Ho un'"amica" dottoressa, giovane, la quale nei giorni scorsi, parlando del suo tirocinio come medico di base, mi raccontava di quanti siano i casi di ansia, attacchi di panico, depressione...
Il motivo principale, a mio avviso, è l'incertezza del mondo di oggi. Subito dopo viene la scarsissima possibilità di avere gratificazioni.
Di certezze non ne abbiamo davvero più, soprattutto dal punto di vista lavorativo. E questo non può che creare ansia e depressione, perchè non vedi sbocchi, non credi nel poter costruire una vita tua ed indipendente...Non vedi futuro.
I rapporti umani sono diventati spesso "malati", a causa dell'individualismo causato dal moderno modo di pensare per cui "ognuno ha il diritto a realizzare ogni proprio sogno". Senza più ammettere alcun limite, alcun fallimento, alcun destino...
La frenesia della vita non aiuta certo nè la comunicazione nè il dialogo interiore.
I modelli che ci siamo creati in questo Paese, modelli consumistici provinciali e da "piacioni", non favoriscono il sentirsi a proprio agio ed accolti "a prescindere"...per quel che abbiamo e per ciò che indossiamo.
Alcuni "agenti esterni" ci mettono il loro zampino aggravante: rumore ed inquinamento non aiutano il benessere psicofisico ed il rilassamento.
Insomma, credo, e qui mi ripeto in maniera anche antipatica (me ne rendo conto da solo), che in questo Paese non abbiamo lavorato bene negli ultimi venti anni. In altri Paesi europei il sistema non è molto diverso, ma meno esasperato certamente!
Ricchezza meglio distribuita, più meritocrazia (e quindi più opportunità per i giovani), meno "piacionismo" (se hai la camicia a righe dell'anno scorso e la macchina che compie 10 anni vai bene lo stesso!), più modestia, città costruite meglio (più parchi e più silenzio grazie ai mezzi pubblici moderni e meno inquinanti), farebbero già calare di molto i problemi di ansia, stress e depressione.
Almeno secondo me.
E pensare che basterebbe un po' di buon senso e civiltà in più. A dire il vero in Italia ce ne vorrebbero un bel po' in più...
Io ho adottato da anni questo stile. Devo dire che l'unico problema è che diventi una specie di fantasma, un "signor nessuno": sono pochissimi che ti accettano ugualmente, e poi anche tu cominci a non accettare più molti che ti stanno attorno. Però ho trovato una profondità ed un rapporto con me stesso che mi da molta soddisfazione. Tutto ciò non è sempre un vantaggio, paradossalmente, nel senso che ti devi confrontare con una realtà che non senti tua, ed è difficile, molto difficile! Ma almeno hai la percezione di essere sempre "in te". Autentico con te stesso. Vivi per come sei, e sei capace di usare la testa.
Da qui il desiderio, e la programmazione in corso, di una dipartita per lidi migliori...Non credo più che nei prossimi anni l'Italia possa cambiare...Basta guardare cosa sta capitando in questi giorni...