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ciao Selena...il mio intento nell'aprire questo 3d era di mettere in luce le varie tecniche..nn di gettare panico...però al dire il vero un po di "paura" è venuta anche a me....vuoi vedere che ho gettato soldi e tempo??
Beh allora per l'ipnosi forse la tua era una situazione anche particolare... grazie per la risposta e scusa il ritardo ma non ho avuto tempo di leggere nei giorni scorsi... e ora ho visto che devo recuperare diverse pagine!in effetti anche io sono andata da uno psicot. senza sapere la metodica...convinta di trovare il classico lettino freouidiano.
Ti dirò...forse è nell'indole umana nn essere mai contenti dei propri risultati...mi è mancata l'analisi introspettiva che stai facendo tu.
e mi interrogo se i risultati che ho raggiundo pecchino di qualcosa.
per quanto riguarda l'ipnosi, anche li mi ci sono trovata, ma il mio ex psicot. nn ha mai insistito, lasciando a me la decisione di quando cominciare a far uscire il mio subconscio con quella tecnica che comunque facevo sempre con lui.
nn so dirti se sarei stata capace di elaborare lo stesso...ma io nn avevo ricordi che mi portassero dopo i miei 18 anni...nn ricordavo quasi nulla...nn so perchè...lui dice che avevo voluto rimuovere....
la mia mente molto razionale mi frenava molto...
con l'ipnosi, fatta dopo 1anno di analisi, ho solo accallerato un processo che nn voleva venire fuori in nessun modo..
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
... ma in fondo, a livello pratico, al paziente, cosa cambia?
la disposizione spaziale, la costruzione dei periodi, la distribuzione degli spazi vuoti, l'uso della punteggiatura, ecc.
Non vorrei andare fuori tema, quindi Ros dimmi tu se è il caso che io apra una nuova discussione.Per un paziente forse non fa molta differenza, o forse ne fa dal momento in cui per stare meglio si deve arrivare alla consapevolezza della genesi dei propri disagi...
This post has been edited 1 times, last edit by "Selene" (May 3rd 2009, 12:49am)
sull'innamoramento per un genitore e il senso di rivalità e colpa verso l'altro.
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Non vorrei andare fuori tema, quindi Ros dimmi tu se è il caso che io apra una nuova discussione.Per un paziente forse non fa molta differenza, o forse ne fa dal momento in cui per stare meglio si deve arrivare alla consapevolezza della genesi dei propri disagi...
Però ecco, diciamo che in linea di principio mi viene da pensare come ha scritto Nemes, e come ha scritto Ros, che in fondo al paziente non fa troppa differenza il metodo, quanto la persona (la bravura ma anche il legame che si instaura con l'analista/terapeuta)... però ecco, come scrivi tu Nemes, il paziente deve arrivare alla "consapevolezza dell'origine", attraverso forse aiuti diversi, per lo stesso scopo: stare meglio.
Ora però mi domando, reduce da una seduta un po' strana, quanto veramente possa fare in effetti lo studio rispetto alle ipotesi dell'analista/terapeuta.
Vi faccio un esempio concreto (ma molto riassunto!), perchè altrimenti non saprei spiegarmi bene: io soffro di ansia d'abbandono. Anche in età grandicella (elementari) non volevo ne potevo fare a meno della mamma, a scuola stavo male per la sua assenza (crisi d'ansia con somatizzazioni). Mia madre è una donna molto rigida per regole e principi, ma anche molto affettuosa; mio padre è affettuoso e molto meno rigido, ma diventa eccessivamente violento quando si arrabbia (ha tipo due personalità, non credo sappai gestire la rabbia). Teoricamente il mio mito è sempre stato mio padre, ma è da lui che temo (mai accaduto però, nè sospettato concretamente!!!) il tradimento amoroso verso mia madre, ed è da lui che sono stata ferita per scene di abbandono nei miei confronti. Mia madre invece è sempre stata coerente e "lineare" e, per quanto severa, mai e poi mai mi ha dato modo di temere l'abbandono. Ripensando però al fatto che io da piccola temevo il distacco da mia madre, l'analista mi ha esposto questa ipotesi (che io poi devo decidere se voglio rielaborare assieme a lei): io, innamorata di mio padre (e di cui temevo il tradimento amoroso, perchè sarebbe stato contro me stessa e non contro mia madre), ho temuto il distacco da mia madre perchè con la sua vicinanza avrei placato il senso di colpa nei suoi confronti per essere la sua rivale d'amore.
Questo esempio non vuole portarvi a rispondermi in merito alla mia vicenda, troppo riassunta e personale per essere interpretata da voi leggendo poche righe, ma a proporre il tema della "teoria differente", ovvero, mi piacerebbe capire se solo una analista potrebbe avermi proposto un'interpretazione simile, o anche molte altre terapie potrebbero portare a "origini" simili. A me è sembrato un ragionamento molto astratto e molto freudiano (ma solo da una che di Freud conosce solo lo stereotipo!!!), molto inconscio, troppo per poter essere capito e diachiarato vero o falso. Una spiegazione come "mi mancava la mamma perchè mi sentivo protetta dalle sue regole, e io le ho assorbite ed adottate con sensi di colpa se le sgarravo" a me pareva più che sufficiente e realistico, senza deduzioni sull'innamoramento per un genitore e il senso di rivalità e colpa verso l'altro... mi pare un po' troppo irrazionale e assurda come origine dei miei problemi per poterla rielaborare... ma so anche che il rifiuto mi comporta una non rielaborazione, e io mi fido del fatto che la mia analista è capace e competente nel suo lavoro. Ma detto ciò, è possibile che la sua proposta di "origine" sia totalmente legata alla psicanalisi freudiana?
Ve lo chiedo perchè non so molto di psicologia e non ho provato altre terapie, perciò un'opinione-confronto in base alle vostre esperienze mi sarebbe utile per capire.![]()
Io faccio psicanalisi, quindi deduco sia freudiana... cioè la mia analista immagino abbia una formazione freudiana ma ci metta poi anche del suo (per le varianti di cui già ho scritto).beh..io nn sono una psicologa professionista, ma ho fatto esperienza"sul campo".
forse la tua è una analisi freudiana, giusto? per cui si basa molto sui concetti che tu hai esposto.
In fondo, usando e partendo da parole diverse, la terapia che ho seguito io affrontò a suo tempo, il triangolo madre-padre-me stessa.
Il mito del padre ( che mi ha spinta ad aprire un 3d nella sez privata, se ti ricordi), era presente anche in me.
Quando si trattò di parlare dei miei genitori, mettevo sempre avanti quella di mia madre..e nei miei ricordi il rapporto con papà era splendido.
ma ahimè la mente vive piu di rimozioni che di comprensione.
fino a chè nn ho sistemato il rapporto con papà, quello con gli uomini in generale era un disastro.
Io ero innamorata di mio padre, lo avevo idealizzato, ma allo stesso tempo temevo che mio marito diventasse come lui...pensa che controsenso!
credo che il tuo cammino introspettivo sia giusto, solo che parte diversamente dal mio, ma arriva sempre al nocciolo.
ma spero vivamente nell'intervento qui, dei veri esperti del settore![]()
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