Premetto che... le mie sono considerazioni di natura generale, anche se nate dalla riflessione su un vissuto personale.
L'angoscia è una emozione che genera, nel profondo della nostra realtà interiore, una sofferenza indefinibile.
Se, lavorando su di noi, ne ricerchiamo le cause, scopriamo che, in alcuni casi, l'angoscia è generata dalla paura, che nasce quando vengono a mancare nelle relazioni (parentali, amicali, professionali.....) le risposte appropriate ai nostri bisogni vitali.
In tal caso si vive l'esperienza dell'incertezza, della vulnerabilità, della destabilizzazione.
Illusoriamente pensiamo che il controllo, soprattutto, delle relazioni interpersonali, sia il modo giusto per rafforzare la struttura della nostra interiorità e per superare le situazioni di precarietà ed incertezza.
Si pensa, erroneamente, che, attraverso il controllo (e ciascuno di noi ha le proprie modalità per esercitare il controllo), possiamo ottenere dagli altri attenzione, riconoscimento....approvazione....amore.
Ma l'angoscia si manifesta, anche, nel vivere una esperienza di perdita....di scelta.
Infatti, nello scegliere ...abbandoniamo ..... " un qualcosa" per un "un qualcos'altro" .
Non necessariamente la separazione deve avvenire da qualcosa o qualcuno, molto spesso accade di scegliere di separarsi da "una parte di sè", che ha perduto il suo senso ai fini della nostra integrità e del nostro benessere.
Il controllo è una parte di noi, non nata con noi, ma acquisita da noi molto presto ...e...cresciuta con noi....nutrita da fattori genetici ed ambientali.
Lasciare che le cose....accadano...è l'unica soluzione............non solo perchè è inevitabile ma, ....soprattutto, perchè è l'unico modo per perdere quella "parte di sè"...il controllo...che ci priva delle energie necessarie per lavorare su noi stessi....per il nostro autentico benessere.
In tutto questo una buona dose di angoscia...deve essere messa in conto....è lo scotto da pagare.