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fran235

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61

lunedì, 04 settembre 2017, 10:52

[quote='elettra7','index.php?page=Thread&postID=789549#post789549'
Molte pubblicità, ad esempio, nascondono messaggi occulti, appositamente studiati da psicologi e esperti, per influenzare a livello inconscio "la massa"
[/quote]

Si però è parzialmente vero. Ho studiato a fondo, per motivi lavorativi, le tecniche di marketing. La pubblicità non crea un bisogno partendo dal nulla. Si parte sempre da una condizione emotiva già presente nell'individuo che può essere paura (molto utilizzata nella propaganda politica), desiderio di possesso, di accettazione, di sesso (funziona tantissimo per alcune categorie di prodotti) etc e si da una risposta (ovviamente questa si manipolativa) a bisogni spesso inconsci. Non puoi, almeno in pochi secondi, stimolare un bisogno totalmente assente in un individuo.
La tristezza: un appetito che nessun dolore sazia.
(EM Cioran)

Areoplano

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62

lunedì, 04 settembre 2017, 12:21


capisco il tuo punto, ma ti faccio un piccolo esempio di come migliorare una performance abbia riflessi positivi anche al di fuori del lavoro. Mi è capitato di incrociare giovani assunti da poco che nei primi mesi di lavoro avevano avuto un impatto molto negativo con la nuova realtà. Erano sfiduciati, nervosi, come molte storie che leggo sul forum. Non so perchè diverse volte queste persone venivano affidate a me. lavorando sulla motivazione, sulle aspettative reciproche e sulla fiducia, questi giovani, in breve tempo, cominciavano a "performare" molto meglio sul lavoro, ma non solo. Diventavano più sicuri e sereni e penso che questo si riflettesse anche al di fuori del contesto lavorativo. Al mattino iniziavano ad arrivare sorridenti al lavoro e magari ti raccontavano come si erano divertiti la sera precedenti.

Certamente migliorare le performance in qualunque settore non può che migliorare lo stato d'animo quando in alternativa è negativo.
Vorrei citare come esempio l'affermazione tratta dal film "sette anni in tibet" quando lo scalatore (Brad Pit) si vanta tutto orgoglioso con la tibetana del suo articolo sul giornale dove appare la sua immagine e ne vengono decantate le sue imprese eroiche. La ragazza semplicemente risponde: Voi ammirate l’uomo che si spinge avanti, verso la cima in ogni campo della vita. Mentre noi ammiriamo l’uomo che abbandona il suo ego.

Voglio dire che è una questione di percezione, chi vive già in un contesto sereno, pacifico dove viene compreso fin dall'infanzia che la felicità è nella rinuncia del proprio ego, non riuscirebbe mai ad integrarsi in un contesto dove si cerca sempre di migliorare le performance, non ne trarrebbe affatto beneficio, anzi, ne soffrirebbe.

Per un po', ciò che tu dici, funziona, ma alla lunga se ne pagano le conseguenze purtroppo poco piacevoli.

fran235

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63

lunedì, 04 settembre 2017, 12:28


Voglio dire che è una questione di percezione, chi vive già in un contesto sereno, pacifico dove viene compreso fin dall'infanzia che la felicità è nella rinuncia del proprio ego, non riuscirebbe mai ad integrarsi in un contesto dove si cerca sempre di migliorare le performance, non ne trarrebbe affatto beneficio, anzi, ne soffrirebbe.

Per un po', ciò che tu dici, funziona, ma alla lunga se ne pagano le conseguenze purtroppo poco piacevoli.


in questo contesto sono perfettamente d'accordo con te. Di base però io non anelo alla rinuncia dell'ego che ritengo comunque una parte di noi
La tristezza: un appetito che nessun dolore sazia.
(EM Cioran)

64

lunedì, 04 settembre 2017, 19:29

Esatto. TV, internet, media e pubblicità non ci vendono prodotti inventati da loro, ma inventati da noi o dalla combinazione di desideri consci/inconsci che già abbiamo.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

Areoplano

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65

martedì, 05 settembre 2017, 09:30

Si però è parzialmente vero. Ho studiato a fondo, per motivi lavorativi, le tecniche di marketing. La pubblicità non crea un bisogno partendo dal nulla. Si parte sempre da una condizione emotiva già presente nell'individuo che può essere paura (molto utilizzata nella propaganda politica), desiderio di possesso, di accettazione, di sesso (funziona tantissimo per alcune categorie di prodotti) etc e si da una risposta (ovviamente questa si manipolativa) a bisogni spesso inconsci. Non puoi, almeno in pochi secondi, stimolare un bisogno totalmente assente in un individuo.

Una cosa sono le esigenze primarie dell'uomo e le conseguenti paure ed un'altra cosa sono i desideri ad essi collegati.
Le prime sono uguali per tutti, le seconde sono indotte dalle circostanze: ambiente, esperienze, società, cultura ecc...
Le pubblicità trovano terreno fertile in quanto si rivolgono a persone già ben manipolate dall'esterno.
E' molto triste vedere che si è arrivati fin qui per gradi ed in fondo basta poco per direzionare le scelte delle persone.

Esatto. TV, internet, media e pubblicità non ci vendono prodotti inventati da loro, ma inventati da noi o dalla combinazione di desideri consci/inconsci che già abbiamo.


Solo un accenno per non andare troppo off topic. E' esattamente l'opposto. L'attuale economia cosiddetta neoliberista (o neoclassica) punta proprio a creare la domanda nel consumatore per poi proporre l'offerta. Ciò che è accaduto nell'economia capitalista e consumista americana nel dopoguerra poi diffusasi nel resto del mondo. In contrapposizione all'economia keynesiana che prevederebbe l'opposto con interventi dello stato anziché l'attuale situazione che lascia tragicamente ai mercati la capacità di riequilibrare la domanda e l'offerta.
Ci sono siti che propongono liste infinite di oggetti acquistati per "moda" ma finiti inesorabilmente nelle cantine.

66

martedì, 05 settembre 2017, 14:32

L'attuale economia cosiddetta neoliberista (o neoclassica) punta proprio a creare la domanda nel consumatore per poi proporre l'offerta.


La domanda è sempre già nel consumatore.
Nessun Facebook avrebbe avuto successo se non vi fosse un recondito desiderio di farsi gli affari altrui e/o di esibirsi.

L'essere umano desidera all'infinito. Il lavoro del commerciale è mettere il potenziale consumatore a conoscenza dell'esistenza di un prodotto che colma uno degli infiniti desideri.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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67

lunedì, 25 settembre 2017, 14:00

La virgoletta incompiuta

E' sempre stato così, l'essere umano impara con ciò che trova, ciò che trova può portarlo a pensare da solo, ma per arrivare a pensare da solo ha bisono prima di qualcuno che lo indirizzi, anche insegnandogli male e scontrandosi con la diversificazione della realtà.

Come altri hanno detto, siamo ciò che gli altri costruiscono, anche se facciamo da soli, per arrivare a ciò si è dovuto partire da un punto preciso.

Ricordo che mi piaceva quando il prof. mi incitava, non tutti l ofanno, infatti la scuola è in crisi nera.

elettra7

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68

lunedì, 25 settembre 2017, 18:45

Ti ringrazio rivoluzione della specie, per essere intervenuto.
Mi piacerebbe sapere se queste tue considerazioni sono frutto del tuo vissuto e della tua esperienza personale.

Mi ha colpito molto la frase:
"siamo ciò che gli altri costruiscono"

Non so se darti ragione o meno, e mi piacerebbe sapere cosa pensano gli altri utenti in merito a questa tua affermazione.

fran235

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69

lunedì, 25 settembre 2017, 18:54

Io credo che noi siamo duali...ossia individualità e relazione. In questo senso la frase di rivoluzione della specie sarebbe vera, ma, secondo me non esaustiva. Gran parte del nostro carattere si forma nei primissimi anni di vita, un ruolo fondamentale lo giocano le figure genitoriali. Anche in età adulta una parte notevole del nostro comportamento è dettato dal sistema di relazioni in cui siamo immersi. Io però ritengo che esista anche un quid innato (qui vado sull'intuizione e non sulla scienza). Individui immersi nello stesso sistema di relazioni non produrranno esattamente lo stesso risultato. Personalmente non sono un sostenitore delle teorie meccanicistice sull'essere umano o, quantomeno, non le ritengo esaustive.
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70

lunedì, 25 settembre 2017, 21:26

Pesca

Io vivendo ho appreso ciò che scrivo, il mio carattere, movimenti del corpo, tutto, anche la voce, è frutto del mio vissuto, ciò che sono è ciò che mi è capitato sin da quando ero cellula. Siamo differenti l'un l'altro per via della diversità della realtà. Ogni singolo sperone doi roccia diverso, un sasso a destra o un'ombra modificano il nostro pensiero, diciamo che la realtà ci diversifica.

Io scrivo di diversificazione della realtà e le altre persone, in pratica ogni cosa forma l'essere umano. ' stato scoperto, già lo pensavo, qualche anno fa che gli spermatozoi pensano seppur minimamente. L'inizio a tutto ciò che oggi siamo ce lo danno i genitori o singol oessere, ci siamo evoluti nel tempo, ci sono molti misteri sull'origine dell'uomo.

Bisognerebbe parlarne ore e ore e citare decine di libri sull'argomento, ci sono laboratori anche privati che studiano queste cose.