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Date of registration: Mar 28th 2009
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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
E' il QI ad essere (verosimilmente) rilevante ai fini della scelta di credere o meno.
Non so se ci sia legame tra intelligenza ed il credere o meno,chiusura mentale si.
Percorriamo per un momento l'iter dello sviluppo umano. Nelle caverne non e' che tutti dipingevano animali con ocra rossa sui muri. Lo faceva quello che aveva questo dono, per illustrare metodi di caccia o fare scuola ai cuccioli umani, cosi come il giaguaro si porta dietro i cuccioli e gli insegna come fare per cacciare una preda.
Le finalità artistiche primitive avevano tutte una funzione pratica. Anche i tatuaggi o i dipinti sui tepee chejenne, o i segni intagliati sul bastone di Mose'.
Le sculture antiche si rifanno a creare simulacri di divinità, incutendo paura o riverenza, o cercando di ingraziarsi le potenze del cielo.
Neppure nelle epoche appena trascorse l'arte e' fine a se stessa. Tutti i grandi maestri fino all'ottocento, lavoravano su commissione e non erano artisti, ma artigiani, che invece di creare un paio di scarpe, dipingevano la cappella sistina col giardino terrestre, emblema di potere del clero sul mondo.
Ancora oggi il cantante rock si esibisce perche' e' spinto a farlo dal bisogno di esibizionismo, e raccoglie i frutti, se ha successo, con la fila di femmine davanti al camerino, e contratti favolosi, che lo arricchiranno.
L'artista che non ha successo, e' come il merlo che canta e gorgheggia e rincorre la merla, ma viene rifiutato. Ne segue cioe' la frustrazione. Quanti di noi pensano di avere una vena artistica, che pero' non gli viene poi riconosciuta loro?
Infine, quando si parla di nomi celebri, sarebbe bene ricordare il contesto in cui questii nomi operano. Se citate un Leonardo, e vi prendete la briga di guardare il mondo che stava attorno a lui, vi accorgerete che in quel momento c'era una schiera di Leonardi, che pero' non hanno avuto la sua fortuna nel tempo, ma altrettanto in gamba e di successo.
Per concludere, l'arte e' una inclinazione, un dono accessorio se vogliamo, che proviene sempre dalla mente.
La mente umana e' lo strumento evolutivo che ci ha resi vincenti nell'evoluzione, cosi come la struttura semplice e robusta rende vincenti le meduse sui pesci, e le capacita' di adattamento ai luoghi immondi hanno reso vincenti i ratti sulle altre spiecie.
Non c'e' nulla di divino, Solo una grande capacita' plastica di aggredire l'ambiente e piegarlo ai nostri voleri, che ha avuto momentaneamente la meglio su altre forme di vita.
L'intelligenza ordinatrice c'e' sicuramente ed e' nella selezione che permette di far sopravvivere il piu eclettico e plastico degli organismi viventi.
Da questo punto di vista il nostro strumento mentale e' cosi ricco di fantasie artistiche e capacità tecniche che finora e' riuscito a mantenere ed espandere il suo potere di controllo sull'esistente.
Ma e' un accidente evolutivo in natura, che data da qualche centinaia di migliaia di anni, nelle sua forma moderna. Un momento di gloria effimera nell'immensita' temporale. Un peto nel silenzio dell'universo.
Incongrua inversione dei termini. E' il QI ad essere (verosimilmente) rilevante ai fini della scelta di credere o meno.
Quoted
Continuo ad ammettere che un nesso causale specifico non sia (ad oggi, almeno) dimostrabile.
Ma anche un'eventuale assenza di causalità non depone a favore della casualità: una correlazione "significativa" (dal punto di vista statistico) tra i due fenomeni (alto livello intellettivo e scarsa religiosità) significa per definizione che non sia un "caso" che i due fenomeni risultino mediamente compresenti (il che non porta a concludere che uno debba necessariamente implicare l'altro, nè che non possano esistere eccezioni meno frequentemente osservabili di "credenti intelligenti" o di "atei stupidi").
Quoted
Storicamente, il sapere umano è a volte progredito grazie alla Chiesa, o altre volte nonostante la Chiesa.
Io non nego (in nessuna circostanza, nel bene e nel male) la rilevanza storica delle religioni organizzate e del cristianesimo in particolare.
Ma ovviamente ne dò un'interpretazione in termini economici/sociologici e non certo metafisici.
Quoted
Ineccepibile.
Fede significa per l'appunto fidarsi aprioristicamente e non voler sentire ragioni, un pò come avviene nel caso dei bambini piccoli (e altri qui meglio di me hanno approfondito i tratti di infantilismo e di immaturità che sono inseparabili dalla religiosità) e di alcune tipologie di malati di mente (la letteratura atea ha coniato il termine "ammalati di fede" per spiegare la propagazione di credenze e usanze religiose).
Quoted
Se la metti così, allora non è dimostrabile nemmeno l'inesistenza di Babbo Natale, degli asini volanti e dei Puffi... ma quale considerazione avresti di un adulto che ancora creda a babbo Natale che scende dal camino?
Continuo a ripetere che è molto facile trincerarsi dietro il mantra "la logica dell'ateo non può dimostrare che dio non esiste, mentre il credente non ha nemmeno bisogno della logica".
Io invece torno a ripetere che è una forma dialetticamente scorretta di "inversione dell'onere della prova".
Ti piacerebbe essere chiamato in un tribunale dove sia tu a dover dimostrare di essere innocente per non aver commesso un fatto che non hai mai commesso e non la pubblica accusa a dover invece provare la tua colpevolezza?
Nel diritto penale moderno, l'imputato è innocente fino a prova contraria.
Quoted
da un punto di vista logico o empirico
Quoted
L'ateo/agnostico non può essere chiamato a dover dimostrare l'inesistenza, per lui ovvia, di qualunque fandonia altri invasati si siano potuti inventare.
Quoted
Hai voluto estremizzare (ammetterai che nessuna persona di senno crederebbe alla natura divina di un gatto, o più in generale a tutto ciò che non possa essere osservato o dimostrato). Ma voglio seguirti nel ragionamento...
Se non hai prove per dire che non è vero, allora ti conviene crederci, in un'ottica di scommessa alla Pascal e diventare anche tu un adepto del mio gatto
Quoted
Non so, il solo fatto che esista, storicamente e geograficamente, una enorme pluralità di forme di religione, dovrebbe far concludere anche a un bambino, che nessuna può essere vera. Mettiamola così: i cristiani sono circa un miliardo (se si considerano anche i non-cattolici). Significa che gli altri sei miliardi che credono in qualcos'altro o non credono affatto sono tutti dei coglioni?
Quoted
Per me, invece, è la prova dello scisma di massa in atto, del definitivo avanzamento del mondo occidentale verso la secolarizzazione. E' la prova che ormai da tempo i credenti sono una ristretta minoranza [...]
Ed era ora, dal mio modesto punto di vista.
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Questo discorso lo avevo tralasciato perchè a mio parere e'una polemica sterile e fuorviante
Credere a qualcosa che somiglia una dottrina non e' segno di stupidita' o scarsa intelligenza.
Anche i socvialisti utopisti, gli anarchici, i socialisti scientifici credono. Più che non molti credenti religiosi, e fanno della loro ideologia una dottrina che sta oltre e sopra l'individuo.
Così come sono credenti i liberali delle scuole anglosassoni
Anche l'ateo crede e difende l'ateismo. La sua religione e' l'antireligione
Non credere e' un'illusione o un artificio retorico
).o un tragurdo che presuppone un distacco totale dalle cose materiali
Gli unici noncredenti sono alcuni filosofi e qualche monaco buddista
capace di non aver bisogno di credere in nulla ed essere sereno ugualmente
Cosa che ai comuni mortali non e' dato, perche' si ha sempre bisogno di appigliarsi a qualche idea rassicurante, sciocca, stupida o elaborata e forbita che sia.
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Sì, lo so cosa significa che la correlazione è significativa, tuttavia, appunto, correlazione significativa non implica necessariamente il nesso di causalità. Dal punto di vista pratico (scostandoci quindi un attimo dalle statistiche), converrai con me che è assolutamente necessario capire a fondo la significativa correlazione - è il metodo scientifico - per poter asserire con certezza c'è un collegamento effettivo. Un esempio banale: ancor oggi, in molte campagne, i contadini hanno l'abitudine di bruciare un ramoscello d'ulivo (come nel Seicento, insomma), ovvero di eseguire un "rituale magico" [...] Statisticamente la pioggia e il rituale possono anche coincidere - altrimenti le superstizioni famose non si sarebbero neanche mai radicate! -, il punto è che non c'è dimostrazione di causalità, quindi non c'è una base solida per dire che i due fenomeni correlano significativamente SIA sul piano statistico, SIA su quello "causa-effetto".
Se poi vuoi indicarmi qualche titolo di libro rientrante nella categoria "letteratura atea" (esclusi Piergiorgio, Margherita e "AAR" affini), perché io non ne ho mai sentiti.
Il DSM-IV-TR, comunque (il V non l'ho mai letto), che non è certo un manuale di "letteratura religiosa", non ne parla.
cit. Nel diritto penale moderno, l'imputato è innocente fino a prova contraria.
Questo in Italia. Nei paesi islamici no
E' l'ateo che smentisce il credente, non il contrario, quindi l'ateo deve fornire prove concrete per sostenere la sua tesi, altrimenti fallisce in partenza.
Da un punto di vista logico ed empirico non sappiamo neanche come mai il Ritalin
Fino a prova contraria sono gli atei/agnostici che vanno nelle trasmissioni pomeridiane a farsi smer*are da Vittorio
I credenti se ne fregano: loro credono e basta, non chiedono all'ateo/agnostico la dimostrazione dell'inesistenza di qualcosa in cui loro hanno fede, proprio perché le loro convinzioni poggiano su salda fede, non su prove concrete.
). Ma vabbè...Sono gli atei/agnostici desperados che si danno da fare per elargire premi a chi fa le tesi da ateo, per diffondere la pratica dello "sbattezzo" (che poi se uno è ateo non vedo cosa se ne fa dello "sbattezzo"), per pubblicare i libri dei matematici a cui piace parlare di religione, per levare i simboli religiosi dalle strutture pubbliche (figurati che addirittura nell'aula didattica microscopi della mia università c'è il Crocifisso, e sono orgogliosissimo di dire che non studio in un'università privata) e per fare gli "ateobus"
sono loro che pretendono di convincere i credenti, non il contrario
Il credente è libero di scegliere ciò in cui vuole credere, perché dovrebbe per forza credere anche al gatto che parla?
E' sempre lo stesso discorso: la libertà di culto non esiste solo a livello giuridico, ma anche a livello personale.
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Il tema della discussione si è spostato dalla vita eterna all'esistenza di Dio
Facciamo un discorso Adulto sull'esperienza. L'universo è costituito da un insieme di enti, tutti contingenti (potrebbero esserci o non esserci), tutti divenienti (cominciano/finiscono, e se viventi nascono/muoiono) - dato di realtà.
Se nessuno di questi enti, in quanto contingenti, può essersi dato l'esistenza da solo, l'esistenza dev'essergli stata data da una qualche Entità, dall'Essere. E questo Essere supremo è appunto ciò che le religioni chiamano Dio ("e noi lo chiamiamo Dio" concludeva così ciascuna delle sue 5 vie S.Tommaso).
Ricapitoliamo: l'esistenza di Dio si ricava necessariamente partendo da un dato di realtà Adulto. Dunque c'è una base più che solida per affermare che Dio esiste.
Concludo ricordandoti che molti scienziati, tra cui premi Nobel del calibro di Albert Einstein, Enrico Fermi, Max Planck, Carlo Rubbia, erano convinti dell'esistenza di Dio.
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... Da quanto leggo il tuo pensiero sembrerebbe configurarsi come meccanicistico e riduzionista (correggimi se sbaglio) mentre, per quanto mi riguarda, ritengo che l'esistenza in natura di certe complessità irriducibili mi portano a pensare che possa esistere un design intelligente.
Quoted
Capisco il tuo punto di vista ma davvero non mi riesce di ridurre (appunto) l'arte e la spiritualità umana in generale come un mero artificio meccanico (ri-appunto) nate per caso per inseguire l'istinto riproduttivo. Ma questo non vale solo per l'uomo (che, in questo caso, è l'espressione massima della complessità astratta) ma anche per le più semplici forme di vita che si vorrebbero risultato di iterazioni caotiche e di mutazioni negative.
Quoted
In definitiva io non credo in una divinità "classica" alla Geova, ma la logica mi impedisce di accettare certe spiegazioni semplicistiche (e comunque indimostrate, prima tra tutte l'evoluzione Darwiniana) sull'origine della vita e dell'Universo.
Quoted
Ad un osservatore esterno potrebbe sembrare che io sia Atea visto che questo presunto "ordinatore" non influisce direttamente sulle leggi cosmiche, pertanto non è possibile "piegarlo" alle proprie richieste o necessità e non avendo quindi un "interesse" tangibile la maggior parte dei credenti lo bollerebbe probabilmente come "inutile". Il mio non è un intento consolatorio per cercare di addolcire le prove della vita, ma una ricerca per trovare una spiegazione più verosimile di quelle che la scienza è per il momento riuscita a dare.
Date of registration: Mar 28th 2009
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Facciamo un discorso Adulto sull'esperienza. L'universo è costituito da un insieme di enti, tutti contingenti (potrebbero esserci o non esserci), tutti divenienti (cominciano/finiscono, e se viventi nascono/muoiono) - dato di realtà.
Se nessuno di questi enti, in quanto contingenti, può essersi dato l'esistenza da solo, l'esistenza dev'essergli stata data da una qualche Entità, dall'Essere. E questo Essere supremo è appunto ciò che le religioni chiamano Dio ("e noi lo chiamiamo Dio" concludeva così ciascuna delle sue 5 vie S.Tommaso).
Quoted
Ricapitoliamo: l'esistenza di Dio si ricava necessariamente partendo da un dato di realtà Adulto. Dunque c'è una base più che solida per affermare che Dio esiste.
Concludo ricordandoti che molti scienziati, tra cui premi Nobel del calibro di Albert Einstein, Enrico Fermi, Max Planck, Carlo Rubbia, erano convinti dell'esistenza di Dio. Pensiero infantile? Albert Einstein? Ma per piacere!
This post has been edited 1 times, last edit by "doctor Faust" (Jan 5th 2012, 4:01pm)
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non finiamo in questi temi teologici, il titolo del topic non mi pare "Dio esiste oppure no".
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La Tesi è l'Antitesi e l'Antitesi è la Tesi... (e magari tu sei la Sintesi, dalla tua comoda posizione di "agnostico").
Per me l'ateo è, semplicemente ed etimologicamente, colui che non crede in alcuna entità metafisica la cui esistenza non possa essere dimostrata, risultando è dunque privo di credenze di natura religiosa.
Il problema e' stabilire cosa e' meta-fisico. Il neutrino è fisico o metafisico? la materia oscura e' fisica o metafisica? le dieci dimensioni ipotizzate dalla teoria delle stringhe sono fisaca o metafisica?
Finora siamo nella terra di nessuno.
(quote]E l'assenza di religiosità non significa essere "contro", o "anti", le religioni esistenti, ma negarne la veridicità. Volendo sottilizzare, l'unica forma di "anti-religione" che mi viene in mente è il satanismo, che si sviluppa in antitesi alla religione cristiana).
Mi sembra una di quelle menate buddiste o giù di lì. Non ne capisco nulla di Budda, non capisco che c'entra e perchè l'hai tirato tra le palle.
So solo che sono ateo pur rimanendo attaccato alle cose materiali, all'occidentale.
sembravi sereno pure tu, sempre a pagina 1 del thread, quando strafottentemente affermavi che: "Alla terra e alla natura della nostra presenza non importa un fico secco. Quando saremo morti consegneremo a loro il materiale di costruzione per altre esigenze, come dei pezzetti di lego. Un po' di noi sara' sabbia e sassolini, un po' cibo per organismi e microorganismi, un po' gas e acqua. Dobbiamo rallegrarci che, anche da morti, daremo il nostro contributo al mondo, ritornando in esso senza piu la nostra coscienza di essere. Niente piu turbamenti, emozioni, dolori, patimenti, malattie, lutti, separazioni, drammi. Pace eterna. Vuoto assoluto. Il nulla immobile. Non ti da tranquillita' questa prospettiva? Non e' rasserenante? Questa e' la contemplazione di dio". Se imparo come si fa, a questo punto inserirei un sondaggio tra i partecipanti al thread: "secondo voi il doctor è ateo o no se fa affermazioni come questa?"
Per carità, è del tutto comprensibile che ci possano essere momenti di debolezza e di sofferenza (chessò, una malattia, una separazione, un lutto) in cui si è tentati di credere tanto per appigliarsi a qualcosa. E' umano. Così come a chiunque può capitare di indulgere in piccole e innocue superstizioni o di vivere un'esperienza mistica utilizzando qualche sostanza psicotropa . Tutto questo però non significa dover necessariamente maturare una qualche credenza religiosa in modo consapevole e razionale.
Il Bambino interiore, al momento del bisogno, vuole appelarsi a qualcuno [babbo e mamma, dio e dea] dal quale si aspetta salvezza, sicurezza, protezione, calore umano.
IL bambino interiore non muore mai, finche si vive, e viene fuori nei momenti di stanchezza, di stress, di paura, di ongoscia e tormento. E vuole risolvere tutto e subito col pensiero magico.
This post has been edited 1 times, last edit by "summertime" (Jan 5th 2012, 5:05pm)
Hai fatto un bell'esempio, quello dei rituali contadini, ma ancora non ci siamo.
Provo a riformulare i miei ragionamenti nella maniera più schematica possibile, poi non ci torno più.
Se si parte dal fatto, empiricamente verificabile, che esiste correlazione significativa tra i due fenomeni considerati ("avere un alto QI" e "non essere religiosi"), allora le possibilità logiche sono tre:
1) "essere religiosi" implica "avere un basso QI" (ipotesi affascinante, quella che la religione possa danneggiare e compromettere le nostre facoltà mentali, ma poco credibile, data la prevalente natura innata/ereditaria dell'intelligenza);
2) "non essere religiosi" e "avere un alto QI" sono correlati senza alcun nesso di causalità, perchè entrambi implicati da un terzo fenomeno (che potrebbe essere, ad esempio, la qualità della condizione socio-economica del soggetto, ipotesi verosimile solo molto parzialmente, di nuovo perchè il QI ha una forte componente innata);
3) "avere un alto QI" implica "non essere religiosi", perchè si dispone degli strumenti cognitivi per comprendere quanto puerili siano le fiabe mitologiche narrate dalle varie religioni, per confutarne i dogmi di partenza, per de-condizionarsi dalle credenze e superstizioni popolari, insomma per "svegliarsi" dal sonno della ragione (ipotesi di causalità che ritengo del tutto verosimile e credibile).
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Il fatto che tu stia citando il manuale diagnostico dei disturbi mentali come fonte informativa in materia religiosa mi ha divertito molto...![]()
(il DSM-V non l'hai letto perchè non l'hanno ancora manco scritto, sarà pubblicato nel 2013)
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ho citato una lunga sfilza di filosofi atei i cui scritti potrebbero raddrizzare molte tue convinzioni, "dai primi sofisti e scettici dell'antichità, seguendo con Epicuro, Eraclito, Lucrezio, per poi arrivare in epoca moderna a Hume, ai tanti filosofi materialisti illuministi, poi Marx, Feuerbach, Nietzsche, fino all'epoca contemporanea con Russel, Wittgenstein, Sartre, Freud, Heidegger..."
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E nemmeno nel Processo di Kafka, se è per questo.
Che poi tu ti rifaccia addirittura alla sharia coranica (gran bella roba!) per tentare di confutarmi sa molto di arrampicata sugli specchi.
Quoted
Il punto è che l'assenza di evidenze a favore dell'esistenza di dio prodotte dai credenti, a cui spetta l'onere della prova
Quoted
E poi vale il rasoio di Occam, se ti è capitato di studiarlo.
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I non credenti sostengono l'impossibilità che alcuna religione possa essere "vera" perché si contraddicono l'una con l'altra: non è possibile che più di una di esse sia vera, e questo diminuisce ulteriormente la loro attendibilità. L'esistenza di tante religioni e tante diverse divinità è quindi la dimostrazione che nessuna di esse ha mai portato prove irrefutabili.
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Lasciamo perdere il Ritalin, per carità, chè sennò torniamo a parlare di droga come nell'altro thread...
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Se per te un pensatore di riferimento è (il cocainomane, peraltro) Vittorio Sgarbi, allora mi arrendo...
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Non mi sembra esattamente quello che descrivi tu ("i credenti se ne fregano") l'approccio consigliato dai sacerdoti
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Se apro un frigorifero e non vi trovo nessuna giraffa, senz'altro non ho alcuna prova che non vi sia mai entrata una giraffa, ma ho sufficienti evidenze (le dimensioni della giraffa rapportate al frigorifero, l'assenza di impronte lasciate dalla giraffa) che mi portano a considerare valida questa tesi.
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Sui tizi dell'UARR ho già detto, ma comunque è molto vero anche il contrario (prova per esempio ad andare a dire che sei ateo in Arabia Saudita e vedi quante randellate ti danno per convincerti che Maometto è roba buona e giusta).
Quoted
Perchè il mio gatto ti promette un paradiso più fico
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Basta che non diano fastidio ad altri cercando di limitarli e/o di plagiarli, che non esproprino risorse alla collettività per alimentare il proprio culto mitologico e che non interferiscano col processo legislativo degli stati (laici) in cui operano.
Anche il meccanicismo e il riduzionismo, se visti in un'ottica complessa, rientrano nell'olismo e nella comprensione sintetica.
Un albero motore e' un elemento riduzionista. Un albero motore con biella e pistone in una camera cilindrica, sono un motore, cioe' meccanicismo, ma tutti gli elementi assembrlati formano l'utomobile, che puo' anadere dove vuole, apparentemente, e quelto sembra presupporre il disegno intelligente con indichi tu. L'intelligenza al volante.
Ma se analiziamo questa intelligenza, vediamo che e' condizionata dalla caratteristica dell'auto, dalla rete stradale, da quello che fanno altre auto, e da tanti di quelle variabili che alla fine ti ritrovi imbottigliato nel traffico come tutte le altre auto che credevano di poter andare ovunque in ogni stagione.
La nostra liberta e' un'illusione, che pero' ha un filo di possibilita' espressiva, e questo fa si che l'illusione possa persistere.
Da ntare che questa illusione e' sostenuta proprio dall'espressione ertistica e creativa, che ci da la sensazione di essere dei, a immagine e somiglianza di dio, con tutte le conseguenze che cio' comporta.
Non ci sono forme caotiche e negative in natura, ma solo mutazioni che funzionano e altre che non funzionano. Un cancro muore con l'organismo che ha distrutto, mentre un virus continua ad esistre finche' trova organismi da infettare.
Che poi a te risulti difficile pensare che il Mose' di michelangelo celebri semplicemente la forza e la potenza virile, le forme umane e la loro carica libidica...non ci credo, ma te lo lascio pensare. Quando ho guardato i bronzi di Riace non ho pensato alla magnificenza artistica e tecnologica, che ci rendeva simili a dio, ma solo che era due gran fighi, che tutte le donne vorrebbero nel proprio letto, e ho sentito un moto di invidia mista ad ammirazione. Perche' anche io sono bello e prestante, ma loro lo sono di piu'.
Al momento o sei creazionista o sei evoluzionista. Tertium non datur.
Questo passaggio mi e' oscuro. A me non sembri atea.
Anzi, mi sembri una credente un pò snob, che cerca di differenziarsi dal praticante formale, ma con le stesse esigenze sostanziali.
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