Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

WildChild

Outsider

  • "WildChild" is female
  • "WildChild" started this thread

Posts: 303

Activitypoints: 1,112

Date of registration: May 19th 2011

  • Send private message

1

Wednesday, November 9th 2011, 6:23pm

Differenze tra psicologo e counselor?

In cosa consiste la differenza tra psicologo e counselor? Non parlo dal punto di vista della preparazione, so che la laurea in psicologia è più impegnativa, ci sono più esami e se ne esce con una preparazione teorica migliore, nel senso di più vasta e approfondita rispetto a quella che offre una scuola di counseling. Dal punto di vista sostanziale, in soldoni proprio, cosa ti offre lo psicologo più del counselor?
Ho chiara la differenza tra psicoterapeuta e psicologo e andrei da entrambi con aspettative diverse, mentre credo che da un counselor mi aspetterei più o meno le stesse cose che mi aspetto dallo psicologo: sostegno e focalizzazione dei pensieri e condotte disfunzionali onde sostituirli con altre più adeguate.
Chi mi aiuta a chiarire meglio? Ripeto non mi interessano le differenze teoriche, ma quello che, da paziente quale sono, posso ottenere da queste figure.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" is male

Posts: 7,435

Activitypoints: 22,830

Date of registration: Mar 28th 2009

Location: Italia

Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

  • Send private message

2

Wednesday, November 9th 2011, 8:42pm

In cosa consiste la differenza tra psicologo e counselor? Non parlo dal punto di vista della preparazione, so che la laurea in psicologia è più impegnativa, ci sono più esami e se ne esce con una preparazione teorica migliore, nel senso di più vasta e approfondita rispetto a quella che offre una scuola di counseling. Dal punto di vista sostanziale, in soldoni proprio, cosa ti offre lo psicologo più del counselor?

Ho chiara la differenza tra psicoterapeuta e psicologo e andrei da entrambi con aspettative diverse, mentre credo che da un counselor mi aspetterei più o meno le stesse cose che mi aspetto dallo psicologo: sostegno e focalizzazione dei pensieri e condotte disfunzionali onde sostituirli con altre più adeguate.

Chi mi aiuta a chiarire meglio? Ripeto non mi interessano le differenze teoriche, ma quello che, da paziente quale sono, posso ottenere da queste figure.


Annosa questione.
Cominciamo col dire che in Italia non e' riconosciuto il titolo di counselor, per cui non e' un titolo ne scolastico, ne accademico, a differenza dei paesi anglosassoni, che ne riconoscono la specificita'. Chi segue questo tipo di scuola e' bene che lo sappia.

Quindi rimaniamo nel piano delle interpretazioni.

La mia e' la seguente.

Non si puo', a mio parere, essere counselor e basta, nel senso che si diventa couselor [consigliere o consulente, a secondo di chi parla]dopo essere esperiti in qualche branca del sapere, sia esso finanziario, giuridico, affaristico, sociosanitario, sostegno a persone e famiglie, ecc.

Per rimanere negli ultimi due campi, possiamo caratterizzare il counselor socio sanitario, che può essere già identificato con la professione di assistente sociale o educatore professionale, a seguire infermiere professionale, psicologo, Infermiere psichiatrico, Assitente alle comunita infantili, Vigilatrice d'infanzia, ecc.

Costui, oltre che avere le competenze specifiche della sua professione, se adeguatamente preparato e portato al rapporto col pubblico, puo' assumersi anche un ruolo di counselor, che prevede sopratutto una buona disponibilità di strumenti comunicativi, cioe' capacita di ascolto, empatia, elasticita mentale, attitudine al problem solving, cultura generale ed buona esperienza sul campo.

Il campo d'azione del couselor percio' non e' ristretto all'identificazione e al riconoscimento di disfunzioni psicologiche, ma più ampiamente, a tutte le forme di disagio esistenziale, sociale e psicofisico, dell'individuo, della famiglia e dei gruppi sociali, o di lavoro, o di cura.

Si tratta di risolvere sopratutto problemi pratici, trovando soluzioni appropriate su misura dell'utente richiedente, e filtrare la richiesta demandano la risoluzione, laddove si richiede, a personale più qualificato, che puo' essere il medico, il medico specialista, lo psicoterapeuta, l'assitente sociale, il prete, ecc, oppure all'istituzione piu' adeguata, cioe' l'ospedale, il consultorio, il centro di igiene mentale, il SERD, le associazioni di sostegno, come gli Al An., o centri di volontatiato e opere pie.

Deve percio' conoscere bene tutte le possibilità, ed avere strumenti adeguati per riconoscere il tipo di bisogno espresso, che spesso viene presentato come malessere generico, o peggio, come sintomo fisico, e che nasconde in realta' una richiesta di aiuto di altra natura, incoffessabile o seplicemente ignorata dallo stesso utente.

Sopratutto deve essere conscio dei suoi limiti operativi, evitando di cadere cosi nella trappola dell'abuso di professione, a discapito suo e dell'utente stesso.

Ma ricordo che il mio e' un punto di vista personale.

WildChild

Outsider

  • "WildChild" is female
  • "WildChild" started this thread

Posts: 303

Activitypoints: 1,112

Date of registration: May 19th 2011

  • Send private message

3

Friday, November 11th 2011, 1:03pm

La mia interpretazione è leggermente diversa, ma ho conosciuto pochi psicologi e una sola counselor per cui mi faceva piacere raccogliere anche altri pareri da parte di persone seguite da una o entrambe queste figure.
Ricapitolando: sono stata seguita da una psicoanalista junghiana e uno psicologo cognitivista, con la prima mi sono trovata splendidamente, col secondo è stato un disastro. Ho conosciuto diversi studenti di psicologia e due neolaureate, ultimamente anche una ragazza che conseguito il solo diploma di counselor.
Siccome ho un problema di traumi rimossi con tutto ciò che ne consegue, ho capito che l'unica strada per tentare di guarire è la psicoanalisi perchè devo lavorare sull'inconscio. Non posso permettermi una psicoanalista, quella che mi ha seguita in passato lavorava per una struttura pubblica e poi è venuta a mancare.
Nel frattempo, per andare avanti col mio percorso terapeutico, pensavo di fare un lavoro di focalizzazione per avere le idee più chiare possibili nel momento in cui tornerò in analisi. Per fare questo tipo di lavoro credo basti un interlocutore che funga da specchio diciamo, che mi permetta di tirare fuori delle cose, guardarle, rifletterci. Non c'è bisogno che intervenga più di tanto, anzi probabilmente meno interferisce e meglio è, l'importante è che ascolti con empatia e mi sottolinei le visioni distorte e i le varie convizioni irrazionali che magari a me sfuggono. Siccome notavo che tra le neolaureate di psicologia e la counselor non c'erano queste grandi differenze come cultura e approccio ( nei rapporti umani parlo, non ho fatto sedute con nessuna di loro ), ho pensato che per fare il lavoro che avevo in mente potrei rivolgermi indifferentemente a una o l'altra di queste figure.
A dire il vero ho anche proposto ad una neolaureata ( già iscritta all'Albo ) di fare un ciclo di sedute se era disposta a venirmi incontro con le tariffe ( in fondo sarei stata la sua prima paziente ), ma mi ha detto che non se la sentiva di esercitare e infatti sta cercando lavoro in ambito educativo. Ho apprezzato la sua onestà.
Ricordo anche che lo psicologo che mi ha seguita, un professionista con esperienza sulla cinquantina, non usava chissà quali strumenti, sembrava ragionasse sul filo del buon senso più comune, a volte tirava fuori discorsi di una banalità sconcertante ( del tipo il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto et similia ). La psicoanalista era tutta un'altra cosa, un altro mondo proprio.
A questo punto credo che lo stesso lavoro che faceva quello psicologo, lo possa fare anche un neolaureato o un counselor, anzi forse lo farebbero con più empatia e meno egocentrismo e mi troverei meglio, fermo restando che non avrei le stesse aspettative che mi creerei riguardo ad uno psicoanalista e che saprei che mi potrebbero aiutare solo fino a un certo punto, poi la mia strada dovrebbe per forza continuare in analisi. Questo non significa che li considererei un ripiego, mi approccerei loro con lo stesso impegno che metterei con un luminare della psicoanalisi, cambierebbe solo il tipo di lavoro.

Può essere una buona idea? Che ne pensate?

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" is male

Posts: 7,435

Activitypoints: 22,830

Date of registration: Mar 28th 2009

Location: Italia

Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

  • Send private message

4

Friday, November 11th 2011, 2:09pm

Penso che dipenda da chi trovi, come già testimoni tu.

Personalmente ho esperienza di motissimi di casi, alcuni con brevi incontri, frontali o virtuali, in cui isolare almeno il problema reale, che spesso non e' evidente e si presenta mascherato, oppure risolvere una confusione mentale, mirando diritto al problema, o mettendo a fuoco l'opinione che uno ha di se stesso, che, quando il pensiero e' disturbato, puo' essere di svalutazione di se stessi, degli altri, o della situazione.

Ma ho seguito, e continuo a seguire, anche persone che, dopo un serrato trattamento d'urto, mirante a creare fiducia e disponibilita' e trovare una dimensione di intimita', si protrae del parecchiio tempo, con fasi di abbandono e recupero, a secondo di come si sente la persona. E' infatti importante che la persona metta in pratica cio' che acquisisce, e lo faccia da sola, in modo da percepire chiaramente se la sua e' reale autonomia di pensiero e d'azione finalmente conquistata, e non solo una illusione che crolla nel momento dell'abbandono.

Alcune persone che seguo da anni hanno risolto magnificamente i loro problemi, restando quello che sono nella sostanza, ma riuscendo a mettere a frutto le doti e le peculiarità che hanno. Insomma, hanno imparato a gestire quello che c'e', invece di sperare sempre di trovare il modo di essere altro.

Ovviamnete non mi occupo dei casi psichiatrici gravi, che vanno demandati allo psichiatra, o dei casi fisici, che vanno demandati al medico, o casi sociali da demandare all'assitente sociale o ai servizi sociali. Ma anche questo e' un aspetto importante:saper indicare alla persona la direzione da prendere, per trovare la soluzione.

Questo non vieta alla persona anche di sentire altri pareri, o seguire contemporamenamente anche altre terapie, a suo piacere. Cosa che alcuni soggetti amano molto fare, che è come leggere piu' libri contemporamneamente. E questo non e' male. Anzi. Permette di rendere più critico il proprio pensiero, dovendo confrontare input a volte incoerenti o in contrasto.

Ma sopratutto avere ben presente che il fine e' l'uotonomia della persona, il distacco, che a volte puo' essere provocato anche in modo piuttosto ruvido, per interrompere quello che diventerebbe una dipendenza, o peggio, una simbiosi in cui restare invischiati per anni.
E questo puo' succedere per esempio nella psicoanalisi o in quelle terapie che diventano un fondamentale nella vita di alcuni, quasi come l'incontro clandestino con l'amante .

Poi ognuno si barcamena come crede meglio, e la terapia piu' riuscita e' quella che fa dire:- Finalmente mi sento una persona in pace, capace di gestire il mio rapporto con gli altri e in grado di affrontare il mondo-.
Quando questo e' il risultato, qualsiasi sia stato il mezzo usato, vuol dire che era quello giusto per te.

cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

  • "cambi24" is female

Posts: 4,341

Activitypoints: 14,969

Date of registration: Dec 5th 2008

Location: Modena

Occupation: impiegata

  • Send private message

5

Friday, November 11th 2011, 2:41pm

cosa ti offre lo psicologo più del counselor?


Lo psicologo ti segue per tante sedute.
Il counselor ti dà consigli immediati anche per solo una seduta: io ne ho contattato uno per e-mail (gratis) ed è stato molto utile.

WildChild

Outsider

  • "WildChild" is female
  • "WildChild" started this thread

Posts: 303

Activitypoints: 1,112

Date of registration: May 19th 2011

  • Send private message

6

Friday, November 11th 2011, 6:13pm

Quoted

Questo non vieta alla persona anche di sentire altri pareri, o seguire contemporamenamente anche altre terapie, a suo piacere. Cosa che alcuni soggetti amano molto fare, che è come leggere piu' libri contemporamneamente. E questo non e' male. Anzi. Permette di rendere più critico il proprio pensiero, dovendo confrontare input a volte incoerenti o in contrasto.


Anch'io tendenzialmente sono per l'esperienza. Sperimentare una terapia e poi eventualmente dire "non fa per me". O lavorare con persone e metodi diversi contemporaneamente in modo da avere come dici tu più input.
Non temo la dipendenza, so che questo tema spaventa molti. Non che mi senta immune, anzi, ma mi sento pronta a toccarla con mano e superarla. Con la psicoanalista si era creato rapporto madre-figlia, da parte mia naturalmente, da parte sua ho percepito solo tante empatia e benevolenza, ma nessun controtransfert che potesse sviarmi. E' stato molto coinvolgente e anche se ho sofferto per il distacco, continuo a essere contenta di averlo vissuto. Se tornerò in analisi so che probabilmente ci sarà un nuovo coinvolgimento emotivo, ma non voglio ostacolarlo. Credo che lo vivrò e cercherò di capirlo fino in fondo e quando l'avrò compreso davvero l'avrò superato. Questa è una mia concezione dovuta all'esperienza, per me vivere il transfert è stato terapeutico, magari per altri non lo è.

Quoted

Il counselor ti dà consigli immediati anche per solo una seduta: io ne ho contattato uno per e-mail (gratis) ed è stato molto utile


Anche la counselor che ho conosciuto io comunicava in modo sintetico ed efficace, questo in un contesto di rapporto umano, poi non so quanto fosse frutto della sua indole e quanto della sua formazione, però penso possa essere utile in un lavoro di "messa a fuoco" come quello che ho intenzione di intraprendere.

cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

  • "cambi24" is female

Posts: 4,341

Activitypoints: 14,969

Date of registration: Dec 5th 2008

Location: Modena

Occupation: impiegata

  • Send private message

7

Tuesday, November 15th 2011, 2:45pm

lavoro di "messa a fuoco"


Se hai bisogno di mettere a fuoco e fare ordine dentro te credo che allora vada bene uno psicoterapeuta o un couselor, perchè sono più adatti a dare consigi pratici da mettere in pratica anche dopo poche sedute; nel mio caso con la psicoterapeuta lei mi ha iniziato a dare consigli pratici da applicare a casa già alla 8° seduta circa (era una terapia di 3 anni, con sedute 2 volte al mese).
Poi ogni caso è diverso e devi decidere tu chi è meglio per te.

WildChild

Outsider

  • "WildChild" is female
  • "WildChild" started this thread

Posts: 303

Activitypoints: 1,112

Date of registration: May 19th 2011

  • Send private message

8

Tuesday, November 15th 2011, 3:17pm

lavoro di "messa a fuoco"


Se hai bisogno di mettere a fuoco e fare ordine dentro te credo che allora vada bene uno psicoterapeuta o un couselor, perchè sono più adatti a dare consigi pratici da mettere in pratica anche dopo poche sedute; nel mio caso con la psicoterapeuta lei mi ha iniziato a dare consigli pratici da applicare a casa già alla 8° seduta circa (era una terapia di 3 anni, con sedute 2 volte al mese).
Poi ogni caso è diverso e devi decidere tu chi è meglio per te.


Sì per il momento mi basta anche fare ordine, certo se trovassi subito una brava psicoterapeuta che mi seguisse anche per tutto il resto e mi portasse fino in fondo al mio percorso, sarebbe il massimo.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" is male

Posts: 7,435

Activitypoints: 22,830

Date of registration: Mar 28th 2009

Location: Italia

Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

  • Send private message

9

Tuesday, November 15th 2011, 6:00pm

Sì per il momento mi basta anche fare ordine, certo se trovassi subito una brava psicoterapeuta che mi seguisse anche per tutto il resto e mi portasse fino in fondo al mio percorso, sarebbe il massimo.


E che vuoi...un Virgilio, un Mafistofele, un babbo?

Il percorso finisce al camposanto. Non pretendere troppo. Si piu' realista. E' già un buon inizio.

WildChild

Outsider

  • "WildChild" is female
  • "WildChild" started this thread

Posts: 303

Activitypoints: 1,112

Date of registration: May 19th 2011

  • Send private message

10

Thursday, November 17th 2011, 4:32pm

Sì per il momento mi basta anche fare ordine, certo se trovassi subito una brava psicoterapeuta che mi seguisse anche per tutto il resto e mi portasse fino in fondo al mio percorso, sarebbe il massimo.


E che vuoi...un Virgilio, un Mafistofele, un babbo?

Il percorso finisce al camposanto. Non pretendere troppo. Si piu' realista. E' già un buon inizio.


Parlavo di percorso analitico, non di vita e perchè non dovrei cercare qualcuno che mi porti fino in fondo? Certo finchè non lo trovo mi accontento di fare un lavoro parziale, ma aspiro all'analisi.