Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

gasgas

Utente Avanzato

  • "gasgas" has been banned
  • "gasgas" started this thread

Posts: 719

Activitypoints: 2,682

Date of registration: Oct 3rd 2007

  • Send private message

1

Tuesday, March 25th 2008, 4:08pm

La vita, lo diciamo spesso, è lotta, conflitto, sforzo continuo.
Ma la felicità si ottiene realmente nello sforzo?
Abbiamo notato quanti sforzi facciamo per essere qualcosa o qualcuno di diverso da quello che siamo? Difficilmente vorremmo rimanere quello che siamo, ovvero quello che pensiamo di essere.
Facciamo di tutto affinché gli altri abbiano di noi una immagine positiva per farci accettare da tutti e questo implica un continuo sforzo per essere quello che non si è.
In effetti ciascuno di noi difficilmente accetta di essere semplicemente quello che è. Ci sentiamo inadeguati a tutto e la vita passa tra uno sforzo e l'altro per diventare qualcuno che ci prefiggiamo di essere attraverso l'immaginazione. Confrontiamo le nostre competenze con quelle degli altri e ci rammarichiamo di non possederne di migliori.
Ma perché tutto nella nostra vita deve essere accompagnato dallo sforzo?
Lo sforzo ci illude, ci fa credere di diventare qualcuno di diverso da quello che eravamo. Non ci piace rimanere quello che immaginiamo di essere, senza sapere realmente chi siamo.
Se la vita passa attraverso questi tormenti che ci procuriamo per raggiungere ideali che parzialmente si realizzano possiamo essere davvero felici?
L'ansia, il tormento interiore, la lotta portano davvero alla felicità?
Nessuno di noi potrà essere creativo se non è interiormente tranquillo. Il continuo sforzo per diventare qualcosa o qualcuno di diverso da quello che semplicemente “è” ci assorbe molte energie ma non ci dona la pace interiore nel giusto distacco dalle cose.
Quando osserviamo la nostra mente con semplicità, senza preoccuparci di catalogare i nostri pensieri o di giudicarli negativamente, allora subentra la piena accettazione del nostro “io” il quale si dilegua se ci accorgiamo della sua inconsistenza.
Quando ci osserviamo con distacco ma in profondità, allora siamo calmi e recettivi.
Ma se la nostra preoccupazione è quella di dover cambiare a tutti i costi l'idea che ci siamo fatti di noi stessi attraverso una errata serie di pregiudizi acquisiti nella nostra superficialità, allora perdiamo il nostro stato di creatività, viviamo continuamente in ansia e siamo inconcludenti.
E' veramente felice chi ha capito che ogni momento della nostra vita è comunque interessante, anche quello che sembra il più inadeguato e volgare, perché sa cogliere l'attimo in tutte le occasioni.
Vivere profondamente coscienti della propria inadeguatezza, rimanendo se stessi, osservando tranquillamente quello che ci circonda e ciò che ci passa per la nostra mente, questo può portare alla pace.
E la pace interiore, quella ottenuta senza sforzo, ci rende felici.

gas
Io sono io, null'altro vorrei essere. seppure non mi piaccio su alcune cose avrei nostalgia anche dei difetti.

gasgas

Utente Avanzato

  • "gasgas" has been banned
  • "gasgas" started this thread

Posts: 719

Activitypoints: 2,682

Date of registration: Oct 3rd 2007

  • Send private message

2

Tuesday, March 25th 2008, 4:14pm

Credo che una delle cose più terribili che possano accaderci nella vita sia "abituarsi" a se stessi...
Io sono io, null'altro vorrei essere. seppure non mi piaccio su alcune cose avrei nostalgia anche dei difetti.

AuroraBlu

Utente Attivo

Posts: 60

Activitypoints: 236

Date of registration: Feb 2nd 2008

  • Send private message

3

Thursday, March 27th 2008, 9:22pm

Mio caro amico hai pienamente ragione... Tutti noi abbiamo una maschera che il mondo nn permette di toglierci, vivo come te questa situazione... e penso che tutta l'anzia lo stress e l'impegno che mettiamo per "nascondere" quello che nn siamo nn portino alla felicità. Quello che hai detto alla fine che (la pace interiore quella ottenuta senza sforzo ci rende felici) è verissima... Tu 6 capace di metterla in pratica?

alp72

Utente Fedele

Posts: 388

Activitypoints: 1,283

Date of registration: Oct 10th 2007

Location: Provincia Torino

  • Send private message

4

Thursday, March 27th 2008, 10:25pm

Quoted from "gasgas"

La vita, lo diciamo spesso, è lotta, conflitto, sforzo continuo.
Ma la felicità si ottiene realmente nello sforzo?
Abbiamo notato quanti sforzi facciamo per essere qualcosa o qualcuno di diverso da quello che siamo? Difficilmente vorremmo rimanere quello che siamo, ovvero quello che pensiamo di essere.
Facciamo di tutto affinché gli altri abbiano di noi una immagine positiva per farci accettare da tutti e questo implica un continuo sforzo per essere quello che non si è.
In effetti ciascuno di noi difficilmente accetta di essere semplicemente quello che è. Ci sentiamo inadeguati a tutto e la vita passa tra uno sforzo e l'altro per diventare qualcuno che ci prefiggiamo di essere attraverso l'immaginazione. Confrontiamo le nostre competenze con quelle degli altri e ci rammarichiamo di non possederne di migliori.
Ma perché tutto nella nostra vita deve essere accompagnato dallo sforzo?
Lo sforzo ci illude, ci fa credere di diventare qualcuno di diverso da quello che eravamo. Non ci piace rimanere quello che immaginiamo di essere, senza sapere realmente chi siamo.
Se la vita passa attraverso questi tormenti che ci procuriamo per raggiungere ideali che parzialmente si realizzano possiamo essere davvero felici?
L'ansia, il tormento interiore, la lotta portano davvero alla felicità?
Nessuno di noi potrà essere creativo se non è interiormente tranquillo. Il continuo sforzo per diventare qualcosa o qualcuno di diverso da quello che semplicemente “è” ci assorbe molte energie ma non ci dona la pace interiore nel giusto distacco dalle cose.
Quando osserviamo la nostra mente con semplicità, senza preoccuparci di catalogare i nostri pensieri o di giudicarli negativamente, allora subentra la piena accettazione del nostro “io” il quale si dilegua se ci accorgiamo della sua inconsistenza.
Quando ci osserviamo con distacco ma in profondità, allora siamo calmi e recettivi.
Ma se la nostra preoccupazione è quella di dover cambiare a tutti i costi l'idea che ci siamo fatti di noi stessi attraverso una errata serie di pregiudizi acquisiti nella nostra superficialità, allora perdiamo il nostro stato di creatività, viviamo continuamente in ansia e siamo inconcludenti.
E' veramente felice chi ha capito che ogni momento della nostra vita è comunque interessante, anche quello che sembra il più inadeguato e volgare, perché sa cogliere l'attimo in tutte le occasioni.
Vivere profondamente coscienti della propria inadeguatezza, rimanendo se stessi, osservando tranquillamente quello che ci circonda e ciò che ci passa per la nostra mente, questo può portare alla pace.
E la pace interiore, quella ottenuta senza sforzo, ci rende felici.

gas

Grande gas, queste riflessioni sono eccellenti.

Io ho passato molti anni della mia adolescenza a cercare di essere consono.
Ovviamente a causa di questo mio non sentirmi mai adeguato, soffrivo di una profonda timidezza. E probabilmente anche di ansia senza saperlo.

Ad un certo punto mi sono davvero stufato di stare così, ed ho cominciato a fare ciò che avevo voglia di fare. Così ho smesso di essere mondano e sono andato in montagna.
Oggi poi, dopo la batosta sentimentale subita, ho preso il coraggio a quattro mani, e mi sono anche messo a dire ciò che penso, strafregandomene di ciò che la gente pensa.
Ho ottenuto che molti mi si sono allontanati, visto il mio cambiamento: ad esempio se mi girano i cabbasisi, lo dico (quando mi chiedono come va, dico male speriamo che migliori ma oggi la vedo dura). E la gente mi guarda male...chissà cosa pensa. Io invece solo a dirlo sto bene! Aaahahhaah sto benone!! E non sai che soddisfazione.

A parte questo da un decennio ho deciso di essere ciò che sono. Solo di recente di dire anche ciò che penso.
Ho ottenuto di essere molto solo e di fallire nella professione, dove per barcamenarsi è necessario recitare e leccare quanto basta; chi mi è vicino però mi apprezza, ed io apprezzo lui.
Non ti dico che è facile, perchè l'essere soli e piuttosto presenti a sè stessi, è dura oggi come oggi. A volte mi chiedo se ne valga la pena, e mi rispondo che oramai non potrei fare diversamente, non sarei in grado di dirmi una bugia, di recitare, non riuscirei proprio fisicamente. Ho passato anni ad ascoltarmi per capire com'ero, cosa volevo e cosa è oggettivamente giusto e cosa invece sbagliato. Pensavo che fosse un lavoro che mi avrebbe reso migliore. Forse è così, però mi ha anche reso la vita difficile...
Mi rendo conto che a volte sarebbe indispensabile poter vantare una maggiore popolarità, una maggiore socialità, perchè è parte del vivere e condiziona pure il mero guadagno e quindi la sopravvivenza.
Compreso questo, e anche il fatto che vivere racitando una parte sarebbe per me oggi come oggi insopportabile, ho deciso che se non riesco a vivere qui, causa il mio essere troppo me stesso ed intollerante alle falsità ed alle ipocrisie fino a risultare scorbutico, forse, ho deciso che mi do ancora un paio d'anni massimo, e poi se non riesco a crearmi un mio nucleo di conoscenze in cui poter essere sereno così come sono, bè, io me ne vado...
Sono davvero poco diverso da un disadattato sociale in fin dei conti, e sono così proprio per la mia incapacità ad accettare false ipocrisie, compromessi meschini e finti sorrisi. Questo mio modo di essere non è dovuto ad una sopraffina moralità, ad un animo integerrimo, alla mia integrità, ma solo allo stato di perenne ansia e agitazione che provo nel momento in cui capisco di dover interpretare un ruolo. Questa ansia ed agitazione sono dovute al fatto che non saprei proprio che copione recitare in questa o quella situazione, col rischio di recitare quella sbagliata e fare peggio di come farei interpretando me stesso...
Come se un attore venisse mandato sul palcoscenico senza che abbia mai letto il copione e nemmeno la storia...non può che farsela sotto, e poi essere se stesso. Se è bravo si inventa qualcosa l' per lì, oppure...sviene.
Ecco, io sverrei. Quindi non posso che essere me stesso, con tutte le gravi conseguenze del caso, sopra descritte.
Cosa penso di trovare andando via di qui? Bè, un posto dove non sia necessario recitare una parte, o quantomeno un posto in cui far finta di recitare mentre sono me stesso...non so, so solo che qui sono talmente border line che non posso andare avanti a lungo, se non trovo un branco di cani sciolti come me...
Del resto non è una trovata recente, Il fu Mattia Pascal di Pirandello racconta romanzandola una fuga. Una fuga da una realtà oramai insopportabile.

Sarà un paradosso, ma anche l'essere completamente liberi di essere come si è porta ad essere poco sereni. Forse non ansiosi, nè agitati, però soli spesso.
Ora qualcuno obbietterà che è meglio essere soli che male accompagnati. Certamente, rispondo io, ma il meglio del meglio è essere in compagnia delle persone giuste. E bisogna puntare al meglio del meglio, ovviamente. Se non ci riesci sei...poco sereno, insoddisfatto. Trovare le persone giuste per quelli come me è difficile. Non credo di essere difficile io, credo siano alienati gli altri...che presuntuoso! Non dico tutti, ma molti. Quantomeno quelli che vivono dalle mia parti...

No, francamente non mi voglio cambiare. Anzi, devo dire che nonostante la mia condizione di pezzente border line, non farei a cambio con nessuno! No non lo dico con ipocrisia, lo dico perchè so che tutti quelli che in teoria se la passano meglio di me, in realtà c'hanno qualche croce da portare, tanto quanto me. Pensandoci bene sono croci che io non mi vorrei proprio accollare. Preferisco la mia. E so bene che non c'è chi di croci non ne porta...
Ho abbastanza ben chiari i miei limiti, quelli che fino a tre-quattro anni fa mi facevano irritare da morire. Oggi li sopporto. Se proprio mi girano capita ancora che mi infurio, ma poco dopo mi dico sei sempre tu caro mio, cosa ti aspettavi? E mi rimetto in pace. Se poi sono in buona, riesco pure a riderci.
Nella vita si fa quel che si può. Inutile cercare di fare gli equilibristi se si soffre di vertigini. Dopo averci messo la propria buona volontà, ed essere a posto con la propria coscienza, inutile cercare di andare oltre, si finisce per stressarsi e procurarsi delle delusioni per i fallimenti conseguiti. Bisogna saper essere indulgenti con se stessi, volersi bene. Se uno entra nell'ottica non è nemmeno difficile.

Ecco, io la penso così.
Poi certo, alle volte reciterò pure io senza nemmeno accorgermi, ma se non me ne accorgo non ci sto male, quindi...chissenefrega?

Ci sarebbero ancora altre mille cose da dire su questo tema. Bravo gas, bel post.

alp72
La vita è quel che ti capita mentre fai progetti per il futuro...John Lennon

5

Friday, March 28th 2008, 9:23am

impressionante ma io mi sento alp72 al femminile,anche io sono stanca di recitare una parte che non mi si addice,ho vissuto una vita intera sentendomi inadeguata a questo mondo cercando di modificare il mio modo di essere,ma per quale motivo ,per cosa ,per annullare, in fondo in me stessa ,quelle cose nelle quali io credo fermamente??

8 anni fa ho avuto una grande opportunità che non ho voluto cogliere,avevo finalmente fatto il concorso a cattedra dopo che l'avevo atteso per dieci anni,per coronare il mio sogno di diventare insegnante di tedesco( o almeno abilitarmi),mi fu proposta la raccomandazione per l'orale ,io la rifiutai(io ero onesta),superai brillantemente lo scritto, ero tra le prime nella mia regione.....ma poi l'orale no,ed è praticamente impossibile che accada una cosa del genere,ma probabilmente io avevo dato fastidio a qualcuno,eppure a distanza di tanti anni io continuerei a fare gli stessi errori( che non sono errori per me),perchè io non potrei vivere con la mia coscienza!!

sono sempre stata così..mi hanno sempre detto ma tu dovevi vivere nell'800,come se poi allora il mondo per me sarebbe stato più adatto,anche io come alp vorrei andare via,anche da sola,perchè una parte di me vorrebbe vagare per il mondo,alla ricerca di qualcosa che dia senso al mio cuore,non alla vita,ma al mio essere in sintonia con quello che c'è fuori.

le mie scelte sono state tutte forti in questo senso,sono vegetariana,evangelica(una scelta che mi ha certamente complicata la vita ,soprattutto con i familiari),mi curavo con l'omeopatia (sigh),ma tutto questo è per cercare di essere in armonia!!!

gas tu dicevi che in fondo quando finalmente si sente questa pace interiore si è arrivati,ma nello stesso tempo non bisogna abituarsi a se stessi,ma per me c'è un incongruenza in questo,perchè è proprio abituandosi a se stessi che si sta bene,quando finalmente ci accettiamo e non ci sentiamo inadeguati che stiamo bene,quando sentiamo che per noi conta essere noi stessi,non trovi??

ros

Unregistered

6

Thursday, April 10th 2008, 6:26pm

Trovo molto interessanre questa discussione.
La trasgressione....era quella a tenermi in vita, ma allo stesso tempo mi annientava.

Ora dopo tanto lavorare su di me, ho la sensazione di avercela fatta, di essere arrivata.

Ma contemporaneamente sento che mi stò spegnendo, che ancora avrei bisogno della trasgressione per ridarmi la carica....
La mia pacatezza oggi nn mi premia. Chi alza la voce, chi è alternativo, chi è "caratteriale, " va avanti e viene trattato con i guanti.

Presto molta attenzione agli altri ed in parte questo è dovuto anche al mio mestiere.
Ma oramai ho capito che dagli altri nn posso aspettarmi altrettanto.

NN solo in tv, dove quello "strano" e maleducato attira le persone, ma anche nella vita.
Fino a che avevo storie trasgressive da raccontare alla mia amica, il telefono suonava..........
Ora che nn ho più bisogno di percorrere quella strada.....tace.

non ne parliamo se dicessi ciò che penso! Per averlo fatto eccomi qui da sola....

Ma nn mi posso snaturare.
Recitare....nn si può dire sempre ciò che si pensa, preferisco la diplomazia.
sarà vigliaccheria...nn sò...ma di essere sola proprio nn mi va.

arcobaleno

Utente Avanzato

  • "arcobaleno" is female

Posts: 776

Activitypoints: 2,433

Date of registration: Jan 24th 2008

  • Send private message

7

Friday, April 11th 2008, 11:26am

Cara ros, non conosco la tua storia però se hai dovuto fare un percorso per liberarti da una parte di te che ti annientava, significa che tu hai fatto un notevole cambiamento e le amicizie che avevi prima forse non ti riconoscono, amavano la ragazza di prima, loro sono rimaste così com'erano tu sei cambiata, il dialogo si è interrotto.
Ora arriveranno nuove amicizie, nuovi incontri, sarai apprezzata per quello che sei attualmente, allaccerai nuovi rapporti con persone che parlano la tua stessa nuova lingua.
La tua solitudine è solo un passaggio, non sono daccordo che la diplomazia non paga, perchè non significa omettere la verità ma raccontarla con cautela, scegliendo il momento giusto, smussando gli angoli. Cosa che non fanno i caratteriali e i loro amici sovente sopportano per quieto vivere.

ciao

ros

Unregistered

8

Friday, April 11th 2008, 2:10pm

Quoted from "arcobaleno"

Cara ros, non conosco la tua storia però se hai dovuto fare un percorso per liberarti da una parte di te che ti annientava, significa che tu hai fatto un notevole cambiamento e le amicizie che avevi prima forse non ti riconoscono, amavano la ragazza di prima, loro sono rimaste così com'erano tu sei cambiata, il dialogo si è interrotto.
Ora arriveranno nuove amicizie, nuovi incontri, sarai apprezzata per quello che sei attualmente, allaccerai nuovi rapporti con persone che parlano la tua stessa nuova lingua.
La tua solitudine è solo un passaggio, non sono daccordo che la diplomazia non paga, perchè non significa omettere la verità ma raccontarla con cautela, scegliendo il momento giusto, smussando gli angoli. Cosa che non fanno i caratteriali e i loro amici sovente sopportano per quieto vivere.

ciao

grazie per le parole,
diventa però sempre più difficile fare amicizia, man mano che passano gli anni.
Primo, perchè le persone che la pensano come me sono poche, secondo perchè nn si ha più la spontaneità dei giovani e le persone si chiudono nel loro mondo.
Comunque è vero, alcune persone nn mi riconoscono....nel vero senso della parola.

Per fortuna io sto bene anche da sola.

sissy

Utente Attivo

Posts: 40

Activitypoints: 162

Date of registration: May 23rd 2008

  • Send private message

9

Tuesday, May 27th 2008, 1:11am

ciao a tutti...reputo molto interessante e carina la discussione e vorrei dire la mia.
essere a volte può voler dire anche apparire,sembra strano e contradditorio ma è cosi..tutti noi abbiamo qualcosa dentro che vuole uscire e che l'etichetta di questa nostra società di persone tutte in serie nn permette,ma, tirarla fuori senza ritegno ci rende diversi,catalogati come folli o come artisti...allora che fare?ci domandiamo come convivere con il nostro io piu profondo,e le soluzioni emerse sono due essenzialmente....o cerchiamo di vivere nella società oppure decidiamo di far uscire il nostro io isolandoci da quelli che si definiscono normali...io sinceramente nn reputo nessuna delle due come buona soluzione,penso che si possa continuare a vivere nel sistema senza rinnegare il proprio io cercando piccoli compromessi che ci permettano di esprimerci al meglio...perchè la soluzione stà nel mezzo nn dobbiamo perforza annientare una parte di noi per sentirci bene,la società siamo noi e il nostro io profondo siamo noi...noi siamo tante cose e adeguarsi al mondo nn vuol dire anullarsi ma solo far vedere un altra parte di noi,magari che ci piace meno ma comunque siamo noi,ritengo inoltre che nn serva ricercare la pace,perchè una volta ottenuta si perde l'entusiasmo, penso invece che sia bello accettarsi; accettare ogni sfaccettatura della nostra identità conoscerla ed arrichirla in modo tale da trovare un equilibrio quello che può regalarci la serenità

ros

Unregistered

10

Tuesday, May 27th 2008, 6:06pm

Ciao sissy.
Ti diro...sono daccordo con te e con i piccoli compromessi.
:)

saro

Giovane Amico

Posts: 156

Activitypoints: 482

Date of registration: May 10th 2008

Location: roma

  • Send private message

11

Tuesday, May 27th 2008, 6:55pm

mah!! non so!! booo!!!

mi sembrano belle speculazioni filosofiche senza poi alcun senso.

voli pindarici di vorrei ma non posso.

predico bene e razzolo male.

si dice di tutto e del contrario di tutto.

oppure non capisco bene il contesto in cui queste riflessioni vengono dette.

"La vita, lo diciamo spesso, è lotta, conflitto, sforzo continuo"

"Abbiamo notato quanti sforzi facciamo per essere qualcosa o qualcuno di diverso da quello che siamo? "

"Facciamo di tutto affinché gli altri abbiano di noi una immagine positiva per farci accettare da tutti e questo implica un continuo sforzo per essere quello che non si è."

il povero gasgas riflette, riflette, e poi si adagia sul suo sfrenato narcisismo.
va dietro le gonnelle per placare le ansie delle sue performances.
Non so non capisco, cè qualcosa che mi sfugge.

Con questa riflessione sembra essere consapevole di questo e allora perchè non inizia a cambiare qualcosa in lui?
capisco anche che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare..... e allora basta con i voli pindarici....

saluti a tutti (forse mi sono guadagnato un altro punto negativo di reputazione: in tal caso ben speso per essere se stessi)
saro
Ύνωθί σέ άυτον
Gnosei se auton
Conosci te stesso

ed

Giovane Amico

Posts: 161

Activitypoints: 497

Date of registration: Mar 8th 2008

  • Send private message

12

Tuesday, May 27th 2008, 7:02pm

Io l'ho gettata via anni fa la maschera (imparai a farlo studiandio e ristudiando Pirandello).

Ciò mi ha dato soddisfazioni enormi; e mi sono divertito (e mi diverto) da pazzi a istigare i c.d. filistei.

Ma ciò non è servito a far sì che mi liberassi dell'ansia.
Eppure, da anni, ogni mattina, appena in piedi, la prima cosa che faccio è di scrollarmi, come i cani quando voglion liberarsi delle pulci; o dell'acqua.

Quesito:
se l'ansia non è un insetto;
se l'ansia non è liquida;
che cànchero è?

ed

Giovane Amico

Posts: 161

Activitypoints: 497

Date of registration: Mar 8th 2008

  • Send private message

13

Tuesday, May 27th 2008, 7:09pm

Nessuno di noi potrà essere creativo, se non è tranquillo dentro, scrive gasgas (parola più, parola meno).

E Leopardi allora?
E Schopenhauer?
E Mahler (definito da Freud, che lo visitò, "un genio nevrotico")?
E Schiele?
E Caravaggio?
E...

Vabbe', mi fermo qua.

***
No, Saro, da parte mia un punto positivo.

E stammi bene.

sissy

Utente Attivo

Posts: 40

Activitypoints: 162

Date of registration: May 23rd 2008

  • Send private message

14

Tuesday, May 27th 2008, 7:52pm

ciao sarò,volevo dirti che il tuo essere cosi esplicito nn mi da assolutamente un idea negativa,e nn ci penso nemmeno a toglierti punti....reputo invece le tue parole come quelle di gasgas molto provocatorie e per questo allo stesso tempo stimolanti...amo sentirmi dare ragione aumenta il mio ego ma sentire i pareri contrari mi spinge ad analisi piu profonde e per questo difficili ed intriganti,mi piace tanto inoltre provare a capire le altre persone che come te sono diverse da me nel modo di pensare la vita ma a quanto pare uguae nella passione nell'affrontarla.
Nn credo di aver descritto retorica perchè se cosi fosse allora tu invece la vivi,infatti da quello che ho potuto leggere su di te,(premetto nn ti conosco e mi baso solo sugli scritti,perciò mi metto un largo margine d'errore)sembra che nn sei soddisfatto che comunque risenti delle conseguenze delle tue scelte...esse infatti mi è parso di capire, si ti hanno dato maggiore libertà mentale, sei fuori dagli schemi e ti piace esserlo ma a che prezzo!una parziale solitudine e il continuo dubbio del ho fatto bene,be anche tu alla fine sei sceso a compromessi,valutando più importante l'esternazione del tuo essere che un quieto vivere in società....nn so!io comunque anche se è meno affascinante preferisco gli altri compromessi perchè anche se le persone che mi circondano nn conoscono tutte le mie sfacettature mi fanno star bene e mi aiutano ad arrichirmi...come fatte voi!io amo essere tutto e nulla,mi piace poter cambiare abito se mi va,e perchè no fingere anche di essere quello che nn sono,perchè se lo faccio vuol dire che in fondo quella parte è in me e dunque sono io,nn possiamo essere solo come vogliamo nn siamo noi a sceglierlo, ma possiamo cercare di avvicinarci il più possibille,i compromessi poi li scegliamo noi.

patrizia

Animo inquieto

  • "patrizia" is female

Posts: 5,564

Activitypoints: 18,624

Date of registration: Mar 13th 2008

Location: sicilia

  • Send private message

15

Tuesday, May 27th 2008, 8:46pm

A me non importa niente dell'approvazione degli altri se io so che sto facendo la cosa giusta...

Per mesi sono stata l'ombra di me stessa, vestita di nero fuori e dentro, qualcuno diceva male, qualcuno diceva è uscita di senno, ma tutto mi scivola addosso, io devo fare quello che mi sento di fare, devo essere me stessa e basta, devo sentirmi me stessa, non mi va di dare conto delle mie azioni se non faccio male a nessuno...
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.