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The Heart

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1

giovedì, 22 marzo 2012, 00:26

Se Dio è buono, perchè c'è il dolore?

Vi siete mai posti questa domanda?

Che risposta vi siete dati?

Svogliato

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2

giovedì, 22 marzo 2012, 05:45

Perche se non ci fosse dolore saremmo noi Dio.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

summertime

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3

giovedì, 22 marzo 2012, 09:49

Dipende di quale dolore si sta parlando.

Molti dolori sono prodotti dall'uomo sull'uomo, non sono certo opera di Dio.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

cicci

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4

giovedì, 22 marzo 2012, 12:23

Dolore..forse per me è peggio della morte stessa perchè mentre la morte non mi spaventa il dolore si e tanto. Il dolore è una prova alla quale Dio ci pone,Come Lui portò la croce,anche noi portiamo la nostra. Il dolore ci serve per vedere quanto bello abbiamo....qui sulla Terra è come se vivessimo in una sorta di Purgatorio per poi essere degni di stare con Lui quando risorgeremo..peccato che io,di fronte al dolore,scappo.....

5

giovedì, 22 marzo 2012, 12:41

Il dolore è prodotto dagli uomini e mai da Dio. Forse sarebbe giusto chiedersi perché Dio non faccia nulla per alleviarlo, per evitarcelo. Spesso ci si interroga sul perché Dio non intervenga per aiutarci, per evitare che certe cose brutte accadano. Secondo me la vita che ci attende sulla terra non è perfetta e il dolore era previsto, come parte essenziale del percorso. Una sorta di penitenza, di sacrificio, di male necessario per raggiungere una coscienza più matura, un più alto grado dello spirito. Se c'è il dolore, per chi crede ovviamente, esisterà una ragione conosciuta da Dio, un motivo che lo legittima e che non ci è dato di sapere e di comprendere del tutto.

Certo accettarlo, specie per chi soffre o ha subito importanti lutti, non è facile. Io però penso e spero che quanto più la vita terrena ha tolto tanto più quella celeste renderà indietro, sarà fatta giustizia come promesso. Dio è giusto e premierà chi lo merita.

6

giovedì, 22 marzo 2012, 12:46

Perché siamo esseri viventi, abbiamo un organismo e siamo soggetti a dolori esistenziali e malattie.
E questo, che sia il Dio biblico, che siano le divinità indù, non penso li riguardi.

Svogliato

Nato stanco.

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7

giovedì, 22 marzo 2012, 13:16

Il dolore è prodotto dagli uomini e mai da Dio. Forse sarebbe giusto chiedersi perché Dio non faccia nulla per alleviarlo, per evitarcelo.
E chi ha creato gli uomini e la terra in cui vivono?Ovvio che il dolore é creato da Dio no?Perche dovrebbe evitarcelo se é lui stesso a volere la nostra sofferenza.

Spesso ci si interroga sul perché Dio non intervenga per aiutarci, per evitare che certe cose brutte accadano. Secondo me la vita che ci attende sulla terra non è perfetta e il dolore era previsto, come parte essenziale del percorso. Una sorta di penitenza, di sacrificio, di male necessario per raggiungere una coscienza più matura, un più alto grado dello spirito.
Insomma,una roba tipo"solo il piu forte sopravvive",perche mica poteva crearci perfetti in un mondo perfetto e lasciarci la a godercelo no?
Apatico,da smuovere con le granate.

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Licurgo

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8

giovedì, 22 marzo 2012, 13:58

Sono d'accordo con chi dice che "dipende dal tipo di dolore".
Ci sono dolori e dolori, quelli quotidiani derivanti da difficoltà pratiche fino a quelli incommensurabili. Una scala del dolore.
D'altro canto io credo che a nessuno alla fine sia dato un dolore più grande di quello che può sopportare, nell'ottica cristiana.
Io penso abbia un valore, un occasione di cambiamento che difficilmente arriverebbe in uno status di calma e tranquillità. Non è qualcosa da negare ma fondamentale attribuirgli un significato.
totus tuus

viaggio all'inferno e ritorno.
una testimonianza di conversione.

http://www.santissimo.it/libri/GLORIA%20…o%20Patrizi.pdf

The Heart

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9

giovedì, 22 marzo 2012, 14:30

"Perche se non ci fosse dolore saremmo noi Dio."

Secondo me no. Se non ci fosse il dolore saremmo creature pienamente felici, ma l'unico onnipotente, onnisciente, perfetto rimarrebbe Dio.

dac82

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10

giovedì, 22 marzo 2012, 14:33

il dolore era previsto, come parte essenziale del percorso. Una sorta di penitenza, di sacrificio, di male necessario per raggiungere una coscienza più matura, un più alto grado dello spirito
sono d'accordo con il considerare il dolore come parte essenziale del percorso; ma non credo di si tratti di una penitenza. Piuttosto credo che il dolore fa parte della vita come la gioia: se nella vita non ci fosse dolore ma solo gioia probabilmente il concetto di gioia non esisterebbe nemmeno. E' come la quiete dopo la tempesta (tanto per citare qualcuno di famoso): senza la tempesta la quiete non sarebbe così bella. Oppure il riposo dopo la fatica: come si potrebbe godere del riposo se il corpo non è affaticato? Gli opposti sono essenziali per vivere pienamente la "parte" bella della vita.
E poi dal dolore può sempre nascere qualcosa di buono, spesso basta solo volerlo.
Se la vita fosse solo gioia probabilmente sarebbe piuttosto noiosa! con questo non voglio dire che mi piace il dolore (anzi! se sono qui è perchè non voglio più soffrire a causa dell'ansia) però è un'aspetto della vita al quale non rinuncerei mai.

@Svogliato:
Perche se non ci fosse dolore saremmo noi Dio: sbagliato. Dio si è fatto uomo in Gesù: credi che la morte in croce non sia stata dolorosa? Dio soffre quanto noi...credo. Basta leggere il Vangelo e si trovano episodi in cui Gesù piange e soffre per gli altri.

ciao
dac
________________________________________________
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."

________________________________________Jack Folla


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giovedì, 22 marzo 2012, 14:40

"Dipende di quale dolore si sta parlando.

Molti dolori sono prodotti dall'uomo sull'uomo, non sono certo opera di Dio."

Giusta precisazione.
Il dolore di un bambino abusato da piccolo, ad esempio, è causato dal bruto che si è approfittato di lui.
Tuttavia il bambino dovrà poi fare i conti, per tutta la vita, con il dolore che ha subito.
E la domanda in quel caso assumerebbe una forma solo leggermente diversa: perchè Dio permette questo dolore?

Quanto al dolore determinato da cause non umane, ossia non da persone, possiamo pensare alle malattie del corpo, a quei sentimenti di infelicità e di angoscia che a volte tutti noi viviamo, alle difficoltà che incontriamo sul nostro cammino.

Tu come concili il dolore e l'esistenza di Dio, Summertime?

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12

giovedì, 22 marzo 2012, 14:43

"Dolore..forse per me è peggio della morte stessa perchè mentre la morte non mi spaventa il dolore si e tanto. Il dolore è una prova alla quale Dio ci pone,Come Lui portò la croce,anche noi portiamo la nostra. Il dolore ci serve per vedere quanto bello abbiamo....qui sulla Terra è come se vivessimo in una sorta di Purgatorio per poi essere degni di stare con Lui quando risorgeremo..peccato che io,di fronte al dolore,scappo....."

Ciao Cicci,
tu sei in una condizione psicologica particolare. Hai un dolore interiore molto forte e nel tuo caso è naturale che hai voglia di fuggire. Tuttavia vedo da questo e da altri tuoi interventi che mantieni la fede in Dio, e questo dal punto di vista religioso è un merito.

Quindi secondo te il dolore è un mezzo attraverso cui Dio ci mette alla prova e attraverso cui tira fuori le potenzialità migliori nascoste dentro di noi?

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giovedì, 22 marzo 2012, 14:49

"Il dolore è prodotto dagli uomini e mai da Dio. Forse sarebbe giusto chiedersi perché Dio non faccia nulla per alleviarlo, per evitarcelo. Spesso ci si interroga sul perché Dio non intervenga per aiutarci, per evitare che certe cose brutte accadano. Secondo me la vita che ci attende sulla terra non è perfetta e il dolore era previsto, come parte essenziale del percorso. Una sorta di penitenza, di sacrificio, di male necessario per raggiungere una coscienza più matura, un più alto grado dello spirito. Se c'è il dolore, per chi crede ovviamente, esisterà una ragione conosciuta da Dio, un motivo che lo legittima e che non ci è dato di sapere e di comprendere del tutto.

Certo accettarlo, specie per chi soffre o ha subito importanti lutti, non è facile. Io però penso e spero che quanto più la vita terrena ha tolto tanto più quella celeste renderà indietro, sarà fatta giustizia come promesso. Dio è giusto e premierà chi lo merita."

Ciao Gretel,
hai espresso con precisione encomiabile il tuo pensiero.
Penso che siano i limiti massimi a cui può estendersi il pensiero del credente sul dolore; anzi il pensiero sul dolore in generale, visto che il non credente deve ammettere semplicemente l'ineluttabilità del dolore e, se disincantato sulla vita, l'insensatezza della sofferenza.

Hai un'idea su perchè il dolore sia necessario per una coscienza spirituale più matura o credi, come dici in una parte del tuo intervento, che la ragione sia conosciuta soltanto da Dio?

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giovedì, 22 marzo 2012, 14:54

"Perché siamo esseri viventi, abbiamo un organismo e siamo soggetti a dolori esistenziali e malattie.
E questo, che sia il Dio biblico, che siano le divinità indù, non penso li riguardi."

Questo mi sembra spiegare il dolore fisico. Sono le stesse ragioni per cui "soffrono" gli animali, considerando che la loro sofferenza è inconsapevole.
Già non mi sembra spiegare la sofferenza psicologica, morale.

Voglio farti due domande a proposito di Dio (intendilo liberamente come unico Dio o come poliedriche divinità):
1) Se esiste, è stato Lui a crearci?
2) Se la risposta alla prima domanda è sì, perchè Dio dovrebbe poi disinteressarsi alle sorti delle sue creature? Non sarebbe come se tua madre si disinteressasse della tua salute e della tua serenità?

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giovedì, 22 marzo 2012, 14:57

"E chi ha creato gli uomini e la terra in cui vivono?Ovvio che il dolore é creato da Dio no?Perche dovrebbe evitarcelo se é lui stesso a volere la nostra sofferenza."

Mi sembra che come posizione teorica, Svogliato, tu non creda in Dio.
Ma tutto il rancore che porti verso di Lui mi fa pensare che praticamente lo consideri esistente e come se potesse riceversi la tua rabbia tutta addosso.
Saresti il classico caso di ateo teorico e di credente avvelenato pratico (come Doctor Faust).