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VOLODANGELO

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1

martedì, 14 ottobre 2008, 22:54

L'altruismo non è mai veramente altruismo, prevale sempre l'IO (l'io narciso, l'io compiaciuto, l'io soddisfatto, l'io orgoglioso, ecc..) e tutto ruota intorno ad esso, quasi come una sorta di ricerca di soddisfazione interiore trovata in un gesto altruistico. Quindi in poche parole EGOISMO, soddisfazione del proprio io.
E' solo la mia sensazione e cioè quella di un'eventuale egoista o è solo la ricerca dell'altruismo perfetto che mi fa vivere ogni ipotetico gesto altruistico in questo modo?

Notte Santa e sogni d'oro
E' una bella prigione , il mondo . ( Shakespeare , Amleto )

Kublai

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2

martedì, 14 ottobre 2008, 23:08

Ma che avatar hai messo? :D

L'altruismo sfrenato, immotivato, generalizzato, è sicuramente un atto di egoismo. Sono assolutamente d'accordo con te. Tieni presente, però, che l'essere altruisti permette anche di concentrare le proprie energie (sia mentali che fisiche) su persone esterne, e quindi distoglie almeno in parte l'attenzione dalle proprie questioni personali. In questo caso non direi che si tratti di egoismo, ma di una forma di sofferenza che trova espressione nell'essere altruisti. Forse sembrerò un po' eccessivo, ma ho maturato nel tempo una convinzione. Ho notato infatti che di frequente, anche se non nella totalità dei casi, le persone molto altruistiche sono quelle che hanno una vita mediamente più complicata. Se dovessero dedicare le loro risorse a sistemare ciò che non va nella loro di esistenza, forse non saprebbero da dove partire, e così si dedicano al prossimo. Una sorta di sublimazione insomma, un modo costruttivo di evitare il dolore (pensando al dolore altrui, e non al proprio. Oppure un modo per curare se stessi attraverso gli altri...).
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

VOLODANGELO

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3

martedì, 14 ottobre 2008, 23:24

MA ALLORA VEDI CHE ARRIVIAVO DOVE DICO IO, ANCHE QUESTA è UNA FORMA DI EGOISMO, PIUTTOSTO CHE DI ALTRUISMO. e' SEMPRE L'IO CHE PREVALE SUGLI ALTRI. NON RIUSCIAMO A FARE NIENTE CHE PONGA IL NOSTRO IO IN SECONDO PIANO. ANCHE QUANDO DIAMO AMORE, LO DIAMO SOLO PER SODDISFARE NOI STESSI, PERCHE' NE RICAVIAMO PIACERE.
AMEREMMO SERENAMENTE LO STESSO IL NOSTRO UOMO O LA NOSTRA DONNA, SENZA LA RICERCA DI UN CORRISPETTIVO, ANCHE SENZA ESSERE AMATI?
FORSE è UNA VISIONE ESTREMA?
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Kublai

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4

martedì, 14 ottobre 2008, 23:34

Sì, credo che un pochettino estrema lo sia. Ora mi spiego...

Noi siamo stati creati per sopravvivere, fondamentalmente. Per farlo dobbiamo pensare prima di tutto al nostro bene, e solo successivamente a quello dei nostri simili. La natura funziona così, dopo tutto. Comunque esiste anche chi dà e non vuole niente in cambio. Qualcuno esiste, ma di solito fa il missionario. Io sono il primo a sostenere che l'amore è un bisogno, per cui non sono la persona adatta a confutare la tua tesi, VOLODANGELO. Credo si possa amare anche senza essere amati, ma in questo caso non è vero amore (e comunque non può durare). La mia ristretta visione dell'amore prevede due attori che si scambiano qualcosa, e nel momento in cui è soltanto uno di essi a dare qualcosa non è più amore, ma qualcosa di diverso.
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

VOLODANGELO

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5

mercoledì, 15 ottobre 2008, 08:29

probabilmente hai ragione, quel tipo di sentimento a cui mi riferisco si chiama in un altro modo e non è amore. Si chiamerà missione
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bridget80

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6

domenica, 22 marzo 2009, 11:22

per esperienza personale ti posso dire di si: l'altruismo può talvolta essere dettato dall'egoismo, dal narcisismo, dalla voglia di mostrare a se stessi e agli altri quanto si è bravi. io per esempio aiutavo un'amica all'università, perchè lei era molto insicura e si appoggiava sempre a me per gli appunti, per lo studio e tutte le questioni burocratiche. ma in fondo non lo facevo perchè le volevo bene e volevo proteggerla, ma per farmi stimare e ammirare da lei, e al tempo stesso per colmare le mie insicurezze dimostrando a me stessa che ero una persona intelligente e valida.
lo so che è squallido ma è così.

solo39

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7

domenica, 22 marzo 2009, 12:40

L’altruismo, quello vero, è totalmente disinteressato, e comporta un prezzo per chi lo effettua e un beneficio per chi lo riceve.Tuttavia,, a ben vedere, chi compie un gesto altruistico ne ricava differenti vantaggi, specie in termini psicologici, più o meno consapevolmente. Colui che riceve offre in dono la possibilità all’altro di essere riconosciuto come persona generosa e altruista, grazie alla possibilità di vedere accettata quella parte di sé che viene fuori dallo stesso atto di generosità. Più che una differenza tra altruismo ed egoismo, io vedo una sottile differenzazione tra altruismo e cortesia..cortesia è fare passare avanti a noi alla cassa del supermercato una persona con un solo oggetto, fermarsi a fare attraversare un pedone anche fuori dalle strisce, sono piccole cose che fanno funzionare meglio l’assetto sociale e che consentono di instaurare relazioni più armoniche tra le persone.
Ma quale è il limite tra cortesia e altruismo? Se la condizione che distingue i due concetti è l’annullarsi di se stessi e delle proprie necessità, le piccole cortesie quotidiane non sono gesti di altruismo, nella misura in cui spesso non ci costano più di tanta fatica né intaccano in modo particolare le nostre esigenze e diritti. ma chi è in grado di definire ciò che è veramente altruismo distinguendolo da ciò che non lo è?
Innanzi tutto, è sempre necessario considerare le motivazioni alla base del gesto...allo stesso modo, dall’esterno manifestazioni autentiche di altruismo possono essere male interpretate e valutate come espressione di fini altri che l’agente può non avere affatto considerato...
"Una vita inutile vivrai, se non farai di te quel che vuoi: mi disse un uomo, guardando il mare; una vita inutile, vivrai....." (L.Tenco)

MariaSud

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8

domenica, 22 marzo 2009, 18:14

salve,salve,salve,

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  • "lea" è stato interdetto da questo forum

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9

lunedì, 23 marzo 2009, 14:29

Io ho letto una frase di Suor Teresa di Calcutta,che diceva:prima di aiutare il tuo prossimo,aiuta la tua famiglia,e quando tutti attorno a te saranno felici,allora allontanati,in cerca di chi e' triste.


Volevo solo ringraziare chi ha rispolverato questa discussione.
La trovo molto bella e trovo molto "spessi" tutti gli interventi.

La frase citata da Maria (secondo me) è proprio IMMENSA nella sua Semplicità.

Non solo corrisponde ad un Progetto Umano che è DAVVERO a misura d'Uomo, ma - ancor prima - trovo che sia la cartina di tornasole (semplice, comoda, a portata DI TUTTI) per poter valutare la bontà VERA dei propri moti "altruistici".

E hai ragione anche tu, Maria, quando dici : "ok... ma se non ci riesco a far felice chi è con me... vado oltre".
E' umano, e forse è giusto, per salvarsi la vita. E quindi... ben venga ANCHE ... cercare l'altro prossimo, quello che è oltre la propria famiglia, quando in questa hai DAVVERO cercato in OGNI modo. Ma credo sia importante aver consapevolezza (come ce l'hai tu) di aver comunque lasciato un'incompiuta alle tue spalle, e soprattutto poter dire a se stessi "SO di averci provato in ogni modo, prima di andare oltre". E non credo, cara Maria, che tutti facciamo e abbiamo fatto come te. :love:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

pazzamentesana

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10

lunedì, 23 marzo 2009, 14:43

Citato

alcune non le penseremo nemmeno,come la mia,quella di amare uno sconosciuto,come un bambino, che non pretende da me amore,dovere,ma solo affetto e comprensione amore disinteressato.......


In questo caso si esce veramente ricchi, chi da e chi riceve, è uno scambio dagli effetti interiori impressionanti al positivo... che poi è il senso dell'Amicizia con la A maiuscola - dell'Amore con la A maiuscola, cara Maria... l'amicizia/amore che non necessita di altro che di se stessi e dell'altro... in una reciprocità vera.

In effetti Madre Teresa era Maestra in questo donare se stessa ed era pienamente consapevole di ricevere più di quanto lei stessa riusciva a dare. Amicizia e Amore dati/tornati come boomerang !

E' un piacere averti letto... come sempre più frequentemente accade, grazie... :love:

  • "lea" è stato interdetto da questo forum

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11

lunedì, 23 marzo 2009, 14:59

In questo caso si esce veramente ricchi, chi da e chi riceve, è uno scambio dagli effetti interiori impressionanti al positivo... che poi è il senso dell'Amicizia con la A maiuscola - dell'Amore con la A maiuscola, cara Maria... l'amicizia/amore che non necessita di altro che di se stessi e dell'altro... in una reciprocità vera.


Appunto : Madre Teresa suggerisce un test (semplice) : se questo è vero... lo facciamo dove è più logico e necessario farlo.... non dove è più facile e comodo farlo!

Una madre, un marito, un fratello, un figlio.... hanno delle PRETESE (più o meno legittime) ed è oggettivamente più complicato farli felici rispetto a chi NON PUO' avere nessuna pretesa, e quindi si accontenta e gioisce di tutto, perchè sa che nulla gli è dovuto.

Ma sentirsi "grandi" per aver dato niente di sè a qualcuno che aveva diritto a men di niente (e che per questo si sprofonda a rigranziarci e farci sentire grandi) è una grande mistificazione quando si sa (o si dovrebbe sapere) che si è dato ancor meno di quel niente a chi aveva diritto a MOLTO del nostro impegno. Non credi?
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pazzamentesana

Non registrato

12

lunedì, 23 marzo 2009, 15:21

Lea... posso ? :cursing:

Quando Maria sostiene di aver fatto TUTTO il possibile e l'impossibile e POI, oltre le sue possibilità non recepite, dedica il suo animo a chi ne ha bisogno e che nemmeno si aspetta di riceverlo questo amore... cosa ne sovviene ?
Che oltre al Test di Madre Teresa di Calcutta... c'è spazio ANCORA per TANTO TANTO AMORE...

O perchè la famiglia non riesce a godere dell'amore donato, bisogna rinunciare a darne ad altri ?
:whistling:

Credo che quando si fa qualcosa, nel limite delle proprie capacità, quando l'impegno è stato totale rispetto a quanto dal singolo concepibile... sia meritevole sempre e comunque purchè sia fatto senza scopi interessati, senza ricompensa economica.
Ora... non credo sia semplice per chi cerca di rendere felice la sua famiglia, i suoi cari, presentarsi a cuor leggero da altri bisognosi, Lea.

Poi ciò che spinge il singolo solo lui veramente lo sa, posso dirti che SO con assoluta certezza di persone che RIFIUTANO di aiutare la propria famiglia per poi dedicarsi ad opere di carità... il motivo ? Forse "mostrarsi" agli occhi degli altri... o forse "pulirsi" la coscienza rispetto a quanto si sa di non fare perchè "faticoso".
Però Lea, penso proprio che la casistica sia falsata poichè SOLO noi SAPPIAMO il PERCHE' facciamo opere di altruismo ! E SE è reale altruismo o necessità di riempire buchi !

Sono del parere che quando si è altruisti, nemmeno ci si gloria di nulla... perdendo l'umiltà perde valore l'azione, così la penso io !

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "pazzamentesana" (23/03/2009, 16:28)


pazzamentesana

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13

lunedì, 23 marzo 2009, 16:40

Volodangelo... l' Egoismo...

Se pensiamo che un gesto altruista riesce a farci stare bene dentro, ci crea gioia, quindi nel compierlo i primi a goderne siamo noi... allora ogni persona come descritta è egoista poichè la sua ricompensa l'avrà comunque ! Anche nel momento che non se ne vanta, che nessuno è a conoscenza delle sue azioni, quand'anche la mano sinistra non sappia cosa compie la destra questa persona otterrebbe una soddisfazione a livello intimo appagante... e quindi come lo si può definire ? SANO EGOISMO ? E questo come dobbiamo vederlo, come un gesto spassionato o interessato, visto che comunque sia si ottiene in cambio gioia ?

secretgarden

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14

lunedì, 23 marzo 2009, 18:26

l'uomo è prima di tutto un animale. Ha sì una coscienza, ma nel suo istinto secondo me c'è l'egoismo, la sopravvivenza a scapito degli altri purtroppo.

Accettare questo dato di fatto può permetterci di essere almeno un pò altruisti. Ma andare incontro all'altro, almeno a me, costa molta fatica e volontà, non mi viene spontaneo purtroppo. E' una verità dura da accettare soprattutto per me stesso, ma è così.

Sono sempre convinto di questa legge della natura: l'uomo mette in ordine ciò che la natura (e quindi il suo istinto) tenderebbe a mettere in disordine

Nemes

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martedì, 24 marzo 2009, 00:04

Giusto ieri ho letto una riflessione sull'altruismo di Piero Angela, che affermeva che essendo l'uomo un animale sociale, che quindi per sopravvivere necessita degli altri, il suo altruismo è in realtà una forma evoluta di egoismo, "egoismo sociale" per la precisione. Metteva in confronto un organismo che non ha bisogno che di sè per vivere, il quale attua misure egoistiche che gli garantiscono la sopravvivenza, con l'essere umano che si è evoluto in forme sociali le quali sono garanzia della sua sopravvivenza e continuazione della specie, per cui l'altruismo diventa una forma evoluta di egoismo, sociale appunto.
L'ho trovata piuttosto interessante e realistica.

Per quanto riguarda l'amore, credo che sia una forza che trascende tutte queste misure naturali, evolutive, etc... credo che sia ciò che ci permette di essere unici, direi magici, e di agire con piena coscienza. Per cui credo che si possa arrivare ad un punto in cui l'egoismo cede, il bisogno passa in secondo piano e si possa mettere in atto quell'altruismo non egoistico amando chi non ci ama e lasciandolo andare se è il caso.
Ma accetterò chi mi dice che questa è una solenne stronzata, io sono un'utopista e me ne rendo conto ogni giorno di più..
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)