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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Friday, January 8th 2010, 9:02pm

9- l’esercizio

L’ esercizio o movimento è l’attributo principale di ogni essere vivente del regno animale.
Anche l’uomo non sfugge a questa regola.

Una persona può restare immobile qualche minuto, qualche ora se si impegna a fondo, ma poi il bisogno di muoversi diventa imperativo.

Cosa succede alle persone bloccate da paralisi in un letto?
Se non vengono mosse frequentemente la pelle si macera, si irrita e ben presto compare la piaga, che peggiorerà continuamente se non adeguatamente trattata.

Il movimento e ‘ essenziale per l’equilibrio biologico della persona: stimola il metabolismo, bruciando grassi e rimuovendo depositi tossici dell’organismo, stimola la circolazione del sangue e della linfa,diminuisce la consistenza della pletora sanguigna addominale [circolo splacnico] richiamando sangue ai muscoli, viene attivata l’azione della pelle, aumentando la traspirazione e con essa l’allontanamento di tossine presenti nel circolo sanguigno.

È necessario restare in esercizio.
Facendo un lavoro sedentario questo diventa un obbligo. Anche quando non ci sentiamo in forma una passeggiata al sole o fra gli alberi non può fare che bene.

Nelle malattie croniche l’esercizio moderato, alternato al riposo, e uno dei pilastri salutari per il miglioramento e la guarigione.

Il movimento deve essere progressivo, adatto all’ età, ritmato con la respirazione. Si devono evitare strapazzi inutili o inadeguati.

Infine ricordiamo che c’è un caso in cui il movimento è controindicato: la crisi acuta.
In presenza di febbre, grave malessere e dolori, esso deve essere sostituito col riposo, fino a guarigione.

Soffocare i sintomi con farmaci o altro e continuare la propria attività abituale può essere pericoloso ed è sempre malsano.

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Saturday, January 9th 2010, 2:26pm

10- pulizia e decoro personali

Ognuno ha la sua idea di pulizia e decoro.
Pulizia è intesa come lavarsi il viso al mattino, fare il bagno settimanale, e lavarsi frequentemente i capelli [ma non più di una volta a settimana].

Alcuni usano strani saponi e prodotti vari.
In realtà basta acqua e il sapone classico, neutro.

Ci si dovrebbe lavare ogni volta che ce n’è bisogno: dopo una sudata, dopo un lavoro, dopo una giornata di fatica, con acqua fresca e sapone.
Lavarsi prima e dopo l’attività sessuale, quando ci si sente a disagio o di odore sgradevole.

Anche la pulizia dei denti deve essere effettuata giornalmente, meglio se dopo ogni pasto, con uno spazzolino abbastanza robusto, e con un dentifricio detergente.

Dobbiamo però credere che una sana alimentazione e sane abitudini siano la prevenzione migliore per i problemi dentari e gengivali. Ma un peso notevole è dato anche dalla familiarità. E comunque consigliabile almeno una visita all’anno da un odontoiatra.

Così anche per la salute dei capelli.
A questo proposito ricordo che il nutrimento del cuoio capelluto non proviene dall’esterno, ma dall’interno, ossia per via ematica, con le sostanze nutritive che apporta il sangue.
Se il sangue è carico di sostanze tossiche, il bulbo pilifero soffrirà ed il capello cadrà.
A volte l’alopecia giovanile è dovuta a familiarità.

Anche un stress locale da troppe manipolazioni con calore e sostanze chimiche tendono a distruggere il bulbo ed il capello stesso.

Anche la biancheria intima va cambiata frequentemente, e lavata bene.

E da sconsigliare l’uso dei prodotti antisudoriferi.
Il sudore è una via di eliminazione di tossine. Impedire questa funzione vuol dire appesantire l’attività di altri organi, ed un accumulo locale di sostanze tossiche, che non vengono espulse.
Se si suda basta sciacquarsi.

Anche l’abitazione va tenuta in ordine. Dovrebbe essere arieggiata, e con finestre grandi, che permettano l’entrata di luce e sole.
Vanno allontanati tutti quegli oggetti o quegli arredi che sono ricettacolo di polvere e di insetti, come gli acari.
Specialmente nelle camere sarebbe bene che la mobilia fosse spartana, con pochi punti di emissione di onde elettromagnetiche, nessun oggetto che attira polvere, ricambio d’aria.

Si usino aspirapolvere o panni magnetizzati o umidi, per impedire alla polvere di sollevarsi.
Anche il pavimento dovrebbe essere trattato con uno straccio umido e un detergente disinfettante.

Non tenere grandi quantità di prodotti chimici e soprattutto non lasciare aperte le confezioni e i barattoli, perchè il prodotto si volatilizza e si diffonde nell’ambiente domestico, inquinando l’aria che si respira. L’ambiente domestico spesso è più inquinato dell’ambiente di lavoro.

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Wednesday, January 13th 2010, 9:26pm

11- Attività e interessi.

La persona che si alza al mattino deve sapere che cosa ha da fare.
Un ‘attività è necessaria.
Questa può essere il proprio lavoro se è soddisfacente, ma può essere anche un interesse estemporaneo, che occupi la mente della persona, dandogli soddisfazione e riequilibrando il senso di frustrazione che assale quando si svolge un lavoro monotono e poco interessante.

Queste attività ed interessi devono essere positivi, costruttivi, non in opposizione ai propri principi etici, e hanno lo scopo di aumentare l’autostima del soggetto.

Tutti sappiamo che la persona che si occupa di qualche cosa che a lui piace è soddisfatta, felice, appagata.
Aggiungiamo anche che raramente si ammala. E ottimista, interessato, curioso, impegnato, poco incline alla depressione e allo scoraggiamento.

Se la vostra autostima è debole, se non siete soddisfatti di voi stessi, se vorreste essere o fare di più, cercatevi degli interessi che vi soddisfino e vi appaghino. Sarete certamente più sani e più felici.

Anche quando la malattia vi impedisce per lunghi periodi di impegnarvi nel vostro lavoro ordinario, occupate parte del vostro tempo nel fare qualcosa che veramente vi piace e avreste sempre desiderato fare.

L’unico limite è non esagerare.
Questa disposizione mentale è un significativo passo verso la guarigione e la miglior forma psico-fisica.

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Monday, January 18th 2010, 9:09pm

12- Serenità

La mancanza di serenità, protratta per lunghi periodi, porta alla perdita della salute.
Essa è un bisogno durante la malattia.

L’ambiente in cui vive la persona malata deve essere il più possibile sereno e tranquillo.
Tutto ciò che può turbare il suo ristabilimento deve essere allontanato. Le energie della persona devono essere rivolte unicamente alla malattia.

Il malato stesso deve evitare quelle situazioni che possono turbare il suo stato psichico, e conseguentemente, fisico.

Letture indaginose e non adatte, riviste che inneggiano all’intemperanza, al materialismo, a sensazioni forti, aumentano la frustrazione, e sono da evitare.
Spettacoli eccitanti, che creano disgusto, rabbia, paura e altri stimoli negativi, vanno evitati.

Discussioni inutili con i famigliari, parenti, amici, che non sanno gestire una relazione e non si rendono conto della situazione, sono dannose.
Invece le chiacchierate edificanti, la buona disposizione d’animo verso l’altro, i punti d’incontro, ci fanno sentire migliori, e quindi più forti.

Lo sforzo deve essere in funzione dell’equilibrio, dell’omeostasi fisiologica, non indotta artificialmente, ma ottenuta naturalmente, agendo su stimoli positivi e bandendo gli stimoli negativi.

Chi è credente e ha qualche forma di fiducia nell’ultrasensibile, certamente può contare su un elemento in più, a volte notevole.

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Thursday, January 21st 2010, 3:32pm

13- Sani principi morali

Ognuno possiede una sua moralità.
Ogni persona ha le sue convinzioni circa ciò che è bene e ciò che è male.
Probabilmente ogni essere umano crede in qualche forma di potenza divina o influenza esterna sulle cose di questo mondo.
Tutti abbiamo, prima o poi, il desiderio di indagare su questi quesiti insolubili.
Ciò può avvenire in varie occasioni, in caso di malattie gravi di congiunti o di noi stessi.

Perchè?
Forse perchè il distacco forzato dalla vita attiva e routinaria, invita a riflettere più a fondo sul significato, sul sensa della vita e di noi stessi.
Questo può essere un bene. Infatti riflettere su nostri passati errori può evitare di compierne altri maggiori, se è vero che l’esperienza, cioè la storia personale, insegna.

Ma spesso non è così.
I buoni propositi formulati si perdono ben presto, fino alla prossima fermata.

Da qui si può dedurre l’importanza di possedere sani principi morali, a prescindere dalla nostra formale appartenenza religiosa, che passa in second’ordine.

Questa etica [comportamento, costume] dovrebbero far parte di una educazione, che pone i principi della convivenza umana sopra ogni altro fattore. Essi dovrebbero far parte di un programma educativo di ogni singolo individuo e di ogni gruppo sociale.

Le fonti del diritto naturale sono universali e presenti in tutte le maggiori religioni e filosofie positive.
Hanno come fine la salvaguardia dell’individuo e della convivenza sociale, delle persone sulle cose.

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Saturday, January 23rd 2010, 5:02pm

14- Equilibrata attitudine mentale

Questa la si costruisce in sè ogni giorno.
Cattive abitudini alimentari minano il corpo. Cattivi atteggiamenti nell’affrontare la vita minano la nostra felicità ed il piacere di vivere.

A che vale una buona salute se poi non la sappiamo usare e la dilapidiamo nella ricerca di cose vane ed futili?
La ricerca del piacere immediato e la paura del dolore sono i due più grossi ostacoli all’elevazione interiore dell’essere.

La prima ci porta a trasgredire le norme del buon senso nel soddisfacimento dei sensi.
La seconda ci porta a non voler pagare il conto delle licenziosità che ci siamo presi.

Ecco allora che si pensa di poter mangiare quello che ci piace, perchè poi c’è il digestivo, si può evitare il riposo fisiologico con gli eccitanti, sè c’e febbre ci sono gli antipiretici.
Si ricercano le emozioni violente, una intensa vita sensuale, e poi si ricorre all’ansiolitico, all’ipnotico, al sedativo, alle droghe più o meno legali.

Rincorriamo il successo a tutti i costi, la posizione sociale, i privilegi di ceto, l’abbondanza di ricchezza e di potere, dimenticando la gerarchia dei valori della vita, l’importanza di essere madri affettuose e presenti, padri sereni e disponibili, colleghi affabili e premurosi, parenti accessibili e solerti, vicini educati e socievoli.

Il modo di vivere odierno complica enormemente queste priorità, non accorgendosi che è proprio questo atteggiamento che ci porta alla malattia.

Per cercare di rimanere in salute, o per recuperarla, ci si deve domandare in che modo ci poniamo con il mondo e con noi stessi.

Non andiamo oltre, perchè ognuno deve trovare il suo farmaco.
Penso però sia utile ricordare un principio di prudenza universale:

Non pretendere troppo da se stessi e non pretendere troppo dagli altri.

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Tuesday, January 26th 2010, 11:46am

La nutrizione


Consigli dietetici generali: introduzione.

L’organismo umano è onnivoro. Può quindi usufruire di tutte le sostanze commestibili presenti in natura, tenendo presenti due fattori: la quantità e la qualità.


1- Principi e suggerimenti

La base dell’alimentazione umana è costituita da vegetali, nei quali sono presenti tutte le sostanze nutritive di cui abbisogna l’organismo.

I vegetali si suddividono in quattro classi:

Cereali e legumi: contengono proteine, carboidrati, lipidi, per il fabbisogno plasmatico [costruzione e riparazione dei tessuti] ed energetico [calorie per i processi metabolici e per l’attività].

Ortaggi e frutta: contengono, oltre all’acqua, fibre, vitamine, sali minerali, oligoelementi, zuccheri semplici [ integratori, regolatori ed in parte energetici].

Ètuttora dibattuto se la sola utilizzazione equilibrata di questi elementi dia un buon bilancio dietetica.
Alcuni nutrizionisti sono del parere che questo sia possibile solo associando prodotti di origine animale, come uova e latticini.


Il segreto di un buon equilibrio dietetico non stà nel rinunciare a questo o quel particolare alimento, ma nell’adeguare la quantità e ricercare la qualità.

L’uso alimentare della carne e del pesce è soggettivo, determinato spesso dall’ambiente, dal clima, dalla cultura storica.

Sulla loro utilizzazione sono comunque da seguire i suggerimenti validi anche per gli altri cibi.

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Tuesday, February 2nd 2010, 12:20pm

2- La quantità

Quando un organismo sano in peso forma [secondo i parametri peso-altezza-età-sesso]non ha variazioni di peso oltre i due- tre Kg., significa che la quantità di cibo ingerita è equilibrata.
Questo principio non è valido nel periodo della crescita e della vecchiaia.

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Tuesday, February 2nd 2010, 12:21pm

3- La qualità

La qualità ideale per un alimento è che esso sia vivo e vitale, cioè raccolto o ucciso da poco.
Ogni attività atta a raffinare, mescolare, concentrare, conservare, cucinare, determina una caduta di qualità dell’alimento.

Praticamente è preferibile utilizzare cibi integrali, poco o non raffinati, non concentrati, non conservati [ma vi sono delle eccezioni, come i formaggi], distinti l’uno dall’altro, poco cotti o cotti a bassa temperatura, del luogo e della stagione.

Sembra corretta l’assunzione di uno o due pasti principali al giorno, ma le abitudini variano molto con le culture e le possibilità oggettive.

Per ciò che riguarda le bevande ad uso alimentare la migliore è l’acqua di fonte.
L’uso di acque minerali non è consigliato per lunghi periodi.
Alcune fonti indicano anche un uso moderato di vini a bassa gradazione [o diluiti] e birra, in quantità modiche.

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Tuesday, February 2nd 2010, 12:22pm

4- Sull’assunzione del cibo

Nel cibarsi entrano in gioco anche fattori di ordine psicologico.
Il valore che si da al cibo è un aspetto culturale e varia individualmente.
Tuttavia alcuni consigli possono essere utili:

Per esempio, astenersi dal cibo quando si e in una crisi acuta, soprattutto in presenza di febbre.

Saper astenersi quando si e sottoposti a tensioni psicologiche e a fatiche fisiche impegnative.

Mangiare solo se c’è il desiderio di farlo e fare attenzione che sia veramente bisogno di cibo e non di altro.

Se si ha sete fornire il nostro organismo dell’acqua richiesta [salvo particolari stati di salute].

Fare piccoli e frequenti pasti con frutta quando non si ha desiderio di cibo più impegnativo, o quando ci si vuole sottoporre a regime disintossicante di uno o più giorni. [per il digiuno ed il semidigiuno gurdare i paragrafi appositi].

Non fare più di due-tre pasti al giorno, soprattutto se portatori di malattia cronica. Non mangiare fuori pasto.

Se malati, i pasti devono essere molto semplici, con non più di due o tre alimenti, per non complicare la digestione. Specialmente in caso di degenza a letto.
Si devono evitare cibi pesanti e indigesti, come carni stracotte, insaccati, formaggi piccanti, pesce conservato, frutti di mare, fritti misti, scatolame, pasta condita con condimenti grassi o elaborati, ed ogni altra cosa possa impegnare troppo la digestione.
Questo qualunque sia il nome clinico della malattia.

La digestione deve essere fatta in luogo tranquillo, senza forte impegno fisico e mentale.

È utile evitare ogni discussione e colloquio impegnativi durante e subito dopo i pasti.

Se è possibile e bene fare una passeggiata all’aperto, o un breve pisolino, secondo il personale desiderio e possibilità.

È superfluo fare lunghi elenchi di cibi adatti e non. Tabelle opportune, con il relativo contenuto organolettico e calorico sono reperibili ovunque.

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Tuesday, February 2nd 2010, 12:23pm

5- Altre particolari indicazioni dietetiche

In periodi particolari, soprattutto quando ci si sente stanchi, esauriti, nervosi e tesi, può essere opportuno sospendere l’alimentazione normale e sostituirla con un’ alimentazione vegetale o frugivora, mantenendola per uno o due giorni, o anche più secondo le esigenze.

Questa pratica può essere considerata un semidigiuno con effetti disintossicanti, rimineralizzanti e apportatrice di vitamine e oligoelementi.

Si possono usare ortaggi e frutta di stagione, singolarmente o in associazione.
Se ne assumono piccole quantità più volte nella giornata.

Quando ci si risentirà in ordine e con un forte desiderio di cibo, si può riprendere con prudenza, una alimentazione normale, ma curata.


Un’altra forma di igiene preventiva è il digiuno periodico.
Questo può essere di un giorno a settimana o mantenuto per un adeguato periodo di tempo, in particolari situazioni, come la stagionalità [primavera] o in corso di disturbi cronici.

Quest’ ultima soluzione è sempre impegnativa. È comunque d’obbligo farsi assitere da persone esperte e preparate, dopo aver consultato un medico che conosce la pratica.
[si veda anche appendice].

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Tuesday, February 2nd 2010, 12:24pm

La Terapia



Definizione

Per terapia intendiamo interventi finalizzati al ripristino della salute che tengano conto della specificità di ogni individuo, della sua dimensione globale, di tutti quei fattori che possono condizionare in modo positivo o negativo l’esito dell’intervento terapeutico.

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Thursday, February 4th 2010, 9:26pm

1-Introduzione alle metodiche terapeutiche

Abbiamo visto che:

La malattia acuta è una crisi di guarigione tendente a ripristinare l’equilibrio psico-biologico dell’organismo, e per questo deve essere rispettata e assecondata.
Si dovrebbe intervenire solo quando alcuni sintomi e reazioni possono essere troppo violenti e mettere in pericolo la vita del soggetto.

La malattia cronica, invece, non tende alla guarigione spontanea.
Gli organi più deboli degenerano e le secrezioni alterate diventano terreno di cultura di germi e virus patogeni.
Le difese immunologiche perdono la loro efficacia, e le condizioni generali decadono sempre più.
Le funzioni del soggetto si impoveriscono e non sono più in grado di far fronte alle necessità.

A questo punto, dopo aver eliminato i fattori nocivi, dopo aver dato al soggetto tutti quegli elementi di salute necessari per la ricostruzione dei tessuti e il ripristino di una riserva di energia nervosa, si possono applicare degli stimoli adatti, scelti in base ai bisogni delle persone, nel rispetto delle sue convinzioni e necessità e alla competenza e preparazione dell’operatore terapeuta.

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Thursday, February 4th 2010, 9:27pm

2- Un chiarimento

Non è intenzione di questa opera fare dei lettori degli esperti in medicina.
La seguente panoramica espone i metodi terapeutici più in uso, dando qualche cenno sulle loro basi concettuali.

Per ognuna di esse vengono sottolineati i pregi e i difetti, e vengono dati consigli sull’utilizzazione più idonea.
E chiaro che l’enumerazione non può essere esaustiva e risulterà carente.
Riflette comunque un'opinione, che non deve necessariamente essere condivisa.

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Saturday, February 6th 2010, 7:19pm

3- La farmaco-terapia o cura con i prodotti farmaceutici

Per farmaco-terapia si intende la moderna terapia medica, basata sull’uso di medicinali industriali.
Essa si basa su tradizioni culturali molto remote, ma solo nell’ultimo secolo è entrata possentemente nell’uso corrente. L’antibiotico ne è l’esempio più insigne.

Non si possono negare i grandi successi medici ottenuti con questa terapia, ma non si può negare che essa, oggi, sia pesantemente sotto accusa, sia per l’impoverimento del ruolo medico, diventato un dispensatore di farmaci e ricette [soprattutto il medico di famiglia], sia per gli evidenti effetti collaterali provocati dall’uso massiccio della farmacologia chimica.

Da qui l’emergere di esigenze di ripensamento che parte dagli operatori sanitari e dagli stessi cittadini utenti, e la ricerca di rimedi che spesso sono peggiori dei mali.

Ribadisco, di fronte agli indubbi successi della metodica, l’evidente pericolosità, che oltretutto diseduca il fruitore ad una adeguata cura di se e del suo modo di vivere.

Mi auguro una riflessione generale su questo sistema terapeutico, che lo riconduca entro i limiti che gli sono pertinenti, e che sottragga il malato al monopolio curativo delle case farmaceutiche, oltretutto esageratamente oneroso per la collettività ed il S.S.N. [Sistema sanitario nazionale].

Pregi

• Estrema comodità di somministrazione del rimedio.
• Ottima precisione nel dosaggio del principio attivo.
• Prevedibilità dell’effetto e del tempo d’azione
• Prevedibilità dei fenomeni tossici e di accumulo, e delle controindicazioni per ogni singolo farmaco.
• Ampia distribuzione e reperibilità dei farmaci.
• Costo a carico della collettività [ in gran parte].

Difetti

• Pericolosità dovuta alla concentrazione dei principi attivi
• Notevole pericolosità delle vie di somministrazione, in particolare la via endovenosa.
• Reale possibilità di intolleranza, con conseguenti fenomeni allergici e anafilattici.
• Possibilità di accumulo tossico se la somministrazione è prolungata e se gli organi emuntori sono in cattivo stato.
• Interferenze con altri processi fisiologici
• Effetti collaterali, effetti paradossi, effetti sinergici o tossici sconosciuti, quando più sostanze vengono somministrate alla stessa persona.
• Effetti collaterali in combinazione con alimenti e sostanze per uso alimentare.
• Facilità di errore di dosaggio o di scambio del medicinale, sia da parte del medico, che dell’infermiere, che del famigliare o della persona stessa.
• Inevitabilità di danni anche gravi ad altri organi ed apparati.
• Tendenza alla sottovalutazione dell’effetto o all’abuso, specialmente da parte di persone anziane o psichicamente labili.

Consigli

Il primo consiglio è quello di cercare un buon rapporto col curante
Il medico di base è il primo interlocutore a cui si rivolge l’utente, qualunque sia il suo bisogno sanitario.

Il motivo è semplice: èegli è il primo rappresentante istituzionale della Sanità, investito del potere di compiere atti ufficiali, come assegnare certificati di malattia, ricette farmacologiche, fogli di ricovero ospedaliero, richiesta di visita specialistica, richiesta di indagini diagnostiche, ecc.

Più il rapporto è fiduciario, più potrete esporre i vostri problemi anche intimi, e sollecitare pareri ponderati ed appropriati.

In questo si deve ricordare che più voi avrete considerazione della persona, medico curante o altro operatore, più egli ne avrà di voi.
Se chiederete un certificato, avrete solo quello, e poi vi lamenterete del trattamento impersonale. Infatti egli si sentirà frustrato e squalificato nel soddisfarvi, ed il suo atteggiamento riflesso sarà di disinteresse per voi.

Non è buona norma saltare il curante di base e passare direttamente allo specialista.
Anche per un motivo pratico: lo specialista, infatti, per preparazione professionale dedica tutto il suo studio ed il suo interesse al ramo di specialità, e molto difficilmente sarà in grado di soddisfare i vari bisogni che escono dallo specifico.

Il medico generico, invece, [ammesso che ancora ne esistano], ha una visione globale del paziente e pur non essendo un specialista, può fare delle valutazioni più equilibrate della vostra situazione, e darvi consigli pratici adeguati.

Se ci fossero ancora molte di queste figure, gran parte di ciò che è qui scritto sarebbe inutile, e non ci sarebbero zone d’ombra nella medicina.

Altri consigli pratici:

• Seguire scrupolosamente le prescrizioni
• Fare presente ogni tipo di disturbo che insorge durante una terapia farmacologia, anche se non sembra collegato ad essa.
• Non accettare consigli sulla terapia farmacologia da parenti, amici e neppure da personale sanitario non medico.
• Fare presente al sanitario ogni vostra iniziativa di sospensione o riduzione del farmaco prescritto.
• Manifestare i vostri dubbi e le vostre paure. Sempre.
• Chiedete spiegazioni di ogni tipo, se non vi sentite tranquilli. Domandare è lecito e rispondere è cortesia. Egli stà lavorando per voi e su di voi, ed è pagato per farlo.