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JackS

Utente Attivo

  • "JackS" ha iniziato questa discussione

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1

lunedì, 17 settembre 2018, 16:47

Seguire i propri istinti ma pentirsene dopo VS non seguire i propri istinti, essere infelici e ma felici dopo?

Ciao a tutti, si tratta di un ragionamento che sto facendo in questo ultimo periodo riguardo a quello che bisogna fare e quello che non bisogna fare. Mi è capitato spesso di dover fare cose "controvoglia", mi spiego: spesso è come se mi dovessi obbligare a fare determinate cose, come ad esempio andare in palestra, mangiare sano, occuparsi di un lavoro personale, tutte cose che nel momento presente non si ha voglia di fare, ma a posteriori dici "cavolo, oggi ho fatto tante cose, sono contento di me". Oppure si sceglie nel momento presente di seguire i propri istinti, quindi giocare tutto il giorno ai videogiochi, non fare niente tutto il giorno ecc. ecc. perché sento quelli spesso e volentieri sono i miei istinti!

Quindi sono arrivato a chiedermi: ma è meglio seguire i propri istinti, quindi essere felici nel momento presente e poi un pò meno nel "momento futuro", oppure essere "infelici" nel momento presente, quindi fare cose che non avremmo voglia di fare ma che sappiamo che dobbiamo fare se vogliamo stare bene nel futuro, ed essere appunto felici nel momento futuro?
Sento che si tratta di una contrapposizione tra felicità e infelicità, perché se da una parte sei felice nel momento presente, dall'altra sarai infelice nel momento futuro e viceversa...

E' un pensiero un pò strano, che volevo condividere con qualcuno di voi. Fatami sapere cosa ne pensate!

mayra

Giovane Amico

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2

lunedì, 17 settembre 2018, 17:18

Ti rispondo con un esempio: una persona frequenta l'università e deve studiare per un esame che dovrà sostenere a breve. E' meglio che sia infelice nel momento presente, cioè studi tutto il giorno, anzichè giocare ai videogiochi; piuttosto che essere infelice in futuro non passando l'esame.
Questo è solo un esempio, ma spero di aver reso l'idea.

JackS

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3

lunedì, 17 settembre 2018, 18:29

Giusto Mayra, hai più o meno colto quello che penso, ma io non sono andato ancora più in profondità, intendo proprio il vero stato di felicità o infelicità che una persona ha quando deve fare una scelta, perché ritengo che qualunque sia la strada che prendi ci sarà sempre un pò di felicità e infelicità

VittorioT

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4

martedì, 18 settembre 2018, 09:55

Personalmente, nei limiti del possibile, cerco di assecondare sempre l'umore del momento, anche se il livello di controllo che ho della mia vità è molto limitato.
La realtà è fatta di (tanti) doveri e (pochi) diritti: nasciamo senza averlo chiesto, eppure dobbiamo accettare le regole imposte dalla società.
Sentiamo spesso dire che dovremmo imparare ad amarci perché la vita è breve e va vissuta, ma veniamo continuamente richiamati all'ordine da chi è schiavo del consumismo e della globalizzazione, con la conseguenza di essere costretti a soffocare la nostra libertà individuale e, di conseguenza, smarrire la felicità.
Meglio essere cicala o formica?
Il famoso carpe diem non è risolutore, perché non tiene conto di molte variabili.
Secondo me dipende dal grado di conseguenza dei nostri gesti.
Esempio un po' estremo: mi farebbe stare subito meglio uccidere i miei vicini di casa, ma poi andrei in galera e mi rovinerei il futuro.
Fare finta di niente, però, rovinerebbe la mia vita poco per volta, impedendomi di programmare non solo il futuro, ma anche di godermi il presente.
Quello che intendo dire è che bisognerebbe cercare di stare bene nel presente (e già questo è complicato), perché di certo c'è solo l'istante che si vive, ma senza pregiudicare irreversibilmente il proprio futuro.

5

martedì, 18 settembre 2018, 10:57

qualunque sia la strada che prendi ci sarà sempre un pò di felicità e infelicità

infatti...è proprio così
un pochino puoi ingannare la tua mente con l'abitudine
se p.es. ti abitui a bere acqua anziché coca cola oppure a mangiare una mela piuttosto che una brioche, non sentirai più il bisogno di zuccheri
namasté

Angus

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6

martedì, 18 settembre 2018, 13:20

Ciao,
in pochi credo che vadano in palestra allo scopo di alzare i pesi... Anche se qualcuno c'è.
In pochi credo amino dover svolgere noiosi lavori personali... Anche se a qualcuno piace.
Molte delle cose che facciamo, credo non siano altro che la strada che percorriamo per raggiungere degli obiettivi.
Quindi potrebbe essere di aiuto, quando si è svogliati, focalizzare l'obiettivo che si vuole raggiungere e non l'azione imminente da svolgere (alzarsi da davanti i videogiochi).
In poche parole il vecchio " Chi semina, raccoglie!", tanto ermetico e arcaico quanto veritiero.
Un buon metodo che ho sperimentato su me stesso, in un passato non troppo remoto, consiste, nell'attimo in cui ci si dovrebbe alzare dal divano per "fare" e non si ha voglia, di portare alla mente un ricordo di quando si svolgeva quella determinata attività e si era sereni, tranquilli e perché no, anche felici. A questo punto basta concentrarsi sulle sensazioni provate in quell'esatto momento.

Citato

Meglio essere cicala o formica?


Per quanto a volte possa essere difficile, secondo me, è meglio portare, ogni mattina, fuori dalla porta di casa, la propria faccia. Se si indossa una maschera pensando cosa è meglio o peggio, giusto o sbagliato [ecc ecc...], si rischia di non essere se stessi, e questo alla lunga si paga amaramente. Questo però non vuol dire che non ci si possa migliorare. :)
- Per comprendere tutto, è necessario dimenticare tutto.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Angus" (18/09/2018, 14:04)