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stradablu

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16

giovedì, 21 giugno 2012, 08:56

Oddio Licurgo, io piu' mi sono interessata al credo, piu' ho frequentato la chiesa, e piu' onestamente me ne sono allontanata... io ci sono andata a vedere, ma onestamente non ho visto nulla che mi piacesse.

E non ci sono andata nemmeno prevenuta: anzi io stessa penso che le persone che credono abbiano una risorsa in piu' per essere felici e sereni, che forse a chi non crede manca.


Per questo credo che la fede sia davvero una folgorazione che ti colpisce: o ce l'hai o non ce l'hai, a prescindere che tu la studi o no, che te ne avvicini o no.

summertime

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17

giovedì, 21 giugno 2012, 09:23

Basta pensare che una delle "giustificazioni" (termine brutto) del Paradiso è che l'uomo tenderebbe al divino. Privo dell'involucro materiale ritorna al suo "aquilone", mettiamola così.


Il paradiso non è comunque il fulcro fondante del cristianesimo.

Quel che mi chiedo è se davvero sia una cosa che si sente o se è una cosa cui si viene educati.


Ma guarda, io credo che una fede che sia inculcata solo per mezzo dell'educazione, prima o poi imploda su sé stessa.
Non è possibile aderire al cristianesimo per coercizione: diventerebbe una cosa castrante, limitante, e il tutto si ridurrebbe ad una serie di "regole" da osservare.

L'adesione alla fede richiede l'assoluta libertà umana. Anzi, molto spesso la fede che si impara da "bambini", ha bisogno di essere profondamente revisionata. E non di rado occorre passare per dei periodi di a-teismo. E' successo anche a molti santi.


Nel mio caso invece di avvicinarmi al divino così, per accettazione, consapevole che questa tensione non c'è, sono andato a cercare dappertutto.


E quali esperienze cristiane hai tentato in tal senso?

Magari un giorno sentirò tirare, ma non vedo perchè devo accettare una cosa che non ho.
Tutto qui.


Mi sembra sacrosanto.
Il punto è quanto in effetti tu sia andato in cerca di Dio, se un Dio esiste.

Perché non è che Dio ti si presenta "così", apparendoti in sogno la notte, oppure folgorandoti sulla via di Damasco, come diceva Livio.

Occorre anche che ci si faccia parte attiva nella ricerca... altrimenti dove sarebbe la suddetta libertà umana?

C'è chi vive benissimo senza Dio, non ne è alla ricerca, non glie ne frega niente, non si pone proprio il problema.
E' pur vero che Dio offre l'occasione a tutti di incontrarlo, ma se consapevolmente si rifiuta qualsiasi contatto con lui, allontanandosi da tutto ciò che ha parvenza di divino, come si può poi sostenere che non si "avverte" la fede?

Più che altro non si è interessati a verificare se la fede è un'invenzione umana o no. Il che va benissimo, il punto è avere l'onestà intellettuale di riconoscerlo, anziché dire "Dio non esiste"...
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

doctor Faust

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18

giovedì, 21 giugno 2012, 11:54

Un giorno un uomo di fede incontra un bambino che regge un filo. Un filo lunghissimo che arriva fin oltre le nuvole.


Che culo. Io ne ho costruiti parecchi, ma a fatica si alzavano, e appenna si alzavano un po di piu', ...bluf...venivano giù come aquiloni.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

stradablu

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19

giovedì, 21 giugno 2012, 11:59

ahaha oddio Faust! ti imamgino tipo Charlie Brown...

Arianna_

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20

giovedì, 21 giugno 2012, 13:55




Per questo credo che la fede sia davvero una folgorazione che ti colpisce: o ce l'hai o non ce l'hai, a prescindere che tu la studi o no, che te ne avvicini o no.


Completamente d'accordo. Reputo che credere corrisponda ad un'esigenza personale molto precisa, che se non la senti è tutta apparenza. O pigrizia mentale, comodità di pensiero, ritrovarsi su un binario e seguirlo per abitudine.

A me è stato proposto più volte di leggere i vangeli ma non mi ha mai "tirato", usando la metafora del 3d. E' una lettura edificante, anche interessante nel messaggio, ma l'apprezzarla da questo punto di vista non comporta un credere in ciò che è descritto.

Un po' come leggere i miti greci: certe metafore sono talmente istruttive e attuali da essere usate addirittura nella psicanalisi, ma da qui a credere a zeus col fulmine ce ne corre.


Comunque non ho capito cosa avete contro le giraffe verdi a pallini rosa. Per chi ci crede saranno bellissime.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

The Heart

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21

giovedì, 21 giugno 2012, 14:12

per Sensei

Oltre ai post doppi ho problemi anche con le citazioni che non mi funzionano. E' il mio pc che fa scherzi!

Venendo alla tua domanda, prima di tutto occorre dare il giusto significato ad abitudine. C'è chi ha sempre frequentato ambienti di Chiesa: da fuori si potrebbe credere che lo faccia per abitudine e per imprinting genitoriale, mentre dentro di sè quella persona potrebbe essere pienamente libera nella sua scelta di credere in Dio e di appartenere alla Chiesa.
Fatta questa precisazione, ritengo che passi un mondo di differenza tra chi crede per abitudine e chi crede perchè ne è intimamente convinto.
Uno psicologo, Allport, ha fatto una ricerca in cui distingueva questi due tipi di religiosità classificandoli in estrinseca ed intrinseca: la religione estrinseca risultava correlata positivamente con il pregiudizio (un comportamento molto contrario alla religione che insegna la fratellanza), la religione intrinseca risultava invece correlata all'apertura mentale e alla tolleranza delle diversità. Questo per dire che mondo di differenza passa tra le due forme di religiosità.

Ritengo che può essere considerato autentico credente soltanto colui che è intimamente convinto della sua fede e che vive la propria esistenza quotidiana in accordo con essa.
Tu che ne pensi, invece?

The Heart

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22

giovedì, 21 giugno 2012, 14:15

per Stradablu

Posso chiederti cosa hai visto che non ti è piaciuto della Chiesa e che ti ha spinto ad allontanarti?

summertime

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23

giovedì, 21 giugno 2012, 14:57

A me è stato proposto più volte di leggere i vangeli ma non mi ha mai "tirato", usando la metafora del 3d.


E lo credo bene. A chi è completamente digiuno di fede, dai una Bibbia in mano e digli di leggerla (o un Vangelo, fa lo stesso) e quello non se ne fa assolutamente nulla.

Figuriamoci... la Parola è semmai un punto d'arrivo, data la sua complessità escatologica. Se si apre la Bibbia a caso, 8 volte su 10 si legge qualcosa di cui si capisce poco o nulla.

Inoltre mi pare un modo piuttosto "intellettuale" di accostarsi alla fede... e di certo non è consigliabile a chi si avvicina per le prime volte al messaggio cristiano.

Non so nello specifico chi ti abbia dato questo consiglio, ma non mi sento di dire che sia un buon consiglio... forse per iniziare occorre qualche esperienza di altro tipo. Un po' più "immediata" e meglio comprensibile a livello umano.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

stradablu

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24

giovedì, 21 giugno 2012, 15:21

@ The Heart anche a me non funzionano le citazioni da questo pc. Puoi ovviare usando il comando

[ quote = nome da citare ] testo [ / quote] (grazie a morning che me lo ha spiegato)

e' un po' lungo ma almeno cosi' non si fanno macelli con le risposte (tipo quelle che fai tu :P ). Togli gli spazi e vedrai ch eil comando funziona.


Citato da "The Heart"

cosa hai visto che non ti è piaciuto della Chiesa e che ti ha spinto ad allontanarti?


Da piccola sono andata all'asilo dalle suore e mi era gia' bastato quello, onestamente. Poi ho dovuto frequentare il catechismo e ho fatto tutti i sacramenti. Ho cantato nel coretto della chiesa assieme agli altri bambini. A 13 anni ho detto ok ragazzi, io smammo.

All'asilo c'era la cattiveria delle punizioni corporali e il clima di terrore psicologico, nelle classi. Le suore facevano distinzioni non solo per preferenza personale di un bambino rispetto ad un altro, ma anche per chi pagava di piu' o per chi proveniva da una famiglia che era chiesaiola. Al catechismo non ho mai compreso come quelle che a me sembravano favole potessero essere qualcosa di vero, di significativo per tutti. La catechista stessa era una bacchettona severa, sinceramente sgradevole, voleva farmi credere che Gesu' da piccolo faceva gli uccellini col fango e poi li trasformava in uccellini veri, cosa che a me sembrava impossibile. Se fosse ancora viva, vorrei andare da lei a dirle che usava uno stralcio di vangelo apocrifo per farci credere delle fandonie, salvo poi cestinare il suddetto vangelo nel momento in cui racconta cose ben piu' scabrose. Io all'epoca non lo sapevo ma gia' sospettavo che ci fosse qualcosa di strano sotto.
Al coretto della chiesa la perpetua che ci insegnava i canti se la faceva col prete.

Al liceo ho scoperto che Lutero si era stancato di queste cose 500 anni prima di me, e ne sono rimasta abbagliata. L'ho studiato molto. Ho pensato di poter essere protestante. Ma c'era il problema della predestinazione, e questo concetto non mi convince. Ho poi scoperto Kirkegaard, il cavaliere della fede. Me ne sono innamorata. Grazie a lui ho visto la fede sotto un aspetto bello, illuminato, intimo. Credo che sia quella la fede che i credenti sentono e a cui si affidano. Sentono, appunto. La avvertono. La fede e' un dono di dio. E' una cosa che regala lui. Probabilmente a me non l'ha data, perche' io non ce l'ho.

doctor Faust

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25

giovedì, 21 giugno 2012, 16:31

Al coretto della chiesa la perpetua che ci insegnava i canti se la faceva col prete.


Pure lei. Un'epidemia...
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stradablu

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26

giovedì, 21 giugno 2012, 16:52

Erano i tempi di Uccelli di Rovo, vuoi mettere il fascino?
Peccato che il prete in questione pesasse 150 kg e avesse la gotta.

RU70

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27

giovedì, 21 giugno 2012, 21:25

Non pensate che il discorso fede per essere capito debba non necessariamente essere vincolato alla religione. Seguire ciecamente una persona che si ama, seguire le parole di un libro per un ricercatore.... anche questi non sono forse episodi riportabili alla fede, a mio parere la cosa è molto più vasta

Arianna_

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28

giovedì, 21 giugno 2012, 21:46

A me è stato proposto più volte di leggere i vangeli ma non mi ha mai "tirato", usando la metafora del 3d.


E lo credo bene. A chi è completamente digiuno di fede, dai una Bibbia in mano e digli di leggerla (o un Vangelo, fa lo stesso) e quello non se ne fa assolutamente nulla.

Figuriamoci... la Parola è semmai un punto d'arrivo, data la sua complessità escatologica. Se si apre la Bibbia a caso, 8 volte su 10 si legge qualcosa di cui si capisce poco o nulla.

Inoltre mi pare un modo piuttosto "intellettuale" di accostarsi alla fede... e di certo non è consigliabile a chi si avvicina per le prime volte al messaggio cristiano.

Non so nello specifico chi ti abbia dato questo consiglio, ma non mi sento di dire che sia un buon consiglio... forse per iniziare occorre qualche esperienza di altro tipo. Un po' più "immediata" e meglio comprensibile a livello umano.


Ovvio che non se ne facesse nulla, ma per il semplice motivo che il consiglio era non richiesto, non partiva da me l'esigenza di credere. Era più un commento stupito, di chi proprio non potesse ammettere l'ateismo/agnosticismo, non ci si capacitava, e quindi caldamente mi consigliava di leggere quel testo, così avrei visto la luce.

Però il tuo post è interessante: bisogna essere preparati alla fede? Cioè, la Parola da sola non basta ma è un punto di arrivo?

Attento alla risposta, è un'arma a doppio taglio. ;)



Ps. devo dire che il mio approccio alla fede è estremamente frenato dal predicare bene e razzolare male che ho visto attorno a me nel 99% dei casi. Niente di male, è tipico italiano, ma se si vuole insegnare l'amore e la compassione bisogna applicarlo. Non dico nella vita di tutti i giorni, ma almeno nel momento in cui lo porgi agli altri, altrimenti non sei credibile.
Anche io ho pessimi ricordi delle suore. Oggi certe cose finirebbero sui giornali come per le maestre di Pistoia. All'epoca le punizioni corporali erano considerate giuste, anche inferte ad capocchiam. Segno dei tempi.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Arianna_" (21/06/2012, 21:53)


sensei

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29

venerdì, 22 giugno 2012, 03:24

Per The Heart:

Tanto per cominciare quoto quello che hai scritto.
Trovo assurdo la pressione della società per essere credenti, a cominciare dalla famiglia.
Io personalmente non credo in nulla, semplicemente non ne sento il bisogno.
Però non cerco di convincere altri delle mie posizioni, penso sia una cosa molto personale e capisco benissimo che altri sentano il bisogno di credere in qualcosa.
Mi sembra anche un grave atto di pigrizia accontentarsi di credere in quello che ti raccontano invece che cercare la tua verità.

Licurgo

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30

venerdì, 22 giugno 2012, 03:32

Non conosco i vostri approcci, ma conosco il mio, che è quello piu normale che esiste. Andare in una chiesa e chiedere di parlare con un padre confessore per sapere cosa fare per riavvicinarmi al Cristo.
Si comincia dal poco, dal primo passo, a nessuno sono richiesti sforzi sovrumani sin dall'inizio. I sacerdoti sono persone che nella stragrande maggioranza dei casi sono preparatissimi sia dal punto di vista psicologico che spirituale, conoscono ottimamente il mondo in cui viviamo e quello che ascoltano in confessione Dio solo lo sa.
totus tuus

viaggio all'inferno e ritorno.
una testimonianza di conversione.

http://www.santissimo.it/libri/GLORIA%20…o%20Patrizi.pdf

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