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fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" ha iniziato questa discussione

Posts: 61

Activity points: 323

Data di registrazione: giovedì, 28 maggio 2015

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1

giovedì, 04 febbraio 2016, 10:44

Come affronti le difficoltà che ti si presentano?

Ciao a tutti,
riflettiamo su come affrontare le difficoltà che inevitabilmente si presentano nell'arco della vita.

Ciao e Grazie.

2

giovedì, 04 febbraio 2016, 11:12

con resilienza

il mio ostacolo attuale è di tipo medico. la scienza medica non ha risposte e non ha soluzioni. io sopporto, tollero, accetto ciò che mi si è presentato. passo dopo passo mi sto lasciando alle spalle disperazione e lutto. cerco di essere vigile e attenta a ciò che mi circonda e ciò che emerge dentro di me. sto cambiando, mi sto adeguando a vivere ciò che non avrei voluto vivere ma realizzando ciò che sono sempre stata.
namasté

3

giovedì, 04 febbraio 2016, 17:16

Ogni difficoltà è diversa e per ogni problema esistono delle soluzioni diverse.
Quando mi si presenta una difficoltà per prima cosa rifletto bene cercando di ponderare tutte le possibili soluzioni. Cerco anche di chiedere consigli agli amici perchè possono offrirmi un punto di vista differente.
Una volta capito come agire allora affronto il problema.
Spesso però capitano imprevisti che richiedono una reazione immediata. E lì allora sono costretta ad agire in modo istintivo: a volte l'esperienza passata mi aiuta a reagire bene, altre volte sbaglio per impulsività ed inesperienza.

alcor

Giovane Amico

Posts: 190

Activity points: 668

Data di registrazione: venerdì, 06 marzo 2015

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4

giovedì, 04 febbraio 2016, 22:46

Ciò che mi spaventa dei momenti difficili è la mia reazione emotiva. Per resistere a questo mi alleno, anche in tempi felici, a mantenere un certo distacco dagli eventi e dalla realtà, in modo tale da avere, nei momenti difficili, un punto di riferimento che sia al di là del mondo in divenire, e tutto questo mi aiuta ad essere un attimino più stabile.

Inmyopinion

Utente Attivo

Posts: 18

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Data di registrazione: lunedì, 15 dicembre 2014

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5

venerdì, 05 febbraio 2016, 13:52

Anni fa reagivo con forza alle difficoltà.
Ricordo il primo anno del liceo. Fioccavano 4 in latino e greco. Ho reagito studiando ancora di più fino a riuscire ad arrivare alla media del 6, poi del 7 e poi dell'8.
Ricordo che alla morte di mio nonno mi sono promessa che avrei onorato la promessa di diventare ciò che avrei voluto essere da adulta.
Ricordo che alla prima delusione subita da amici e da chi era qualcosa di più di un semplice amico ho reagito fregandomene. Ho trovato un lavoretto, mi sono fatta altri amici ed è di questi amici che ora mi fido più di tutti.

Posso dire di aver iniziato poi a reagire alle difficoltà con il pianto e la disperazione.
Dalla disperazione sono passata all'evitamento.

Dall'evitamento ora sono passata alla fase della rabbia.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" è un uomo

Posts: 8.787

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Data di registrazione: sabato, 28 marzo 2009

Località: Italia

Lavoro: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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6

domenica, 07 febbraio 2016, 11:15

Direi che si fa quello che si può, secondo le nostre capacità. Poi ogni periodo e momento della vita riserva delle sorprese, per cui non ci sono ricette valide per tutti.
Personalmente cerco di assumere una posizione atarassica. Ma non sempre ci riesco.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

nuova

Giovane Amico

Posts: 183

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Data di registrazione: domenica, 31 gennaio 2016

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7

domenica, 07 febbraio 2016, 13:21

Cero di farmi un quadro il più possibile completo della situazione, se necessario chiedo ulteriori informazioni, faccio ricerche, o mi faccio consigliare da uno specialista in base al tipo di problema
Chiedo consiglio ad amici e persone care, che mi aìutano a farmi un quadro più oggettivo e a distanziarmi dal problema per poterlo vedere nella sua totalità e in molte implicazioni che io non vedo, perché coinvolta
Cerco di spezzettare il problema in problemi più piccoli, se è grande, per aiutare a contenere paura e ansia
Cerco di procedere gradualmente a risolvere i mini problemi, in base alla situazione mi preparo un piano. Questo mi aiuta a creare un quadro di riferimento che mi da sicurezza e a cui ancorarmi, ed eventualmente lo modifico in itinere se vedo che non è efficace
Tendenzialmente evito di chiamare le persone solo per sfogarmi o lamentarmi subissandole delle mie ansie, chiamo semmai se hanno voglia di uscire per distrarmi e divertirci, dato che mi trovo in un momento difficile
Cerco più di prima di prendermi cura di me stessa e di preservarmi in modo da avere energie per affrontare il problema con più positività
In base al problema, identifico le ragioni che lo hanno determinato, e se dipende da me (p.es sul lavoro o nello studio) penso a cosa fare (p.es studiare di più, studiare in momenti diversi, organizzarmi meglio, organizzare una riunione a lavoro per chiarire determinati aspetti, ecc.)
Lavoro sull'accettare quello che non è in mio potere cambiare, e sul comprendere cosa posso fare, anche non per risolvere, ma magari per aiutare (p.es. stare vicino a una persona malata)
Ho imparato a non tirarmi zappe sui piedi con pensieri bianco/nero o assolutistici, che erano il mio modus pensandi un tempo, e a non mortificarmi inutilmente, ma a individuare le mie responsabilità, perdonarmi gli errori, e impegnarmi a non commetterli più

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difficoltà, vita