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Citato da "Arianna_" A questo punto aggiungerei un'altra domanda: che intendete per gradiente energetico di una persona?
Sarebbe piu' corretto chiamarla bio-energia, per distingurla dall' energia proveniente da altre fonti.
Le energia misurabili nell'organismo dovrebbero essere di due tipi: L'energia che proviene dal metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, si misura in Joule, o meglio, in calorie, in quanto si tratta di calore prodotto, che mantiene la temperataura costante intorno ai 37° e l'energia nervosa, non meglio definita.
Per produrre la prima energia energia nel corpo umano, ci vuole il concorso di tutto l'organismo. Se una parte di esse viene meno il gradiente energetico puo' aumentare per cercare di compensare il deficit e riparare il danno [febbre], oppure diminuire gradualmente, fino a spegnersi con conseguente morte del corpo e cessazione dell'attivita' nervosa [e quindi mentale].
L'altra riguarda l'energia cellulare, cioe' di ogni singola cellula, vista come organismo a se stante.
Questo, a mio parere, e' un concetto importante per capire un po' il sistema umano.
Noi siamo fatti di migliaia di cellule che lavorano in concordia, come un sistema organizzato. Ma ogni costituente e' autonomo, nel senso che ogni cellula ha vita propria e e' sospesa in un mare leggermente salato che sta dentro il nostro corpo.
Infatti il nostro corpo e' costituita in maggior parte di acqua e cloruro di sodio, con qualche altro minerale minore.
In altre parole noi ci portiamo appresso il mare salato dal quale siamo sorti.
Quindi, tutte le cellule che ci costituiscono, hanno una vita propria, come fossero esseri viventi autonomi, anche se associati.
Per cio', ogni cellula, per restare in vita, ha bisogno di fare tutte le cose che invece fa l'organismo in toto: Mangia, beve, caca e si riproduce.
Ma per fare questo deve avere una suo sistema produttore di energia, che e' stato identificato in organuli chiamti mitocondri, e che hanno lo stesso tipo di metabolismo del corpo nel suo insieme.
Mi pare interessante questo particolare perche' le cellule nervose non sono altro che cellule specializzate.
La loro facolta' sta nel produrre un gradiente bioelettrico a bassa frequenza misurabile in Hertz che sarebbe la creatrice della mostra mente, con tutte le sue menifestazioni.
Una specie di radiotelevisione nel cervello.
Questo gradiente elettrico sembra sia creato dallo scambio ionico sodio/potassio a livello della membrana cellulare, ma la cosa non e' ancora chiara.
Ed e' questo insieme energetico fisico-nervoso a cui si allude quando si parla di energie del corpo umano non meglio definite [spirituali, cosmiche, naturali, ecc]
Vedere Rogers Penrose e altri.
PS Cosi' mi pare di aver identificato l'argomento. Poi, non so...
Citato da "Arianna_" A questo punto aggiungerei un'altra domanda: che intendete per gradiente energetico di una persona?
Sarebbe piu' corretto chiamarla bio-energia, per distingurla dall' energia proveniente da altre fonti.
Le energia misurabili nell'organismo dovrebbero essere di due tipi: L'energia che proviene dal metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, si misura in Joule, o meglio, in calorie, in quanto si tratta di calore prodotto, che mantiene la temperataura costante intorno ai 37° e l'energia nervosa, non meglio definita.
Per produrre la prima energia energia nel corpo umano, ci vuole il concorso di tutto l'organismo. Se una parte di esse viene meno il gradiente energetico puo' aumentare per cercare di compensare il deficit e riparare il danno [febbre], oppure diminuire gradualmente, fino a spegnersi con conseguente morte del corpo e cessazione dell'attivita' nervosa [e quindi mentale].
L'altra riguarda l'energia cellulare, cioe' di ogni singola cellula, vista come organismo a se stante.
Questo, a mio parere, e' un concetto importante per capire un po' il sistema umano.
Noi siamo fatti di migliaia di cellule che lavorano in concordia, come un sistema organizzato. Ma ogni costituente e' autonomo, nel senso che ogni cellula ha vita propria e e' sospesa in un mare leggermente salato che sta dentro il nostro corpo.
Infatti il nostro corpo e' costituita in maggior parte di acqua e cloruro di sodio, con qualche altro minerale minore.
In altre parole noi ci portiamo appresso il mare salato dal quale siamo sorti.
Quindi, tutte le cellule che ci costituiscono, hanno una vita propria, come fossero esseri viventi autonomi, anche se associati.
Per cio', ogni cellula, per restare in vita, ha bisogno di fare tutte le cose che invece fa l'organismo in toto: Mangia, beve, caca e si riproduce.
Ma per fare questo deve avere una suo sistema produttore di energia, che e' stato identificato in organuli chiamti mitocondri, e che hanno lo stesso tipo di metabolismo del corpo nel suo insieme.
Mi pare interessante questo particolare perche' le cellule nervose non sono altro che cellule specializzate.
La loro facolta' sta nel produrre un gradiente bioelettrico a bassa frequenza misurabile in Hertz che sarebbe la creatrice della mostra mente, con tutte le sue menifestazioni.
Una specie di radiotelevisione nel cervello.
Questo gradiente elettrico sembra sia creato dallo scambio ionico sodio/potassio a livello della membrana cellulare, ma la cosa non e' ancora chiara.
Ed e' questo insieme energetico fisico-nervoso a cui si allude quando si parla di energie del corpo umano non meglio definite [spirituali, cosmiche, naturali, ecc]
Vedere Rogers Penrose e altri.
PS Cosi' mi pare di aver identificato l'argomento. Poi, non so...
A questo punto aggiungerei un'altra domanda: che intendete per gradiente energetico di una persona?
Sarebbe piu' corretto chiamarla bio-energia, per distingurla dall' energia proveniente da altre fonti.
Le energia misurabili nell'organismo dovrebbero essere di due tipi: L'energia che proviene dal metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, si misura in Joule, o meglio, in calorie, in quanto si tratta di calore prodotto, che mantiene la temperataura costante intorno ai 37° e l'energia nervosa, non meglio definita.
Per produrre la prima energia energia nel corpo umano, ci vuole il concorso di tutto l'organismo. Se una parte di esse viene meno il gradiente energetico puo' aumentare per cercare di compensare il deficit e riparare il danno [febbre], oppure diminuire gradualmente, fino a spegnersi con conseguente morte del corpo e cessazione dell'attivita' nervosa [e quindi mentale].
L'altra riguarda l'energia cellulare, cioe' di ogni singola cellula, vista come organismo a se stante.
Questo, a mio parere, e' un concetto importante per capire un po' il sistema umano.
Noi siamo fatti di migliaia di cellule che lavorano in concordia, come un sistema organizzato. Ma ogni costituente e' autonomo, nel senso che ogni cellula ha vita propria e e' sospesa in un mare leggermente salato che sta dentro il nostro corpo.
Infatti il nostro corpo e' costituita in maggior parte di acqua e cloruro di sodio, con qualche altro minerale minore.
In altre parole noi ci portiamo appresso il mare salato dal quale siamo sorti.
Quindi, tutte le cellule che ci costituiscono, hanno una vita propria, come fossero esseri viventi autonomi, anche se associati.
Per cio', ogni cellula, per restare in vita, ha bisogno di fare tutte le cose che invece fa l'organismo in toto: Mangia, beve, caca e si riproduce.
Ma per fare questo deve avere una suo sistema produttore di energia, che e' stato identificato in organuli chiamti mitocondri, e che hanno lo stesso tipo di metabolismo del corpo nel suo insieme.
Mi pare interessante questo particolare perche' le cellule nervose non sono altro che cellule specializzate.
La loro facolta' sta nel produrre un gradiente bioelettrico a bassa frequenza misurabile in Hertz che sarebbe la creatrice della mostra mente, con tutte le sue menifestazioni.
Una specie di radiotelevisione nel cervello.
Questo gradiente elettrico sembra sia creato dallo scambio ionico sodio/potassio a livello della membrana cellulare, ma la cosa non e' ancora chiara.
Ed e' questo insieme energetico fisico-nervoso a cui si allude quando si parla di energie del corpo umano non meglio definite [spirituali, cosmiche, naturali, ecc]
Vedere Rogers Penrose e altri.
PS Cosi' mi pare di aver identificato l'argomento. Poi, non so...
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Concludendo vorrei ricordare ancora una volta l'astroterapia descritta nel capitolo precedente, la cui struttura omeopatica può adesso essere capita meglio. Se uno è sofferente per il principio di Saturno, come medicamento gli verranno dati appunto principi di Saturno. Per questo il depresso ha bisogno di un ambiente nero e non di colori variopinti, e cosí via.
Comune a tutto è il convincimento che ogni malattia sia una ripetizione microcosmica di ciò che noi chiamiamo peccato originale, e di conseguenza ogni guarigione deve essere appunto un processo di redenzione in miniatura."
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Se ho capito bene, si parla di un salto di una grandezza (nel cui dettaglio evitiamo di entrare, mi sa che sarebbe OT) in corrispondenza di un'interfaccia, la membrana cellulare. Il discorso così può anche filare.
ho trovato una buona spiegazione del tutto.
"
L'omeopatia
di Thorwald Dethlefsen
Una delle scoperte e conoscenze fondamentali nel campo della medicina è l'omeopatia, cosí come fu sviluppata e insegnata da Samuel Hahnemann (1755-1843). Sin dagli inizi l'omeopatia è stata appassionatamente combattuta dai suoi nemici e appassionatamente difesa dai suoi sostenitori. In seguito ci occuperemo un po' piú a fondo dell'omeopatia, soprattutto perché l'omeopatia è ben piú di un semplice metodo terapeutico.
Osservandola piú da vicino, l'omeopatia si rivelerà il vero principio curativo di questo universo. Questo fa sí che sia legittima anche la sua concreta utilizzazione terapeutica. Daremo in seguito un esempio di come le concezioni esoteriche sono in grado di indicare in modo semplice e chiaro rapporti che, a chi pensa in termini materiali, sembrano impossibilità logiche.
Gli attacchi principali sono diretti al modo in cui i medicamenti omeopatici vengono preparati. Si dice che un medicamento di questo genere è cosí « fortemente diluito » che non può piú contenere sostanze attive. Con assoluta ignoranza viene spiegato al pubblico che se si fa cadere in un lago o in un mare una goccia di una sostanza e simbolicamente si mescola, non si può pretendere che in una bottiglietta d'acqua raccolta alla sponda opposta sia ancora presente la sostanza in questione. Proprio questo, dicono, avverrebbe in omeopatia.
Sono poi stati fatti esperimenti: si sono comprati in farmacia cinque diversi medicamenti omeopatici, li si sono analizzati con strumenti moderni fino alla struttura atomica, constatando che tutte e cinque le bottigliette contenevano soltanto alcool con alcune impurità.
L'inganno è stato cosí scoperto e c'è chi è arrivato a richiedere, « nell'interesse del pubblico », una legge che regolamentasse il tutto.
Per chiarire un po' le cose, consideriamo prima di tutto la produzione di un medicamento omeopatico. Materia prima per un medicamento può essere quasi tutto quello che esiste come materia al mondo, tuttavia ci si limita in genere a sostanze prese dai tre regni della natura: quello minerale, quello animale e quello vegetale.
Scegliamo come esempio la Belladonna (Bell.). Da questo frutto viene prodotta una tintura che rappresenta una sostanza di base e viene quindi anche definita tintura primaria (simbolo 0). Si prende ora una parte di questa tintura e le si aggiungono dieci parti di solvente, per esempio alcool, quindi si scuote per bene. Questo scotimento, che deve consistere di un determinato numero di piccole scosse, viene definito potenziamento. Il risultato finale di questo procedimento si chiama Bell. D 1, cioè la prima potenza decimale della pianta di Belladonna. Di questo Bell. D 1 se ne prende ancora una parte e la si mescola con dieci parti di solvente, ottenendo cosí Bell. D 2. Questo processo di potenziamento viene ripetuto costantemente, ottenendo lo schema seguente:
1 parte di Bell 0 + 10 parti di alcool Bell. D 1
1 parte di Bell. D 1 + 10 parti di alcool Bell. D 2
(rapporto 1 : 100) 1 parte di Bell. D 2 + 10 parti di alcool Bell. D 3
(rapporto 1 : 1.000) 1 parte di Bell. D 3 + 10 parti di alcool Bell. D 4
(rapporto 1 : 10.000) 1 parte di Bell. D 4 + 10 parti di alcool Bell. D 5
(rapporto 1 : 100.000) 1 parte di Bell. D 5 + 10 parti di alcool = Bell. D 6
(rapporto 1 : 1 milione) 1 parte di Bell. D 6 + 10 parti di alcool = Bell. D 7
(rapporto 1 : 10 milioni) 1 parte di Bell. D 2 9 + 10 parti di alcool = Bell. D 30 (rapporto 1 : 1 quintilione)
Chiudiamo la nostra tabella con D 30 anche se il potenziamento di un medicamento non finisce certo qui. Ogni medicina è ottenibile nelle piú diverse potenze, si può ottenere Belladonna D 3 allo stesso modo di Bell. D 12, D 30, ma anche D 200, D 500, D 1.000, D 10.000.
Ora è noto che già nel D 23 non può essere piú presente nessuna molecola della sostanza originaria (nel nostro caso Belladonna). Tutto quello che avviene a partire da D 23 è uno scotimento rituale di alcool. Una Belladonna D 30 dal punto di vista chimico non si distingue affatto da Belladonna D 200: entrambe sono soltanto alcool e non meritano quindi piú il nome « Belladonna ». Tuttavia, l'omeopatia lavora con queste « alte potenze », Hahnemann utilizzava quasi esclusivamente la trentesima potenza ed eseguiva con questa tutte le cure.
L'avversario dell'omeopatia sarà ben lieto che io abbia dimostrato che non si lavora con « niente ». Il vero omeopata però utilizza D 30 per essere sicuro di non lavorare piú con la materia.

Quoted
Per amore di completezza bisognerebbe aggiungere che esistono anche le cosiddette potenze C (potenze centesimali), con un rapporto 1 : 100, invece che 1 : 10 come nelle potenze D. Nelle potenze C il piano materiale si perde ancor prima che nelle potenze D: a partire da C 12 non è piú presente alcun atomo della sostanza originaria. Hahnemann arrivò in seguito anche a usare le cosiddette potenze LM (potenze a 500), che nella terapia presentano molti vantaggi. Però i problemi specialistici non ci interessano in questa sede e quindi li tralasciamo.
Se già il fatto che nei medicamenti non è contenuto « niente » di ciò che è scritto sull'etichetta presenta qualche problema, il dosaggio della medicina aumenta la confusione. Se a un paziente per esempio viene prescritto un D 6, dovrà prenderne probabilmente un cucchiaio ogni due ore. Un cucchiaio = sempre a sette gocce o sette globuli: i medicamenti omeopatici esistono infatti non solo in forma liquida, ma anche come piccole pillole di lattosio, i cosiddetti globuli. In questo caso il lattosio corrisponde all'alcool.
Di un medicamento alla trentesima potenza (D 30) il paziente può prenderne solo un cucchiaio al giorno, e di uno alla duecentesima potenza (D 200) un cucchiaio ogni sei settimane. L una sensazione strana, per una persona abituata a consumare pillole in quantità, sentirsi dire che deve prendere sette gocce di una certa medicina e poi per sei settimane deve stare senza alcuna cura, e questo per un D 200, « dove non è contenuto praticamente nulla ».
La confusione aumenta ancora se si viene a sapere che un medico omeopata ha prescritto lo stesso medicamento a un uomo che ha una infiammazione ghiandolare e a sua moglie che ha le vene varicose. E una volta che la donna presenta una infiammazione ghiandolare riceve un medicamento tutto diverso. Un'altra cosa che colpisce subito è il fatto che le medicine non riportano le indicazioni per i disturbi cui sono adatte.
L'informazione come medicina
Date tutte queste stranezze non dovrebbe meravigliare molto se gli avversari hanno facile gioco, e considerano l'omeopatia una superstizione. Dall'altra parte però ci sono i successi, che sono cosí indubitabili che i termini effetto placebo, guarigioni spontanee, autosuggestione sembrano soltanto scuse. Accusare un medico omeopata, che ha trattato per trent'anni la sua clientela esclusivamente con cure omeopatiche, di lavorare solo con la forza di immaginazione dei suoi pazienti, è segno di ingenuità e di stupidità. Se infatti fosse cosí, la medicina ufficiale dovrebbe vergognarsi di non riuscire a ottenere gli stessi successi con gli effetti‑placebo. E nessuno poi è in grado di spiegare come mai anche gli animali siano disponibili a guarire con la forza della loro immaginazione, e con le cure omeopatiche.
Si potrebbe a questo punto addurre una serie intera di prove puramente sperimentali dell'efficacia dei medicamenti omeopatici: test di cristallizzazione secondo Pfeiffer, dinamolisi capillare secondo Kolisko, test dei medicinali secondo Voll e cosí via. Non si tratta però di dimostrare qualcosa a chi non capisce, o non vuol capire. Io piuttosto affermo che l'omeopatia è piú efficace di tutti gli altri procedimenti della medicina ufficiale. Più interessanti di qualunque dimostrazione sono infatti le considerazioni circa il come e il perché l'omeopatia possa guarire e perché essa contraddica in ogni aspetto le abituali concezioni mediche.

Quoted
Tutte le contraddizioni si risolvono rapidamente se noi separiamo due concetti: informazione e latore di informazione. Consideriamo una cassetta per registrare: essa consiste in un involucro di plastica e in un nastro di materiale sintetico. Con questa cassetta è possibile per esempio registrare un concerto o una conferenza. Conferenza o musica sono l'informazione, la cassetta semplicemente il latore delle informazioni. Due cassette, in una delle quali è registrata musica e nell'altra una conferenza, non si differenziano molto dal punto di vista materiale e le si distingue soltanto dalla scritta posta sull'involucro.
Lo stesso vale per un libro. Il libro in sé consiste di carta, colla e inchiostro per stampa. Il contenuto potrebbe essere una trattazione sulla storia d'Europa. Se si consegna questo libro a un team di scienziati atomici con l'incarico di analizzarne la struttura atomica, se ne ricava una lista col peso del libro, le sue misure esatte, i risultati dell'analisi spettrale, l'esatta composizione chimica e cosí via. Solo una cosa non comparirebbe nei risultati dell'analisi: la storia d'Europa. Il contenuto del libro, ovvero la sua vera e propria informazione, è andato perduto.
Dal punto di vista degli avversari dell'omeopatia il contenuto del libro dev'essere un imbroglio, perché tutti i libri consistono piú o meno dello stesso materiale e si limítano ad avere titoli diversi. Il fatto che titoli diversi corrispondano a contenuti diversi, è cosa che in laboratorio non è possibile constatare.
Un'informazione e sempre qualcosa di immateriale e per essere percepibile ha bisogno di un latore materiale. Un simile latore di informazione può esser fatto delle più diverse sostanze: nastro da registrare, disco, carta, legno, pietra, metallo, aria e cosí via, e svolgere tuttavia il medesimo compito. Gli stessi latori di informazioni possono portare le informazioni piú diverse, e le medesime informazioni possono essere affidate ai piú diversi latori. In genere si dà maggior peso all'informazione e meno al materiale di cui consiste il latore. Se si vuole conoscere il Faust di Goethe, è secondario il fatto che il testo sia stampato su carta, inciso nel metallo o parlato su un nastro. Importante è l'informazione.
Se mi danno un esemplare del Faust di Goetbe, quest'unico esemplare è sufficiente per trasmettere l'informazione. Dieci altri volumi del medesimo libro non forniscono informazioni maggiori.
This post has been edited 1 times, last edit by "Arianna_" (Jun 21st 2011, 1:14pm)
ansia, attacchi di panico, depressione, Fiori di Bach, insonnia
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