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MarcelloPhoenix

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1

Thursday, October 28th 2010, 11:20am

Jung e l'Astrologia !?

<p align="center">APPROFONDIMENTI
JUNG E L’ASTROLOGIA
<p align="center"></p>

Quoted


<p align="center"><i>Esiste una certa reticenza a riconoscere che personalità come Copernico, Keplero, Galileo
e soprattutto Jung e la cultura psicoanalitica si siano interessati all’astrologia. Ma questo
solo perché, purtroppo ancora oggi, pochissimi conoscono la “buona astrologia”</i></p>

.<div style="float: left; margin-right: 10px">di Grazia Bordoni</div>

Jung si è interessato e anche direttamente di astrologia nel suo testo La<u> sincronicità</u> del 1952 ne tratta diffusamente e riporta anche i risultati di una ricerca da lui condotta sugli aspetti astrologici più significativi nelle coppie di coniugi.
L’interesse di Jung per l’astrologia, tuttavia, è di antica data: già in una lettera del 1911 a Freud il maesto scriveva che “nell’astrologia c’è molta conoscenza proiettata nei cieli” e riferimenti di questo genere sono rintracciabili negli scritti di Jung per tutto il corso della sua vita.
In un suo libro, Jung e la cultura italiana, il noto psicanalista junghiano Aldo Carotenuto si è invece sforzato di dimostrare che l’interesse del maestro per l’astrologia era puramente accademico e non implicava un’adesione alla disciplina.
A mio avviso, come altre persone preparate e intelligenti, Carotenuto è caduto nella trappola di confondere la parte con il tutto ritenendo che l’astrologia commerciale previsionale sia tutta l’astrologia e non solo un suo aspetto: sarebbe come affermare che Pippo Baudo è la televisione italiana. Esiste anche una produzione astrologica di buon livello, ai di là delle previsioni settimanali o mensili: alcune pagine di Sirio [ o vecchi Astra 1977-80 ecc] possono testimoniarlo. Carotenuto invece fa di tutte le erbe un fascio e afferma che “nessuna causa ed effetto tra astri e destini dell’uomo, che è invece l’assunto principale dell’astrologia” dimostrando così di non essere troppo informato sull’argomento.
Il principio causa-effetto tra “stelle”[Astri] e destino umano è ormai ampiamente negato da studiosi di astrologia di provata preparazione culturale che preferiscono parlare di analogia e di sincronicità, mentre è ancora accanitamente sostenuto da una folta schiera di “astrologi”[oroscopari] selvaggi che praticano il terrorismo astrologico a piede libero e diffondono un’immagine deteriore della nostra disciplina.
Purtroppo in molti casi sono proprio gli [oroscopari] astrologi i peggiori nemici dell’astrologia.
</p>

PSICOTERAPIA ED ASTRI

L’interesse per l’astrologia sembra essere stato molto vivo nel mondo analitico junghiano soprattutto tra il 1950 e il 1960. Ernest Bernhard, medico berlinese di origine ebrea, approdò in Italia nel 1939 e diffuse le teorie di Jung nel nostro paese. Figura notissima e amatissima nel mondo psicoanalitico italiano, secondo tutte le testimonianze: tutti coloro che lo conobbero sono concordi nel descriverlo come personalità eccezionale, con un grande senso religioso, un maestro da ricordare con stima e riverenza. Ebbene, Bernhard era un esperto astrologo e utilizzava dichiaratamente l’astrologia nella sua pratica psicoterapeutica. Non ha lasciato scritti e di lui abbiamo solo un libro, Mitobiografa, che in realtà è una raccolta di frammenti e appunti ordinati dai suoi allievi come omaggio postumo dopo la sua morte, avvenuta nel 1965.
Uno degli assunti principali i del maestro berlinese è che il processo di individuazione scoperto da Jung sia “il processo di evoluzione dell’uomo e dell’umanità in genere, così come lo mostra l’astrologia, così come si è manifestato in ogni tempo in seno alle religioni, nei miti, nelle filosofie, nell’arte...”. Purtroppo non è possibile, data la frammentarietà di Mitobiografia, ricostruire un pensiero organico di Bernhard sull’astrologia, anche se ciò sarebbe di straordinario interesse. Carotenuto parla a lungo anche di un altro personaggio, Bobi Bazlen, curioso ed eclettico paziente-allievo di Bernhard, poi consigliere della cosa editrice Adelphi. Anche Bazlen si era occupato molto di Atrologia, di fisiognomica, di I King. Si faceva “fare l’oroscopo” abbastanza regolarmente. Carotenuto racconta che, poco prima di morire, Bazlen aveva a lungo studiato il proprio tema con un’amica astrologa e sapeva di avere davanti a sé un periodo difficile, specie per la salute.


<p align="center">ABUSO DI PREVISIONI
Dato il calibro di queste personalità e la fascinazione che certamente esercitavano su quanti convergevano intorno a loro, è molto probabile che parecchi tra gli allievi di Bernhard abbiano studiato astrologia o se ne siano occupati in modo approfondito ed è altrettanto probabile che tra gli junghiani l’interesse per l’Atrologia fosse diffuso e vivo. Bernhard era un grosso esperto non solo di astrologia, ma anche di chirologia, era attento studioso di I King e di buddismo.
Eppure tanta conoscenza, che certo contribuiva alla formazione di quella religiosità da tutti così ammirata - quasi venerata - viene ora guardata con sospetto, quasi con dispiacere.
E’vero che anche i grandi maestri sono pur sempre esseri umani e quindi, per definizione, imperfetti e con le loro brave ombre come tutti, tuttavia mi stupisce un fatto: se una persona eccezionale come Bernhard si occupava apertamente e senza vergogna di astrologia, possibile che ai suoi discepoli non sorga il dubbio che forse nell’Astrologia ci sia qualche cosa che vale la pena di essere studiato? Infatti, Carotenuto a parte, ci sono psicanalisti junghiani che condividono l’interesse di Bernhard per l’astrologia.
Solo che non vanno a raccontarlo in giro. E giustamente. Guardiamoci onestamente intorno. Quale è l’astrologia che il grande pubblico conosce? Per lo più quella che viene propagandata dalle rubriche previsionali dei giornali che resta comunque l’aspetto più noto e appariscente dell’astrologia e anche quella più fragile e facilmente attaccabile. Troppi astrologi [“”]abusano delle tecniche previsionali per lanciarsi in profezie personali senza neppure porsi il problema dell’impatto emotivo che queste possano avere sui destinatari.<u> Troppi si improvvisano astrologi</u> pur non essendo neppure in grado di calcolare la posizione esatta di un ascendente. Manca una vera etica professionale:
troppi predicano bene e razzolano male. Troppi hanno sposato la causa di un’astrologia d’effetto che ha facile presa sul pubblico più credulone e porta clienti a frotte garantendo facili guadagni, ma non ha alcun valore educativo. <u>Troppi confondono ancora la cultura con l’erudizione</u> e credono che basti citare fonti antiche o riassumere un libro per autodefinirsi colti. Quando sento certi aforismi pronunciati con tracotanza da persone convinte di essere grandi astrologi (“chi nasce Bilancia ha i genitori che si odiano e stanno insieme solo per la forma, gli astrologi dovrebbero collaborare con la polizia perché dal tema della vittima si può ricavare quello dell’assassino eccome”) mi cascano le braccia. E non posso che dar ragione a Volli, Adorno, Carotenuto e o tutti coloro che, sentendo la parola astrologia, non sanno
trattenere un sorrisetto di compatimento.
</p>

<b>
LA VERITÀ DEGLI ASTRI (di Enzo Barillà)

Si sa con quanto penoso imbarazzo gli astronomi a tutt’oggi spiegano la passione per l’astrologia da parte di Copernico, Keplero e Galileo (Tolomeo è un caso a parte), motivandola con loro presunte pressanti necessità economiche. Per quanto riguarda Jung, è fin troppo facile ristabilire la verità in merito al suo atteggiamento verso la nostra disciplina se solo se ne scorre l’epistolario (1). Egli scrive a Sigmund Freud in data 12giugno 1911:
<i>“Di sera sono molto impegnato con l’astrologia. Sto facendo dei calcoli oroscopici per rintracciarvi il grado di verità psicologica. </i>Fino ad ora ci sono alcune cose strane che a Lei sicuramente devono sembrare incredibili”. E da notare che Jung aveva all’epoca 36 anni e gli era ben nota l’avversione di Freud verso “la nera marea di fango dell’occultismo” (2). Ci si può domandare a quali testi il grande psicologo abbia attinto per acquisire le nozioni di base di tecnica astrologica. Poiché conosceva bene sia l’inglese che il francese, non è inverosimile che Jung abbia studiato sui libri di Alan Leo, Sepharial, E. C. Barlet, Eomalhaut, Henri Selva, Paul Choisnard, tutti autori attivi e già ben noti tra fine Ottocento e inizio Novecento. Per quanto riguarda Paul Choisnard, considerato il padre della rinascita astrologica francese, abbiamo prova che Jung ne conoscesse l’opera, poiché lo citò espressamente nella sua lettera del 29 gennaio 1934 indirizzata al dott. B. Baur. Questa è oltremodo interessante anche perché dimostra che il maestro svizzero riteneva “<u>convalidata’ l’astrologia dal punto di vista empirico,</u> pur essendo all’epoca orientato ad attribuirne l’efficacia in base al concetto di “tempo qualitativo”, che abbandonerà in seguito. Scrive invero Jung:<i> “Il fatto che l’astrologia tuttavia fornisce risultati validi prova che non sono le apparenti posizioni degli astri che operano</i>, ma piuttosto i tempi che vengono misurati oppure determinati da posizioni astrali arbitrariamente determinate. Perciò il tempo risulta come un flusso di eventi carico di qualità e non come una concezione astratta o una condizione della conoscenza, come vorrebbe la nostra filosofia”. In quella stessa missiva, Jung mostra poi di disattendere la vecchia obiezione basata sul fenomeno della precessione degli equinozi (a causa della quale le costellazioni non corrispondono più ai segni zodiacali), che anzi imputa “alla teoria primitiva secondo cui sono le stelle stesse a irradiare certi effetti”.
Ma i riferimenti all’astrologia nella vasta opera Junghiana non si limitano all’epistolario. Essi sono talmente numerosi che, visti i limiti di queste note, necessito qui contenersi a pochi accenni. Nel 1928, in occasione del convegno degli psichiatri svizzeri, Jung tiene una conferenza dal titolo Tipologia psicologica (3) dove non manca di richiamarsi alle triplicità o trigoni dei quattro elementi per così concludere: <i>“Come poi possa esistere un nesso tra i segni zodiacali e i pianeti da una parte e i temperamenti individuali dall’altra, è una questione </i>che si perde nelle nebbie del più remoto passato e per la quale non esiste risposta”. Risposta che il grande studioso ritiene uccessivamente d’individuare nel principio di sincronicità (4). Si veda a questo proposito la risposta del novembre 1945 al questionario del prof. J. B. Rhine nonché la lettera del 6 settembre 1947 all’astrologo indiano B. V. Raman dove, tra l’altro, scrive: “<i>Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l’oroscopo</i> [grafico astrale di nascita] per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato che i dati astrologici spiegavano certi punti che altrimenti sarei stato incapace di capire”. Jung mantiene la stessa impostazione nella lunga risposta datata 26 maggio 1954 al questionario sottopostogli dal francese André Barbault, dove mostra di avere dedicato la propria attenzione anche ai transiti planetari. Infatti alla domanda se egli avesse osservato fasi di resistenza o di progresso nel trattamento analitico in concomitanza con determinati transiti, Jung risponde:
“Ho osservato molti casi in cui una ben definita fase psicologica, o evento analogo, era accompagnata da un transito (in particolare quando erano coinvolti Saturno e Urano)”. A questo punto possiamo - pur trascurando di commentare le successive lettere al Prof. Hans Bender del 12 febbraio 1958 e 10aprile 1958 (quest’ultima assai importante per chiarire quale fosse il pensiero di Jung in merito al principio di sincronicità applicato all’astrologia) - cercare di rispondere alle domande implicitamente poste con queste brevi note, e affermare che Jung si è servito dell’astroiogia, nel suo aspetto d’indagine caratterologica, quale valido ausilio del suo lavoro analitico. E poiché credeva nella realtà di questa disciplina antichissima, “sono tentato, quando è il caso, di includere l’astrologia fra le scienze naturali” (5), ne propose una possibile chiave di lettura ricorrendo al suo principio di <u>sincronicità </u>per concludere però, con l’umiltà propria di chi è grande, che “l’astrologia sembra richiedere varie ipotesi ed io non sono in grado di dichiararmi per l’una o per l’altra. Bisognerà rifugiarsi in una spiegazione mista visto che la natura non si preoccupa della pulizia dei nostri concetti intellettuali” (6).
</b>

1 . G. Jung, Briefe, Walter Verlag, Olten 1 973 (edizione in
lingua tedesca); C. G. Jung, Letters, Routledge & Kegan Paul Ltd.,
London 1973 (edizione in lingua inglese).
2.Ricordi, sogni, riflessioni di C. G. Jung, BUR, Milano 1979.
3.Opere, VoI. 6, Boringhieri, Torino 1981, pag.527 e segg.
4.“ il fenomeno della sincronicità è quindi la risultante di due fattori: (1) un’immagine inconscia si presenta direttamente (letteralmente) o indirettamente (simboleggiata o accennata) alla
coscienza come sogno, idea improvvisa o presentimento; (2) un
dato di fatto obbiettivo coincide con questo contenuto”.
La sincronicità come principio di nessi acausali, Opere, VoI. 8,
Boringhieri, Torino 1983, pag. 477.
5.Lettera del 10/4/1958 al Prof. Hans Bender.
6.lbidem.



<p align="center"><i>OROSCOPO DI JUNG
Grafico:
Carl Gustav Jung nacque la sera del 26 luglio 1875 a Kesswill in Svizzera. [h.18.52] certificato di nascita !?

L’ora di nascita non è certissima, viene comunque accettata quella ricostruita dalla figlia, attenta studiosa di astrologia. Secondo questa ora, le 19,32, l’ascendente è sulla cuspide tra Capricorno e Aquario. Da notare la posizione del Sole nel settimo campo, frequente in chi si occupa di psicoanalisi, dissonante con Nettuno nel terzo a sottolineare una sensibilità esasperata.
Plutone, simbolo dell’inconscio, è nel terzo campo congiunto alla Luna ….Toro, testimoni della capacità di “lettura” dei simboli e della grande vena narrativa che ha permesso a Jung di imporsi anche come autore di primo piano.


</i></p>
-------------------------------------------------------
fonte:----- SIRIO N°129 MAGGIO 1999
Jung disse:"Ognuno di noi è nato in un determinato istante in un determinato luogo, e come i vini d'annata possiede le qualità dell'anno e della stagione in cui è nato".

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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2

Thursday, November 25th 2010, 5:27pm

Ma tu che riscontri hai ottenuto?

Kublai

Moderatore

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Activitypoints: 23,216

Date of registration: Jun 5th 2007

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3

Thursday, November 25th 2010, 8:12pm

Che pessimo copia-incolla hai fatto....

Magari dagli una sistemata!

Sempre che tu voglia portare avanti questa discussione (che puzza un pochettino di spam).
Dal pensiero del momento in fondo all'indice del forum:

Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. Theodor W. Adorno

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