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alfon3

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16

Thursday, September 3rd 2009, 5:17pm

tu dici? questa non l'ho capita..o forse non l'ho introiettata ancora se si può dire così!
può darsi che tu non l'abbia capita semplicemente perchè ho scritto una sciocchezza... o semplicemente perchè la pensi in maniera diversa. Prendi in considerazione anche queste ipotesi

17

Thursday, September 3rd 2009, 5:30pm

il relatore che ha tenuto il seminario che ho seguito a Poppi l'ha chiamato dipendenza da un idolo ..per cui se non risolviamo con un idolo finiamo con il cercarne un'altro..può essere lo stesso ragionamento tuo Alfon?
si, se ti riferisci all'"idea" che ci facciamo della persona al di là di ciò che è effettivamente quella persona proprio in quanto persona...no, se per idolo intendiamo l'idealizzazione della persona intesa come " qualcuno meglio di noi, più in alto di noi"...a volte accettiamo carezze da chiunque, anche da chi riteniamo in qualche modo "inferiore" a noi...basta che ci dia riconoscimento. Sono casi estremi, ma può accadere, secondo me.


si è riferito all'idea che noi ci facciamo dell'altro,lui per es. dice che io ho sofferto molto per il tradimento..perchè mio marito mi ha deluso in quanto era una sorta di idolo per me,ma non posso andarmene se non risolvo prima questa dipendenza..altrimenti cercherò altri idoli che lo sostituiscono..ma scusami forse sto spostanto la tematica..che tu avevi prioposto,ma sembra che il discorso mi ci porti..

18

Thursday, September 3rd 2009, 5:32pm

tu dici? questa non l'ho capita..o forse non l'ho introiettata ancora se si può dire così!
può darsi che tu non l'abbia capita semplicemente perchè ho scritto una sciocchezza... o semplicemente perchè la pensi in maniera diversa. Prendi in considerazione anche queste ipotesi


ehehe :D bhooooooooo ,io cmq. voelvo dire che un pò tutti intorno a noi devono accettare il nostro cambiamento..che ci spinge a vivere la soluzione!

patrizia

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19

Thursday, September 3rd 2009, 8:38pm

Continuo a leggere i tuoi post e mi accorgo che girano all'incirca sullo stesso argomento...problemi, scegliere, risposte, soluzioni...e io continuo ad affermare che non c'è nulla da scegliere, che i problemi e le relative soluzioni stanno dentro di noi, non fuori. Una persona che non adotta una soluziona ad un problem a non deve essere per forza passiva o paurosa, può anche essere una persona che riflette molto e ha acquisito dopo molte riflessioni la consapevolezza che l'azione non sempre corrisponde alla soluzione del problema perchè il problema è dentro di noi e verrà con noi ovunque noi andremo. Taòle consapevolezza aiuta a guardarsi dentro e cercare proprio là le soluzioni.
sono d'accordo sul fatto che non c'è alcun obbligo a scegliere e che soluzioni e problemi sono in noi. Io mi riferisco ai casi in cui il non agire porta ad una radicalizzazione dle problema, aumenta la sofferenza, lede profondamente la vita affettiva e sociale della persona. Quindi mi rivolgo alle situazioni in cui la scelta divena quasi un obbligo, dove non vale il motto " volere è potere" ma il suo contrario, cioè " volere è non potere", ossia io mi impongo di scegliere perchè è necessario e pur non "potendo", cioè non avendo ancora in me le risorse emotive per agire.
Poi ho una visione della persona come parte di un ambiente, che con esso si confronta e ne trae stimoli e risorse ( e problemi). C redo nella relazione ( con persone, cose, eventi, oggetti). Credo che le nostre scelte siano anche frutto del nostro rapporto con l'ambiente e non solo di riflessioni introspettive ( essenziali, per carità). Anche il portarsi dentro ovunque il problema...si, io non credo nei cambiamenti radicali, credo che però, nonostante il problema, possa cambiare il nostro modo di stare in relazione con il nostro ambiente, anzi con i nostri ambienti.


Sì, l'uomo è frutto dell'ambiente in cui è cresciuto oltre che dei caratteri ereditari,e spesso proprio queste due componenti danno vita a un sacco di problemi, io confido però nel buonsenso e nella razionalità dell'uomo. Abbiamo qualcosa che nessun altro essere vivente possiede, l'ironia, la ragione, il sorriso, un cervello plastico che ci aiuta ad adattarci alle varie situazioni.
Non so esattamente a cosa tu ti riferisca quando dici che ci sono delle scelte obbligate che se non vengono fatte rischiano di farci soffrire, so soltanto che a volte qualcuno a scelto per me , speso il destino e quando succede non c'è alternativa.
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

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20

Thursday, September 3rd 2009, 11:05pm

Non so esattamente a cosa tu ti riferisca quando dici che ci sono delle scelte obbligate che se non vengono fatte rischiano di farci soffrire, so soltanto che a volte qualcuno a scelto per me , speso il destino e quando succede non c'è alternativa.
non credo nel destino se per tale intendiamo una forza a noi esterna che guida le nostre azioni. Credo, però, che la nostra vita può svolgersi nella ripetizione, con forme diverse, di un unico comportamento, conforme ad una decisione esistenziale da noi presa in tempi remoti ( ciò che viene definito il Copione di Vita dall'Analisi Transazionale). Quindi comportamenti simili nella sostanza e dunque prevedibili, proprio come se fossero originati da una forza trascendente la persona. Per questo ritengo essenziale la questione della scelta. Penso infatti che giorno per giorno siamo impegnati nello scegliere quel comportamento più consono al presente ed al futuro, più adeguato a ciò che siamo adesso e non più rispondente ad una decisone passata. per questo io non riesco a vedere situazioni, complesse e meno complesse, in cui non siamo chiamati a scegliere.

patrizia

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21

Friday, September 4th 2009, 6:35pm

Non so esattamente a cosa tu ti riferisca quando dici che ci sono delle scelte obbligate che se non vengono fatte rischiano di farci soffrire, so soltanto che a volte qualcuno a scelto per me , speso il destino e quando succede non c'è alternativa.
non credo nel destino se per tale intendiamo una forza a noi esterna che guida le nostre azioni. Credo, però, che la nostra vita può svolgersi nella ripetizione, con forme diverse, di un unico comportamento, conforme ad una decisione esistenziale da noi presa in tempi remoti ( ciò che viene definito il Copione di Vita dall'Analisi Transazionale). Quindi comportamenti simili nella sostanza e dunque prevedibili, proprio come se fossero originati da una forza trascendente la persona. Per questo ritengo essenziale la questione della scelta. Penso infatti che giorno per giorno siamo impegnati nello scegliere quel comportamento più consono al presente ed al futuro, più adeguato a ciò che siamo adesso e non più rispondente ad una decisone passata. per questo io non riesco a vedere situazioni, complesse e meno complesse, in cui non siamo chiamati a scegliere.


Mi sa che mi sono persa una "h" nel post di prima :D e anche una "s"
A parte gli scherzi, non parlavo di azioni fatte da noi e provocate dal destino , ma di eventi che vanno al di là delle nostre azioni.
Riguardo alle scelte, credi che si possa semprer prevedere il futuro quando si fa una scelta? Credi che si debba farlo? Forse l'unica scelta da fare è quella di vivere...alla giornata, così come viene...
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

alfon3

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22

Friday, September 4th 2009, 8:13pm

Riguardo alle scelte, credi che si possa semprer prevedere il futuro quando si fa una scelta?
si deve scegliere, secondo me, proprio perchè non si può prevedere il futuro. O meglio, posso prevedere come mi andrà proprio se non scelgo, se ripropongo il comportamento di sempre...in tal caso gli esiti sono scontati. Ciò non significa che scegliendo le cose cambino necessariamente...è una specie di esperimento. Scelgo tra due o più probabilità, non tra certezza ed incertezza...altrimenti che scelta sarebbe?
Riguardo ad eventi che vanno oltre le nostre forze...certo, sono d'accordo. basti pensare a come siamo condizionati da forze politiche, economiche, sociali...facciamo parte della storia ma comunque la storia va avnti con noi o senza di noi.

patrizia

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23

Friday, September 4th 2009, 11:38pm

Riguardo alle scelte, credi che si possa semprer prevedere il futuro quando si fa una scelta?
si deve scegliere, secondo me, proprio perchè non si può prevedere il futuro. O meglio, posso prevedere come mi andrà proprio se non scelgo, se ripropongo il comportamento di sempre...in tal caso gli esiti sono scontati. Ciò non significa che scegliendo le cose cambino necessariamente...è una specie di esperimento. Scelgo tra due o più probabilità, non tra certezza ed incertezza...altrimenti che scelta sarebbe?

Di primo acchito ti dico che bisogna sempre provare a prevedere il futuro quando si fanno delle scelte, per non trovarsi impreparati o almeno arginare al massimo le conseguenze delle nostre scelte.
Poi penso che non siamo macchine e che vivere è anche rischiare.
Ancora mi chiedo se stai cercando la forza o un motivo per scegliere, oppure stai cercando di spingerci a scegliere... :hmm:


Riguardo ad eventi che vanno oltre le nostre forze...certo, sono d'accordo. basti pensare a come siamo condizionati da forze politiche, economiche, sociali...facciamo parte della storia ma comunque la storia va avnti con noi o senza di noi.
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doctor Faust

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24

Saturday, September 5th 2009, 8:47pm

Continuo a leggere i tuoi post e mi accorgo che girano all'incirca sullo stesso argomento...problemi, scegliere, risposte, soluzioni...e io continuo ad affermare che non c'è nulla da scegliere, che i problemi e le relative soluzioni stanno dentro di noi, non fuori. Una persona che non adotta una soluziona ad un problem a non deve essere per forza passiva o paurosa, può anche essere una persona che riflette molto e ha acquisito dopo molte riflessioni la consapevolezza che l'azione non sempre corrisponde alla soluzione del problema perchè il problema è dentro di noi e verrà con noi ovunque noi andremo. Taòle consapevolezza aiuta a guardarsi dentro e cercare proprio là le soluzioni.
sono d'accordo sul fatto che non c'è alcun obbligo a scegliere e che soluzioni e problemi sono in noi. Io mi riferisco ai casi in cui il non agire porta ad una radicalizzazione dle problema, aumenta la sofferenza, lede profondamente la vita affettiva e sociale della persona. Quindi mi rivolgo alle situazioni in cui la scelta divena quasi un obbligo, dove non vale il motto " volere è potere" ma il suo contrario, cioè " volere è non potere", ossia io mi impongo di scegliere perchè è necessario e pur non "potendo", cioè non avendo ancora in me le risorse emotive per agire.
Poi ho una visione della persona come parte di un ambiente, che con esso si confronta e ne trae stimoli e risorse ( e problemi). C redo nella relazione ( con persone, cose, eventi, oggetti). Credo che le nostre scelte siano anche frutto del nostro rapporto con l'ambiente e non solo di riflessioni introspettive ( essenziali, per carità). Anche il portarsi dentro ovunque il problema...si, io non credo nei cambiamenti radicali, credo che però, nonostante il problema, possa cambiare il nostro modo di stare in relazione con il nostro ambiente, anzi con i nostri ambienti.


Sì, l'uomo è frutto dell'ambiente in cui è cresciuto oltre che dei caratteri ereditari,e spesso proprio queste due componenti danno vita a un sacco di problemi, io confido però nel buonsenso e nella razionalità dell'uomo. Abbiamo qualcosa che nessun altro essere vivente possiede, l'ironia, la ragione, il sorriso, un cervello plastico che ci aiuta ad adattarci alle varie situazioni.
Non so esattamente a cosa tu ti riferisca quando dici che ci sono delle scelte obbligate che se non vengono fatte rischiano di farci soffrire, so soltanto che a volte qualcuno a scelto per me , speso il destino e quando succede non c'è alternativa.


a volte l'unica scelta possibile e' l'accettazione della realta, cosi come e'.
Puo' essere una vittoria risolutiva.

doctor Faust

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25

Saturday, September 5th 2009, 8:53pm

e' interessante osservare che, dietro ogni opinione presentata come commento generalista, stia invece un proprio bisogno inevaso...

patrizia

Animo inquieto

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26

Sunday, September 6th 2009, 10:57am

Continuo a leggere i tuoi post e mi accorgo che girano all'incirca sullo stesso argomento...problemi, scegliere, risposte, soluzioni...e io continuo ad affermare che non c'è nulla da scegliere, che i problemi e le relative soluzioni stanno dentro di noi, non fuori. Una persona che non adotta una soluziona ad un problem a non deve essere per forza passiva o paurosa, può anche essere una persona che riflette molto e ha acquisito dopo molte riflessioni la consapevolezza che l'azione non sempre corrisponde alla soluzione del problema perchè il problema è dentro di noi e verrà con noi ovunque noi andremo. Taòle consapevolezza aiuta a guardarsi dentro e cercare proprio là le soluzioni.
sono d'accordo sul fatto che non c'è alcun obbligo a scegliere e che soluzioni e problemi sono in noi. Io mi riferisco ai casi in cui il non agire porta ad una radicalizzazione dle problema, aumenta la sofferenza, lede profondamente la vita affettiva e sociale della persona. Quindi mi rivolgo alle situazioni in cui la scelta divena quasi un obbligo, dove non vale il motto " volere è potere" ma il suo contrario, cioè " volere è non potere", ossia io mi impongo di scegliere perchè è necessario e pur non "potendo", cioè non avendo ancora in me le risorse emotive per agire.
Poi ho una visione della persona come parte di un ambiente, che con esso si confronta e ne trae stimoli e risorse ( e problemi). C redo nella relazione ( con persone, cose, eventi, oggetti). Credo che le nostre scelte siano anche frutto del nostro rapporto con l'ambiente e non solo di riflessioni introspettive ( essenziali, per carità). Anche il portarsi dentro ovunque il problema...si, io non credo nei cambiamenti radicali, credo che però, nonostante il problema, possa cambiare il nostro modo di stare in relazione con il nostro ambiente, anzi con i nostri ambienti.


Sì, l'uomo è frutto dell'ambiente in cui è cresciuto oltre che dei caratteri ereditari,e spesso proprio queste due componenti danno vita a un sacco di problemi, io confido però nel buonsenso e nella razionalità dell'uomo. Abbiamo qualcosa che nessun altro essere vivente possiede, l'ironia, la ragione, il sorriso, un cervello plastico che ci aiuta ad adattarci alle varie situazioni.
Non so esattamente a cosa tu ti riferisca quando dici che ci sono delle scelte obbligate che se non vengono fatte rischiano di farci soffrire, so soltanto che a volte qualcuno a scelto per me , speso il destino e quando succede non c'è alternativa.


a volte l'unica scelta possibile e' l'accettazione della realta, cosi come e'.
Puo' essere una vittoria risolutiva.


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Pegaso

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Sunday, September 6th 2009, 11:07am

Alfon tornando al tuo post principale, io ho sentito dire che spesso la soluzione ci fa più paura perchè la speranza di risolvere rimane viva, e la vogliamo lasicare viva perchè abbiamo paura del dopo, di come potrebbe essere, che non funzioni, ma giustamente se non si prova la soluzione non si andrà mai avanti e si resterà sempre fermi !
Adieu :hi:

alfon3

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28

Sunday, September 6th 2009, 5:14pm

a volte l'unica scelta possibile e' l'accettazione della realta, cosi come e'.
Puo' essere una vittoria risolutiva.
sono d'accordo se ci riferiamo alla realtà come ad una successione e ad una concatenzione di macroeventi che non possiamo che osservare o verso cui possiamo provare pure a lottare ma per il solo gusto di farlo, già consapevoli dei risultati . Se ci riferiamo alla realtà come l'insieme delle relazioni in cui siamo inseriti quotidianamente, anche il nostro accettare che le cose continuino come sempre porterà ad un mutamento, non necessariamente a noi favorevole ma comunque mutamento...se un rapporto non funziona ( che sia affettivo o per esempio nel lavoro) il nostro comportamento ( di contrasto o di adesione o di indifferenza) produrrà un risultato.

cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

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29

Sunday, September 6th 2009, 6:38pm

Se sai la soluzione significa che sai risolvere il problema e la soluzione fa paura perchè pensi: è se poi non è la strada giusta?
E se poi ci ricado?
L'importante è la volontà di risolvere un proprio problema, la soluzione viene dopo anche incosciamente o quando meno ci se l'aspetta.

:P

doctor Faust

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30

Sunday, September 6th 2009, 6:46pm

a volte l'unica scelta possibile e' l'accettazione della realta, cosi come e'.
Puo' essere una vittoria risolutiva.
sono d'accordo se ci riferiamo alla realtà come ad una successione e ad una concatenzione di macroeventi che non possiamo che osservare o verso cui possiamo provare pure a lottare ma per il solo gusto di farlo, già consapevoli dei risultati . Se ci riferiamo alla realtà come l'insieme delle relazioni in cui siamo inseriti quotidianamente, anche il nostro accettare che le cose continuino come sempre porterà ad un mutamento, non necessariamente a noi favorevole ma comunque mutamento...se un rapporto non funziona ( che sia affettivo o per esempio nel lavoro) il nostro comportamento ( di contrasto o di adesione o di indifferenza) produrrà un risultato.


appunto.
L'importante e' che il risultato sia, nel suo insieme, migliore della prospettiva.

Se una persona e' sposata, con prole e legami di varia natura, interessi e altro, ma si sente insiddisfatto di se e della propria vita, non e' scassando tutto per una prospettiva inesistente che produrra' un cambiamento edificante e migliore del primo, perche', ovunque andra' e qualunque cosa fara', si portera sempre dietro la sua famiglia, a meno che non sparisca nel nulla.

Per cui, in casi come questo, lo sforzo andrebbe diretto ad accettare la realta' cosi come e' e cercarne i lati positivi, piuttosto che avventurarsi in iniziative senza capo ne coda. Qualche svago uno puo' concederselo lo stesso, per cercare un po' di soddisfazione ulteriore.

Mi pare.