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rossoeviola

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61

sabato, 23 giugno 2012, 13:36

pure la parola pesce, il simbolo della cristianità, in greco si dice ictu....acronimo di iesus cristi teos uios

gli antichi nn avevano bisogno di tante parole, la maggior parte dei significati è racchiusa nella parola stessa...siamo noi che sprechiamo le parole e utilizziamo malamente i nomi...i nomi (anche quelli personali) hanno significati ben al di la del semplice udito...ci sono leggende legate al nome...l'importante è che nessuno ce lo rubi....
"Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa gli uomini superiori". Friedrich Nietzsche



Severance

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62

sabato, 23 giugno 2012, 13:39

Rossoeviola, divento tuo fan. E' il solito Dio, perdio!
...tu non hai fame?

Arianna_

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63

sabato, 23 giugno 2012, 13:48

Mi spiegate queste esperienze in cosa consistono?


Se la domanda era rivolta a me, molto semplicemente ho riportato la mia esperienza di non credente a cui è stata consigliata la lettura dei testi sacri come se contenessero qualche evidenza che non può che ingenerare la fede in chi li scopre.

La mia esperienza personale, di vita vissuta, è stata di aver provato a leggerli e avere la sensazione di avere davanti l'Odissea.

Poi in questo forum mi si dice che è normale che sia così, perché bisogna essere preparati a quella lettura. Che l'approccio diretto a quelli che sono considerati documenti dell'epoca, o comunque i meno mediati, è la fase quasi finale di un percorso guidato.

E mi è venuta in mente questa tua frase: "Quel che mi chiedo è se davvero sia una cosa che si sente o se è una cosa cui si viene educati."

Questo è il tema che mi interessava approfondire. Se l'accostarsi ingenuo non è sufficiente, se serve preparazione, come si fa a scindere la fede genuina dalla suggestione indotta? Come si fa a capire se è qualcosa che si sente o è frutto di educazione, visto che la preparazione è necessaria?

Mi sembrava di essere in tema, poi boh.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

rossoeviola

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64

sabato, 23 giugno 2012, 13:51

e per finire una citazione:

l'esperienza d'unione con dio NON è irrazionale. al contrario è la conseguenza del razionalismo, la conseguenza più ardita e radicale. E' basata sulla consapevolezza dei limiti fondamentali, e nn accidentali, del nostro sapere. E' la consapevolezza che nn riusciremo mai ad "afferrare" il segreto dell'uomo e dell'universo, ma che possiamo tuttavia conoscerlo nell'atto dell'amore.....

Premura responsabilità e comprensione sono strettamente collegate tra loro. sono un complesso di virtù che fanno parte di una persona matura, di una persona che sviluppa proficuamente i suoi poteri, che sa quello che vuole, che ha abbandonato sogni narcisistici di onniscienza o onnipotenza, che ha acquisito l'umiltà fondata sulla forza intima che solo l'attività produttiva può dare.....


forse nn centra un caxx...per me questa è religione e fede....
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rossoeviola

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65

sabato, 23 giugno 2012, 13:53

grazie severance!!!!

Rossoeviola, divento tuo fan. E' il solito Dio, perdio!

un bacione ...smuakkk....

ti sei iscritto prorpio il giorno dei martiri....c'entra qualcosa???? :assi:
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Severance

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66

sabato, 23 giugno 2012, 15:13

No, Arianna, tu eri in tema, ma come vedi stavamo già andando sulle suore cattive e i cattivi predicatori.
Di cui non me ne frega nulla.
Io ho fatto l'asilo dalle suore ed era una figata. Forse perchè ero maschietto? Boh.

In ogni caso chiedevo quali fossero quelle esperienze che, mi pare sia venuto fuori, uno dovrebbe sperimentare per poi avere questa propensione al divino.
Forse non le ho vissute.
...tu non hai fame?

Arianna_

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67

lunedì, 25 giugno 2012, 07:22

Boh, io ho parlato delle suore perché fa parte delle esperienze di cui sopra. Esperienze in negativo, ovviamente, ma esperienze legate all'accesso al mondo della fede e dei credenti e a quanto essa sia genuina o inculcata.

Diciamo una situazione di approccio come quelle citate da summertime, ma con esiti fallimentari. Non ho infatti spiegato il motivo per cui sono stata messa in punizione ed è strettamente connesso al tema, almeno secondo me, altrimenti non avrei colto l'accenno. Non è che mi hanno beccato che facevo rumore o mi mettevo le dita nel naso, non è per quel motivo che sono stata punita. Niente di che in realtà, ma trattasi di situazione un po' peculiare e preferirei mantenere un minimo di privacy. Chissà, magari tra chi legge questo forum c'è un mio vecchio compagno di asilo, chi lo sa? :D

Se vuoi possiamo parlare dell'episodio in pvt o in chat, così sarà chiaro il collegamento logico che avevo attuato nel citarlo.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

68

lunedì, 25 giugno 2012, 10:20

Io ho fatto l'asilo e la scuola elementare dalle suore:la maggior parte erano palesemente represse,di un'acidità e una cattiveria spiegabili solo con anni e anni di astinenza sessuale e mancanza di coccole;io ricordo rimproveri per la qualunque,sberle,sculaccioni,addirittura pizzicottoni e tirate per le orecchie per cose da niente...e non ero la più agitata della classe,anzi ero tra le più tranquille.
Se ne salvavano giusto un paio:forse erano le uniche con una sincera vocazione,o forse erano le uniche che non si reprimevano chissà.
E parliamo degli anni novanta,non chissà quanto tempo addietro...penso che nelle scuole pubbliche già non si usassero più questi metodi.