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Psicotropo

Nuovo Utente

  • "Psicotropo" ha iniziato questa discussione

Posts: 1

Activity points: 10

Data di registrazione: giovedì, 18 novembre 2010

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1

giovedì, 18 novembre 2010, 12:06

Qualche domanda sul significato del ridere e sorridere :) :D

Salve a tutti, con questa discussione vorrei avere qualche chiarimento su quello che è il significato profondo del ridere/sorridere.
Premetto che non sono uno studente di psicologia e tanto meno un esperto, quindi consideratemi pure come un ignorate (appassionato della materia) al quale mancano alcune delle basi :).
Ultimamente sto leggendo un libro (non metto il titolo perché non so se va contro le regole del forum) che parla del linguaggio del corpo. Lo trovo davvero molto divertente ed interessate tuttavia come ogni libro ha un limite, se c'è qualcosa che non mi convince non posso sollevare obiezioni o chiedere chiarimenti.
Come potete immaginare dal titolo di questa discussione sono arrivato al capitolo che parla del riso e del sorriso, e, contrariamente a quanto è avvenuto con i capitoli precedenti, nei quali mi sono trovato sempre in accordo con quanto detto dall'autore, alcune delle affermazioni contenute in questo capitolo mi lasciano un pò perplesso.

La prima è che il ridere viene associato ad un sentimento di sottomissione, ed in alcuni casi correlato al pianto. Secondo l'autore, ridere serve (a livello inconscio) a mostrare i denti che nel linguaggio dei primati significherebbe "mi sento in pericolo se cerchi di farmi qualcosa sono pronto a mordere".
Questa cosa mi sembra abbastanza strana,se devo visualizzare nella mia mente l'immagine di una persona sorridente la prima associazione che faccio è quella di un pilota sul gradino più alto del podio, e non mi da affatto l'idea della sottomissione. L'idea della sottomissione me la da chi invece si trova al secondo o al terzo posto e, non contento del risultato, sfoggia un sorriso falsissimo che non riesce a mascherare del tutto il suo "broncio"..
Da un punto di vista più personale inoltre non mi sento affatto sottomesso nei momenti in cui rido al contrario spesso sono i pochi momenti in cui mi sento a mio agio e padrone della situazione. Dal lato opposto, mi è capitato in gioventù di trovarmi in situazioni di estremo disagio e sottomissione (la ragazza a cui facevo la corte che mi dice (perché mi vede come il suo migliore amico) che si è messa con un altro e che è super innamorata, qualcuno che mi prende in giro e mi mette a disagio davanti a tutti ecc) in cui istintivamente non avevo alcuna voglia di sorridere e facevo davvero una fatica enorme per cercare di mantenere un sorriso anche falsissimo in volto.

La seconda osservazione riguarda invece il riso/sorriso rapportato al contesto sociale ed in particolare qual è il miglior atteggiamento da tenere con gli altri per avere successo nelle relazioni. Secondo l'autore una persona che sorride e fa ridere ha una maggiore probabilità di essere accettata e stimata dai suoi amici, dai colleghi e dalle ragazze.
Anche su questo punto nutro molte perplessità. Non sono una persona particolarmente felice ma ho una spiccata tendenza a sorridere sempre quando incontro un'altra persona, sia essa una ragazza che mi interessa, un amico, la cassiera del supermercato, un signore che mi chiede informazioni per la strada, chiunque insomma. Fondamentalmente questa mia tendenza a sorridere, associata anche all'estrema gentilezza e disponibilità (servilismo) che dimostro sempre verso gli altri, è uno dei tratti del mio carattere che odio di più in assoluto. A mio parere che chi ride spesso e si dimostra gentile è, contrariamente a ciò che dice l'autore, meno favorito in un contesto sociale, rispetto a chi dimostra serietà è distacco. Chi sorride spesso infatti viene considerato dagli altri superficiale e non all'altezza, come se fosse incapace di cogliere gli aspetti più seri ed importanti che una data situazione manifesta, d'altronde è un detto conosciuto da tutti "il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi". Inoltre, se è vero che il riso è simbolo di sottomissione, in realtà chi ride sempre dovrebbe essere considerato dagli altri una persona sottomessa e dunque con uno status inferiore. Anche per quanto riguarda i rapporti con le ragazze la situazione non cambia, a mio parere queste giudicano una persona sempre allegra e sorridente certamente come simpatica e "carina" ma non come il proprio partner ideale (i sex symbol hanno sempre uno sguardo cupo e tenebroso, non un sorrisetto allegro e spensierato).

Bene, ho concluso, aspetto qualche chiarimento!
Grazie a tutti in anticipo!

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" è un uomo

Posts: 8.801

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Data di registrazione: sabato, 28 marzo 2009

Località: Italia

Lavoro: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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2

sabato, 20 novembre 2010, 21:19

ma un po piu' sintetico no, e'?
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

  • "lea" è stato interdetto da questo forum

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Data di registrazione: domenica, 08 giugno 2008

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3

domenica, 21 novembre 2010, 03:36

Spero di essere pertinente, ma non garantisco data l'ora.

Non hio ben capito, dalla tua sintesi, quante e quali cose direbbe esattamente questo libro.

Io non sono "musona". Lunatica sì, ma "musona" no.
Forse per praticità (NON LO SO) il sorriso mi viene facile e spontaneo, come semplice gesto di apertura e disponibilità: niente di più.

In queste dosi...io posso dirti che mi porta in risposta l'apertura del prossimo, SENZA nessunissima idea di mia sottomissione NELL'ALTRO.

Dopodichè....detesto chi ride o sorride a sproposito, e mi detesteri se ridessi o sorridessi come un'ebete............

Tra le persone con cui sono in perfetta sintonia............ci son quelle con cui ti fai risate a crepapelle e sono "sempre pronte al sorriso", e poi....ugualmente...ci son quelle musone e ultramusone con tutti...........e con le quali vengono fuori le risate più a crepapelle di tutte: vere per entrambi, liberatorie per entrambi, e che...legano moltissimo!

Tu sapresti trarne una regola?

Io...no!
Magari solo questa : essere quello che senti di poter essere, senza artifici, con pochi o con tanti..prima o poi "paga", e paga davvero. Ma ...non mi sembra di poterne trarre altre regole............. ;)
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )