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summertime

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1

Saturday, March 31st 2012, 12:46pm

I miti del nostro tempo

Riporto, a beneficio di tutti, l'introduzione in cui Umberto Galimberti - filosofo contemporaneo - parla del libro che ha scritto, spiegandone gli aspetti essenziali.

La ritengo molto istruttiva di un certo modo di pensare al giorno d'oggi, che colpisce soprattutto le generazioni giovanissime: il culto delle emozioni, le idee mitizzate sull'amore, sul sesso, sulla giovinezza, sulla ricchezza e sulla tecnologia. Un bagaglio mentale che ci portiamo dietro più o meno consapevolmente, spesso senza chiederci cosa c'è di vero e cosa c'è di falso.

Il sistema culturale occidentale, il cui fulcro poggia sostanzialmente su concetti come il mercato/consumismo da un lato, e l'emozione individuale dall'altro, produce poi una mentalità in cui si creano valori come l'utilitarismo, il narcisismo, l'appagamento dei piaceri, e l'estasi sentimentale come ragioni di vita, cui si immola il significato della nostra esistenza.


“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

The Heart

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2

Saturday, March 31st 2012, 1:18pm

Trovo il tema molto, molto interessante in quanto ci coinvolge tutti.
Si tratta del "nostro tempo" e dunque dei "nostri miti", di noi. Con questi miti condivisi dalla massa, tutti noi dobbiamo fare i conti.
Prendiamo ad esempio il mito di dover avere milioni di amici (fenomeno molto accentuato ad esempio da Facebook e dai party).
Ci sono anche molti di noi che pensano che ciò sia un falso mito, che in realtà i veri amici siano e debbano essere pochi. Eppure, anche chi la pensa diversamente risente inconsciamente delle attese sociali di dover avere tanti amici, di intrecciare tanti flirt amorosi, di mischiarsi in tanti giochi di relazione. Anche chi la pensa diversamente a livello inconscio si sente diverso, e quindi in un certo senso inadeguato, inferiore, solo.

Voglio anche lanciare un'altra riflessione. I miti del nostro tempo sono DEPRIMENTI: esigono da noi la perfezione, caratteristica non umana, e così tutti ci sentiamo inadeguati di fronte ad essi e quindi in parte depressi da questa inadeguatezza.

Voi che ne pensate?