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Gatta

vegetariana

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1

venerdì, 05 settembre 2008, 09:11

Come è il vostro rapporto con la solitudine? Io in questo momento ne soffro in maniera impercettibile, acuta, torna come una sviolinata, che risuona dove il dolore s'accumula, spaccandomi come uno specchio in piccoli pezzi puntuti, che feriscono. Sono amareggiata, perché le mie amiche più care sono lontane (eppure fisicamente vicine) e forse per loro sommo malessere e forse per sommo mio egoismo sono distanti. Sono amareggiata perché a me la verità piace guardarla negli occhi. Sapere che alberga, come un aura che inonda di luce la mia strada. Non voglio rompere a loro le scatole con la mia sofferenza. Io penso che la sofferenza serva a crescere. Chiedo, a coloro che hanno un rapporto positivo con essa, come ci sono riusciti e a chi invece come me, ha un rapporto tribolato con la solitudine, come fate a resistere a questo dolore?
Grazie a tutti per l'attenzione.
Una pena condivisa è dimezzata, una gioia condivisa è moltiplicata.

patrizia

Animo inquieto

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2

venerdì, 05 settembre 2008, 09:16

La solitudine interiore a volte mi spaventa a volte ci sto bene, in base allo stato d'animo che ho. Quella esteriore devo dire che la apprezzo , amo stare sola a pensare, ma ci sono momenti in cui sento l'esigenza di parlare e avere contatti con qualcuno!
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

3

venerdì, 05 settembre 2008, 09:24

ciao cara Gatta ..sai anche io mi sono posta le tue domande e per aiutarmi a capire se la solitudine in alcuni periodi della vita possa essere costruttiva,ho iniziato a leggere un libro molto interessante ,si intitola : un angolo tutto per me( le belle sorprese della solitudine) ,ci sono alcuni pensieri molto belli ,che io avrei voluto condividere con voi ,se ti fa piacere ,posso trascrivertene qualcuno qui nel tuo post!

Kublai

Moderatore

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4

venerdì, 05 settembre 2008, 12:14

Io ho sempre avuto un buon rapporto con il senso di solitudine, in passato. A volte ricercavo volutamente questo stato interiore per poter entrare in contatto profondo come me stesso, altre volte mi serviva per "staccare" un po' dalla realtà esterna e ritrovare me stesso. La solitudine non mi spaventava dunque, anzi, la ritenevo un elemento positivo capace di aumentare la mia auto-consapevolezza. Attualmente il senso di solitudine mi spaventa, ma non razionalmente. E' qualcosa di più complesso che avviene a livello viscerale. Il mio corpo collega tale sensazione al senso di abbandono (realmente subito, anche se parecchio tempo fa) e di fatto al momento ne sono spaventato. Cerco di non provare più questa sensazione, o comunque di non farmi pervadere da essa come amavo fare una volta. Io credo che per andare d'accordo con la solitudine interiore ci sia bisogno di un equilibrio di base abbastanza solito, che varia da periodo a periodo. In certi periodi viene a mancare, in altri può essere invece solido, in ogni caso non si tratta di una costante.
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

Chicco

Giovane Amico

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5

venerdì, 05 settembre 2008, 15:43

parlami di te, bella signora
parlami di te, che non ho paura
portami con te, nei tuoi silenzi
portami con te, nei tuoi appartamenti.

... dice una canzone.

Anche in mezzo alla gente, agli amici capita di sentirsi soli... quando le cose dentro di noi sono cambiate o stanno per cambiare capita di sentirsi travolgere da questa specie di male... non sapendo il perchè o non capendolo subito.

Mi è capitato di vedere alcune persone, soprattutto donne, che non riuscendo a stare sole cercano sempre un partner per bilanciare questa loro paura, ma finchè si dipende in questo modo degli altri non si può crescere.

La solitudine secondo me aiuta a crescere... a capire noi stessi se ci sappiamo ascoltare... averne paura significa non essere in equilibrio.
Dio delle città e dell'immensità, magari tu ci sei e problemi non ne hai
ma quaggiù non siamo in cielo e se un uomo perde il filo,
è soltanto un uomo solo

ely101

Utente Fedele

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6

venerdì, 05 settembre 2008, 15:52

Io ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con la solitudine...

Ne ho bisogno a volte, la cerco per staccare e starmene un pò con me stessa...

Ma devo essere io a cercarla...

Quando mi capita di rimanere sola mi prende il panico... e il solo pensiero del futuro, di rimanere sola, mi terrorizza, mi fa una paura tremenda, perchè non so stare da sola... non me la riesco a cavare da sola...

Sono molto incasinata insomma!!!!


E ammiro seriamente le persone che riescono a stare da sole, che stanno anche bene nella solitudine, e che riescono ad andare avanti cavandosela da soli!

Gatta

vegetariana

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7

venerdì, 05 settembre 2008, 19:55

Citato da "vivere"

ciao cara Gatta ..sai anche io mi sono posta le tue domande e per aiutarmi a capire se la solitudine in alcuni periodi della vita possa essere costruttiva,ho iniziato a leggere un libro molto interessante ,si intitola : un angolo tutto per me( le belle sorprese della solitudine) ,ci sono alcuni pensieri molto belli ,che io avrei voluto condividere con voi ,se ti fa piacere ,posso trascrivertene qualcuno qui nel tuo post!

Molto volentieri! :D
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Gatta

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8

venerdì, 05 settembre 2008, 20:04

Cari ragazzi grazie a tutti per le risposte. Ieri non ho dormito fino a tardi e se non era per una persona del forum, probabilmente, mi sarei sentita molto più sola. E' vero: siamo soli anche in mezzo agli altri. La solitudine aiuta a crescere. Tutte cose giuste, ma come fate a stare soli, quando non ve la sentite. Io sono convinta che poi uno possa arrivare a dire: <<Ok, sono sola,ora ci devo stare>>, ma prima, quando ti mancano i tuoi migliori amici, il passato che se ne va e non torna più, e, le persone che entrano ed escono dalla tua vita a loro piacimento.
Io non so-stare nel distacco. Per farmi più forza ho letto "Distacchi e altri addii" di Gianna Schelotto, risultato? Ho pianto... Mi dispiaceva che il libro finisse... Non riesco a gestire le separazioni, forse da quando i miei si sono separati, forse da quando è morto mio padre, ho paura di perdere le persone che amo, le amiche, gli amici...
Sono da rinchiudere, eh? :tooth: :happy:
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Kimitake

alla ricerca della speranza perduta

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9

venerdì, 05 settembre 2008, 20:45

...
Fanciulla, dimmi di nuovo
cosa può crescere senza pioggia?
cosa può ardere per molti anni?
cosa può bramare e piangere senza lacrime?
_______________
amare... i propri nemici

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Kimitake" (01/05/2009, 23:30)


Gatta

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10

venerdì, 05 settembre 2008, 20:49

Citato da "Kimitake"

Citato da "Gatta"

Sono da rinchiudere, eh? :tooth: :happy:

Ciao Gatta sei invece una persona molto sensibile, se rinchiudessero quelle come te il mondo sarebbe sicuramente peggiore...

io invece mi rinchiudo da solo, nel senso che non esco mai di casa: vedere altre persone, specie quelle che conosco mi provoca un grande disagio... Sono "costretto" a vedere i miei fratelli e mia madre perchè vivo con loro ma ne farei volentieri a meno... in pratica vivo come un carcerato... mi infliggo questa pena detentiva perchè mi vergogno di me stesso... comunque, a scanso di equivoci, non sto bene in questa situazione

Mi dispiace che tu viva questo disagio. Perché ti infliggi questo dolore? Perché ti vergogni di te stesso? Io credo che tu sia una persona molto sensibile e intelligente. Hai voglia di raccontarci qualcosa di te? Un abbraccio.
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Kimitake

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11

venerdì, 05 settembre 2008, 21:07

Citato da "Gatta"

Mi dispiace che tu viva questo disagio. Perché ti infliggi questo dolore? Perché ti vergogni di te stesso? Io credo che tu sia una persona molto sensibile e intelligente. Hai voglia di raccontarci qualcosa di te? Un abbraccio.

mi vergogno del fatto che a 28 anni sono uno studente fuori corso che vive sulle spalle di sua madre vedova, sempre triste, incapace di apprezzare la vita e di rialzare la testa...
p.s. perchè dici sensibile ed intelligente? cosa te lo fa pensare? Evitiamo i convenevoli, almeno qui sul forum c' è l' anonimato :/
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Gatta

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12

venerdì, 05 settembre 2008, 21:29

Citato da "Kimitake"

Citato da "Gatta"

Mi dispiace che tu viva questo disagio. Perché ti infliggi questo dolore? Perché ti vergogni di te stesso? Io credo che tu sia una persona molto sensibile e intelligente. Hai voglia di raccontarci qualcosa di te? Un abbraccio.

mi vergogno del fatto che a 28 anni sono uno studente fuori corso che vive sulle spalle di sua madre vedova, sempre triste, incapace di apprezzare la vita e di rialzare la testa...
p.s. perchè dici sensibile ed intelligente? cosa te lo fa pensare? Evitiamo i convenevoli, almeno qui sul forum c' è l' anonimato :/

Non vergognarti di te. Non ti serve e non ti fa bene. Vai avanti, fiero di quello che sei. Ce la farai. Anche il mio percorso universitario è stato accidentato, ma se ne esce. Un abbraccio. Dico che sei sensibile, perché hai usato la stessa espressione e quindi vuol dire che anche tu sei sensibile. Intelligente lo si capisce da come scrivi. Non faccio mai complimenti. Se vuoi parlare con me, io ci sono e troverai tante altre persone intelligenti e sensibili.
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Kimitake

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13

venerdì, 05 settembre 2008, 21:55

Lo so che non serve a niente vergognarsi e che fa anche male... purtroppo... sto sercando di uscirne, faccio piccoli progressi poi di colpo crolla tutto e mi trovo a ricominciare da capo... avevo voglia di raccontare la mia esperienza, so che molti sono soli per timidezza, o per paura degli altri... c' è qualcun altro che si vergogna di sè stesso al punto da non uscire dalla porta se vede il proprio vicino sul balcone?

Citato da "Gatta"

Non faccio mai complimenti

scusa non volevo essere maleducato ma non sopporto le frasi di circostanza, comunque grazie ;)
Fanciulla, dimmi di nuovo
cosa può crescere senza pioggia?
cosa può ardere per molti anni?
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Gatta

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14

venerdì, 05 settembre 2008, 21:58

Citato da "Kimitake"

Lo so che non serve a niente vergognarsi e che fa anche male... purtroppo... sto sercando di uscirne, faccio piccoli progressi poi di colpo crolla tutto e mi trovo a ricominciare da capo... avevo voglia di raccontare la mia esperienza, so che molti sono soli per timidezza, o per paura degli altri... c' è qualcun altro che si vergogna di sè stesso al punto da non uscire dalla porta se vede il proprio vicino sul balcone?

Citato da "Gatta"

Non faccio mai complimenti

scusa non volevo essere maleducato ma non sopporto le frasi di circostanza, comunque grazie ;)

ci mancherebbe! Forza Kimitake che ce la fai! Un abbraccio.
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hachi_82

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15

venerdì, 05 settembre 2008, 23:49

Ciao gattina!
La solitudine a volte aiuta a farci staccare la spina e stare un po' più sereni... io sono un tipo che ogni tanto ha bisogno di un po' di privacy... però in questo periodo la mia solitudine è un po' forzata per vari motivi.
Che dire... ci sono giorni in cui sopporto bene, riesco anche a ridere, scherzare, tiro su di morale gli altri.
Altri giorni mi sento sola, abbandonata, e non so come tirarmi su.
Non la vivo sempre bene insomma.
Più che altro dipende da quello che mi succede. Ora è un periodo pesante sotto molti aspetti e quindi trovandomi sola è più dura. Probabilmente sono scoraggiata perchè mi mancano le forze.

Ritengo che sia una questione strettamente personale: ci sono persone che stanno bene anche da sole, e cercano spesso la solitudine. Ma credo che la sofferenza subentri quando la solitudine è una condizione forzata, non voluta, e non si riesce a tirarsene fuori.

Poi devo dirti la verità: sono un tantino stufa di sentire la solita frase "la sofferenza aiuta a crescere". Non è una critica a te, questa cosa me la sono ripetuta tante volte e l'ho pure riferita ad altre persone, ma (a mio parere, alla luce della mia piccola esperienza) la sofferenza di per sè non ha alcun potere di purificazione o maturazione dell'individuo.
La crescita subentra quando si riconoscono le cause del nostro dolore e si cerca di risolverle, e si fa tesoro delle esperienze vissute.
Sono dell'idea che se qualche dolore ce lo potessimo risparmiare, sarebbe meglio... e saremmo ugualmente persone meravigliose, forse anche di più.
La sofferenza porta dolore, rancore, la solitudine forzata ci fa rimuginare, ci si arrocca sui problemi, ne nascono di altri... ogni caso è diverso, ognuno reagisce in modo diverso... per questo credo che la frase "il dolore ci rende più forti" et similia non siano dei valori assoluti da seguire. Meglio star bene e far di tutto per essere sereni!

In soldoni... come si fa a resistere, chiedi tu... non c'è una ricetta.
Intanto comincia a non parlare di "resistenza". piuttosto cerca di pensare a come sfruttare questo momento. Cos'è che ti fa star così male, perchè il tuo dolore è così acuto, cosa puoi fare per cambiare? Approfitta di questa "pausa" per capirti più a fondo. Senza fretta però. Accompagna le tue emozioni... non contrastarle. Forse così ti riuscirà più facile esprimerle a parole e potrai provare a condividerle con le tue amiche senza il timore di appesantirle... se sono tue amiche, dovrebbero essere disposte ad ascoltarti.

Citato da "Kimitake"

Lo so che non serve a niente vergognarsi e che fa anche male... purtroppo... sto sercando di uscirne, faccio piccoli progressi poi di colpo crolla tutto e mi trovo a ricominciare da capo... avevo voglia di raccontare la mia esperienza, so che molti sono soli per timidezza, o per paura degli altri... c' è qualcun altro che si vergogna di sè stesso al punto da non uscire dalla porta se vede il proprio vicino sul balcone?

Sì kimi, io ci sono arrivata a quel punto. E se uscivo camminavo con gli occhi bassi per evitare di incrociare gli sguardi di persone che conoscevo. Praticamente tutto il contrario di come sono sempre stata io. Timida sì, ma tanto aperta e felice di salutare chiunque incontrassi per la strada.
Io sono arrivata in questo forum per un problema simile al tuo... anche se poi l'ansia e tutto il resto avevano altre radici.
Sarebbe bello se tu aprissi un post tutto tuo (se non l'hai già fatto) e ci parlassi di te. E' liberatorio, credimi. Qui non sei solo!

Vi abbraccio forte entrambi
...se ci credi ti basta perché
...poi la strada la trovi da te (E.B.)