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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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1

venerdì, 25 settembre 2009, 18:18

analisi transazionale. Cosa e'? Ma a me serve?

L'AT e' uno strumento che serve per capire, anche da soli, che cosa si sbaglia nei rapporti umani.

E' un sistema semplice e immediato, che nella sua accezione elementare, puo' essere compreso da tutti, e usato per un'autoanalisi dei propri comportamenti, valutando i motivi dei propri errori di comunicazione e di ragionamento.

chi e' interessato all'argomento puo' rivolgermi delle domande specifiche e vedro' di rispondere a ogni richiesta, con le mie capacita'.
Piu saranno le domande e piu' prendera' forma il quadro complessivo.

Che sa gia' di analisi transazionale, puo' dare il suo contributo ulteriore, aggiungere stimoli, accedere dibattiti, portare esperienze dirette, criticare quanto vuole senza ritegno.

Se la cosa partira', e' perche' aveva le gambe. Altrimenti...amen.
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:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

minci

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2

venerdì, 25 settembre 2009, 18:30

ciao , io ho avuto modo di fare 4 mesi di analisi transazionale e con la neuropsichiatra abbiamo approfondito i tre stati dell'io alla base di questa analisi...l'io bambino, l'io genitore, l'io adulto....ne ho trovato giovamento e consiglio a tal proposito la lettura del libro "Nati per vincere" di Eric Berne, il fondatore di questo tipo di terapia, che può aiutare ad esaminare da soli gli sbagli che si commettono nei rapporti interpersonali...

L'uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.

patrizia

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3

venerdì, 25 settembre 2009, 19:10

Onestamente non ho capito :hmm: che significa sbagliare nei rapporti umani? Chi decide cosa è sbagliato e cosa è giusto?
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

4

venerdì, 25 settembre 2009, 19:21

finalmente

io ho letto qualcosa sull'argomento e sto leggendo ancora.



mi domandavo, nei confronti degli altri trovo l'applicazione del metodo difficile.
mi spiego
se applicata a me stessa, riesco a rifletterci

ma quando mi trovo di fronte qualcuno che per es ha forte la parte bambina, specialmente quella dispettosa , nn so cosa fare.
questo tipo di persone mi infastidisce. :(
con me stessa è un conto
con gli altri un altro.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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5

venerdì, 25 settembre 2009, 21:18

Onestamente non ho capito :hmm: che significa sbagliare nei rapporti umani? Chi decide cosa è sbagliato e cosa è giusto?


quando ci si lascia con un senso di amaro in bocca, di insoddisfazione, oppure finisce a litigate. Oppure non ci si sente compresi, oppure ci si sente sconfitti. Anche solo da una parola.

Questi sono rapporti umani insoddisfacenti, perche non portano carezze positive.
Sempre meglio che non averne per nulla, certo, ma alla lunga rendono agonizzanti.
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patrizia

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6

venerdì, 25 settembre 2009, 21:31

Quindi stiamo parlando di rapporti di coppia. Io avevo capito di rapporti in genere, fra esseri umani che scambiano opinioni, idee etc.
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

alfon3

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7

sabato, 26 settembre 2009, 08:12

"Nati per vincere" di Eric Berne, il fondatore di questo tipo di terapia, che può aiutare ad esaminare da soli gli sbagli che si commettono nei rapporti interpersonali...
A titolo di informazione, " Nati per vincere" non è stato scritto da Eric Berne .
Esattamente : James Muriel - Jongeward Dorothy :" Nati per vincere" - ed. Paoline 1979.

minci

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8

sabato, 26 settembre 2009, 09:14

A titolo di informazione, " Nati per vincere" non è stato scritto da Eric Berne .
Esattamente : James Muriel - Jongeward Dorothy :" Nati per vincere" - ed. Paoline 1979.
si alfon hai ragione ho confuso l'introduzione al libro fatta da Eric Berne dagli autori, hai fatto benissimo a puntualizzare onde evitare equivoci...grazie! :hi:

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minci

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9

sabato, 26 settembre 2009, 09:20

Ecco la base dell'analisi transazionale................

prevede uno sviluppo personologico basato
sull’organizzazione prelogica di programmi
cognitivo-emotivo-somatico-comportamentali costruiti prevalentemente
nei primi sei anni di vita (decisioni di copione), i quali programmi danno luogo ad uno schema inconscio/preconscio di vita (scripto copione psicologico) che limita ed irrigidisce le potenzialità OK dell’individuo a livello relazionale;



parole sante...qui parte l'analisi transazionale.....dal copione che ognuno di noi si appiccica addosso nei primi sei anni...il problema poi è se questo coincide o meno con il nostro vero io....a me purtroppo è capitato di svolgere un copione che cozzava con il mio profondo essere, e non è stato facile scrollarselo di dosso...

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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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10

sabato, 26 settembre 2009, 11:04

Quindi stiamo parlando di rapporti di coppia. Io avevo capito di rapporti in genere, fra esseri umani che scambiano opinioni, idee etc.


ma certo...fra esseri umani.
La coppia maschio femmina e' solo una delle innumerevoli possibilita'.

Quanto sopra succede ogni momento in qualsiasi situazione in cui ci sono due o piu persone in contatto. Anche in contatto non verbale.

Ma non solo.

Questo succede anche alla persona che e' da sola con se stessa, perche nel suo dialogo interno fra le molteplici presenze, ci puo' essere conflitto.
I piu usuali cono i conflitti fra il desiderio e la norma morale, cioe' Fra il Bambino e il Genitore interiore.

Se voglio mangiare una fetta di torta, e dentro di me sento una voce che mi dice:- Non farlo, pensa alla ciccia e al colesterolo!-, io entro in conflitto, e se non risolvo la situazione in modo soddisfacente, non saro' contenta.
Sia che mangi la fetta di torta, sia che non la mangi.

Per risovere il problema dovro trovare una mediazione. Sara' l'Adulto che la trovera'.
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doctor Faust

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11

sabato, 26 settembre 2009, 11:09

RE: finalmente

io ho letto qualcosa sull'argomento e sto leggendo ancora.



mi domandavo, nei confronti degli altri trovo l'applicazione del metodo difficile.
mi spiego
se applicata a me stessa, riesco a rifletterci

ma quando mi trovo di fronte qualcuno che per es ha forte la parte bambina, specialmente quella dispettosa , nn so cosa fare.
questo tipo di persone mi infastidisce. :(
con me stessa è un conto
con gli altri un altro.


probabilmente ti infatidisce perche' la tua parte Bambina vuole essere l'unica a ricevere attenzioni, e percio' nel tuo inconscio la vedi come una competitrice. Da qui l'istintiva antipatia, che e' una antipatia fra bambini, anche se si hanno 40anni.

Forse eri in competizione con qualcuno per le attenzioni di mamma e babbo.
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doctor Faust

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12

sabato, 26 settembre 2009, 11:18

Grazie a minci e a Alfonso per gli interventi.

Se la cosa interessa posso postare quanche cosa che spiega di cosa si tratta in termini molto semplici.
Cosa credo inusuale, perche' la semplicita non e' apprezzata da molti addetti ai lavori.

Nel cervello umano sono presenti tre stadi evolutivi: Il cervello rettile, istintivo, il cervello mammifero, emotivo, e il cervello umano, razionale.

Il cervello rettile risponde agli impulsi elementari istintivi, e analizza le questioni secondo un codice binario: si-no, cioé bene e male.

Il cervello mammifero risponde agli impulsi complessi di natura istintiva ed emotiva, e analizza le qustioni secondo il codice del meglio e peggio.

Il cervello umano, che possiede la corteccia più sviluppata fra i mammiferi, sceglie fra giusto e sbagliato, cioé aggiunge la possibilità di introdurre dati morali, che si é costruito secondo le sue convinzioni.
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13

sabato, 26 settembre 2009, 11:26

probabilmente ti infatidisce perche' la tua parte Bambina vuole essere l'unica a ricevere attenzioni, e percio' nel tuo inconscio la vedi come una competitrice. Da qui l'istintiva antipatia, che e' una antipatia fra bambini, anche se si hanno 40anni.

Forse eri in competizione con qualcuno per le attenzioni di mamma e babbo.


dici...

io vengo dopo mio padre e mio fratello.
mia madre preferisce le figure maschili (lo ha detto esplicitamente)

e temo che mi consideri solo quando sono ammalata.
dopo 10giorni dal mio parto, mi lascio sola dicendo che nn mi dovevo abituare a lei
che aveva un figlio e un marito da accudire.

il mio parto è stato un po travagliato, avevo avuto l'episiotomia e 2 costole contuse (mi avevavo aiutata spingendo forte sul torace).

.ho paura di restare di nuovo sola, come quando da bambina piangevo chiusa in camera..nessuno veniva a cercarmi.Poi all'ora di cena mi gridavano "a tavola"...la sua unica preoccupazione era che io mangiassi..infatti...nn mangiavo.
questa modalità l'ho fortemente scardinata.E' cosi difficile demolire queste modalità, specialmente quando chi ti circonda conosce solo queste...compreso mio marito.

ma ti prego, se tu hai notato qualcosa che mi sfugge, di aiutarmi se vuoi.
ho gia perso troppi anni con la psicoterapia.

grazie

doctor Faust

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14

sabato, 26 settembre 2009, 11:28

Il cervello istintivo possiamo assimilarlo figurativamente alla nostra personalità infantile, [Bambino]elementare, che procede per tentativi ed errori, accumula dati, si forma degli schemi di comportamento, semplici ed efficaci, alla sua sopravvivenza.

Il cervello emotivo possiamo vederlo come il tentativo di trovare una soluzione all'ansia erotica, cioé utilizzare gli stumenti istintivi attraverso il filtro dell'affettività, per ottenere l'unione sessuale, e perciò parentale, di gruppo sociale, di appartenenza, di potere e territorio.
La possiamo identificare, dopo l'adolescenza, nella personalità adulta [Adulto].

Il cervello razionale, o neocorteccia, é la sede dell' elaborazione, della valutazione, dell'associazione e della produzione di idee e concetti. Dal punto di vista dell'analisi transazionale possiamo identificarla come la personalità genitoriale [Genitore].

Questi tre cervelli, e perciò questi tre stati dell'Io o personalità, sono presenti in ognuno di noi.
Cominciano a formarsi dal momento del concepimento, e proseguono poi prendendo forma nell'infanzia, nell'adolescenza, nella giovinezza, nella maturità e nella senescenza.
Continuano a fluire raggiungendo un apice, che é il maggior momento di capacità fertile e riproduttiva, per poi ridiscendere e riassumere atteggiamenti giovanili ed infantili regressivi.

Ecco perche' nell'analisi transazionale si parla di Bambino Genitore e Adulto.
Non siamo una sola persona, ma almeno tre.

Ma non e' vero nemmeno questo...in realta' sia MOLTI di piu', anche se ci chiamiamo Giuseppe, Andrea, Carlo o Giusy, Elena e Grimilde

Non per nulla Pirandello scrive: Uno, nessuno, centomila.
Ed ecco perche' spesso ci si sente indecisi, insicuri, divisi, dilaniati da conflitti interni fra desiderio e regole, fra l'impulso e la norma, fra la voglia di liberta' e la convenienza...
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15

sabato, 26 settembre 2009, 11:50

probabilmente ti infatidisce perche' la tua parte Bambina vuole essere l'unica a ricevere attenzioni, e percio' nel tuo inconscio la vedi come una competitrice. Da qui l'istintiva antipatia, che e' una antipatia fra bambini, anche se si hanno 40anni.

Forse eri in competizione con qualcuno per le attenzioni di mamma e babbo.



io vengo dopo mio padre e mio fratello.
mia madre preferisce le figure maschili (lo ha detto esplicitamente)

e temo che mi consideri solo quando sono ammalata.
dopo 10giorni dal mio parto, mi lascio sola dicendo che nn mi dovevo abituare a lei
che aveva un figlio e un marito da accudire.

adesso con mia madre va decisamente meglio.


Ora va meglio con tua madre perche c'e' l'Adulta che controlla la situazione. Ma la bambina e' rimasta insoddisfatta a vita. Delusa amareggiata per non avere ricevuto la sensazione di essere desiderata dalla mamma.

Da qui l'ingiunzione implicita:- Non esserci! Non esistere!-, che e' deleteria per la mente di un bimbo.

Questa veniva dal Bambino interiore di tua madre, perche' lei voleva essere l'unica donna di casa, e non voleva competitrici. Ecco la Bambina con cui ti sei scontrata: la sua. E hai perduto.

Il fatto che tu esistessi solo quando non potevi competere, cioe' da malata, faceva si che tu potessi ricevere attenzioni, che altrimenti dovevano essere solo per lei.

Cosi' questa cosa ti e' rimasta appiccicata adosso, e il tuo copione si e' formato su questo pilastro:- Io non dovevo esserci. Sono uno sbaglio. Non sono degna d'amore. Sono No. Esisto solo se sono malata. Ogni volta che mi sentiro' trascurata mi ammalero'.

Ma posso essere Si se compiacio gli altri. Se compiacio il Babbo, il fratello, il marito e anche la mamma se faccio tutte le cose per bene e cerco di farla contenta. Per sentirmi Si dovro' occuparmi degli altri, essere a disposizione e farli contenti. Faro' l'infermiera, cosi tutti avranno bisogno di me, e mi vorranno bene-.

Ecco perche' quella Bambina continua la sua altalena fra il Si e il No, mentre gli altri diventano Si, se si occupano di lei, altrimenti sono No, perche' non la vedono, non l'apprezzano, non la amano.
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