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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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16

Saturday, February 13th 2010, 11:25am

tu Doc, sei legittimato a dire che le speculazioni metafisiche parlano (anche etimologicamente :D ) di vento (lo penso anch'io); ma i termini correnti oggi hanno dei significati precisi condivisi e io li ho evidenziati, tutto qui. Che siano diversi dall'etimologia o da come venivano usati nel Medioevo o dalle nostre credenze personali o dal personale uso di qualcuno, siamo concordi. Ma allora, partendo da questa base, ha poco senso chiederci "cosa sono".


Paul, non farne una questione personale.
Non rispondo a te personalmente, ma aprofitto di cio' che scrivi per esporre una tesi.

Mentre Hockam era considerato un nominalista moderato, un nominalista radicale come Roscellino definiva gli enti metafisici, cioe' gli "universali", come flatus voci [fiato sprecato]. Ovvero, neppure come concetti su cui poter discutere.

Dici che oggi hanno significati precisi e condivisi. Io ho molti dubbi in proposito.

Il problema e' che di essi [spirito, anima , psiche], inizialmente, si sapeva di cosa si parlava [aria, respiro, vita animale].

Oggi si crede di sapere di cosa si parla, ma in realta' non e' che che nostre conoscenze in prosito siamo migliorate, e percio' consentano una definizione migliore di questi termini.
Direi che sono peggiorate, perche si sono sommati un mucchio di significati spurii, che non hanno nessuna base ne logica ne scientifica.

Continuano ad essere flatus voci.
O meglio...riminescenze genitoriali che vengono tramandate di generazione in generazione, assunte acriticamente come dati certi o realta' fattuali. Anche di fronte all'evidenza.

Questo non e' "nulla". E' qualcosa. Qualcosa che si puo' definire: pre-giudizio.
Ovvero dare per scontato e utile cio' che e' infondato e fuorviante.

PaulVerlaine

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Saturday, February 13th 2010, 11:41am

Doctor, non ti preoccupare, non ne faccio mai una questione personale ;) (Tranne nel caso che fosse esplicito ed evidente.) Sono ben lungi dal prendermela per un dibattito su un forum :D

Su quello che hai detto sono d'accordo, capisco benissimo il punto che evidenzi; quello che dico io è che forse si tratta di una deviazione o banalizzazione della questione. La capacità di linguaggio di per sé è capacità di astrazione. Se vogliamo andare per la tua strada, quando diciamo "mela", e anche quando gli antichi dicevano "mela", non intendevano una mela precisa, ma un'idea astratta e 'generale' di mela, che di per sé non esiste. Il linguaggio si è complicato (è diventato più complesso) nei secoli e così la conoscenza umana e la sua elaborazione e speculazione filosofica, epistemologica etc. Non possiamo più pretendere che ciascun singolo termine, come in antichità, si riferisca a qualcosa di visibile e preciso.

Ovvio che quando si parla di termini astratti in parte è flatus vocis, ogni filosofo, ogni tecnico, ogni persona dà la sua sfumatura. Però questo non toglie legittimità all'uso di ogni termine nel suo codice di appartenenza. Parole come 'astratto', 'idea', 'epistemologia', 'sintagma', etc.etc. hanno una loro etimologia, se scaviamo alla radice c'erano degli oggetti da cui è partita poi una proliferazione di significanti e significati; ma cionondimeno quei termini adesso, con la letteratura e le opere dei secoli che abbiamo alle spalle, hanno un significato preciso e condiviso. E questo vale anche per psiche, pneuma, anima e spirito.
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Pavély

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18

Saturday, February 13th 2010, 11:47am

Ma, si noti questo... se davvero lo spazio tra le particelle sub-atomiche fosse anti-materia, l'Anima sarebbe, appunto, antimateria.

Un luogo, cioè, in cui tutte le leggi fisiche funzionano all'inverso.

:)

(E se funzionano all'Inverso chi dice che la Religione sia una cosa assurda?).


Interessante disquisizione.

Mi pare si dica che la materia oscura sia stimata l'80% dell'universo, ma che anche qui siano presenti onde di energia, di cui la luce e' un aspetto.
In pratica il vuoto non esiste.

Ma legare questo discorso con la dimensione umana diventa un po' indaginoso...
Aspetta un po'...

Spiegami.

Onde di Energia nella Materia Oscura?

.....

Mmmhhh...

(Non lo sapevo).
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Pavély

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19

Saturday, February 13th 2010, 12:25pm

tu Doc, sei legittimato a dire che le speculazioni metafisiche parlano (anche etimologicamente :D ) di vento (lo penso anch'io); ma i termini correnti oggi hanno dei significati precisi condivisi e io li ho evidenziati, tutto qui. Che siano diversi dall'etimologia o da come venivano usati nel Medioevo o dalle nostre credenze personali o dal personale uso di qualcuno, siamo concordi. Ma allora, partendo da questa base, ha poco senso chiederci "cosa sono".


Paul, non farne una questione personale.
Non rispondo a te personalmente, ma aprofitto di cio' che scrivi per esporre una tesi.

Mentre Hockam era considerato un nominalista moderato, un nominalista radicale come Roscellino definiva gli enti metafisici, cioe' gli "universali", come flatus voci [fiato sprecato]. Ovvero, neppure come concetti su cui poter discutere.

Dici che oggi hanno significati precisi e condivisi. Io ho molti dubbi in proposito.

Il problema e' che di essi [spirito, anima , psiche], inizialmente, si sapeva di cosa si parlava [aria, respiro, vita animale].

Oggi si crede di sapere di cosa si parla, ma in realta' non e' che che nostre conoscenze in prosito siamo migliorate, e percio' consentano una definizione migliore di questi termini.
Direi che sono peggiorate, perche si sono sommati un mucchio di significati spurii, che non hanno nessuna base ne logica ne scientifica.

Continuano ad essere flatus voci.
O meglio...riminescenze genitoriali che vengono tramandate di generazione in generazione, assunte acriticamente come dati certi o realta' fattuali. Anche di fronte all'evidenza.

Questo non e' "nulla". E' qualcosa. Qualcosa che si puo' definire: pre-giudizio.
Ovvero dare per scontato e utile cio' che e' infondato e fuorviante.
Che bello leggere di Roscellino...

:)

Faust...

Permettimi però di dirti uno schema filosofico.

Cioè: il novecento è stato la stagione dell'Estetica. (Penso, tra l'altro, a Benedetto Croce e i crociani i quali hanno costruito l'Italia repubblicana).

Fino agli anni sessanta, abbiamo la stagione della Filosofia della Scienza. (Ad esempio, si pensi alla Fantascienza).

E dopo gli anni sessanta, abbiamo la stagione della Filosofia delle Scienza sociali (Filosofia dell'Antropologia, Filosofia della Sociologia, Filosofia della Moda... ecc ecc).

I concetti che tu indaghi, quindi, trattano della Natura umana.

Anima richiama i concetti dell'Antropologia (gli Antropologi, come si spiega, studiano l'Anima).

Ad esempio: oggi si parla di Filosofia della Filosofia. (Cioè: si pu fare filosofia avendo come oggetto la Filosofia stessa).

Tu richiami Roscellino (ed è bellissimo... davvero... mi hai stupito... ti ammiro). Pure: ha un senso? Ha un senso andare tanto indietro nel tempo?

E se i temi che tu indaghi fossero inseriti nei legami tra Natura umana, Antropologia e Archeologia?

Mi spiego: tu chiedi cosa sia l'anima.

Ora: ogni Archeologia rivela delle Tombe. Ovunque, nel mondo.

I filosofi, parlando di Anima e di altri temi, prendono come punto di riferimento i Sistemi antropologici elaborati per spiegare, in un contesto preistorico, le tombe.

Perché si seppellivano i morti?

Ovviamente: quì non si parla di fasi s t o r i c h e (come quelle attuali). Quì si parla di fasi preistoriche.

Perché si dipengeva la faccia di rosso, e si poneva il corpo ad Est?

I filosofi, quì, ammettono il concetto di Anima.

Creano un qualcosa (l'Anima) necessario per spiegare quei comportamenti.

Se togli questi concetti, un gesto s a c r o come una sepultura viene a perdere di significato.

Ma, pure, le convinzioni a n i m i s t i c h e (animismo, quì è un termine che deriva da anima) appaiono vere.
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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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20

Saturday, February 13th 2010, 6:33pm

I nominalisti mi sono sempre rimasti simpatici, perche' erano una voce contro il coro degli idealisti e della filosofia scolastica.

Perché si seppellivano i morti?


La risposta e' semplice. Perche' nel sogno i morti tornavano in vita e facevano visita ai vivi, come capita ancora oggi, per cui col senno di un animo bambino, si pensava che fossero veramente in vita in un altro mondo.

Per questo nasce il rispetto per il cadavere, per paura di offenderli, e vengono sottratti alla fiere e alla putredine.

Il sogno e la paura sono alla radice di ogni metafisica.

Elfie

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21

Wednesday, February 24th 2010, 2:24pm


Il problema e' che di essi [spirito, anima , psiche], inizialmente, si sapeva di cosa si parlava [aria, respiro, vita animale].
credo di aver capito il concetto "inizialmente si sapeva di cosa si parlava" cioè quando sono sorte le prime domande i filosofi hanno dato risposte accettate e condivise mentre oggi si è perso il senso di quelle "risposte"...giusto?

Quoted

Oggi si crede di sapere di cosa si parla, ma in realta' non e' che che nostre conoscenze in prosito siamo migliorate, e percio' consentano una definizione migliore di questi termini.
Direi che sono peggiorate, perche si sono sommati un mucchio di significati spurii, che non hanno nessuna base ne logica ne scientifica.
XD capita spesso anche per cose più "fisiche" a parte l'ironia che leggo in quella frase.
Secondo me le cose non sono molto migliorate in certi "settori" in quelli dove anima, spirito e psiche dovrebbero essere di casa ma di fatto sono diventati ospiti "scomodi" difficili da definire e quindi meglio tacere o lasciare nel vago.

In realtà però in campi come le neuroscienze, l'IA e anche altri le domande su cosa siano queste tre "cose" e su dove possano essere localizzate diventano sempre più attuali.
Anche gli antichi significati non avevano basi logiche o scientifiche ma in alcuni casi intuitive e abbastanza corrette

Quoted

Questo non e' "nulla". E' qualcosa. Qualcosa che si puo' definire: pre-giudizio.
Ovvero dare per scontato e utile cio' che e' infondato e fuorviante.
IMHO Concordo che nel campo dell'anima,dello spirito e della psiche ci siano troppe cose date per scontato e per questo dimenticate specialmente nei "settori di competenza".
Però è evidente la necessità di alcune persone di dare un nome a qualcosa che percepiscono ma non riescono perfettamente ad inquadrare. Per quanto vengano spesso utilizzate in modo superficiale e strumentale è indubbio che rispecchino un qualcosa di interiore e vitale (sentito più o meno profondamente)
Il senso comune di queste parole è capito e condiviso. Anche se non sono molti quelli che approfondiscono il concetto, questo è alla portata di tutti. L'infondato e il fuorviante sono ovunque ..il punto è il sapere aude

^^ spero di aver capito il punto della "discussione" e di non essere fuori tema

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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22

Wednesday, February 24th 2010, 5:43pm

Vamos a bailar, companeiros....

quando sono sorte le prime domande i filosofi hanno dato risposte accettate e condivise mentre oggi si è perso il senso di quelle "risposte"...giusto?


Si. Si parlava di cose pratiche. Gli dei erano i pianeti. Il Deus ex machina era il sole, cioe' la stella sola. Il dies era il giorno.
L'ntropofizzazione delle divinita' e venuta dopo, a vantaggio del popolo, che non sapeva immaginare una entita' sconosciuta o un concetto. Prima erano solo i fenomeni naturali.
Ancora oggi c'e' chi crede che il demonio sia brutto, peloso e con i piedi di capra, mentre l'angelo sia biondo alto e con le ali da piccione, perche questa e' l'immagine fatta circolare.

Secondo me le cose non sono molto migliorate in certi "settori" in quelli dove anima, spirito e psiche dovrebbero essere di casa ma di fatto sono diventati ospiti "scomodi" difficili da definire e quindi meglio tacere o lasciare nel vago.


Come diceva Wittgenstein:- Di cio' che non si sa, e' meglio tacere-.

In realtà però in campi come le neuroscienze, l'IA e anche altri le domande su cosa siano queste tre "cose" e su dove possano essere localizzate diventano sempre più attuali.


Le tre cose sono solo una, e le altre sono tautologie. Come la trinita'.
Le neuroscenze si interrogano sul momento in cui la mente appare, che, dopo Penrose, sembra sia nei tubuli della membrana neuronale, per effetto del passaggio di elettroliti, che creano una carica elettrica. E questo e' tutto. L'uso di questa carica elettrica dipende poi dall'ambiente, oltre che dalle proprie potenzialita'.

Un neurone, che viene tenuto all'oscuro e senza stimoli di sorta, in un ambienete omeostatico e fisilogico, non puo' riempirsi di nulla [immagini suoni, parole, concetti, idee...], e rimane una cellula utile a svolgere solo funzioni vegetative.

Se l'umanita' fosse messa in queste condizioni, nel giro di poche generazioni, ritornerebbe ad essere un'alga, un' ameba o un corallo.

Anche gli antichi significati non avevano basi logiche o scientifiche ma in alcuni casi intuitive e abbastanza corrette


L'intuizione e' alla base della logica. Tutti gli uomini sono mortali Doc faust e' un uomo. Doc Faust e' mortale.
Se non intuissi cosa sono tutti gli uomini non potrei procedere col ragionamento.
L'intuito e' a capo di ogni funzione psichica relazionale, a mio parere.

Però è evidente la necessità di alcune persone di dare un nome a qualcosa che percepiscono ma non riescono perfettamente ad inquadrare. Per quanto vengano spesso utilizzate in modo superficiale e strumentale è indubbio che rispecchino un qualcosa di interiore e vitale (sentito più o meno profondamente)


Certo che e' indubbio, altrimenti non si capirebbero tutti questi fanatismi su questioni di lana caprina, che nulla hanno di sensato.
E la paura della morte e il senso di solitudine che nasce nel momento in cui usciamo dal ventre materno.
Il resto e' solo conseguenza.

Il senso comune di queste parole è capito e condiviso. Anche se non sono molti quelli che approfondiscono il concetto, questo è alla portata di tutti.


Che sia capito e condiviso, ho qualche dubbio.A meno che tu non ti riferisca al cetechismo cattolico. Che pero' e' ridondante e non spiega nulla. Non per nulla si parla di "misteri della fede".
Se chiedi ad una persona di definirti lo spirito, o l'anima, o la psiche, cominciano subito i distinguo. Come succede quando si parla del nulla. Chi mi sa definire il nulla?

La realta' e' che alla base sta la paura dell'ignoto [paura della morte] e tutto il resto sono artifici della mente, per esorcizzarla.
E l'istinto di sopravvivenza e il bisogno di reificazione [trasfrmare le paure in qualcosa di palpabile]che creano la metafisica.

Non per nulla Paolo dice:- Il TIMOR di dio e' il principio della conoscenza-. Senza paure tutto il castello crolla per inutilita' e abbandono.
E i preti non saprebbero piu' cosa fare se non consolare vecchiette afflitte dall' artrosi.

Elfie

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23

Wednesday, February 24th 2010, 11:28pm

Vamos a bailar, companeiros....

:assi: spero si capisca devo ancora capire bene le citazioni multiple di uno stesso post

Si. Si parlava di cose pratiche. Gli dei erano i pianeti. Il Deus ex machina era il sole, cioe' la stella sola. Il dies era il giorno.
L'ntropofizzazione delle divinita' e venuta dopo, a vantaggio del popolo, che non sapeva immaginare una entita' sconosciuta o un concetto. Prima erano solo i fenomeni naturali.
Ancora oggi c'e' chi crede che il demonio sia brutto, peloso e con i piedi di capra, mentre l'angelo sia biondo alto e con le ali da piccione, perche questa e' l'immagine fatta circolare.

Non solo … Eraclito indagava se stesso e scopriva che la natura delle cose ama celarsi e che ...per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo logos
La sua ragione… così profonda e sfuggente da non essere possibile il definirla.
O forse semplicemente mai uguale a se stessa in un continuo divenire.

Gli Dei erano capricciosi, le stelle una guida per la sopravvivenza e Plotino scriveva che la ragione stessa implica una molteplicità di realtà intelligibili

Platone e le tre anime: la ragione, lo spirito e gli appetiti. L’anima immortale si incarnava negli uomini e si reincarnava. (e lo fa ancora in alcune religioni)
Si... ancora oggi, nonostante l’illuminismo, c’è ancora chi crede e non ragiona. Ma mi sorge spontanea una domanda: è colpa di Pan che tormenta i sonni della ragione, di un’ottima operazione di marketing o di una autocoscienza che ha placidamente accettato la coscienza comune (sociale) per non porsi troppe domande?
Come diceva Wittgenstein:- Di cio' che non si sa, e' meglio tacere-.

Ma possiamo trascurare così “l’ineffabile”? dopotutto esiste anche se non “si riesce a dire”
Le tre cose sono solo una, e le altre sono tautologie. Come la trinita'.

Le vedo più come i tre aspetti di una singolarità. Quella dell’essere a cui appartengono per definirne l’unicità.
Anima, animali: dagli Dei egiziani alle metamorfosi di Ovidio fino alla colomba che abbandona il replicante albino che voleva vivere una vita "umana".
Comunque venga chiamata è quel soffio, quel respiro vitale che distingue il “vivo” dal “morto” o “dormiente”
Le neuroscenze si interrogano sul momento in cui la mente appare, che, dopo Penrose, sembra sia nei tubuli della membrana neuronale, per effetto del passaggio di elettroliti, che creano una carica elettrica. E questo e' tutto. L'uso di questa carica elettrica dipende poi dall'ambiente, oltre che dalle proprie potenzialita'.

Un neurone, che viene tenuto all'oscuro e senza stimoli di sorta, in un ambienete omeostatico e fisilogico, non puo' riempirsi di nulla [immagini suoni, parole, concetti, idee...], e rimane una cellula utile a svolgere solo funzioni vegetative.

Se l'umanita' fosse messa in queste condizioni, nel giro di poche generazioni, ritornerebbe ad essere un'alga, un' ameba o un corallo.

Proprio tutto no… la ghiandola pineale, l’amigdala… possibili domicili dell’anima? L’assenza di stimoli è deleteria.
:assi: c’è sempre la speranza che si risveglino i coralli e le amebe …

Quoted

L'intuizione e' alla base della logica. Tutti gli uomini sono mortali Doc faust e' un uomo. Doc Faust e' mortale.
Se non intuissi cosa sono tutti gli uomini non potrei procedere col ragionamento.
L'intuito e' a capo di ogni funzione psichica relazionale, a mio parere.

Intuizione e logica …non ci ho ancora pensato, l’ho sempre vista molto più pensiero laterale ^^ . Ma penso anche io che l’intuito sia componente essenziale dell’intelligenza sociale. Parlavo dell’intuito che ha permesso a geniali menti del passato di identificare le funzioni di alcuni organi o sistemi senza avere conferme dalla scienza.

Quoted

Però è evidente la necessità di alcune persone di dare un nome a qualcosa che percepiscono ma non riescono perfettamente ad inquadrare. Per quanto vengano spesso utilizzate in modo superficiale e strumentale è indubbio che rispecchino un qualcosa di interiore e vitale (sentito più o meno profondamente)

Certo che e' indubbio, altrimenti non si capirebbero tutti questi fanatismi su questioni di lana caprina, che nulla hanno di sensato.
E la paura della morte e il senso di solitudine che nasce nel momento in cui usciamo dal ventre materno.
Il resto e' solo conseguenza.

:assi:fanatismi di lana caprina a parte (ammetto che non comprendo bene il significato della frase).

Se l’anima è la parte sociale-animale delle tre e cerca l’animus (
:assi: ), il riconoscimento dell’altro in sé. La psiche se sta bene con se stessa sta bene anche da sola quindi non mi rimane che posizionare lo spirito nella spiritualità che può essere l’accettazione della morte come punto finale (o iniziale) del cammino di questo respiro un po’ inquieto.

Quoted

Il senso comune di queste parole è capito e condiviso. Anche se non sono molti quelli che approfondiscono il concetto, questo è alla portata di tutti.


Che sia capito e condiviso, ho qualche dubbio.A meno che tu non ti riferisca al cetechismo cattolico. Che pero' e' ridondante e non spiega nulla. Non per nulla si parla di "misteri della fede".
Se chiedi ad una persona di definirti lo spirito, o l'anima, o la psiche, cominciano subito i distinguo. Come succede quando si parla del nulla. Chi mi sa definire il nulla?

Se in un ipotetico discorso alla folla ci fosse la parola anima, il senso comune verrebbe percepito da tutti sicuramente come dici tu definito in modi più o meno occidentali, approfonditi, o sentiti.
Magari qualcuno ci ride sopra, un altro prova a venderla su ebay, un altro se ne ricorda solo nei dibattiti bioetici ma comunque si percepisce che è qualcosa di interno …anche per negarne l’esistenza devi comunque prenderla in considerazione, averne una idea.
Non al catechismo cattolico, anche perchè mi sembra che l'anima sia sparita da alcuni testi...(ho seguito poco la notizia, non ne sono certa)


:D il nulla… :hmm: l’assenza di tutto ?

Quoted

La realta' e' che alla base sta la paura dell'ignoto [paura della morte] e tutto il resto sono artifici della mente, per esorcizzarla.
E l'istinto di sopravvivenza e il bisogno di reificazione [trasfrmare le paure in qualcosa di palpabile]che creano la metafisica.

Non per nulla Paolo dice:- Il TIMOR di dio e' il principio della conoscenza-. Senza paure tutto il castello crolla per inutilita' e abbandono.
E i preti non saprebbero piu' cosa fare se non consolare vecchiette afflitte dall' artrosi.

…l’Anima, il Cosmo, il Tempo, Dio.
Secondo me è il bisogno umano di dare una motivazione a tutto come se la casualità non fosse ragione sufficiente per far accadere le cose. A volte ho la sensazione che sia la paura del già noto, l’incapacità di accettarlo che porti la mente a bloccarsi di fronte ad alcune domande metafisiche.

L’istinto di sopravvivenza mi sembra quasi l’opposto, così materiale risponderebbe sicuramente quello che è più gradito.Non comprendo perfettamente il pensiero di Paolo (il santo... giusto?). Il timor di Dio mi sembra un atteggiamento volto ad ottenere ubbidienza e rispetto non certo ad ampliare la conoscenza di qualcuno.

Mi sembra più efficace il dubitare cartesiano e più terribile l'avere paura delle proprie idee.

:D come per la lana caprina non comprendo nemmeno i preti e l’artrosi.

comunque grazie per l'interessante scambio ^^

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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24

Thursday, February 25th 2010, 12:08pm

Cito qua e la...

Parlavo dell’intuito che ha permesso a geniali menti del passato di identificare le funzioni di alcuni organi o sistemi senza avere conferme dalla scienza.


Gia', ma la conoscenza comune non ne ha tratto grande vantaggio. Nel 600 ancora si pensava che nelle vene passasse aria e alla fine dell'800 pochi credevano all'esistenza dei microbi, per non parlare dell'evoluzione che ancora e' costrastata. Solo qualche anno fa le destre al governo la volevano togliere dai libri di testo anche in Italia.

fanatismi di lana caprina a parte (ammetto che non comprendo bene il significato della frase).


La lana caprina, notoriamente, tende ad annodarsi. Una questione di lana caprina e percio' sinonimo di questione inestricabile.

Se l’anima è la parte sociale-animale delle tre e cerca l’animus ( :assi: ), il riconoscimento dell’altro in sé. La psiche se sta bene con se stessa sta bene anche da sola quindi non mi rimane che posizionare lo spirito nella spiritualità che può essere l’accettazione della morte come punto finale (o iniziale) del cammino di questo respiro un po’ inquieto


Questa riflessione e' una questione di lana caprina.

ma comunque si percepisce che è qualcosa di interno …anche per negarne l’esistenza devi comunque prenderla in considerazione, averne una idea.


Quella che ti ho presentato non e' una idea? e siccome e' semplice, per la regola di Ockham, ha piu' probabilita di essere quella vera rispetto ad altre.

il nulla… :hmm: l’assenza di tutto ?


Non si resiste alla tentazione di dare qualche definizione, vero? Ecco perche sorgono i malintesi, che a volte diventano dogmi [come quello della trinita, appunto].

Il timor di Dio mi sembra un atteggiamento volto ad ottenere ubbidienza e rispetto non certo ad ampliare la conoscenza di qualcuno.


Infatti chi si attiene a questo concetto e' in realta' un oscurantista. E siccome Paolo era un cristiano...

la ghiandola pineale, l’amigdala… possibili domicili dell’anima?


La pineale, o epifisi, secerne melatonina. L'amigdala e' un contenitore a perdere di emozioni violente e negative.
E' la sede dell'orrore e del terrore, non dell'anima.

This post has been edited 1 times, last edit by "doctor Faust" (Feb 25th 2010, 2:10pm)


geppo1983

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Thursday, February 25th 2010, 12:17pm

Secondo me, per come li concepisco io, l'anima rappresenta noi, ma senza il corpo. Lo spirito é quello che si usa per pulire. La psiche è la struttura che concerne il cervello, le decisioni, le emozioni.

doctor Faust

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Thursday, February 25th 2010, 2:06pm

Secondo me, per come li concepisco io, l'anima rappresenta noi, ma senza il corpo


e noi cosa siamo senza il corpo?

Non ti fanno manco la carta d'identita'

comunque mi fa piacere trovare degli intellettuali ogni tanto. Mi sento meno solo.

geppo1983

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Friday, February 26th 2010, 2:56am

Secondo me, per come li concepisco io, l'anima rappresenta noi, ma senza il corpo


e noi cosa siamo senza il corpo?

Non ti fanno manco la carta d'identita'

comunque mi fa piacere trovare degli intellettuali ogni tanto. Mi sento meno solo.
Questa del corpo staccato dall'anima, è una visione...mmhh...dei filosofi greci? Forse ricordo male.

Comunque si, l'anima la vedo più come un qualcosa di astratto, anche se siamo in grado di riconoscerla bene, è qualcosa che è staccata idealmente dal corpo, ma il corpo non può esistere senza l'anima; il corpo non si muoverebbe e non avrebbe emozioni, senza l'anima. A fare sti discorsi, mi sento un pò come dovevano sentirsi i bambini oggetto dei colloqui clinici implementati da Piaget... :) ...della serie "cosa è il sogno? dove sta il sogno? e tu...dove sei mentre sogni?" e il bambino "il sogno è come me nel letto e io sono nel letto mentre sogno, ma è come se stessi da un'altra parte" (mitico).

Il terreno comunque è molto scivoloso, si tratta di questioni molto ideali, quindi si parla sempre per come concepiamo noi certe cose, non per come siano realmente; questa problematica della mente/corpo/anima/psiche è antica come il mondo, ma essendo abbastanza irrisolta, è interessante parlarne e confrontare come ognuno di noi vede questi aspetti.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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28

Friday, February 26th 2010, 2:14pm



Questa del corpo staccato dall'anima, è una visione...mmhh...dei filosofi greci? Forse ricordo male.


si. Della corrente di pensiero idealista. Quella che aveva studiato in medio oriente e in egitto e percio' era infarcita di credenze sull'aldila'.
Platone ne e' un po il rapprentante magno. Credeva nella metempsicosi, e gliela mette in bocca a Socrate, che invece proprio non ci pensava.
Aristotele invece dice che l'anima muore col corpo, e cosi' il pesiero epicureo, che Dante mette all'inferno:- ...E coloro che l'anima col corpo morta fanno-.

Pensiero che poi verra' recuperato dai neoplatonici e dall chiesa cristiana, che, non dimentichiamolo, nasce in oriente, e percio' e' infarcita di tutte le credenze medio orientali.

Per il popolo greco l'anima finiva nell'Ade, il luogo freddo e oscuro dei non viventi. Per i Romani nei Campi Elisi, un luogo di serenita' e di pace. Per gli islamici nell'inferno infuocato, o nel paradiso, dove gli uomini avranno cibo e vergini a loro disposizione. Alle donne tocchera' fare le vergini, presumo, o servire il te agli uomini, fra un coito e l'altro.

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Comunque si, l'anima la vedo più come un qualcosa di astratto, anche se siamo in grado di riconoscerla bene, è qualcosa che è staccata idealmente dal corpo, ma il corpo non può esistere senza l'anima; il corpo non si muoverebbe e non avrebbe emozioni, senza l'anima. A fare sti discorsi, mi sento un pò come dovevano sentirsi i bambini oggetto dei colloqui clinici implementati da Piaget... :) ...della serie "cosa è il sogno? dove sta il sogno? e tu...dove sei mentre sogni?" e il bambino "il sogno è come me nel letto e io sono nel letto mentre sogno, ma è come se stessi da un'altra parte" (mitico).


Esatto. Quindi non e' l'anima che se ne va a spasso, ma e' la mente che viaggia nel mondo di fantasyland. Chiaramente lo puo' fare solo da viva, cioe' quando che un cervello che la produce.
Se il cervello e' morto, niente mente, niente fantasia, niente ricordi, niente sogni. Si smette di viaggiare. Game ower.

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Il terreno comunque è molto scivoloso, si tratta di questioni molto ideali, quindi si parla sempre per come concepiamo noi certe cose, non per come siano realmente; questa problematica della mente/corpo/anima/psiche è antica come il mondo, ma essendo abbastanza irrisolta, è interessante parlarne e confrontare come ognuno di noi vede questi aspetti.


Certo. Il mondo ha bisogno di mistero e, a secondo del sistema di riferimento culturale, sociale, intellettuale, ci piace immaginare mille soluzioni. Se cosi non fosse anche la letteratura e la poesia sarebbe molto gretta e materialista, verista e positivista.
Ma i bambini non ne sarebbero soddisfatti, perche' la curiosita e' sostenuta dal sogno. E dentro di noi c' un bambino che vuole sognare, anche a cinquant'anni.

L'importante e' distinguere l'esigenza del Bambino dalle esigenze dell'Adulto, Genitore permettendo. Non ischiare tutto in un frappe', e poi spacciarlo per elisir di lunga vita.

geppo1983

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29

Saturday, February 27th 2010, 1:55am

Esatto. Quindi non e' l'anima che se ne va a spasso, ma e' la mente che viaggia nel mondo di fantasyland. Chiaramente lo puo' fare solo da viva, cioe' quando che un cervello che la produce.
Se il cervello e' morto, niente mente, niente fantasia, niente ricordi, niente sogni. Si smette di viaggiare. Game ower.
Un altro filosofo ma non ricordo quale, diceva che il corpo controllava l'anima, senza cioè il corpo, l'anima non era nulla. Altri invece ritenevano che l'anima passasse di corpo in corpo... un altro invece diceva che il corpo e l'anima sono entità staccate, che non si controllano a vicenda, ma sono dipendenti, senza l'una non c'è l'altro e viceversa.

Certo. Il mondo ha bisogno di mistero e, a secondo del sistema di riferimento culturale, sociale, intellettuale, ci piace immaginare mille soluzioni.
Appunto, immaginare soluzioni.

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