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Dalena

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271

Monday, April 19th 2010, 1:42pm

Alfon, che lavora nel settore delle politiche sociali, segue un ragazzo per più di un anno e poi scopre che il papà ha fatto ammazzare il fratello maggiore.
no, questo è troppo! Non ti permetto di dire nulla su questa mia esperienza il cui significato è lontano anni luce dalle tue capacità di comprensione! Non arriveresti mai a comprendere il significato che essa ha avuto per me e per questa persona! Hai toccato un tasto che non dovevi toccare! Ora sono veramente arrabbiato e indignato!
Per quanto mi riguarda, non ho alcun interesse a continuare ... L' Amministrazione si comporterà come meglio crede. Io ho chiuso!!
Ancora una cosa per Pavely : rileggiti Wittgestein.

Alfon, il modo in cui tu hai descritto quell'evento merita, secondo me, una spiegazione più approfondita, infatti ha fatto sorgere in me molte domande sicché te lo chiedo per me stessa e per nessun altro: quando avrai voglia di riparlarne vorrei saperne di più.

Per quanto riguarda Pavély valuteremo le sue affermazioni con calma col resto dello staff.

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272

Monday, April 19th 2010, 5:12pm

Un ragazzo si butta dal quarto piano. Il fratello di questo ragazzo dice: "Lo inseguiva mio papà per picchiarlo". Ovviamente: il papà in questione non ha comunicato e non comunica con i figli. Non sà comunicare, davvero. Non solo il papà in qeustione non sà ascoltare, non sà proprio parlare. Ma Alfon pensa che il nocciolo della questione sia l'ascolto. Perché? Boh. Mi sfugge, davvero. Ma soprattutto: dovrei capire che l'ascolto esiste. E la risposta è no, non mi sembra che l'ascolto esisti.

Situazione c).

Una ragazza tossica, torna a casa e picchia la mamma per procurarsi la dose per la sera. La mamma chiama i carabienieri. Perché la ragazza si droga? Probabilmente, perché ha una parte maschile fortissima che non riesce a vivere. Nove volte su dieci, le ragazze tossiche hanno rapporti d'amore con altre ragazze (così come i clochard, spessissimo, sono omosessuali rifiutati dalla famiglia). Per la ragazza in questione è giusto comportarsi da u o m o. E' giusto alzare le mani. La mamma, invece, la disprezza per questi suoi comportamenti mascolini. Così, le due persone in questione non comunicano. Non parlano. Ma invece di insegnare a comunicare, invece di essere facilitatore di comunicazione, si ficca quì il "mito" dell'ascolto. Alfon3 deve ascoltare. E crede che ascoltare abbia un senso. Pure: ciò che accade dimostra che l'ascolto non solo non esiste. Ma è una pia illusione.

In tutte e tre le situazione esposte, per me, è evidente che il Dramma è l'incomunicabilità.(il tuo ?)
Per te molte cose non esistono, faresti prima...... a fare l'elenco delle cose che, dal tuo punto di vista, esistono

Nel 3d sulla verità affermi :

"Io non penso che esistano le bugie.


Così come non penso che esista la verità."











quando la mente che si è rifugiata dietro le mura dell'autoprotezione, riesce a liberarsi della prigione che essa stessa ha costruito, solo allora può conoscere la belleza della realtà

Dalena

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273

Monday, April 19th 2010, 6:58pm

Pavély

Sei completamente fuori topic, oltre al resto di cui parleremo in mp, pertanto ti invito a parlare di queste cose altrove perché hai snaturato il senso del thread.

Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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274

Monday, April 19th 2010, 7:33pm

Và bene.

Chiedo perdono per le mie parole...

Sono goffo, maldestro e maleducato.

Chiedo scusa.
Mein Herz, halt Dich an mir fest

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275

Monday, April 19th 2010, 8:26pm

Pavély, qui non è questione di goffaggine, ma di mancaza di rispetto, sei stato ammonito in un altro tuo thread dove hai violato ulteriormente il Regolamento.

Dalena

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276

Monday, April 19th 2010, 9:10pm

Briefly, ho spostato qui questo tuo post perché il thread in cui l'avevi postato è chiuso (non so cosa abbia consentito che tu postassi... Bho) e poi per non creare confusione visto che il testo di Pavély che hai quotato appartiene a questo thread.

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277

Monday, April 19th 2010, 9:20pm

nell'ascolto occorre..... discernimento

Il lupo ferito

"Portami un pò di acqua ti prego! " disse un lupo ferito ad una pecora, e questa rispose: " Ti soccorrerei volentieri, se non sapessi che, portandoti l'acqua, ti porterei anche la carne".
Esopo
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Thursday, April 22nd 2010, 2:23am

.....si ha più bisogno di ascolto che di parole.....

Nella società tecnicizzata, in cui la comunicazione è resa facile e celere, ci si sente meno isolati ma, paradossalmente, più soli . Sono venute meno le opportunità di relazioni emozionali, con il rischio di far atrofizzare alcune funzioni psichiche, mentali ed operative. In un contesto in cui le istanze psichiche vengono ignorate, nasce prepotente il desiderio di comunicare, ma, soprattutto, il bisogno primario di essere ascoltati, relativamente al proprio vissuto e alla propria sofferenza.
Si ha più bisogno di ascolto che di parole.
Si ascolta poco e si parla molto, perchè il parlare crea un effimero potere sull'altro.
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pazzy

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Thursday, April 22nd 2010, 9:09am

Nella società tecnicizzata, in cui la comunicazione è resa facile e celere, ci si sente meno isolati ma, paradossalmente, più soli . Sono venute meno le opportunità di relazioni emozionali, con il rischio di far atrofizzare alcune funzioni psichiche, mentali ed operative. In un contesto in cui le istanze psichiche vengono ignorate, nasce prepotente il desiderio di comunicare, ma, soprattutto, il bisogno primario di essere ascoltati, relativamente al proprio vissuto e alla propria sofferenza
Come non darti ragione ? E' in questo contesto che subentra il bisogno primario e irrinunciabile di ascoltare se stessi, per non perdere di vista la relazione emozionale con la propria persona, in attesa che altri da noi sappiano offrirci lo stesso ascolto. Star sempre pronti a dire la nostra sugli altri implica una sempre maggior difficoltà di comunicazione reale. E, mentre degli altri possiamo fare a meno (volendo)... di noi stessi NO... credo che la vera (e negativa) "solitudine" stia tutta li, dentro a quel fazzoletto di noi che non ascoltiamo, sentendoci così, soli e persi.

alfon3

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Friday, April 23rd 2010, 6:13pm

A seguito dei recenti eventi, che mi hanno visto esposto alle diffamazioni ed ingiurie da parte dell’utente pavely , e non avendo riscontrato un’ adeguata distanza da tale comportamento da parte dell’amministrazione del forum che si è limitata a bannare pavely per il solo uso del termine “ imbecille” nei miei confronti in quanto studioso di Analisi Transazionale , che ha giustificato in base ad una libera facoltà di espressione le calunnie di pavely verso di me e verso l’Analisi Transazionale , ritengo opportuno e doveroso, nei confronti della comunità analitico transazionale di cui mi onoro di far parte, lasciare il forum.
Buon proseguimento a tutti

alfon3

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Saturday, April 24th 2010, 12:37pm

Il potere dell’”ultima parola”

Non mi riferisco a questo mio ultimo post ( ultimissimo, promesso. Ho solo pensato che non era giusto, verso me stesso, abbandonare così un thread a cui ho dedicato tempo e fatica).
In conclusione voglio argomentare, invece, riguardo la comunicazione come “ potere” e l’ ascolto come “ contropotere”.
Nello specifico porto l’attenzione su quella fase particolare del processo comunicativo che è la ricerca affannosa, e la conquista quando avviene, dell” ultima parola”.
In genere la lotta per il potere, intendo il tentativo di “ colonizzare le coscienze” ( uso la terminologia di Remo Bodei in “ Destini personali” – Universale economica Feltrinelli) , è una lotta per l’assunzione del controllo non sui contenuti ma sugli strumenti attraverso cui manipolare, se non costruire di proposito e a proprio vantaggio, i contenuti stessi e la percezione che se ne ha. E’ sempre stato cosi. Oggi ancor di più, dal momento in cui la tecnologia ci dota di strumenti che più che in altri tempi è capace di azzerare il nostro pensiero e fornircene uno a sua immagine e a suo vantaggio. Profeta1 direbbe che questa è opera del Demonio … io non lo so. Credo però che in questo processo, simile al gioco delle tre carte in cui speriamo invano di sollevare quella sotto cui si dovrebbe celare la nostra vera mente/identità/anima ( senza mai riuscirci), qualcosa di demoniaco ci sia.
Tornando al tema in oggetto … Conquistare gli strumenti vuol dire assicurarsi il potere dell’”ultima parola” ossia la facoltà di ricondurre ogni processo dialettico nella sfera dei propri esclusivi interessi, di qualsiasi genere essi siano. E’ comprensibile, allora, il perché dell’asprezza, mediata a volte ma spesso evidente in tutta la sua violenza, che caratterizza la lotta per la conquista degli strumenti del comunicare … per la conquista della “ parola” che diventa, così, unica e sola. Per questo, e solo per questo, si trasforma nell’ultima. In questo, e solo in questo, consiste il suo … valore.
Questa dinamica appartiene ad ogni forma di comunicazione, compresa quella tra persone, quella quotidiana, formale ed informale che sia, che avvenga faccia a faccia o mediante un mezzo tecnologico … che sia da vicino o a distanza, come quella del forum. Questo forum come di qualsiasi altro, ovviamente.
Anche questa forma di comunicazione spesso ha come unico scopo l’accaparrarsi l’”ultima parola”, al di là del contenuto da essa veicolato. Anzi, meglio è se è priva di contenuto. E’ più leggera, viaggia più velocemente, è più accessibile, rimbalza da me a te e da te a lui e da lui a lei e poi a tanti altri … il contenuto invece l’appesantisce, la ferma lì dove arriva, la rende selettiva. La rende antipatica.
Quindi l’”ultima parola” richiede assenza di significati. Richiede solo presenza attraverso la Forma. Ma la forma è sempre anche contenuto. E dove c’è solo forma comunque c’è un contenuto : il vuoto.
Il vuoto non può essere confutato. Dove poggia il disaccordo? Disaccordo su che, se non c’è niente?
Il vuoto però può essere ascoltato. Non mi riferisco all’ascolto del silenzio. Il silenzio è altra cosa, e di questo ne ho già scritto, per chi ha avuto la pazienza di leggere.
Il silenzio è impossibilità ( emotiva) di esprimere un contenuto. Ma il contenuto c’è.
Il vuoto è assenza. Niente. Molto più pericoloso del silenzio. Il vuoto rischia di assorbire e fondere in sé chi prova ad ascoltarlo. Il vuoto, direbbe ancora Profeta1, è il Demonio.
Ascoltare il vuoto è dunque un atto di coraggio. Meno coraggioso è cercare di imbrigliarlo attraverso lacci e lacciuoli definiti “ regole”. No, il vuoto non si regola. Provare ad addomesticarlo produce, nel tempo, non la “ trasgressione “ ( che implica un contenuto da trascendere) ma l’”anomia” ossia l’assenza di regole. La regole infatti si disgrega, a cospetto del vuoto. E quell’anomia, dai più ingenui ( o furbi, dipende) è definita “ libertà di pensiero e di espressione”!
Quanto potere ha l’ultima parola, caspita! E’ veloce, leggera, azzera ogni possibilità di replica e si ammanta anche di un alone di libertà … diventa, di colpo, “ pensiero”. Caspita! Come fa a non essere desiderata? Come si fa non accapigliarsi per appropriarsene? La lotta è dura. Anche perché è unica e sola … non ci sono “ ultime parole”, infatti … se ne parla solo e sempre al singolare! Mannaggia, che scalogna!
Basta con le ciance. Il discorso è serio, per chi fa discorsi seri. L’ultima parola può essere solo ascoltata, da chi sa ed ha il coraggio di ascoltare. Può esserne solo recepito il vuoto, che non è “inutilità”. Il vuoto è utile, eccome. E’ utile a svelare il vuoto, e la paura ad esso sotteso, di chi la pronuncia. Di chi lotta per conquistarla.
Tale capacità di svelare rende inadeguati gli “ ascoltatori”. Che possono soltanto, a loro salvaguardia, girare i tacchi dopo aver sollevato un bel cartello con su scritto “ M. V. C. A. C. C. D.? M. P. F “ e cioè “ Ma veramente credi a ciò che dici? Ma per favore…”.

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Saturday, April 24th 2010, 1:42pm

Il vuoto è assenza. Niente. Molto più pericoloso del silenzio. Il vuoto rischia di assorbire e fondere in sé chi prova ad ascoltarlo. Il vuoto, direbbe ancora Profeta1, è il Demonio.

Alfon,
lascia stare i demoni, soprattutto quelli di profeta.
Tu sai che ciascuno di noi è "tutto", bene e male, bianco e nero, ateo e credente, amore ed odio ecc..; direi caratteri viventi/visibili e caratteri latenti/non visibili.
Solo chi non ha il coraggio di riconoscere questo, non potrà ascoltare ne il silenzio ne il vuoto.

Può esserne solo recepito il vuoto, che non è “inutilità”. Il vuoto è utile, eccome.
Il vuoto è utile quanto il pieno.
Solo perchè la ciotola ha un vuoto, può essere riempita di latte la mattina.
Senza quel vuoto ? ?(
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Saturday, April 24th 2010, 4:46pm

Il potere dell’”ultima parola”
Profeta1 direbbe che questa è opera del Demonio … io non lo so. Credo però che in questo processo, simile al gioco delle tre carte in cui speriamo invano di sollevare quella sotto cui si dovrebbe celare la nostra vera mente/identità/anima ( senza mai riuscirci), qualcosa di demoniaco ci sia.
ALFON3, hai detto bene infatti è il Demonio la causa come lo è anche per il "vuoto" e per l'irriflessione dimostrata anche nel forum, ma dal momento che mi hai tirato in ballo devo dire alcune cose riguardo "L'ultima parola"
Io ho la conoscenza della mia vera identità che, fino al momento dell'illuminazione, ho sempre sentito come chiusa dentro ad un cilindro di vetro e situata in fondo al pozzo dentro me e quello che ne impediva la liberazione era proprio un grosso macigno che io percepivo ma che non riuscivo a togliere, ma un giorno è avvenuta la liberazione e il macigno che è il peso del Demonio, si è dissolto.
ALFON, tu hai detto che nel forum c'è una specie di lotta per la conquista dell'ultima parola, ebbene ti vorrei far notare che io sono escluso dalla "lotta" per il motivo( e vorrei che tu comprendessi) che io ho già l'ultima parola anche se stò zitto, anche se tengo il computer spento per il motivo che io riferisco la verità assoluta e quella è indiscutibile e non posso farci niente se nessuno riesce a togliermela: non è possibile smentire la verità con il vuoto!. ilprofeta1

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Saturday, April 24th 2010, 8:05pm

tu hai detto che nel forum c'è una specie di lotta per la conquista dell'ultima parola, ebbene ti vorrei far notare che io sono escluso dalla "lotta" per il motivo( e vorrei che tu comprendessi) che io ho già l'ultima parola anche se stò zitto, anche se tengo il computer spento
Ed io, Maestro, come discepola, mi posso, volendo, escludere da questa "diabolica" lotta?
quando la mente che si è rifugiata dietro le mura dell'autoprotezione, riesce a liberarsi della prigione che essa stessa ha costruito, solo allora può conoscere la belleza della realtà

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Saturday, April 24th 2010, 8:33pm

tu hai detto che nel forum c'è una specie di lotta per la conquista dell'ultima parola, ebbene ti vorrei far notare che io sono escluso dalla "lotta" per il motivo( e vorrei che tu comprendessi) che io ho già l'ultima parola anche se stò zitto, anche se tengo il computer spento
Ed io, Maestro, come discepola, mi posso, volendo, escludere da questa "diabolica" lotta?
NO, BRIEFLY, tu non ti puoi escludere dalla diabolica lotta perchè la tua conoscenza è dettata dal Demonio perciò è falsa e controbattibile. Come tutti tu vivi nell'inferno, quello che conosci è derivato dall'inferno, quello che ti è insegnato è derivato dall'inferno ecc. e non hai come me la conoscenza del paradiso e nemmeno della verità per cui, anche se non vuoi, sei obbligata alla lotta. ilprofeta1