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gasgas

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1

Saturday, February 2nd 2008, 8:24pm

Dic mi hai provocato e adesso devi reggere il discorso ….

Si o no?
Ha o non ha un senso la vita?
E l’uomo ha un destino?

Agisco, ma, senza sapere che cosa sia l’azione, senza aver desiderato di venire al mondo, non so chi sono e nemmeno se sono. Sono condannato alla vita, condannato a trascorrerla, condannato alla morte. Ma come e con quale diritto, se non l’ho né saputo né voluto?

Voglio vederci chiaro. Se c’è qualcosa da vedere, debbo vederla, sospetto che non mi seguirà nessuno.

Saprò forse se questo fantasma che sono a me stesso, con questo universo che porto nello sguardo, con il sogno strano della coscienza, possiede oppure no una sua consistenza.
Scoprirò senza dubbio ciò che si nasconde nelle mie azioni.
Il problema è inevitabile, la soluzione ognuno la porta nelle sue azioni. Per questo bisogna studiare l’azione il significato stesso del termine e la ricchezza del suo contenuto.
Ogni regola di vita unicamente fondata o su una teoria filosofica, o sulla fede o su principi astratti sarebbe folle. Non posso rimandare l’azione in attesa del raggiungimento dell’evidenza e ogni evidenza.
Fra quello che so, quello che voglio e quello che faccio, c’è sempre una sproporzione inesplicabile e sconcertante. Le mie decisioni vanno spesso oltre i miei pensieri e i miei atti oltre le mie intenzioni.
Ora non faccio ciò che voglio, ora, quasi a mia insaputa, faccio quello che non voglio. E tali azioni da me non completamente previste e non interamente ordinate, una volta compiute, pesano su tutta la mia vita e agiscono su di me, si direbbe, piú di quanto io stesso non abbia agito su di esse. Mi trovo quasi a essere loro prigioniero, talvolta mi si rivoltano contro, come un figlio ribelle contro il padre. Hanno fissato il passato e già incidono il futuro.
L’azione è una necessità, ho agito e agirò.
L’azione m’appare spesso come un obbligo, obbedirò.
Tanto peggio se è illusione, pregiudizio ereditario, residuo di educazione cristiana: ho bisogno di una verifica personale e verificherò a ogni costo. Nessun altro può fare questo controllo al mio posto; si tratta di me e della mia totalità; nell’azione metto me stesso e il mio tutto.
Possiedo solo me stesso; le vere prove, le vere certezze sono quelle che non si comunicano ma che si sentono.

Viviamo soli muoriamo soli e gli altri non possono farci nulla.

Non prendetela come lo sfogo di un folle, sto provando a leggermi e capire il perché sono qui, come voi, ad interrogarmi e dovete aiutarmi nella lettura, perché è la stessa che userete voi per gli stessi miei problemi esistenziali.

Siamo diversi ma con gli stessi problemi (lo stesso problema).

p.s. Spunto ricavato dal filosofo Blondel

gas
Io sono io, null'altro vorrei essere. seppure non mi piaccio su alcune cose avrei nostalgia anche dei difetti.

gasgas

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2

Sunday, February 3rd 2008, 8:52pm

Ringrazio chi sà per lo spunto .....

Siamo tutti annoiati.
Guardiamo tutti gli stessi programmi televisivi,
Alla radio ascoltiamo tutti le stesse cose,
Parliamo tutti delle stesse cose.
Non c'è rimasta più nessuna sorpresa.
Tutto uguale, sempre di più. Solo ripetizioni.
Siamo cresciuti tutti con gli stessi show televisivi.
E' come se avessimo tutti lo stesso impianto di memoria artificiale.
Non ricordiamo quasi nulla della nostra reale infanzia, eppure sappiamo perfettamente tutto quello che succedeva alle famiglie delle sitcom.
Abbiamo tutti gli stessi traguardi.
Tutti le stesse paure, il futuro non è radioso.
Molto presto, avremo tutti gli stessi pensieri allo stesso momento.
Andremo perfettamente all'unisono. Sincronizzati. Connessi. Uguali.
Gli stessi. Come formiche. Insetti. Pecore.
E' tutto così prevedibile...

Noia .....
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dic350

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Monday, February 4th 2008, 4:29pm

GASGAS HA DETTO :Dic mi hai provocato e adesso devi reggere il discorso ….

Si o no?
Ha o non ha un senso la vita?
E l’uomo ha un destino?

La pensavo esattamente come té, gas fino a nove mesi fá. (5 maggio(data del tentato suicidio)) Quella stessa notte la passai sotto albero. Quella stessa notte iniziai ad pensarla diversamente, la circostanza non mi diede alternativa. Avrei voluto spegnere l´interruttore, risolvere tutti i problemi con una sola azione. Qualcosa mi fermó, in quella circostanza estrema, in ogni caso avevo un problema, il dover riprendere una vita quotidiana, costruita da me e da me stesso tanto odiata. Fino ad quella notte tutti i miei obiettivi, erano, legati al benessere, ai piccoli vizzi quotidiani, ed al lavoro, cos´altro potevo chiedere alla vita! Avevo raggiunto, forse troppo velocemente tutti gli obiettivi? avevo giá finito la benzina? In´oltre il rapporto con mia moglie é una frana! Fatto stá che la mattina del sei maggio, chiamai il mio commercialista, nonché tutto fare, chiesi di mettermi in contatto con un buon psicologo, il quale mi ricevette nel pomeriggio stesso: mi sentivo inbarazzato, raccontai l´accaduto della notte precedente, alla fine lei mi disse: stai tranquillo il tuo problema lo hai giá risolto! Ed é questo il tuo problema. Non capí e mi feci rispiegare,mi disse: vedi in realta non esistono problemi: ci sono solo le soluzioni. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo. Andavo dal psicologo una o due volte alla settimana, spesso mi ripeteva quella frase: il tuo problema é giá risolto, é difficile dire quanto e come mi aiutó, la sua analisi di quel 5 maggio fú. davide cercavi la soluzione estrema, per capire ed intendere ció che ti stava accadendo, quando in realta sapevi, forse inconsciamente che tale gesto non l´avresti commesso mai. La soluzione la trovai grazie a quella corda, ad averla stretta al collo. Beatrice, il nome del mio psicologo, nell´analisi aggiunse: hai voluto scendere nel punto piu basso per trovar maggior spinta per risalire. Questa é parte della mia storia, gas. Io alcune soluzioni in seguito le trovai grazie nel avermi creato nuovi stimoli. Mi fá bene per esenpio vivere e lavorare a madrid, mia moglie la vedo solo nei fine settimana (non tutti) Ho senpre desiderato un figlio, non altrettanto desiderato da mia moglie, nel luglio dell´anno scorso adottai a distanza due banbini, indiani. Il psicologo tutt´ora di tanto in tanto ci sentiamo, mi é stato davvero d´aiuto. Óra siccuramente devo ancora risolvere altri problemi, ma mi stó organizzando. Auguro a te gasgas, e a tutti coloro che leggeranno questo post, di trovare degli stimoli inportanti! Altrimenti é come dici tu: Che senso ha una vita in cui nasci senza chiederlo e muori senza volerlo?
Mi considero un uomo comune, eccetto per il fatto che mi considero un uomo comune!

gasgas

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Monday, February 4th 2008, 5:13pm

beatrice ha detto: …. vedi in realtà non esistono problemi: ci sono solo le soluzioni. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo ….

Ti rendi conto dell’importanza di questa frase? È il succo di tutto il ragionamento. Il perché deploriamo l’inattività degli animali, intesa come mancanza di fantasia e creatività, dell’esistere fine a se stesso e la prendiamo come dimostrazione di differenza sostanziale ma nello stesso tempo ci deploriamo per l’inefficacia del nostro darci da fare, dell’inutilità di tanto muoversi oltre il mero istinto di sopravvivenza.

Il nostro io è artefice della nostra attività stimolandoci a miglioramenti continui senza mai chiederesi il perchè,
la nostra attività è artefice dell’insoddisfazione per l’insensatezza di tanto inutile movimento speculativo,
la nostra insoddisfazione è artefice della sofferenza per la conoscenza dell’inutilità dell’esistere.
… ed allora, dopo anni di scalate sociali, miglioramenti individuali, gratificazioni operative, traguardi raggiunti … ci si ritrova a volere vivere (senza riuscirci) come quella mucca che, senza mai porsi domande, esce ed entra dalla stalla fino a quando qualcuno non la condurrà al macello.

Non prenderla come uno smontare ciò che stai ricostruendo ma .... hai voluto scendere nel punto piu basso per trovar maggior spinta per risalire.... lo traduco come "mi sento stanco, un buon ricostituente (beatrice) e ricomincio da capo" .... tanto vale fermarsi allora ...
... perlomeno, mentre ti lasci cadere, sai che la metti nel culo al tuo "io"

gas
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gasgas

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Monday, February 4th 2008, 8:59pm

.... eeee si cara ragazzotta ... tu non immagini le volte che, osservando bobi, il mio topo da guardia (pincher), lo invidio, ammirando la serenità che fà trasparire .... quegli sbadigli di pienezza di se solo perchè si è appena sbaffato una scatola di choppi ....

Bel gatto, complimenti, sicuramente viziatissimo ...

Siamo fatti di carne ossa e peli come loro ...
Cosa può giustificare il fatto che siamo nella migliore posizione?

Non rispondere perchè sappiamo individuare l'animo di Picasso solo guardando un suo quadro perchè è troppo scontato ....
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Tuesday, February 5th 2008, 5:57pm

Gli animali … questi inferiori … usati il più delle volte per dimostrare la nostra superiorità e dominio con la limitazione in aree “protette” (da noi eheh), riserve, parchi, zoo, recinti, guinzagli e bastoni o come surrogato affettivo, vedi le migliaia di gatti e cani orribilmente deformati dall’obesità.
Dare amore ad un animale, a volte, è meno implicante e semplifica la nostra vita affettiva ... ho scoperto da poco che c'è chi fa sesso con il proprio cane.
Seguendo l’istinto del mio pensiero, sono sempre più convinto che la stirpe umana è originata da un difetto per un madornale errore della natura. Una specie di “virus” ci ha colpiti creando nel cervello una forma di neoplasia che dall’australopiteco, ben quattro milioni di anni fa, ha iniziato a riprodurre e sviluppare i neuroni in modo anomalo esagerato e folle, modificandoli al punto di arrivare all’uomo moderno.
E noi siamo qui a pagare lo scotto di questo errore, domandandoci di continuo: chi siamo, che ci facciamo, dove andiamo, che cazzo di senso ha l’esserci, ecc. Mentre gli animali, senza porsi mai alcuna domanda, poiché sanno cosa ci stanno a fare, erano lì a guardarci diffidenti quando siamo comparsi, continuano a guardarci curiosi ora e ci guarderanno indifferenti quando ci estingueremo.
Forse la comparsa dell’uomo è l’unico grosso errore che ha fatto la natura, ma è proprio vero che “chi sbaglia paga”, di questo errore infatti sta pagando tantissimo.

gas
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dic350

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Friday, February 8th 2008, 4:56pm

- Nessuno, o quasi, al giorno d’oggi crede più ai fantasmi, eppure, i fantasmi dominano il mondo, il mondo stesso è un fantasma, basta infatti cercare il fondamento di una cosa, cercare la sua essenza, basta scrutare affondo, e che altro si trova se non fantasmi, su cosa si basano le verità, le leggi, le speranze, gli ideali, i sensi, se non su apparenze, vanità, illusioni, fantasmi appunto.
Mi considero un uomo comune, eccetto per il fatto che mi considero un uomo comune!

gasgas

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8

Friday, February 8th 2008, 6:16pm

Si .... un mondo di fantasmi .... tutti in fila per bene verso chissà quale destino ......

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