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Belle89

Utente Fedele

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1

sabato, 07 giugno 2014, 22:44

Problemi legati ad una storia sbagliata

Ciao a tutti.. non so se mi trovo nella sezione giusta, ma ci provo.

Circa 4 anni fa avevo conosciuto un ragazzo di qualche anno più grande di me: uscivo dall'anoressia con mille difficoltà ed ero molto scheletrica, fragile dentro e fuori.
Avevo avuto qualche delusione, ma mai un ragazzo. Lui ha approfittato molto di questa mia debolezza, della mancanza di autostima che ancora oggi mi perseguita (però va molto meglio) e della mia inesperienza con gli uomini. Tento di farla breve, perchè resta ancora una ferita sanguinante. Hai iniziato a trattarmi male psicologicamente e fisicamente: ogni giorno erano insulti, urla, rapporti sessuali forzati. Io ero vergine ed ho avuto il mio primo rapporto sessuale con lui; doloroso nell'anima, più che nel fisico. Mi prese con la forza, per poi mandarmi via non appena aveva ottenuto il "trofeo" di essere il primo. Siamo stati "insieme" ancora un po' di tempo, tra i suoi tradimenti e maltrattamenti, e la mia ottusagine nel non vedere quanto male mi stessi e mi stesse facendo.
Da quella storia ne sono uscita devastata e ingrassata, perchè mi costringeva a mangiare (versare mezza bottiglia di olio in un piatto e ridermi in faccia, dicendo che facevo schifo e che ero ingrassata, minacciandomi di "farmi vedere cosa mi avrebbe fatto" se non avessi ripulito il piatto"). Ho passato mesi di profonda depressione, ad ingozzarmi di cibo, tentando il suicidio e tagliandomi le braccia (ancora porto i segni). Ho passato mesi ad odiarmi, a voler sparire. Ora ho ripreso a non mangiare, e anche se sorrido vorrei strapparmi tutto di dosso. Molte volte mi sento sporca, sudicia.

Subito dopo di lui, qualche mese dopo, come conoscevo un ragazzo speravo fosse "il nuovo". Sono stata rifiutata, e questo non ha fatto altro che avvilirmi e pensare che il mio ex avesse ragione. Succede sempre così: conosco qualcuno, penso ad essere meglio del meglio senza rendermi conto di allontanarmi dalla realtà.

Poi ho smesso. Ho smesso di pensare, di cercare.. sono anni che non esco con qualcuno. I miei amici dicono che non ho nulla che non va, che ho una spiccata sensibilità e non sono affatto brutta. Forse sono i miei atteggiamenti, la paura e il terrore che io possa nuovamente aggrapparmi a persone simili.

A volte capita di praticare autoerotismo e me ne vergogno subito, immediatamente. Mi sento in colpa, comincio a ripetermi che sono una "usa e getta", che merito la solitudine e nessun bravo ragazzo.

Passo dal vorrei avere qualcuno che mi sappia apprezzare e di cui potermi innamorare (in modo reciproco, ovvio) ad una sensazione di schifo e di repulsione, perchè poi in un rapporto c'è il sesso.

Scusate lo sfogo, ma tra esame e stress dovuto a tante altre cose, stasera sono molto giù e mi sento sola.

ilalla

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2

sabato, 07 giugno 2014, 22:57

il tuo primo uomo ti ha rovinato... tu eri una ragazza fragile e il suo comportamento ti ha lasciato dei segni evidenti. Sei stata da uno psicologo?

Belle89

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3

sabato, 07 giugno 2014, 23:04

Si, ma anche li è stato un grande e grosso flop.
Mi accusava, voleva sapere nello specifico cosa accadeva sessualmente e poi sono andata via. Non ho cercato più aiuto altrove, e ho provato a trovare forza in me stessa.
Mi rendo conto di vivere un equilibrio che equilibrio non è: passo dal ridere al piangere in poco tempo.

4

sabato, 07 giugno 2014, 23:20

che merito la solitudine e nessun bravo ragazzo.
Ma anche credere di meritare un ragazzo non è l'affermazione esatta, secondo me. E' il concetto deformato di merito, che a mio avviso ti ha intrappolato nella situazione da te descritta. Meritare significa "fare/essere qualcosa per ottenere "x" o "y" ..." ovvero: dimagrire per essere amati, subire per essere amati etc. Quindi nel bene, così come nel male, il merito diventa una maniera iniqua di vivere l'affettività.
Passo dal vorrei avere qualcuno che mi sappia apprezzare e di cui potermi innamorare (in modo reciproco, ovvio) ad una sensazione di schifo e di repulsione, perchè poi in un rapporto c'è il sesso.
Ti sconsiglio di riflettere in astratto per adesso. Gli elementi su cui puoi basarti o sono pregressi, o sono proiezioni di un futuro ipotetico che mancano dell'elemento presente e reale per poter stilare una rappresentazione realistica delle circostanze. Conosci una persona che ti piace, che gli piaci, in cui ci sia l'input di un sentimento sano, solo in quel momento: considera SE è il caso di confermare queste sensazioni o è magari l'opportunità giusta per staccarsi da un passato spiacevole e dunque rivivere più funzionalmente i rapporti.

ilalla

Giovane Amico

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5

domenica, 08 giugno 2014, 19:09

Si, ma anche li è stato un grande e grosso flop.
Mi accusava, voleva sapere nello specifico cosa accadeva sessualmente e poi sono andata via. Non ho cercato più aiuto altrove, e ho provato a trovare forza in me stessa.
Mi rendo conto di vivere un equilibrio che equilibrio non è: passo dal ridere al piangere in poco tempo.
ti è capitato uno schifoso psicologo porco!? è successo anche a me. Non fermarti alla prima esperienza... Cercane uno donna che possa capire quello che ti è accaduto. Non sei in equilibrio... e questo ti blocca in tutte le altre cose della vita
Ma anche credere di meritare un ragazzo non è l'affermazione esatta, secondo me. E' il concetto deformato di merito, che a mio avviso ti ha intrappolato nella situazione da te descritta. Meritare significa "fare/essere qualcosa per ottenere "x" o "y" ..." ovvero: dimagrire per essere amati, subire per essere amati etc. Quindi nel bene, così come nel male, il merito diventa una maniera iniqua di vivere l'affettività.

io penso che l'affettività c'entri col merito. Siamo tutti diversi e non possiamo metterci assieme a casaccio. Se una si impegna a mantenersi in forma si merita uno che fa lostesso... poi è vero che l'affetto non nasce dal merito... ho visto ragazze curatissime fidanzate a degli orsi puzzolenti e delle ragazze che si curavano zero mano nella mano con uomini curatissimi.

Belle89

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domenica, 13 luglio 2014, 08:40

Ciao ragazze..
scusate se riappaio solo ora, ma ho avuto molte cose da fare.
La concezione del merito che dice Juniz è vera, mi sa.. alla fine è un po' come quando lavori o studi: se meriti, allora sei a posto.
Continuo a sentirmi sporchissima se provo piacere per alcune cose passate.. allo stesso tempo, però, ho maturato una riflessione: faccio si che il pensiero di un rapporto sessuale "violento", senza amore e senza affetto (ero veramente un oggetto. Non mi guardava in faccia, si preoccupava solo di se stesso, finiva e si alzava di scatto per andarsene via) mi ecciti affinchè dopo io mi senta uno schifo. Quasi come se cercassi conferma che "faccio schifo, sono sporca e nessuno di diverso da quella feccia si debba avvicinare a me."

7

domenica, 13 luglio 2014, 10:50

È terribile quello che racconti...
Secondo me sei una bellissima persona,solo traumatizzata da quanto è successo.Sfogarti qui può aiutarti.
Dovresti ricostruire in positivo l'immagine che hai di te stessa e non far dipendere dagli altri la stima in te stessa e la tua felicità.Partiamo dall' aspetto fisico:come sei adesso?Sei riuscita a recuperare un peso normale?Come ti vedi,bella o brutta?

Un abbraccio forte... :friends:

Belle89

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8

domenica, 13 luglio 2014, 16:06

C'ero riuscita, ma ora sto di nuovo nella fase "devo dimagrire a tutti i costi". Nonostante porti una taglia abbastanza ridotta, mi vedo enorme e brutta.
SOno molto più socievole, scherzo.. però mi rendo conto che dentro mi porto qualcosa di sporco e che mi corrode.

Grazie per l'ascolto.

enemyofthesun

Su un binario morto...

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9

domenica, 13 luglio 2014, 19:22

Ciao ragazze..
scusate se riappaio solo ora, ma ho avuto molte cose da fare.
La concezione del merito che dice Juniz è vera, mi sa.. alla fine è un po' come quando lavori o studi: se meriti, allora sei a posto.
Continuo a sentirmi sporchissima se provo piacere per alcune cose passate.. allo stesso tempo, però, ho maturato una riflessione: faccio si che il pensiero di un rapporto sessuale "violento", senza amore e senza affetto (ero veramente un oggetto. Non mi guardava in faccia, si preoccupava solo di se stesso, finiva e si alzava di scatto per andarsene via) mi ecciti affinchè dopo io mi senta uno schifo. Quasi come se cercassi conferma che "faccio schifo, sono sporca e nessuno di diverso da quella feccia si debba avvicinare a me."


Ho imparato che l'autolesionismo si attua in molte forme. Prendere una lama e passarla sui polsi è solo uno dei tanti modi.
Come uscirne? non lo so.