o troncare pezzi del mio Ego solo per buttarmi tra le braccia della prima che si offre di liberarmi dalla mia solitudine allora tanto vale che continui nel mio attendismo e ne prenda coscienza in maniera matura, così da non aggravare la mia situazione sostituendo ad un isolamento costruttivo un isolamento a due devastante.

E questa storia dello stronzo=adulto un pò mi diverte, un pò mi suona stonata (con o senza nozioni psicologiche a fare da corollario). Ho letto estratti del libro da te indicato e sinceramente, pur ritrovando molti casi ricorrenti nella realtà, non mi sento di condivere le banalità che vi sono illustrate.
Per me stronzo equivale innanzitutto a escremento, in secondo luogo a persona senza scrupoli ed egoista che fa tutto in funzione di sé stessa, e se poii volgiamo procedere a furia di metafore, nozioni, teorie, assiomi, paradigmi, teoremi e quant'altro penso che siano discorsi che lasciano il tempo che trovano come dice Gabriel79.

Ciò detto approvo in ogni caso (anche se con alcune riserve come quelle appena esposte) le argomentazioni di tutti coloro che hanno preso parte alla discussione.

summertime

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25

Monday, November 21st 2011, 12:34pm

Comunque, anche se comprendo perfettamente cosa intendi per "perdita di sé stessi", penso che posta in questi termini suoni come una specie di autonegazione totale della propria personalità, ovvero che la precondizione per ogni rapporto comporti solo rinunce, sacrifici, abbandono di interessi, vita intima personale e così via.
Non è affatto questo che cerco in un rapporto e anche a furia di autoconvincimenti e sbattimenti vari con la "dura e cruda realtà" non riuscirò mai e poi mai a concepirlo come una specie di riduzione in schiavitù unilaterale o bilaterale (ossia che anche la donna, dato che non vedo perchè solo l'uomo debba "perdersi", debba "perdere se stessa" per costruire un rapporto con l'altro).
Per mia esperienza diretta so di coppie in cui per rinunciare ai propri spazi personali uno dei due è arrivato a umiliarsi e a perdere ogni dignità cadendo in depressione. Si può ancora parlare di rapporto d'amore o piuttosto di sfida tra "stronzi" ovvero "adulti"?



Stai nuovamente estremizzando e distorcendo il concetto per portare acqua al tuo mulino. Io non ho affatto parlato di annientamento, riduzione in schiavitù o umiliazioni varie... cosa vai blaterando??

Saper costruire un rapporto di coppia è un'opera d'arte, non un teorema matematico.
Tu vuoi ragionare per teoremi, per schemi e per classi. Ovvio che le tue conclusioni non ti portino lontano.

Forse hai trascurato di considerare che nel mio caso sto parlando di "iniziarlo", di "sperimentarlo" il rapporto senza dover per forza ipotecare la mia esistenza come se appena andassi al letto con una donna o la baciassi sulle labbra o tentassi di dirle che provo qualcosa per lei fossi marchiato a fuoco per l'eternità. Se due si piacciono subito in maniera istintiva tutti questi "fioretti" e pensieri rinunciatari secondo me diventano secondari se non addirittura superflui e nocivi.


In un primo momento forse sì. Ma un rapporto di coppia è ben altro dall'intesa sessuale o dai bacini sulla bocca.
Comunque capisco che, avendo tu avuto poche o nessuna storia seria alle spalle, non abbia attraversato tutta una serie di "fasi" che ti aiutano a comprendere bene di cosa stiamo parlando.


E questa storia dello stronzo=adulto un pò mi diverte, un pò mi suona stonata (con o senza nozioni psicologiche a fare da corollario). Ho letto estratti del libro da te indicato e sinceramente, pur ritrovando molti casi ricorrenti nella realtà, non mi sento di condivere le banalità che vi sono illustrate.
Per me stronzo equivale innanzitutto a escremento, in secondo luogo a persona senza scrupoli ed egoista che fa tutto in funzione di sé stessa, e se poii volgiamo procedere a furia di metafore, nozioni, teorie, assiomi, paradigmi, teoremi e quant'altro penso che siano discorsi che lasciano il tempo che trovano come dice Gabriel79.



Ovviamente il termine "stronzo" è provocatorio, e non è utilizzato dall'autore del libro con l'accezione comune.
Comunque mi sembra che non vuoi cogliere l'essenza delle cose, e ti rifugi dietro le tue costruzioni mentali.

Scrivere altri papiri, sinceramente, non ne ho tanta voglia. Il concetto fondamentale l'ho espresso varie volte, per cui è difficile non capirlo.
Un saluto!

Rilke

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26

Monday, November 21st 2011, 1:23pm

Comunque capisco che, avendo tu avuto poche o nessuna storia seria alle spalle, non abbia attraversato tutta una serie di "fasi" che ti aiutano a comprendere bene di cosa stiamo parlando.
In questo non ho alcun problema a darti decisamente ragione, precisando anzi che di "storie" non ne ho avuta proprio "NESSUNA" se escludiamo i tentativi a vuoto o le pseudo-amicizie virtuali finite in una nuvola di vapore.

Quando non c'è nemmeno l'opportunità di iniziare a scoprire quelle "fasi" penso che alcune argomentazioni suoneranno sempre troppo teoriche e astratte, come se ci si fermasse a studiare uno spartito musicale ma non si avesse la possibilità materiale di eseguirlo sui tasti di un vero pianoforte perchè quest'ultimo è stato rinchiuso in un luogo segreto di cui nessuno conosce l'accesso.

linette

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27

Monday, November 21st 2011, 1:31pm

Rilke, qui occorre agire, agire!!!

Stai barricandoti in una miriade di castelli fuomsi perchè hai una fottutissima paura ....
Ma paura di che???

Relazioni, amicizie, scaramucce , liti, sane azzuffate...
sono il nutrimento per l'anima!!!

Ama, odia, vivi.
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Rilke

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28

Monday, November 21st 2011, 1:58pm

Rilke, qui occorre agire, agire!!!

Stai barricandoti in una miriade di castelli fuomsi perchè hai una fottutissima paura ....
Ma paura di che???

Relazioni, amicizie, scaramucce , liti, sane azzuffate...
sono il nutrimento per l'anima!!!

Ama, odia, vivi.
Per un bel paradosso credo di aver riacutizzato questa percezione di solitudine proprio quando mi ero messo in testa di agire e ho fatto migliaia di km per incontrare qulla tizia con la quale per quasi due anni avevo creduto d'aver intessuto a distanza una solida relazione.
Ora che ci ripenso quell'ultima sera che l'ho vista e lei con una faccia da funerale mi disse "Noi non abbiamo nessuan relazione" mi sentivo così incazzato che ho cominciato a parlare come un fiume in piena esprimendo il tuo stesso pensiero.
Le dicevo "Smettila di deprimerti da sola! Agisci! Non dirmi sempre non so cosa farò, lo spero, forse, domani andrà meglio! Prendi una decisione! Fa qualcosa! Se questa città non ti piace vattene! Cambia aria! Perchè hai voluto incontrarmi? Se mi hai chiesto di venire qui è perchè avevi sentito che qualcosa di vero ed onesto in quello che ci scrivevamo doveva esserci!".
In realtà, ora che ci rifletto, stavo parlando a me stesso e lei in effetti altri non era in quel momento che la controparte femminile della mia solitudine.

In un certo senso sto continuando quello stesso monologo su questo forum. Ma ora sto realizzando che bisogna piantarla di arrovellarsi e uscire per sempre dalle trappole dei copioni psicologici.

Grazie molte per il tuo contributo Linette

linette

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29

Monday, November 21st 2011, 2:16pm

chissà... quella delusione deve averti fatto sentire proprio male... e non si sembra difficile pensare che sia stata un nuovo motivo di blocco. non è un paradosso.

Inoltre questa tizia, anche se ti rispondeva forse sinceramente, ti ha permesso di vedere te stesso rispecchiato, e questo non per forza perchè tu stessi parlando solo a te stesso...

Siamo in tanti ad aver bisogno di una bella sgrollata...
Capire come mai ci siamo bloccati proprio lì e in quel momento, per ripartire..
ogni tanto serve fermarsi, pensare, lasciare che i pensieri vengano riordinati e i nodi vengano al pettine...
ma agire non ¡e facile e automatico, specie per chi `¡e abituato ai tunnel del pensiero...
Diventa un esercizio in cui cimentarsi con pazienza e fiducia.
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30

Monday, November 21st 2011, 2:17pm

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è questa la mia destinazione,
ma la mia vita.

Perché l'amore mi si offrì, e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio –
è una barca che anela al mare eppure lo teme.


Questa poesia riassume un po' la condizione tua (e di tanti), che nella Bibbia è denominata "accidia", uno dei sette peccati capitali.

Si tratta sostanzialmente di chi rifiuta di agire, di spendersi per qualcuno, di chi si ripara dietro le sue speculazioni mentali, splendide teorie spesso anche in parte valide, ma... che non portano a nulla se non a irrigidirsi ancor di più sulle proprie posizioni.

Spesso sono persone molto intelligenti a soffrire di questo, appunto pensando di aver acquisito una visione del mondo basata sulle loro deduzioni, senza essere suffragata dalla realtà, dalla vita e dalle esperienze.

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