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fin qua ci sono.La persona che chiede tende al gioco / simbiosi / manipolazione non perché voglia farci del male, perché voglia prendersi gioco di noi. No, è che non sa fare altro. Trova sollievo proprio giocando, manipolando … trova sollievo perchè ( se l’ascoltatore ci casca)trova conferma alle sue convinzioni, non perché avvenga un vero cambiamento.
da questo punto cominciano le mie difficoltà nel capire....Se questo è vero, allora si evidenzia il valore della sospensione del giudizio … ossia della sospensione dell’”attività” dei nostri versanti negativi , le parti di noi che non ci piacciono ma che esistono. Eccome, se esistono. In tal senso l’Adulto ha la funzione, io ritengo, di fare emergere la giusta connessione tra ciò che ci accade mentre ascoltiamo ( cosa proviamo e cosa pensiamo, cosa diremmo e faremmo e cosa effettivamente diciamo e facciamo) e quello che accade fuori ( cosa dice e cosa fa l’altro). Io non credo nella separazione tra dentro e fuori di psicoanalitica memoria.
anche con l'esempio non capisco sia il significato, sia il senso, sia il valore strumentale, sia le modalità attuative di questa connessione.Se, ad esempio, io offendo Briefly, Briefly può scegliere di pensare tante cose … che alfon sia un maleducato, che tutti quelli che studiano At sono maleducati, che tutti quelli che studiano At e si chiamano alfon sono maleducati … al di là della sua scelta ( fondata sulla sua storia) resta che io ho offeso Brefly. Resta, allora, da trovare la connessione tra offesa e reazione, non la loro distanza, la loro reciproca indifferenza.

Proverò ad essere più chiaro semmai, più per una mia difficoltà di esposizione che per carenze altrui, facendo un passo per volta.anche con l'esempio non capisco sia il significato, sia il senso, sia il valore strumentale, sia le modalità attuative di questa connessione
Riprendiamo l’esempio di qualche post fa.qual è il ruolo dell’Adulto nell’esperienza specifica dell’ascolto?
Briefly : “ Io vorrei capire una cosa, alfon … Ma tu, quando entri in aula, che obiettivo hai? Vuoi solo fare lezione, una buona lezione, o vuoi stupire? Insomma, ti basta che capiscano qualcosa o ti aspetti l’applauso
Secondo me? E’ una bella transazione al centro del bersaglio, ossia è una reazione ( risposta, affermazione o domanda è solo questione di forma) che contiene tutte e tre le parti. E pure in “ dosi “ equivalenti. La transazione al centro del bersaglio, come esito e spinta all’ascolto ( non finisce lì, infatti) è una dinamica relazionale che non presenta Stati dell’io ( o parti, fa lo stesso) prevalenti. E’ espressione di un equilibrio logico – emotivo - cognitivo. E tende a sollecitare nel destinatario tutti e tre gli Stati dell’IO.Ora consideriamo la reazione di Briefly alla richiesta di alfon … è una reazione Adulta, etica o emotiva?
This post has been edited 1 times, last edit by "alfon3" (Apr 1st 2010, 7:44pm)
Proverò ad essere più chiaro semmai, più per una mia difficoltà di esposizione che per carenze altrui, facendo un passo per volta.
Entrambe le possibilità.....hanno le stesse probabilità.
Sono d'accordo nessuno stato dell'io può essere "asettico", neanche l' Adulto che "rappresenta" la razionalità. Ad ogni idea, ad ogni pensiero logico o no, si associa una o più emozioni che ci vengono dal passato vissuto( nel quale abbiamo maturarto conoscenze e scelte di natura etica),... dal presente che ci sta coinvolgendo in quel momento(non prima e non dopo)....e chissà forse...da quel futuro verso cui tendiamo nel suo significato di cambiamento( ciò che non siamo ancora....ma verso cui tendiamo e ci "prepariamo" ad essere.... questo futuro è in parte presente,...perchè non nascè all'improvviso per magia...e un futuro frutto di...tanti "qui ed ora")Comincio ricordando che l’Adulto, secondo l’AT, è quella parte di noi che attiviamo durante l’analisi del “ qui ed ora”.
Quindi voglio specificare cosa io intendo per significato e senso del “ qui ed ora” .
Credo che a volte con questi termini si indichi il puro dato di realtà, dunque una variabile prettamente razionale, priva di rimandi a fattori emotivi ed etico / cognitivi e di legami con il passato ed anticipazioni del futuro.
Io mi chiedo, però, se sia proprio così. Mi domando, cioè, se l’immediatezza implichi realmente questa sorta di asetticità e se, di conseguenza, l’Adulto ( la “ parte che si cala e ci cala nel qui ed ora) sia effettivamente questo setaccio che trattiene il dato lasciando sul fondo i residui emotivi - etico / cognitivi e le appendici del passato e le premesse al futuro.
Certo, la definizione del dato è fondamentale, altrimenti di che cosa parliamo? Ma ritengo che quest’aspetto appartenga alla dimensione dei significati. Il resto, ossia ciò che il setaccio della ragione deposita sul fondo, ne è il senso.
Il dato è necessario ma non è sufficiente....per arrivare al senso.Come ho più volte affermato in precedenza, ritengo che quando l’ascolto si limiti a cogliere il dato ( di cui ribadisco il valore) resti un ascolto parziale che cioè ci dia il significato dell’esperienza “ ascoltata” ma non il senso. E qui, ad esempio, ci si potrebbe agganciare al linguaggio del corpo, quel corpo che a volte trattiene in sè e su di sè il senso della storia personale lasciandone emergere, attraverso la comunicazione verbale, “solo” il significato.
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Si...è così.Se sono alla stazione e leggo sul tabellone l’orario di un treno sto evidentemente eseguendo un’operazione logico – razionale in cui sono impegnato, con il mio Adulto, a dare un significato ad alcuni numeretti messi uno accanto all’altro.
Tutto qui? E’ solo questo, la mia esperienza di quel momento in quel determinato luogo?
A tal proposito io mi chiedo : qual è l’origine del mio guardare il tabellone degli orari ? Sono io che devo partire? Se si, per dove e per quale motivo? Vacanza, lavoro, altro? Se no, forse aspetto qualcuno ? Chi? Amico, coniuge, figlio? Potremmo continuare ancora con altre ipotesi, banali e non … Ciò che conta è che ci accorgiamo che ogni domanda, riferita al “ qui ed ora”, si collega ad emozioni, sentimenti, pensieri, convinzioni, passato e futuro.
I tre stati dell'io, a mio parere, non riescono ad "entrare in causa" all'unisono, in ogni situazione e, quindi, anche nell' ascolto. intrecciano un "gioco"in cui sembra quasi che si alternino, come reazione a ciò che si percepisce. In un colloquio, per esempio, che stenda a "decollare", il Genitore troppo normativo può alternarsi con il Bambino libero. Talvolta, uno stato dell'io prende la situazione in mano e prevale...succede spesso....ma solo se ciò avviene attraverso "l' arbitraggio" dell'adulto la cosa funziona in modo positivo, diversamente si rivela essere un ricadere nel copione.Ogni domanda, insomma, chiama in causa tutti gli Stati dell’Io. Così come accade in ogni altro momento della nostra vita. Qualsiasi! Possiamo solo dire che, in una data circostanza, uno Stato dell’Io prevale rispetto agli altri ( forse) in relazione al risultato che vogliamo ottenere. Non c’è altro, a mio avviso.
La pura razionalità, il pensiero logico puro non sono "facoltà" umane.Ecco l’origine, a volte, della nostra frustrazione quando ci diciamo : “ So che dovrei, in questa data circostanza, agire con l’Adulto … ma non ci riesco! Che ne è della mia logica? Non la trovo! Mi devo preoccupare?”.
Non ci riusciamo per il semplice fatto che cerchiamo in noi qualcosa che non esiste, almeno non secondo le nostre aspettative ( la logica allo stato puro!). Ogni volta che cerchiamo la “ ragione “ ci “scontriamo” con emozioni / sentimenti e giudizi / pregiudizi!
Come ho cercato di dire nella mia metafora, di qualche post fa, l'Adulto è più "funzione" che uno stato dell'io,Detto questo, qual è il ruolo dell’Adulto nell’esperienza specifica dell’ascolto?
Io vedo in Alfon un conflitto tra un Genitore svalutante e un Bambino Libero.“ Briefly, dammi una mano, per favore. Aiutami a capire che cosa mi succede quando entro in aula ed ecc ecc…”
La mia richiesta a quale “ parte” di Briefly si sta rivolgendo? “ Cosa”, in Briefly, voglio sollecitare?
Non lo sappiamo, a meno che non vogliamo leggere nel futuro aggrappandoci a qualche schema multiuso. Dobbiamo attendere, invece, qualche passaggio.
Riguardo le possibili reazioni di Briefly immaginiamo
Ipotesi a:
Briefly : “ Io vorrei capire una cosa, alfon … Ma tu, quando entri in aula, che obiettivo hai? Vuoi solo fare lezione, una buona lezione, o vuoi stupire? Insomma, ti basta che capiscano qualcosa o ti aspetti l’applauso?”
Alfon : “ Ora che mi ci fai riflettere, mi sa mi sa che mi aspetto proprio l’applauso … ecco perché vado in crisi appena mi fanno una domanda … La vivo come un fallimento rispetto alla mia voglia di stupire! Grazie Briefly, mi hai veramente aiutato. Ero così confuso, prima”
In questo caso, la situazione è la stessa relativamente al Genitore e al Bambino....ma ...cambia per l'Adulto.Alfon : “ Io voglio solo fare lezione, è chiaro! Che c’entra voler stupire? Io non cerco l’applauso, sono loro che non hanno nessun interesse per quello che dico! Ma sei stata a sentirmi, mentre parlavo?”
....ed il Genitore svalutante ha il gioco facile..e..Brifley non è la centrale di energia
E’ ciò che personalmente ho trovato nell’Analisi Transazionale, se la si guarda fuori da facili schematismi e ci si concentra sul valore della transazione ossia dello strumento che ci collega gli uni agli altri e, dunque, ci permette di conoscerci … o di non conoscerci ( resta che apprezzo molto alcuni aspetti del pensiero di Jung – di quel che ne so - , tra cui quanto da te citato ed il valore che egli attribuisce al simbolo inteso, come ricorda Galimberti, quale “ eccedenza di senso”) ( guarda un po’…).Alfon questa tua affermazione si ricollega al significato che Jung attribuisce al termine "consapevolezza".
Infatti afferma...più o meno...la consapevolezza implica la separazione tra soggetto ed oggetto; per diventare consapevole devo conoscere ciò che non sono, cioè ho bisogno di percepire ciò che è la, come opposto, diverso a ciò che è qui.
E dato che, nel mondo contemporaneo, si fa un uso ricorrente del termine consapevole, consapevolezza e simili, riterrei opportuno che si ci chiarisse anche riguardo al loro significato.
Riguardo le tue domande.
"ma allora c’è un legame tra logica ed empatia?"
Io ritengo che la logica intesa come "sistema" di idee logiche che si cerca di applicare alla realtà particolare/empirica, non sia compatibile con l'empatia.
La logica, inoltre, come valutazione critica impedirebbe la sospensione del giudizio; quindi anche in questo caso sarebbe controproducente.
A mio avviso, bisognerebbe, nel caso dell'ascolto empatico, fare il cammino inverso, cioè partire dai dati empirici, reali, per poi passare a pensieri logici, inerenti quella particolare situazione, cioè non volere formulare un sistema di idee logiche valido in situazioni simili a quella dalla quale siamo partiti.
E’ quel che intendo quando affermo che l’ascolto presuppone non solo la separazione tra “ dentro” e “ fuori” ma il trovare la giusta connessione tra queste due dimensioni, nessuna da privilegiare in quanto parti di una relazione ( appunto)… è la relazione a dover essere privilegiata.L'empatia presuppone, quindi, l'abilità acquisita, nella maggior parte dei casi,(innata non direi, ma di certo ci sono persone più predisposte di altre) di sapere "sentire" le emozioni dell'altro e le proprie risonanze; non per mettersi, come comunemente si dice, nei panni dell'altro...al contrario.
Il segreto di un buon ascolto empatico sta proprio dal non farsi fagocitare dalle
emozioni dell'altro e neanche dagli effetti che le altrui emozioni possono produrre in noi( risonanze,... riecheggiamenti di nostre vecchie e nuove emozioni parassite nel contesto empatico). Non parlo di essere freddi ed asettici, bensì di restare equidistanti dalla parte emotiva e da quella razionale, per potere capire ciò che è mio e ciò che è dell'altro e a cui sapere dare ascolto.
Se chiedo ascolto e l'altro nell'ascoltare (le mie richieste ...perchè nel chiedere ascolto c'è sempre una richiesta) si fa coinvolgere emotivamente, allora saremo in due ad avere problemi emotivi (si cade nell'assurdo che chi doveva "risolvere il mio problema" diventa lui stesso un problema per me, per cui mi ritrovo con due problemi
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