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L'Unità

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Data di registrazione: giovedì, 12 gennaio 2012

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1

giovedì, 12 gennaio 2012, 16:00

Senso di vertigine pensando all'infinità

Vi è mai capitato.
Ho avuto un senso di terrore paralizzante, un brivido che mi ha fatto sentire male.
Ho avuto paura pensando all'eternità.
E' difficile da spiegare,o almeno farvi capire la sensazione di puro terrore.

Mi spiego:a prescindere da ciò che ci sarà
dopo,ripeto a prescindere, mi ha sopraffatto l'idea di eseere in una
condizione per sempre,per l'eternità.
Senza via d'uscita, senza un obiettivo da raggiungere. E poi? E oltre? Senza fine, probabilmente un nulla senza fine (pensandola da atei), al confronto la morte è un limite rassicurante.
aiuto!

adamsberg

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  • "adamsberg" è un uomo

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2

giovedì, 12 gennaio 2012, 16:31

Vi è mai capitato.
Ho avuto un senso di terrore paralizzante, un brivido che mi ha fatto sentire male.
Ho avuto paura pensando all'eternità.
E' difficile da spiegare,o almeno farvi capire la sensazione di puro terrore.


Conosco un tizio di Recanati che ha riportato un'esperienza analoga:

« Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura
. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. »



Mi spiego:a prescindere da ciò che ci sarà
dopo,ripeto a prescindere, mi ha sopraffatto l'idea di eseere in una
condizione per sempre,per l'eternità.
Senza via d'uscita, senza un obiettivo da raggiungere. E poi? E oltre? Senza fine, probabilmente un nulla senza fine (pensandola da atei)


Il vecchio Epicuro 'sta cosa l'ha risolta migliaia di anni fa: "[...] Abítuati a pensare che nulla è per noi la morte, poiché ogni bene e ogni male è nella sensazione, e la morte è privazione di questa. Per cui la retta conoscenza che niente è per noi la morte rende gioiosa la mortalità della vita; non aggiungendo infinito tempo, ma togliendo il desiderio dell’immortalità. Niente c’è infatti di temibile nella vita per chi è veramente convinto che niente di temibile c’è nel non vivere piú. Perciò stolto è chi dice di temere la morte non perché quando c’è sia dolorosa ma perché addolora l’attenderla; ciò che, infatti, presente non ci turba, stoltamente ci addolora quando è atteso. Il piú terribile dunque dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte noi non siamo piú. Non è nulla dunque, né per i vivi né per i morti, perché per i vivi non c’è, e i morti non sono piú. Ma i piú, nei confronti della morte, ora la fuggono come il piú grande dei mali, ora come cessazione dei mali della vita la cercano. Il saggio invece né rifiuta la vita né teme la morte; perché né è contrario alla vita, né reputa un male il non vivere.[...]" Epistola a Meneceo, 124-127.

al confronto la morte è un limite rassicurante


Stai tranquillo che quella non te la toglie nessuno.

L'Unità

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3

giovedì, 12 gennaio 2012, 17:26

se non esperirò il dopo resta un universo, una realtà senza fine. Senza tempo senza fine lo stesso

SirPsychoSexy

I'm not the Devil's Child, but He Loves Me like a Son.

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4

giovedì, 12 gennaio 2012, 17:30

simpatico scoprire che qualcuno l'ha provato .

la prima volta per me fu in prima elementare.
mi concentrai cercando di "sentire" l'eternità,( in quel caso era stimolata dalla lettura dei supplizi dell'inferno di Dante che avevo letto da un amico) e all'improvviso, cercando e scendendo in profondità la sentii .
un'onda immane e squassante che mi ha spazzato via la coscienza per alcuni secondi e poi è sparita.

spaventato, ma anche divertito, cercai di nuovo in me ,nei miei pensieri , nella mia coscienza , quella sensazione estraneante e potente per moltissime volte .

poi, annoiato anche di questo, smisi.
l'ultimo scandaglio l'ho gettato che avevo circa 14 anni.



potrei riprovare ....

ps: un paio di anni fa ne parlavo con una amica che di mestiere fa la psicoterapeuta della infanzia...mi ha detto che non è così raro il volere sentire questa esperienza , non le quadrava però che io sperimentavo tutto ciò già a 6 anni perchè, in teoria ,a quella età il cervello non prevede la speculazione di questo livello ..ma non ricordo bene la spiegazione scientifica ...

I know you want what's on my mind
I know you like what's on my mind
I know it eats you up inside
I know you
I Know you
I Know you Know

L'Unità

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5

giovedì, 12 gennaio 2012, 19:13

per me non è piacevole. E' come trovare il senso dell'esistenza e vedere che una volta trovato non ha più senso nulla. E' contraddittorio ma mi dà quell'impressione.
Però è anche vero che è meglio l'eterno che il nulla, insomma una condizione definitiva deve esserci.

L'Unità

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6

giovedì, 12 gennaio 2012, 22:07

scusa SirPyscho, posso chiederti come sei arrivato a quella sensazione?
forse non mi sono fatto capire: io sento di vivere senza limite, l'avverto, e mi sembra una cosa sensa senso. In compenso non può esserci altro.

mr

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Data di registrazione: mercoledì, 02 novembre 2011

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7

giovedì, 12 gennaio 2012, 22:52

non ho paura dell'eternità
il presente rimane comunque uno solo
si può soffrire un tot
soffrire per un anno o per sempre, nel momento in cui soffri, non fa molta differenza secondo me

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