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Aprikose

Forumista Incallito

  • "Aprikose" è una donna
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Data di registrazione: martedì, 05 giugno 2007

Località: il pianeta delle Fate

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1

martedì, 29 gennaio 2008, 20:32

Personalmente credo che nella vita di tutti noi esista un momento, anche soltanto un attimo, in cui nella nostra mente in seguito ad un accadimento particolare sia balenato il pensiero "sono diventato grande"...ebbene...lo ricordate? E soprattutto: quando avete capito che eravate diventati "grandi"?

A voi la parola :)
Viviamo in un mondo in cui l'uomo è l'abito che indossa. Meno c'è l'uomo, più è necessario l'abito.

alp72

Utente Fedele

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Data di registrazione: mercoledì, 10 ottobre 2007

Località: Provincia Torino

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2

mercoledì, 30 gennaio 2008, 09:27

Bello questo post...diventare grandi...
A me è successo in momenti diversi a seconda dei "settori" della vita.
Nel '94 mio padre è stato mandato due anni lontano da casa per lavoro. Non mi è stato detto niente da nessuno, ma non so come spiegare o dire, sta di fatto che era chiaro che ero diventato l'uomo di casa. Mia madre e mia sorella facevano conto su di me, non solo per alcune cose materiali, lavori "da uomo", ma proprio per la presenza. Qualcuno alla fine di quei due anni mi fece notare come era cambiato il mio atteggiamento nei confronti della casa, come erano cambiate le mie priorità. Non erano più "cosa si fa questo venerdì sera", ma piuttosto "a casa è tutto a posto. Allora se voglio posso anche uscire", e poi tornavo sempre prima del normale...Avevo 22-23 anni.
Seconda fase del "diventare grandi". Poco prima dei trent'anni ho perso uno dei due amici dell'adolescenza, quelli con cui vai in vacanza per la prima volta, con cui fumi la prima sigaretta e a cui racconti le prime esperienze con una donna...e quelli con cui esci regolarmente a quell'età. Un incidente in macchina. Eravamo tutti disperati noi amici. Sei mesi dopo l'accaduto incontro sua mamma dal medico. Subito sono quasi in imbarazzo, dopo pochi istanti mi lascio andare, e le parlo come fossi un uomo. Il legame fra me e questo ragazzo era forte, e sua mamma poteva anche odiarmi per il fatto di essere stato più fortunato. Invece no, parlammo da adulti, e quello che dicevo stupiva anche me. Poi sentii il bisogno di scriverle una lettera. Lei chiamò a casa e non trovandomi disse in lacrime che "il loro ragazzo era diventato un uomo". Me lo riferirono orgogliosi, pur non sapendo cosa avessi scritto.
Ultima puntata. Quest'estate, per consolarmi dell'accaduto con quella che era divenuta da poco la mia ex, cercai anche avventure estive in località di vacanza. Trovandole mi resi conto che nonostante tutto non avrei potuto concedermi ad una donna con la leggerezza di una volta. Ho provato la stessa sensazione che provai con una ex, prima dell'ultima, sensazione che cercai di nascondere o cancellare, ma sapevo che l'avevo provata, e ne avevo quasi paura. Quest'estate non ho più potuto nascondermela, e ho capito che da qualche anno un rapporto sessuale non è più solo un'avventura, ma qualcosa che ti segna per sempre, te e la tua partner. E ho capito che per questo sono fuggito dalla possibile scappatella di quest'estate, perchè un rapporto ti lascia qualcosa dentro, sempre. Da un rapporto si esce diversi, sempre. Quindi ho dovuto ammettere che i rapporti saltuari ed occasionali non mi interessano più. Non è stato così semplice come potrewbbe sembrare.
Solo storie coinvolgenti, altrimenti non mi interessa. Ho troppo amore da dare per affrontare una scappatella, che di amore non ne presuppone...

Sarà finita o ci saranno ulteriori passi? Mah...
La vita è quel che ti capita mentre fai progetti per il futuro...John Lennon

*Strega*

Utente Fedele

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Data di registrazione: giovedì, 18 ottobre 2007

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3

mercoledì, 30 gennaio 2008, 10:12

Bellissima discussione...

Alp,si,credo proprio di si,ci saranno ulteriori passi.

Io purtroppo non ho molto da dire a proposito...Non mi sento grande.Qualcuno da poco mi ha detto che sembro un pulcino appena uscito dall'uovo :) e ha ragione!

Forse posso riconoscere qualche piccolo passo verso il sentirmi grande,verso un pò di autonomia e indipendenza.Ma poca roba.
Credo che l'unico campo della vita nel quale mi sento matura sia quello sentimentale.Io come Alp non sono per niente interessata a rapporti occasionali,cerco sempre un coinvolgimento emotivo (ma anche fisico!) molto forte basato sull'Amore e una gran complicità.

Per il resto ho ancora moooooooolta,ma mooooooolta :rolleyes: strada da fare!
Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente.(M. Proust)

Aprikose

Forumista Incallito

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Data di registrazione: martedì, 05 giugno 2007

Località: il pianeta delle Fate

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4

mercoledì, 30 gennaio 2008, 22:55

Io credo che non si possa mai definitivamente dire di essere diventati "grandi"...ma che nella vita pian piano ci siano occasioni, situazioni in cui ci stupiamo del nostro comportamento, della maturità che abbiamo dimostrato a noi stessi e non solo, magari...e pian piano si aggiungono tasselli alla nostra "grandezza", e di volta in volta diventiamo "più grandi"...credo anche però che ci siano state occasioni particolari, che ricordiamo più facilmente per la nitidezza con cui questo pensiero ci ha colpiti...
Infondo però non smettiamo mai di diventare sempre "più grandi"...

Io ricordo con piacere un momento in cui mi è capitato di discutere con una ragazza che si stava comportando molto male...invece di lasciar perdere o discutere malamente, l'ho affrontata con garbo e tranquillità, senza alzare la voce (nonostante lei lo abbia fatto), senza perdere il controllo...e poco dopo, pensandoci, ho pensato "Cavolo, sono diventata grande!"...ma era riferito soltanto a quella microsfera relazionale, chiamiamola così...:P
Viviamo in un mondo in cui l'uomo è l'abito che indossa. Meno c'è l'uomo, più è necessario l'abito.

cocorita

Utente Fedele

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Data di registrazione: sabato, 03 novembre 2007

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5

mercoledì, 30 gennaio 2008, 23:42

Io ho sempre provato un leggero panico davanti alle persone in crisi...che piangevano, soprattutto perche` non sapevano cosa fare, non riuscendo ad affrontare una situazione difficile. Il mio primo istinto era sempre quello di farli calmare, quindi dicevo: stai esagerando, la situazione non e` brutta come sembra...calmati, fai un passo alla volta, considera questo: 1. 2. 3 eccettera...
Dicevo sempre tutte cose sensatissime...e poi pensavo: com'e` posssibile che non la vedano come me???
Le crisi quasi quasi mi spaventavano.

Nei miei momenti di crisi la forza razionalizzatrice veniva da mio padre. Stavo lavorando ogni giorno, il tempo faceva schifo e mi erano entrati i ladri in casa, rubando il computer, la macchina fotografica e il mio portafoglio (regalo di laurea). Dopo di che i miei padroni di casa di punto in bianco mi hanno sbattuta fuori di casa, perche` secondo loro non ero stata abbastanza responsabile. Al ristorante con i miei genitori qualche giorno dopo sono scoppiata a piangere e gli ho detto che non ce la facevo piu`...non avevo la forza dentro di me per affrontare tutti questi problemi e volevo tornare in Italia (la prima volta che l'ho pensato e ammesso dai 5 anni che vivo all'estero). Mio padre ha subto ribadito: devi farti un po` i muscoli, smettila di fare la pappamolle!
Mia madre mi ha subito difeso, e ho mollato il lavoro, trovato un'altra casa e sono tornata in Italia per 2 settimane prima di ricominciare l'universita`. Ma quello che lui mi aveva detto mi aveva ferito e me la sono legata al dito.

Qualche mese dopo anche la mia amica e` in crisi: non ho lavoro, non ho ragazzo, non so che farne della mia vita...!! e io mi sono ritrovata a dirle: vedrai che ce la farai, tieni duro! Con disgusto mi son resa conto il giorno dopo che le avevo parlato nello stesso modo in cui mio padre aveva parlato con me!
Un mese dopo lei ha avuto una nottata piena di alcol e il giorno dipo si e` risvegliata in ospedale senza sapere come ci era finita. E` tornata a casa in lacrime, mi ha chiamata e io mi sono precipitata li`. Ha passato tutta la serata a piangere e io sono rimasta seduta a fianco a lei e non dicevo niente, se non per incoraggiarla ad approfondire il suo dolore, il suo disappunto, la sua delusione e le sue paure. E le ha fatto davvero bene, e` riuscita a sfogarsi di cose che non sapeva neanche fossero dei problemi.

A quel punto ho pensato: ho aiutato una persona, finalmente ho imparato ad ascoltare.

Ma ho cosi` tanta strada da fare per maturare che non ci voglio neanche pensare!!!!

gasgas

Utente Avanzato

  • "gasgas" è stato interdetto da questo forum

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Data di registrazione: mercoledì, 03 ottobre 2007

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6

sabato, 09 febbraio 2008, 08:18

Era il 16 febbraio di tanti anni fà, in piedi tremavo di brividi incontrollabili guardando mio padre giacente bianco immobile sul letto della sua camera, con quelle mani che ho sempre adorato rigidamente appoggiate sull'addome. Mia madre nel letto di un altra stanza, era imbottita di tranquillanti che gli avevano trasformato il pianto isterico in mugolio trascinato.
Mentre fissavo quell'uomo che fù per me più di un semplice padre, due mani forti mi girarono prendendomi per le spalle, con occhi piangenti fissava i miei e mi disse "lo sai vero? ora sei tu il capo famiglia, tu ora devi essere responsabile del bene di tua madre e della tua sorellina".
Devo ammettere che la prima volta che mi sono sentito grande, fù quella. Avevo 17 anni. Purtroppo da allora non ho più voluto crescere ed ora mi ritrovo ad essere un infantile, superficiale, irresponsabile "uomo" di 46 anni.

gas

AAAAAAAAUUUUUUUUAAAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIAAAAAAAAAEEEEEEEEEEEEAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!
Con lo stesso spirito con cui Ungaretti ha scritto … m’illumino d’immenso . . . . . .
Io sono io, null'altro vorrei essere. seppure non mi piaccio su alcune cose avrei nostalgia anche dei difetti.