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Dave64_128

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1

Saturday, May 1st 2010, 8:20pm

Nel momento in cui ci si chiede il significato e il valore della vita, si è malati. Io non sono d'accordo..

Tra le citazioni del momento che scorrono sotto alla pagina principale di nienteansia compare anche la citazione di Freud.
Che sosteneva appunto che interrogarsi circa il significato e il valore della vita sarebbe già di per sè il sintomo di una malattia.

Schopenhauer diceva che l'uomo non può non porsi, qualunque sia la sua condizione, la domanda sul senso delle cose e della propria esistenza nel mondo.

Lo stesso Indro Montanelli, riprendendo questo concetto diceva che chi non si poneva domande di quel genere non era nemmeno degno di essere definito uomo, cioè "un animale che soltanto il dubbio esistenziale distingue da tutti gli altri".


Freud in una sua lettera scriveva:
"Quando si indaga sul senso e sul valore della vita, vuol dire che si sta male, poichè obiettivamente non esistono nè l'uno nè l'altro".

E' piuttosto triste una visione del genere, io credo

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2

Saturday, May 1st 2010, 8:26pm

Freud in una sua lettera scriveva:
"Quando si indaga sul senso e sul valore della vita, vuol dire che si sta male, poichè obiettivamente non esistono nè l'uno nè l'altro".


Consoliamoci, Dave!
Se lui sapeva (e sorvoliamo sul "sapeva") che non esiste nè l'uno nè l'altro, evidentemente era perchè se l'era chiesto, no? :D

E quindi, come minimo, saremmo in buona compagnia! ;)
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

Dave64_128

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3

Saturday, May 1st 2010, 8:40pm

Bellissima considerazione lea..

..sono proprio d'accordo.
E infatti non credo che tutti quanti i filosofi siano stati e siano dei malati di mente

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4

Saturday, May 1st 2010, 8:48pm

E infatti non credo che tutti quanti i filosofi siano stati e siano dei malati di mente


E' lo stesso pensiero che era transitato nella mia mente. :)

O meglio, il pensiero completo era questo : non capisco perchè dovrebbero essere malati tutti i Filosofi e tutti i Mistici della Storia, e poi essere sano uno che si è concentrato sul sesso come motore del mondo, vedendolo letteralmente dappertutto e in tinte anche assai fosche e conturbanti!". :beer:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

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5

Saturday, May 1st 2010, 9:06pm

Ma, non sono abbastanza preparato forse..

..per esprimere giudizi su di lui in generale come persona o professionista ma, se è vero che sosteneva che l'omosessualità è un disordine psicologico, credo che abbia, nonostante il suo importante contributo, esagerato in alcune sue considerazioni e valutazioni.

Un po' come Platone quando sosteneva che gli schiavi nascevano più muscolosi proprio perchè il loro destino era quello di essere schiavi.
O una cosa del genere.
Come gli intoccabili in India.
E' una visione un po' fondamentalista

6

Saturday, May 1st 2010, 9:27pm

Perchè gli adulti si interrogano sul senso della vita?
Quel che penso io è questo, lavorando con i bambini ho visto e vedo ogni giorno come si vive la vita pienamente senza seghe mentali.
Per un bambino qual' è il senso della vita?
E' la vita stessa!
Ogni momento è una scoperta, una crescita, una meraviglia.
Gli adulti che hanno perso la loro parte bambina non sanno più vivere e si domandano il perchè, sarebbe meglio che tornassero indietro....

Dave64_128

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7

Saturday, May 1st 2010, 9:54pm

Da bambino, già alla scuola materna..

..facevo domande che riguardavano la morte e il dopo. Oltre che domande inerenti la vita in generale, ovviamente.

Non avrò avuto tre anni, ma nemmeno sei, di sicuro.
Un bambino che frequenta l'asilo nido magari è più istintivo e non ha ancora acquisito completamente la consapevolezza nemmeno di se stesso, e fluisce in tutta la sua istintività.
Dopo mi sembra abbastanza ovvio, al di là della società e del tipo di educazione che si riceve, farsi anche domande sul significato dell'esistenza, su quello della vita e tutto il resto.
Senza per questo essere considerati dei malati o persone che stanno male.
Poi se si vuole arrivare a sostenere che la società in generale è disumana e che l'uomo è contronatura per sua stessa natura e considerazioni del genere,
allora è un concetto più ampio e sul quale non mi trovo necessariamente in disaccordo.

Se il genere umano è malato allora lo siamo tutti.
Ma la compartecipazione emotiva si impara anche, il bambino sano che tu dici è anche la creatura profondamente egoista che prende in giro il compagno con un difetto fisico, ad esempio.

Proprio perchè fluisce e non ha ancora imparato dalle proprie sofferenze e piccole sconfitte quotidiane ad immedesimarsi nella sofferenza del prossimo.
Quindi non credo che sia così sano come tu dici e come potrebbe sembrare.

Non ha dentro di sè quel programma preciso e completo che hanno gli altri animali.
Come dice Osho l'uomo è in continuo divenire, e se non gli si insegna ad avere rispetto dei suoi simili, non necessariamente saprà già come non ferire il prossimo per istinto, o saprà già come rapportarsi.

Se l'uomo è contronatura o malato allora è malato come specie, non di sicuro chi si chiede il perchè della vita o della propria esistenza.
Ed è anche questo che lo rende un indagatore ed uno scopritore.
E la curiosità che caratterizza l'uomo prende le mosse dalla sua stessa intelligenza e via dicendo

8

Saturday, May 1st 2010, 10:50pm

Tutti i bambini piccoli si fanno queste domande, poi se sono forti e hanno sostegno famigliare e di vita adeguato smettono di porsele.
E’ la paura di ciò che non si conosce che fa sbandare un bambino piccolo, ad un adulto non dovrebbe più succedere.
L’ egoismo sano è una pietra fondante su cui si fonda l’ equilibrio anche di un adulto, per primo vengo IO, il resto mi si avvicinerà di conseguenza.
Vedi, tu non hai idea della solidarietà che si può scatenare fra bambini, quando un bimbo vede e sente la sofferenza dell’ altro si preoccupa e si avvicina, gli porta il ciuccio o il suo peluche preferito, sai cosa rovina tutto questo?
I retaggi degli adulti, che con il tempo ammazzano la spontaneità.
Osho l’ ho letto e apprezzo molte cose ma ha gli occhi spenti, non gli leggo la gioia di vivere, faccio tesoro di alcune sue riflessioni ma le traduco nel MIO SENTIRE.
Credo che il genere umano sia malato quando si pone domande inutili che non possono avere risposta se non nel vivere stesso.
Mio figlio che ha diciotto anni, mi dice per scherzo, mamma, vado a meditare sul futuro dell’ umanità, e sorride.
Quando invece è serio mi dice che le persone che hanno tanto bisogno di parlare e di disquisire sul senso della vita è perché non la vivono pienamente, stanno a porsi domande inutili perché non sanno cogliere la bellezza della vita in quanto tale….

Dave64_128

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9

Saturday, May 1st 2010, 11:16pm

Non sono considerazioni, le nostre..

.che si escludono reciprocamente, credo.

Sono d'accordo anche io sul fatto che una persona che si faccia solo queste domande dalla mattina alla sera si nega effettivamente la possibilità di vivere.
E che il fatto che si ponga queste domande e basta possa essere una conseguenza, magari, del fatto che non si sta concedendo esperienze migliori.

Ma quello che sostiene Freud, nella forma, non è questo, credo.
Perchè se avesse voluto fare un esempio del genere l'avrebbe saputo esprimere chiaramente.

Per questo non credo che sia quello di cui lui parlava.
Sui bambini mi trovi d'accordo, non sono solo egoisti.
Sono anche meravigliosi e dolcissimi, ma sono sempre in divenire.

Come anche gli adulti.

La compassione la imparano poi, e non tanto dall'educazione, ma soprattutto dalle proprie sofferenze.
Dalle proprie esperienze.

Come anche gli adulti


Su Osho devo dire che al di là dei suoi occhi, al di là di tutto, diceva cose molto vere

10

Saturday, May 1st 2010, 11:33pm

Parlami di Freud e come lo interpreti, io personalmente lo trovo ampiamente superato ma poi ti dirò di volta in volta come la penso.
La compassione i bambini la possiedono dalla nascita, magari è in divenire che la perdono…
Osho dice cose vere, ma vere per chi?
Tutto secondo me va sempre calato nella propria esperienza, hai presente la teoria della relatività?
Ecco, io la applicherei a tutte le esperienze e conoscenze della vita.

Dave64_128

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Saturday, May 1st 2010, 11:45pm

Vere per te, ad esempio, che dici che "hai letto Osho e che apprezzi molte cose"..

..se vogliamo mettere in discussione ogni cosa siamo liberi di farlo, quello che hai detto non è in contraddizione con quello che dico io, semmai con quello che dici tu.
E riguardo a quel che sosteneva Freud credo che quello che ha detto sia abbastanza chiaro.
Difficile fraintendere.

Sui bambini è comunque dura generalizzare, proprio come con gli adulti.
Ce ne sono di diversi tanti quanti sono i bambini

12

Saturday, May 1st 2010, 11:53pm

La contraddizione fa parte della vita no?
Non credo che siamo su posizioni opposte anzi...
Su Freud non dico che non sia chiaro, dico che per me è superato, tutto qui.
Hai esperienza coi bambini?
Ovvio che ogni bambino è una storia a sè ma il germe iniziale è lo stesso per tutti, peccato che col tempo vada spesso a perdersi.

Dave64_128

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13

Sunday, May 2nd 2010, 12:21am

Okkèy, il germe iniziale..

..non credo che sia lo stesso per tutti.

Ci sono bambini più intelligenti e meno intelligenti.
Bambini più sensibili e bambini meno sensibili.

Questo di base.
Poi insieme all'ereditarietà ci sono le esperienze, l'ambiente.

Per assurdo chissà se Hitler bambino era dolce emotivo e sensibile ?
E chissà come era invece Madre Teresa di Calcutta bambina ?

Non so come fossero, ma di sicuro erano diversi, erano diversi come tutti quanti.
Il germe è lo stesso ? Io non lo credo.

Che sia l'anima, la ghianda, il germe, il destino, il karma o quello che ci pare, le persone sono tutte diverse.
Che l'ambiente e l'ereditarietà facciano la differenza, sicuramente influiranno anche quelli.

Ma siamo sempre tutti diversi. I discorsi degli insegnanti che dicono la famosa frase fatta: " E' intellgente ma non si applica " al genitore del bambino che non va bene a scuola è vera solo al cinquanta per cento.
Esistono quelli che si applicano ma che sono meno intelligenti, esistono i bambini precoci e talentuosi.
Quelli competitivi ma non tanto dotati, quelli svogliati e geniali.

Credo che ce ne sia per tutti i gusti, esattamente come per noi adulti, che, in fin dei conti, siamo pur sempre dei bambini cresciuti.

14

Sunday, May 2nd 2010, 12:26am

Siamo d' accordo Dave, tutti diversi, mi sembra che lo abbiamo detto entrambi, io volevo solo dire che siamo tutti sotto lo stesso cielo e che poi la vita ci porta ad esperienze diverse, a modi di essere diversi, su questo non ci piove, perdere la parte bambina di sè è comunque secondo me un peccato.

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15

Sunday, May 2nd 2010, 12:28am

Sui bambini è comunque dura generalizzare, proprio come con gli adulti.
Ce ne sono di diversi tanti quanti sono i bambini


Non faccio la maestra, ma concluderei come Dave.

Visto che siamo di citazioni, ne ricordo una che mi sembra calzante.
E' di un altro che non faceva il maestro di scuola, ma si chiamava Voltaire , e diceva questo :
"Se abbiamo bisogno di leggende, che queste leggende abbiano almeno l’emblema della verità! Mi piacciono le favole dei fiolosofi, rido di quelle dei bambini, odio quelle degli impostori."
Io mi ci trovo che è una Favola!!! :)
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )