A dir la verità nella mia vita non mi sono mai preoccupata del fatto che stessi recitando un ruolo oppure no.... forse perchè sono ancora giovane.... certo, da adolescente desideravo anch'io far parte del gruppo, e in quel periodo qualche certezza su me stessa si è un po' incrinata... ma fa parte del gioco, durante l'adolescenza si rimette un po' tutto in discussione... ma alla fine ho capito che mi piacevo per come ero io. E che piacevo anche agli altri... non tutti certo, ma a molti sì.
In questi ultimi anni ho imparato che i famosi compromessi vanno un po' accettati... è un po' difficile da ammettere... mi sento più sicura nelle mie convinzioni.... l'onestà, la correttezza... e ultimamente mi sono un po' "arroccata" su queste considerazioni... ma mi sono permessa di farlo perchè mi sono chiusa al mondo... o così, o pomì... sono triste, mi sento a terra, non riesco a comunicarlo agli altri... NON VOGLIO comunicarlo, perchè si vedrebbero le mie debolezze, qualcuno potrebbe approfittarne e farmi del male... meglio non far vedere nulla...allora me ne sto nella mia stanza e tanti saluti al mondo.
Ma così non si può andare avanti... in fondo... non ho fatto del male a nessuno, mi sento solo un po' fragile, di che mi devo vergognare?
E allora dillo come stai.... l'ho detto alla vecchia amica incontrata per caso, che con mia sorpresa mi ha capita e mi ha fatta sentire meno sola, perchè anche lei, nonostante fosse una ragazza che si è sempre data fa fare, ha sempre lavorato, anche in progetti importanti, mai un momento di pausa, si ritrova punto e a capo, senza un lavoro, con qualche occupazione poco soddisfacente che non fa neanche punteggio nel curriculum... non che gioisca delle disgrazie altrui, ma mi sono resa conto che la vita è difficile per tutti... sia per me, che sono diventata ansiosa e insicura che per quelli che consideravo vincenti in tutto... L'ho detto anche al prof, con il quale ho avuto un comportamento alle soglie della maleducazione a causa delle mie insicurezze... che ha reagito alle mie parole come un iceberg... anzi, peggio... alla fine gli iceberg si sciolgono!!!! Mi sono mostrata per quello che ero.... senza fare piagnistei o senza vomitare il mio dolore... c'è chi mi ha capita, chi mi ha forse compatita... ma che importa... non siamo delle isole deserte, è normale che si debba un po' recitare per vivere con gli altri... io tengo una parte di me nascosta anche per una questione di pudore.
Se per strada incontro una persona che sta peggio di me, che ha delle sofferenze più grandi... io RECITO, perchè le sorrido, dico che passerà tutto, la consolo... non me la sento proprio di mettermi a raccontare i miei problemi. E' una questione di pudore.
E' una questione di pudore anche tenersi le cose per sè, perchè sono talmente intime da non poterle condividere con nessuno.
E se mi sento a disagio con delle persone? Io preferisco cercare qualcuno con cui sto bene... o quantomeno mi adatto... ci provo... eppoi bisogna pensare che per quanto mi possa considerare buona, giusta, onesta... forse c'è lo stesso qualcuno che con me prova disagio.... siamo tutti diversi, ci percepiamo in maniera diversa, le ansie che ho io possono essere provate anche da altri, quindi a prescindere dal fatto che io reciti o meno, per me viene al primo posto il rispetto per gli altri. E se sono costretta a recitare, per un qualunque motivo... per lavoro o per lo studio.... succede... che ci posso fare? Quello che desidero fare, è riuscire a fare delle scelte senza avere rimpianti, voglio sentirmi con la coscienza a posto, nei confronti di me stessa, almeno. Di sicuro posso provare rabbia nei confronti di qualcuno che mi impedisce di realizzarmi... vedi l'esempio di vivere per quel che riguarda le raccomandazioni agli esami.... ma il mondo non gira come desideriamo noi... e bisogna adattarsi e fare le scelte in base a quello che ci arriva.... vivere ha scelto di seguire una strada.... qualcun altro avrebbe scelto di accettare la raccomandazione... ognuno sceglie in base alle sue possibilità... non mi sento di giudicare nè l'una nè l'altra scelta. Ripeto, è difficile per tutti. Non scegliamo il posto dove nascere... da quando arriviamo dobbiamo fare le scelte in base a quello che abbiamo trovato alla nostra nascita. Lamentarsi è da stupidi. E cercare la tranquillità a tutti i costi.... gas, mi pare uno sforzo anche quello!!!! Chi vuole, si sforza... se uno non ha voglia di sforzarsi.... faccia pure. Ognuno deve trovare la sua strada... c'è chi nello sforzo trova la sua ragione d'essere, chi nell'inquietudine dell'animo trova la sua creatività (gas... la tua frase mi pare un po' sbagliata.... non ricordo chi, ma qualcuno disse che quando l'italia passò un periodo difficile, sfornò personaggi geniali come raffaello... la svizzera, sempre in pace, ha sfornato solo gli orologi a cucù..... e che dire di van gogh? anima tormentata per eccellenza), ma c'è anche chi nella serenità più totale ha saputo creare opere magnifiche..... quindi perchè stare ad analizzare ogni singola cosa.... che ognuno faccia le scelte che desidera, nella speranza che possa vivere bene e possa donare gioia anche agli altri. Se recitare non ti pesa... allora recita. Se non vuoi recitare.... allora prova a cambiare ciò che non ti piace. Ma bisogna ricordarsi sempre che qualche compromesso nella vita va accettato.
Altrimenti puoi sempre andare a fare l'eremita sulla cima di una montagna.