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pazzy

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1

Saturday, May 8th 2010, 1:29am

Mettersi in discussione...

Ho fatto una constatazione, e cioè : Quando si parla con una persona che ha un suo equilibrio stabile e si sente abbastanza bene in se stessa, pare che venga pensata, la sua, come una situazione di "apparenza" che depone a favore di una incapacità di mettersi in discussione, mentre a me vien da dire che la persona può aver messo tutto quanto in discussione della sua vita, e che se oggi sta abbastanza bene in se stessa, continuerà a farsi domande e a mettersi dubbi per quel tanto che il quotidiano vivere gli impone, come lo impone a tutti coloro che cercano di "ragionare" prima di fare scelte o di formarsi opinioni.

Secondo voi : quando, come e perchè una persona si mette in discussione ? E da cosa giudicate che si sia messa in discussione oppure no ?

2

Saturday, May 8th 2010, 4:11am

la persona che ha un "equilibrio stabile" non si fa domande del genere.

hachi_82

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3

Saturday, May 8th 2010, 4:58am

Secondo voi : quando, come e perchè una persona si mette in discussione ?
Beh, ognuno lo fa se ne sente la necessità e nei modi che preferisce.
Probabilmente lo fa per analizzare alcuni aspetti della sua vita e provare a cambiare ciò che non va.

E da cosa giudicate che si sia messa in discussione oppure no ?
mmm... non vedo perchè debba giudicare una persona per una cosa che la riguarda personalmente e intimamente... non mi interessa "controllare" che una persona si sia messa in discussione, quello è affar suo, non mio.
Mettersi in discussione non è un dovere morale nè obbligatorio; come ho detto, è una scelta personale di cui non si deve rendere conto a nessun altro. Uno può anche vivere tutta la sua vita senza dubbi e senza porsi domande, ma saranno affari suoi; come sono affari suoi se ha tremila dubbi al giorno. Non vedo come questo possa essere un parametro per giudicare le persone. Mettersi in discussione non è un pregio, di per sè. Neppure un difetto. E' un qualcosa che si fa quando se ne sente il bisogno, e non è detto che sia sempre un processo "mentale" positivo.
Ci sono persone che mi piacciono e stimo moltissimo e non penso, secondo me, abbiano la necessità di mettere in discussione nulla della loro vita (e se lo fanno... son fatti loro), ce ne sono altre che mi piacerebbe lo facessero perchè sbagliano molto ma credono di far bene pur facendo soffrire gli altri ma non gli passa neppure per l'anticamera del cervello di fare autocritica.
Quindi non si può giudicare il mettersi in discussione o meno, al massimo si giudica sulla base dei comportamenti, dei fatti.
E' una prova per se stessi, non per gli altri. Che poi possa avere delle ripercussioni sui rapporti con le persone non ci piove, ma solo noi stessi conosciamo il percorso fatto, le analisi, i cambiamenti interiori... come si fa dall'esterno a giudicare? E perchè farlo? :thinking:
...se ci credi ti basta perché
...poi la strada la trovi da te (E.B.)

pazzy

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4

Saturday, May 8th 2010, 11:58am

Probabilmente lo fa per analizzare alcuni aspetti della sua vita e provare a cambiare ciò che non va.
Quindi ogni persona che avverte di sè e in sè qualcosa che non va, ragiona, si interroga e pratica sino a trovare il suo equilibrio. E questo mi sembra fortissimamente logico e auspicabile, visto lo scopo primo e anche ultimo, che dovrebbe essere quello di vivere bene in se stessi stando a contatto con gli altri.
E' un qualcosa che si fa quando se ne sente il bisogno, e non è detto che sia sempre un processo "mentale" positivo
Ho visto su me stessa quanto sia potenzialmente deleterio, davanti alle certezze acquisite (quelle che sento tali), instillare in se stessi dubbi su dubbi senza averne il reale bisogno. Credo che il processo mentale sia positivo nella fase di ricerca che si attua nel presente e in presenza di qualcosa che è ancora da chiarire, ma una volta superata la fase critica e raggiunta una stabilità e un equilibrio positivo per la persona, mi sembra maggiormente utile procedere senza più guardarsi troppo indietro. Far tesoro delle proprie esperienze avendone valutato gli aspetti negativi e positivi, penso sia un modo utile e sano per vivere serenamente la quotidianità.
Quindi non si può giudicare il mettersi in discussione o meno, al massimo si giudica sulla base dei comportamenti, dei fatti
I comportamenti e i fatti verificabili come stabili nel tempo... sono, secondo me, l'unico vero metro di misura (visibile) della persona. Sulla base del presente, dei fatti concreti e attuali confermati sì nel presente, ma in divenire nel futuro che matura giorno dopo giorno, ci si può creare una opinione di chi abbiamo davanti.

solo noi stessi conosciamo il percorso fatto, le analisi, i cambiamenti interiori... come si fa dall'esterno a giudicare? E perchè farlo?
Perchè farlo non lo so, probabilmente chi giudica dall'esterno e mette in dubbio il percorso, le analisi fatte e i cambiamenti interiori che NON ha vissuto in modo diretto, è perchè ha una visione d'insieme della persona osservata, che non comprende e vorrebbe comprendere. Sarà comunque difficile che si possa entrare nella vita di un altro essere umano carpendo tutti i meccanismi che l'avranno condotto ad essere quello che è oggi e che magari è da anni.

In linea di massima, credo che ogni persona dotata di normale capacità d'analisi, si mette in discussione senza nemmeno accorgersi di farlo, perchè anche il semplice dover scegliere quale percorso intraprendere per raggiungere gli scopi che si prefigge nella vita, impone valutazioni che si basano sulla propria capacità di rapportarsi alla vita, la sua, e se proprio tiene a se stesso e al suo equilibrio sarà un continuo ragionare "automatico e non pensato", nel senso... non credo si dica a se stessi: adesso decido di riflettere e ragionare ! Penso sia proprio un automatismo.

Dalena

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5

Saturday, May 8th 2010, 1:59pm

Ho fatto una constatazione, e cioè : Quando si parla con una persona che ha un suo equilibrio stabile e si sente abbastanza bene in se stessa, pare che venga pensata, la sua, come una situazione di "apparenza" che depone a favore di una incapacità di mettersi in discussione, mentre a me vien da dire che la persona può aver messo tutto quanto in discussione della sua vita, e che se oggi sta abbastanza bene in se stessa, continuerà a farsi domande e a mettersi dubbi per quel tanto che il quotidiano vivere gli impone, come lo impone a tutti coloro che cercano di "ragionare" prima di fare scelte o di formarsi opinioni.

Secondo voi : quando, come e perchè una persona si mette in discussione ? E da cosa giudicate che si sia messa in discussione oppure no ?
Secondo me l'equilibrio non esiste, accadono continuamente cose che dovrebbero farci chiedere se abbiamo agito per il meglio, se avremmo potuto fare diversamente e suggerirci come comportarci in futuro, cioè cose che fanno muovere "l'ago della bilancia" rendendo il nostro un "equilibrio instabile", ma sano, direi, perché è nella staticità che io vedo, piuttosto, il germe di qualcosa che non va.
Ho visto su me stessa quanto sia potenzialmente deleterio, davanti alle certezze acquisite (quelle che sento tali), instillare in se stessi dubbi su dubbi senza averne il reale bisogno.
Se fossero state delle vere certezze non sarebbe dovuto accadere e se non ne avevi davvero bisogno, come mai ti sei instillata dei dubbi da sola?

In linea di massima, credo che ogni persona dotata di normale capacità d'analisi, si mette in discussione senza nemmeno accorgersi di farlo, perchè anche il semplice dover scegliere quale percorso intraprendere per raggiungere gli scopi che si prefigge nella vita, impone valutazioni che si basano sulla propria capacità di rapportarsi alla vita, la sua, e se proprio tiene a se stesso e al suo equilibrio sarà un continuo ragionare "automatico e non pensato", nel senso... non credo si dica a se stessi: adesso decido di riflettere e ragionare ! Penso sia proprio un automatismo.

E' logico che se una persona continua a ragionare seguendo il suo solito schema mentale darà sempre ragione a se stessa e credo che "in automatico" possa avvenire solo questo, invece secondo me si dovrebbe proprio mettersi a riflettere e decidere volontariamente di provare a cambiare punto di vista, ed anche così non è detto che ci si riesca perché uscire dagli schemi è molto difficile.

Dall'esterno è possibile capire se una persona si stia mettendo in discussione solo conoscendola bene o conoscendo l'argomento in questione. A me sta capitando, con una persona che è importante per mia figlia perché agisce sulla sua salute, di vedere che, nonostante i fatti mostrino cose diverse da quelle che lei pensa, non si stia mettendo in discussione, addirittura riconosca di essere mentalmente condizionata, riconosca anche di aver commesso un errore grave, eppure non cambia punto di vista, non crede all'evidenza! Non se ne va fuori! :dash:

pazzy

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6

Saturday, May 8th 2010, 3:00pm

Secondo me l'equilibrio non esiste, accadono continuamente cose che dovrebbero farci chiedere se abbiamo agito per il meglio, se avremmo potuto fare diversamente e suggerirci come comportarci in futuro, cioè cose che fanno muovere "l'ago della bilancia" rendendo il nostro un "equilibrio instabile", ma sano, direi, perché è nella staticità che io vedo, piuttosto, il germe di qualcosa che non va.
L'equilibrio di per se stesso non lo penso come uno stato di staticità, non sarebbe equilibrio ma immobilismo. Le sollecitazioni della vita agiscono esse stesse da stabilizzatori/destabilizzatori e in base alle nostre reazioni avremo sempre delle oscillazioni. Tra equilibrio stabile e instabile, la differenza, dal mio punto di vista, sta nella linearità che mostriamo lungo il percorso.
Se fossero state delle vere certezze non sarebbe dovuto accadere e se non ne avevi davvero bisogno, come mai ti sei instillata dei dubbi da sola?
Diciamo che spinta dal sentirsi dire continuamente: "menti a te stessa"... mi sono ritrovata a ripetere analisi già fatte, salvo poi ritrovarmi allo stesso punto d'arrivo di un percorso già praticato.
E' logico che se una persona continua a ragionare seguendo il suo solito schema mentale darà sempre ragione a se stessa e credo che "in automatico" possa avvenire solo questo, invece secondo me si dovrebbe proprio mettersi a riflettere e decidere volontariamente di provare a cambiare punto di vista, ed anche così non è detto che ci si riesca perché uscire dagli schemi è molto difficile.
Concordo se stiamo parlando di chi utilizza solo un determinato schema mentale... magari quello che lo conduce a darsi sempre ragione, o il più comodo. Ma la vita è talmente varia che volendo mantenere obiettività diventa necessario analizzare le situazioni anche da altre angolazioni, secondo me perlomeno. Se non guardiamo o meglio se non cerchiamo di avere altri modi per guardare la realtà, avremo tolto a noi stessi delle possibilità. Per esperienza personale, se fossi rimasta ancorata sempre e solo ai miei pensieri, sarei ancora all'età della pietra (è un modo di dire ovviamente). Invece è indubbio che confrontandosi con il mondo esterno a noi si ampliano le visuali, e agire dopo riflessione porta a rompere schemi conosciuti a favore di nuovi modi di agire e pensare. Sta comunque a noi e in base ai nostri obiettivi, cambiare occhiali ogni tanto. Credo sia importante offrirsi diverse opzioni e scegliere quella maggiormente utile allo star bene. Molto dipende dagli obiettivi che ci si pone. In base all'obiettivo automaticamente si adegua il metodo per raggiungerlo. Il cambiamento maggiore che ho visto in me, è stato determinato dal passare dalla teoria alla pratica... ho imparato a osare.
Dall'esterno è possibile capire se una persona si stia mettendo in discussione solo conoscendola bene o conoscendo l'argomento in questione. A me sta capitando, con una persona che è importante per mia figlia perché agisce sulla sua salute, di vedere che, nonostante i fatti mostrino cose diverse da quelle che lei pensa, non si stia mettendo in discussione, addirittura riconosca di essere mentalmente condizionata, riconosca anche di aver commesso un errore grave, eppure non cambia punto di vista, non crede all'evidenza! Non se ne va fuori!
In questo caso, come ci si comporta con una persona così ? Spero che in tutto questo a rimetterci non sia tua figlia e di conseguenza tu !

Nemes

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7

Saturday, May 8th 2010, 3:08pm

Il benessere psicologico di una persona è caratterizzato anche dal fatto che si sa mettere in discussione senza andare a sconvolgersi, e per questo disequilibrarsi troppo. Al contrario il malessere psicologico ha anche come caratteristica una certà rigidità mentale, certezze interne ed esterne che è rischioso porre in dubbio.
Per cui non mi sorprenderei certo se conoscessi una persona equilibrata e in armonia con se stessa che è capace di mettersi in discussione.

Come riconosco questa capacità? Beh lo si vede dal rapporto che si ha con se stessi e dal modo di relazionarsi con le altre persone, da come conduce ua discussione, da come agisce e reagisce.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

pazzy

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8

Saturday, May 8th 2010, 3:24pm

Il benessere psicologico di una persona è caratterizzato anche dal fatto che si sa mettere in discussione senza andare a sconvolgersi, e per questo disequilibrarsi troppo. Al contrario il malessere psicologico ha anche come caratteristica una certà rigidità mentale, certezze interne ed esterne che è rischioso porre in dubbio

Non vorrei dire una stupidaggine eh ! Però... ho dovuto "osare" adattarmi così tanto e su così tanti argomenti nella mia vita, da pensare che "mettersi in discussione" sia un atteggiamento che ad un certo punto diventa parte integrante dei pensieri e dell'agire. Altrimenti mantenendo la "rigidità" mentale, non si riesce ad adattarsi a nulla che non sia un modo fossile di affrontare la vita ! In genere questa "rigidità" porta ad essere insoddisfatti.

Poi ci sarà chi, davanti al nostro modo di pensare, vede una incapacità di avere pensieri differenti da quelli agiti... ma il risultato quale sarà ? Se il risultato sarà di serena e pacifica (oltre che soddisfacente) convivenza con se stessi e gli altri, probabilmente si sarà adottato un atteggiamento equilibrato, utile a se stessi per stare bene anche in seno alla società...

Dalena

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9

Saturday, May 8th 2010, 7:39pm

Diciamo che spinta dal sentirsi dire continuamente: "menti a te stessa"... mi sono ritrovata a ripetere analisi già fatte, salvo poi ritrovarmi allo stesso punto d'arrivo di un percorso già praticato.

Quindi non ti eri instillata da sola questi dubbi. E come mai secondo te le persone ti dicevano continuamente che mentivi a te stessa? Potevano saperne più di te? Cioè, era un caso come l'esempio che ho portato io dove si parla di cose tangibili ed oggettivabili? Se poi gli hai dato retta significa che sono persone in cui riponi fiducia, immagino. Cmq la verifica, secondo me, va fatta con chi ci fa la critica, non da soli, perlomeno, io faccio così, perché bisogna distinguere tra chi ci dice cose che riguardano davvero noi e chi invece proietta i propri vissuti su di noi e l'unica maniera (che conosco io) per scoprirlo, oltre alla reciproca sincerità, è il confronto diretto.


Credo sia importante offrirsi diverse opzioni e scegliere quella maggiormente utile allo star bene. Molto dipende dagli obiettivi che ci si pone. In base all'obiettivo automaticamente si adegua il metodo per raggiungerlo.
Attenzione perché in questa frase è insito un pericolo, che è quello, appunto, che pur di stare meglio si adatti il proprio modo di ragionare allo scopo non di osservare le cose con distacco, bensì di ricondurle al nostro obiettivo. Tutti vogliono stare bene, è lapalissiano, come mai non è così? Cercando di sintetizzare al massimo: perché non sempre siamo pronti ad affrontare delle vere rivoluzioni, perciò ci accontentiamo della soluzione più comoda.
In questo caso, come ci si comporta con una persona così ? Spero che in tutto questo a rimetterci non sia tua figlia e di conseguenza tu !
La scoperta del grave errore è recentissima e l'azione è seguita dopo due giorni ed è molto semplice: sono andata da un suo superiore ed ho esposto le mie ragioni. Come mi comporto... mi sento estremamente a disagio, ma parlare nei mesi scorsi non è servito a nulla, quindi ora taccio.

10

Saturday, May 8th 2010, 7:44pm

Scusa ma per quale motivo dovremmo metterci in discussione? a me non è mai passato neanche per l'anticamera del cervello...eppure non penso di non avere un equilibro stabile..

pazzy

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11

Saturday, May 8th 2010, 8:53pm

Quindi non ti eri instillata da sola questi dubbi. E come mai secondo te le persone ti dicevano continuamente che mentivi a te stessa? Potevano saperne più di te? Cioè, era un caso come l'esempio che ho portato io dove si parla di cose tangibili ed oggettivabili? Se poi gli hai dato retta significa che sono persone in cui riponi fiducia, immagino. Cmq la verifica, secondo me, va fatta con chi ci fa la critica, non da soli, perlomeno, io faccio così, perché bisogna distinguere tra chi ci dice cose che riguardano davvero noi e chi invece proietta i propri vissuti su di noi e l'unica maniera (che conosco io) per scoprirlo, oltre alla reciproca sincerità, è il confronto diretto.
Sai, quando si parla di un passato lontanissimo, di verificabile esiste solamente il risultato visibile. L'oggi per intenderci. In quell'analisi ci sono entrata per due motivi essenzialmente... uno per riuscire a "buttar fuori" quello che avevo vissuto nel totale silenzio e poter io stessa cercare di capire i miei "perchè" dell'epoca. L'altro motivo nasce da opinioni diverse come diverse sono le persone che riflettono su un racconto non vissuto sulla loro pelle. Ma i veri dubbi me li sono messa da sola perchè anche di me stessa amo avere certezza. A volte si crede di aver considerato tutto e così non è. Non avrei problemi ad ammettere gli errori, anzi, credo si farlo abitualmente. La cosa che mi ha reso FELICE, e questo è il vero grande risultato, è stato di perdonarmi gli errori commessi. Ma tracce di "menzogne" non ne ho trovate. Certo che a distanza di anni e in mancanza della stessa condizione e delle persone coinvolte, tutto sfuma e di per se potrebbe assumere carattere "poco realistico" quel che si ricorda. Potrebbe anche essere. Però alla fine, tirando le conclusioni, la MIA decisione di mettermi in gioco a costo di cadere nel ridicolo, ha fruttato serenità...
Chi ci muove una critica, a me sembra abbastanza logico che sarà condizionato dal proprio vissuto e perciò, accetto di buon grado che abbia opinioni personali differenti dalle mie. Addirittura potrei ringraziare chiunque mi venisse contro. Salvo poi mantenere la mia opinione... e gli estranei alle vicende della mia vita non possono pretendere di aver colto quello che c'era da cogliere.
Attenzione perché in questa frase è insito un pericolo, che è quello, appunto, che pur di stare meglio si adatti il proprio modo di ragionare allo scopo non di osservare le cose con distacco, bensì di ricondurle al nostro obiettivo. Tutti vogliono stare bene, è lapalissiano, come mai non è così? Cercando di sintetizzare al massimo: perché non sempre siamo pronti ad affrontare delle vere rivoluzioni, perciò ci accontentiamo della soluzione più comoda.
Ho aperto un thread sempre in questa sezione Dalena, e in quel thread ci sono le motivazioni che mi hanno portato ad una vera grande rivoluzione comportamentale. Lì, potresti trovare i motivi e anche il metodo, per nulla "comodo", che mi induce ad essere quella che sono. Dal momento che qui si parla di obiettivi da raggiungere, obiettivi interiori ed esteriori, vedo nel metodo da me attuato la necessità di adeguamento alla situazione, diversi angoli d'osservazione... ma il "metodo" resta lo stesso... non mentire a se stessi e agli altri. Per questo motivo parlo nel thread di "automatismo" perchè per me è norma cercare di riflettere prima di agire. Oggi siamo il risultato di ieri e di anni fa... non ci si può inventare da un giorno all'altro, secondo me, e tutto sarà frutto di una continua osservazione di noi, nel bene e nel male. Le scelte saranno sempre meditate e frutto di una automatica messa in discussione dei nostri pensieri, intenti e metodi. Credo, perlomeno questo vale per me !
La scoperta del grave errore è recentissima e l'azione è seguita dopo due giorni ed è molto semplice: sono andata da un suo superiore ed ho esposto le mie ragioni. Come mi comporto... mi sento estremamente a disagio, ma parlare nei mesi scorsi non è servito a nulla, quindi ora taccio.

Spero tu possa mantenere un "controllo" efficace, visto che la salute della piccola è prioritario !

Dalena

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Sunday, May 9th 2010, 12:33am

Chi ci muove una critica, a me sembra abbastanza logico che sarà condizionato dal proprio vissuto e perciò, accetto di buon grado che abbia opinioni personali differenti dalle mie. Addirittura potrei ringraziare chiunque mi venisse contro. Salvo poi mantenere la mia opinione... e gli estranei alle vicende della mia vita non possono pretendere di aver colto quello che c'era da cogliere.
Col dovuto rispetto, in queste parole non c'è traccia di confronto, quello che leggo è che ti fa piacere che qualcuno ti venga contro per il fatto che in questo modo potrai avvalorare maggiormente le tue idee perché sei convinta che nessuno al di fuori di te possa saperne altrettanto su ciò che hai vissuto. Leggo anche che a parer tuo questo valga per tutti, visto che tutti sono condizionati dai propri vissuti, quindi per te non esiste condivisione. Io non la penso affatto così, un estraneo potrebbe proiettare se stesso, è vero, ma se conosce il fenomeno, è abituato a gestirlo e vi presta attenzione, questo non succede.

ma il "metodo" resta lo stesso... non mentire a se stessi e agli altri.
Progetto tanto ambizioso, quanto di difficile realizzazione, ma come si concilia con quanto hai scritto sopra? E' quando si è sinceri e trasparenti che si riesce a condividere con gli altri, anche con chi non ha vissuto le nostre stesse esperienze. Qui manca qualcosa.

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13

Sunday, May 9th 2010, 1:47am

Ciao,
io sono cresciuta in una famiglia nella quale i miei genitori non mi hanno bene insegnato bene la differenza tra il male e il bene per cui ora a 28 anni ho ancora un grande punto interrogativo a riguardo e questo sono dovuti i miei problemi relazionali. io agisco di impulso e poi rifletto sul mio operato e mi domando se ho fatto bene o ho fatto male e poi giungo alla conclusione che comq sia non si puo' cambiare il passato e accetto a volte di malgrado le conseguenze delle mie azioni.Non so darmi una vera risposta perchè sul momento prendo una decisione avventata ma poi non capisco lo stesso se mi sono comportata male oppure bene. Certo poi quando tutti ti dicono che è colpa tua etc etc uno si fa delle riflessioni sul suo operato aldilà della risposta che si dia. Certo che il confronto mi piace ma a mio avviso mettere in discussione realmente se stessi è ben diverso dal fatto che gli altri ci possano mettere in discussione perchè fare i conti con la propria coscienza e il proprio operato non è facile.Io non ho tante certezze ma tanti dubbi, tanti punti interrogativi non risolti......

pazzy

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14

Sunday, May 9th 2010, 4:10am

Col dovuto rispetto, in queste parole non c'è traccia di confronto, quello che leggo è che ti fa piacere che qualcuno ti venga contro per il fatto che in questo modo potrai avvalorare maggiormente le tue idee perché sei convinta che nessuno al di fuori di te possa saperne altrettanto su ciò che hai vissuto. Leggo anche che a parer tuo questo valga per tutti, visto che tutti sono condizionati dai propri vissuti, quindi per te non esiste condivisione. Io non la penso affatto così, un estraneo potrebbe proiettare se stesso, è vero, ma se conosce il fenomeno, è abituato a gestirlo e vi presta attenzione, questo non succede.
Logicamente chi conosce il fenomeno, ne ha esperienza ed è abituato a gestirlo, è in grado di confrontarsi... e troverebbe in me un attento interlocutore. La vita non mi ha fatto nascere "imparata" :) Così è sempre stato e sempre sarà, chi sa è il benvenuto e ti assicuro che taccio tanto quando incontro chi ha da aprirmi gli occhi. Altrimenti, in caso contrario, si andrebbe a cozzare solo contro il muro delle idee di una persona che mette in dubbio quelle dell'altra. A quel punto coverrai con me che ognuno terrà le proprie opinioni.
Progetto tanto ambizioso, quanto di difficile realizzazione, ma come si concilia con quanto hai scritto sopra? E' quando si è sinceri e trasparenti che si riesce a condividere con gli altri, anche con chi non ha vissuto le nostre stesse esperienze. Qui manca qualcosa.

Hai ragione, manca qualcosa... in questo istante preciso sono in partenza quindi in primis manca a me il tempo di andare avanti, ma prometto che ci torno appena possibile, magari stasera.
Buona giornata :)

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Sunday, May 9th 2010, 1:28pm

In linea di massima, credo che ogni persona dotata di normale capacità d'analisi, si mette in discussione senza nemmeno accorgersi di farlo, perchè anche il semplice dover scegliere quale percorso intraprendere per raggiungere gli scopi che si prefigge nella vita, impone valutazioni che si basano sulla propria capacità di rapportarsi alla vita, la sua, e se proprio tiene a se stesso e al suo equilibrio sarà un continuo ragionare "automatico e non pensato", nel senso... non credo si dica a se stessi: adesso decido di riflettere e ragionare ! Penso sia proprio un automatismo.



Per il mio modo di vedere hai sintetizzato ottimamente un concetto che mi è sembrato comunque di leggere anche a supporto della maggior parte degli altri interventi.
Mettersi in discussione non è un rito processuale che si improvvisa come black-out forzato in una vita in cui si è sempre affrettati a darsi certezze.
E' un'attitudine intima e propria, che non credo possa improvvisarsi su richiesta.
La richiesta (altrui) è certamente un "mettere in discussione" (che potrebbe essere inutilmente o addirittura malignamente invasiva quando non c'è alcun rapporto, mentre è forse addirittura essenziale quando si vuole che un rapporto ci sia) , ma non ha nulla a che vedere con il metterSI in discussione.

Chi è intimamente allenato, come dice Kimberly, non vivrà quella richiesta come "invasione conturbante", e anzi, forse, troverà in quell'altrui mettere in discussione un segno tangibile di interesse, oltre che una riserva di piena fiducia nella sua capacità di mettercisi, oltre che un'occasione gratificante di partecipare agli altri le PROPRIE riflessioni su sè stesso.

Chi non è intimamente allenato, capisco bene, vivrà malissimo quella richiesta, che sembra volerlo stuprare perchè lo conduce ad una serie di riflessioni mai fatte e subito obliate attraverso certezze gratificanti.

Ma è anche da quello che si vedrà bene se è , oppure non è, allenato a metterSI in discussione: il primo coltiverà i dubbi, laddove il secondo dispenserà certezze, dubitando del prossimo se quel prossimo gli farà notare che quelle certezze sono oggettivamente incongruenti.

Opinione personale, molto convinta, e ancor più disponibile alla discussione.
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )