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lucyna

Giovane Amico

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1

mercoledì, 08 agosto 2012, 12:25

riflessione

Cosa vuol dire, tradotto in comportamenti, essere un individuo convenzionale?
Nell'uomo è possibile separare i fattori naturali da queli culturali?
L'abitudine equivale ad una seconda natura?

fletcher

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2

giovedì, 09 agosto 2012, 03:21

Cosa vuol dire, tradotto in comportamenti, essere un individuo convenzionale?
Nell'uomo è possibile separare i fattori naturali da queli culturali?
L'abitudine equivale ad una seconda natura?
Mi sembra che essere convenzionale significhi,nello spirito della parola, essere incline a seconda dell'ambiente in cui si vive ad essere "in accordo".Quindi a seconda del posto essere inclini all'omologazione.
Ora mi chiedo perché hai messo la domanda più difficile al secondo posto,ma forse è una mia impressione!
Comunque,abitudine viene da habitus ed è una roba che si indossa e viene venduta al dettaglio,la natura è una sola perche' non è ne mia ne tua è la natura e basta.Quindi l'abitudine non è natura,perchè non c'è una seconda natura.
Per il resto penso che bisogna capire cosa si intende per cultura,se per cultura si intende tradizione mi sembra che si stia ponendo l'attenzione su un qualcosa che ha cercato di dividersi dalla natura,mentre forse c'è una cultura che si integra con la natura e fiorisce con essa.
Il conflitto che la tradizione causa all'uomo viene dal fatto che fa un qualcosa contro natura,perchè ha cercato di separare la natura dalla cultura,tale separazione porta alle conseguenze che conosciamo,dalla depressione alla guerra

lucyna

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3

giovedì, 09 agosto 2012, 11:15


Mi sembra che essere convenzionale significhi,nello spirito della parola, essere incline a seconda dell'ambiente in cui si vive ad essere "in accordo".Quindi a seconda del posto essere inclini all'omologazione.

Mi fermerei " all'essere inclini all'omologazione".
Essere "in accordo" con l'ambiente è più un atto di buon vivere civile, in alcuni casi discutibile anche questo.

Ora mi chiedo perché hai messo la domanda più difficile al secondo posto,ma forse è una mia impressione!

Se l'approccio è difficile, si passa oltre.
Comunque,abitudine viene da habitus ed è una roba che si indossa e viene venduta al dettaglio,la natura è una sola perche' non è ne mia ne tua è la natura e basta.Quindi l'abitudine non è natura,perchè non c'è una seconda natura.

L'abitudine non è natura, ma un abito che si indossa e, inevitabilmente, copre la natura.


Citato

Per il resto penso che bisogna capire cosa si intende per cultura,se per cultura si intende tradizione mi sembra che si stia ponendo l'attenzione su un qualcosa che ha cercato di dividersi dalla natura,mentre forse c'è una cultura che si integra con la natura e fiorisce con essa.

Un pensiero intrigante ma ermetico, andrebbe interpretato, ma meglio se spiegato dal portatore del pensiero stesso.

Citato


Il conflitto che la tradizione causa all'uomo viene dal fatto che fa un qualcosa contro natura,perchè ha cercato di separare la natura dalla cultura,tale separazione porta alle conseguenze che conosciamo,dalla depressione alla guerra
In questi termini, si pensa ad una tradizione fondamentalista.

fletcher

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4

giovedì, 09 agosto 2012, 15:22

cercando di uccidere l'interpretazione e i luoghi comuni,
cos'è la tradizione?
e cos'è la cultura?

lucyna

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5

giovedì, 09 agosto 2012, 16:30

cercando di uccidere l'interpretazione e i luoghi comuni,
cos'è la tradizione?
e cos'è la cultura?
Cerco di interpretare il meno possibile, ma in alcuni casi è necessario per continuare il dialogo, anche se, per amor proprio, non bisognerebbe mantenere vivo il fuoco della favella con chi tace.
Relativamente ai luoghi comuni li sconosco, per cui, non sapendoli vedere e riconoscere, potrei inciamparci sopra.
La cultura contiene anche la tradizione ma non si esaurisce in essa, ques'ultima tende a restare sempre uguale a se stessa, al contrario la cultura dovrebbe essere in un continuo stato di fermento evolutivo.
Dal mio punto di vista, la tradizione è abitudine, credenza in ciò che altri hanno sperimentato come vero, giusto, opportuno, conveniente.
La tradizione può risultare soffocante e noiosa per alcuni, rassicurante e protettiva per altri.
La cultura è comprensiva di tanto, ma nella sua essenza non può essere definita, solo ciò che è statico o si muove per inerzia può rientrare in una definizione o in uno schema.

fletcher

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6

giovedì, 09 agosto 2012, 18:13

"non bisognerebbe mantenere vivo il fuoco della favella con chi tace."
questa non l'ho capita proprio.
Credo di aver capito che siamo d'accordo col dire che la cultura è qualcosa che si muove mentre la tradizione è qualcosa di statico,a questo punto verrebbe da pensare che sono due cose totalmente diverse che non si appartengono.
Cultura significa far crescere,sviluppare,andare oltre,non richiama il concetto di stasi come la tradizione,i dogmi e l'esperienza intesa come accumulazione.
Quindi se per cultura si intende il fiorire di un movimento,essa non è imprigionata nel passato come la tradizione,ma diventa l'acquisizione di una consapevolezza nel presente e quindi va in accordo con la natura,perche' la natura è anch'essa in movimento.
La natura si muove,la tradizione è uno stagno artificiale quindi è tutto disconnesso,per questo si crea conflitto,penso sia molto semplice.
La cultura è l'osservazione,anzi direi la capacità di osservare,e attraverso l'osservazione si subentra in uno stato sempre meno contraddittorio,perchè si smette di vivere nel passato,si smette di essere superstiziosi,pregiudiziosi ecc.
Quindi la cultura come l'abbiamo descritta è in armonia con la natura proprio perchè non se ne separa,al contrario fa la tradizione.
Tutto questo per te e per altri che forse non mi hanno capito,lo dico sul piano psicologico.Non sto dicendo che bisogna rimuovere l'esperienza fatta su un campo minato correndo il rischio di riandarci ogni mattina,o scordarsi dei funghi velenosi.Ma se parliamo di esperienza ad esempio nelle relazioni essa diventa totalmente inutile
Se cultura è crescita e movimento,noi la usiamo poco.Infatti usiamo la tradizione con le relazioni (che fanno parte di un quadro psicologico).
Ci facciamo un immagine delle persone e ogni volta che le incontriamo incontriamo quell'immagine e facciamo di tutto per preservarla,come fa un prete con la liturgia.Se odiamo qualcuno preserviamo tale odio,se lo adoriamo ugualmente ci inventiamo un rito per sigillare tale percezione e basta essere onesti per capire che la cosa non funziona.Guardiamo il passato e tradiamo il presente
Penso che tutto sommato siano concetti banali,i concetti,ma per viverli occorre una disciplina che non potrà mai insegnarti nessuno,sei tu che devi esplorare se ti interessa

lucyna

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7

giovedì, 09 agosto 2012, 23:37


Credo di aver capito che siamo d'accordo col dire che la cultura è qualcosa che si muove mentre la tradizione è qualcosa di statico,a questo punto verrebbe da pensare che sono due cose totalmente diverse che non si appartengono.
Cultura significa far crescere,sviluppare,andare oltre,non richiama il concetto di stasi come la tradizione,i dogmi e l'esperienza intesa come accumulazione.
Quindi se per cultura si intende il fiorire di un movimento,essa non è imprigionata nel passato come la tradizione,ma diventa l'acquisizione di una consapevolezza nel presente e quindi va in accordo con la natura,perche' la natura è anch'essa in movimento.
La natura si muove,la tradizione è uno stagno artificiale quindi è tutto disconnesso,per questo si crea conflitto,penso sia molto semplice.
La cultura è l'osservazione,anzi direi la capacità di osservare,e attraverso l'osservazione si subentra in uno stato sempre meno contraddittorio,perchè si smette di vivere nel passato,si smette di essere superstiziosi,pregiudiziosi ecc.
Quindi la cultura come l'abbiamo descritta è in armonia con la natura proprio perchè non se ne separa,al contrario fa la tradizione.
Tutto questo per te e per altri che forse non mi hanno capito,lo dico sul piano psicologico.Non sto dicendo che bisogna rimuovere l'esperienza fatta su un campo minato correndo il rischio di riandarci ogni mattina,o scordarsi dei funghi velenosi.Ma se parliamo di esperienza ad esempio nelle relazioni essa diventa totalmente inutile

Su questo sono d'accordo.


Se cultura è crescita e movimento,noi la usiamo poco.Infatti usiamo la tradizione con le relazioni (che fanno parte di un quadro psicologico).
Ci facciamo un immagine delle persone e ogni volta che le incontriamo incontriamo quell'immagine e facciamo di tutto per preservarla,come fa un prete con la liturgia.Se odiamo qualcuno preserviamo tale odio,se lo adoriamo ugualmente ci inventiamo un rito per sigillare tale percezione e basta essere onesti per capire che la cosa non funziona.Guardiamo il passato e tradiamo il presente
Penso che tutto sommato siano concetti banali,i concetti,ma per viverli occorre una disciplina che non potrà mai insegnarti nessuno,sei tu che devi esplorare se ti interessa
Nelle linee generali condivido.
Non si esplora, a mio parere, non per mancanza di interesse, perchè, talvolta, viene meno la ferrea volontà e disciplina o, più semplicemente, per delle difficoltà soggettive legate a ciò che si è diventati, come risultante del passato.

fletcher

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8

venerdì, 10 agosto 2012, 16:02

forse ciò che si è diventati è ciò che vogliamo preservare,anche quando crediamo che sia negativo,perchè sembra che cambiare totalmente significhi perdere se stessi e noi siamo legati a noi stessi terribilmente.
A questo mi riferisco quando dico che l'autocontrollo o la volontà che penso siano molto simili tendono a non far cambiare le cose perchè preservano l'identità a cui teniamo tanto e l'identità è appunto il passato.
E' un po' come dire,sono ingrassato a causa dei dolci,allora mi alleno severamente fin quando potrò iniziare di nuovo a mangiarli

Effimero

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9

sabato, 11 agosto 2012, 21:06

forse ciò che si è diventati è ciò che vogliamo preservare,anche quando crediamo che sia negativo,perchè sembra che cambiare totalmente significhi perdere se stessi e noi siamo legati a noi stessi terribilmente.
A questo mi riferisco quando dico che l'autocontrollo o la volontà che penso siano molto simili tendono a non far cambiare le cose perchè preservano l'identità a cui teniamo tanto e l'identità è appunto il passato.
E' un po' come dire,sono ingrassato a causa dei dolci,allora mi alleno severamente fin quando potrò iniziare di nuovo a mangiarli



Continuate pure, io sto qua', con la mia fedele borsa di pop-corn che vi leggo ammirata...

Poi?


(ma non c'è mica un feisbuchiano "mi piace", qua?)
"Io tento una vita, ognuno si scalza e vacilla in ricerca" S.Q.